Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Giornata oceani: Onu, rifiuti sono minaccia globale

E-mail Stampa PDF

Spazzatura in mare colpisce ogni paese e tutti i mari

(ANSA) - BRUXELLES, 6 GIU - Danneggia la fauna selvatica, il turismo e provoca un inquinamento potenzialmente cancerogeno alla catena alimentare: è l'immondizia, che orami è arrivata in tutti i mari del Pianeta, fino agli abissi più profondi.

Di qui l'appello del Programma Onu per l'Ambiente (Unep) per un'azione comune per combattere il fenomeno, anche alla luce degli ultimi dati: 270 specie rischiano di ingerire i rifiuti negli oceani, incluso l'86% di tutte le specie di tartarughe marine, il 44% di tutti gli uccelli marini e il 43% dei mammiferi marini.

"La spazzatura in mare - afferma Achim Steiner, direttore esecutivo dell'Unep - colpisce ogni paese e tutti i mari, e mostra in maniera molto chiara l'urgenza di passare ad un'economia verde, a basso contenuto di carbonio e più efficiente dal punto di vista dell'uso delle risorse. Una comunità o un paese che agisce in maniera isolata non sono la risposta. Dobbiamo occuparci del problema al di là dei confini nazionali e insieme al settore privato, che ha un ruolo critico da giocare sia nel ridurre i tipi di rifiuti che finiscono in mare, sia nella ricerca di nuovi materiali. E' raccogliendo insieme tutti i soggetti interessati che potremo fare la differenza".

Nel Mediterraneo, secondo dati Unep, nella top ten della spazzatura marina oltre il 40% è costituito da mozziconi di sigarette, avanzi di sigari e confezioni di tabacco. Sul podio ci sono si piazzano anche bottiglie di plastica (9,8%) e buste di plastica (8,5%), seguite da lattine di alluminio (7,6%), coperchi (7,3%), bottiglie di vetro (5,8%), il set completo del picnic usa e getta (bicchieri, piatti e posate) con il 3,8%, imballaggi e contenitori di cibo (2,5%), cannucce (2,1%) e linguette di apertura di lattine o altro (1,9%).

L'isola di immondizia in mare più nota è quella del Pacifico centrale, una sorta di 'grande pattumiera' tra California e Hawaii, di dimensioni pari a due volte il Texas.

Una preoccupazione crescente è quella della contaminazione delle specie marine e quindi della catena alimentare, con sostanze tossiche per la salute umana, rilasciate dalla plastica che abbonda negli oceani. Inoltre, i rifiuti arenati sulle spiagge e sulle coste possono avere un impatto economico serio sulle comunità che sono dipendenti dal turismo. Oggetti pesanti possono anche danneggiare habitat come le barriere coralline e avere un impatto le abitudini alimentari degli animali marini. (ANSA).

Comments

Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner