Libera Caccia sostiene l'energia nucleare

Martedì 15 Giugno 2010 04:19
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Libera Caccia:«Energia nucleare, motore di sviluppo economico»

15 giugno 2010PIOMBINO. Buona presenza di pubblico per la conferenza dal titolo "Energia nucleare per la rinascita dell'economia italiana", organizzata dall'Associazione libera caccia all'hotel Centrale. A dare il via all'incontro Alessandro Fulcheris, consigliere comunale Pdl, ma in questo caso in qualità di segretario regionale dell'Associazione.

Fulcheris ha presentato i due relatori, Ugo Spezia, ingegnere nucleare e Franco Battaglia, docente di chimica ambientale all'università di Modena. Secondo Spezia, sull'energia nucleare «vengono spesso diffuse autentiche bufale - ha esordito - che hanno il solo scopo di creare il panico. Le centrali nucleari - ha proseguito - ridurranno l'impatto ambientale evitando l'emissione di miliardi di tonnellate di fumi in atmosfera».  «Ovunque sono in funzione le centrali nucleari - ha spiegato Spezia - sono stati creati dei siti di stoccaggio senza dare problemi. In più gran parte del combustibile che viene estratto dal reattore (il 97%) viene poi riutilizzato come nuovo combustibile».  Battaglia ha parlato «dell'inutilità, anzi della dannosità, delle così dette energie alternative. Dannose per le nostre tasche e per l'ambiente, perché oltre ad essere improduttive risulteranno un grave costo per la comunità per l'istallazione e al momento dello smantellamento, mentre il nucleare oltre ad essere molto meno costoso, è efficiente e duraturo. Una centrale nucleare di 1000 MWh ha un costo di 4 miliardi di euro - ha sottolineato Battaglia - ed una durata media di 60 anni circa. Il costo complessivo viene ripagato in 8 - 10 anni e per il resto della sua attività produrrà benefici per la comunità fornendo energia con potenza costante a costi bassissimi».  «Grande soddisfazione - ha detto Fulcheris concludendo - aver contribuito ad informare. Mi preme smentire una delle tante false notizie secondo cui il nucleare fornirebbe solo il 3% di energia al mondo: ne fornisce il doppio, il 6%».

di Francesco Rossi

Fonte: Il Tirreno

 

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