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L'esercizio della caccia è vietato ai minori di 18 anni, ma non esiste di fatto una norma a tutela dei bambini condotti a caccia dal padre o dai parenti irresponsabili.
Ogni anno non mancano i casi di bambini feriti o uccisi dalle armi dei cacciatori, mentre li accompagnano nelle battute.
Numerose ricerche testimoniano che i bambini e gli adolescenti crudeli verso gli animali hanno una maggiore probabilità di manifestare in età adulta comportamenti violenti e antisociali generalizzati e ripetuti.
Le mostre venatorie aperte alle famiglie e i programmi "didattici" dei cacciatori, spesso portati avanti con i finanziamenti pubblici, promuovono attività che provocano morte e sofferenza psicologica e fisica evidente agli animali. Rischiano quindi di danneggiare la naturale empatia del bambino impedendogli di riconoscere i segnali di sofferenza e dolore di altri esseri viventi. Il Gruppo di Studio è formato da educatori, pedagogisti, psicologi, avvocati e ricercatori che lavorano anche a programmi terapeutici.