Associazione Vittime della caccia

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Sanzionati cacciatori fuori orario nelle Zone di Salvaguardia del Parco del Po torinese

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Domenica scorsa i guardiaparco del Parco del Po torinese hanno sorpreso tre cacciatori oltre l'orario di chiusura dell'attività venatoria. I tre cacciatori di Biella sparavano gli ultimi colpi alle anatre intorno alle ore 19, in una situazione di visibilità assolutamente insufficiente a garantire la sicurezza dell'azione venatoria ed a caccia chiusa.

Ad ognuno di essi è stata comminata una sanzione amministrativa di 206 euro, oltre al sequestro amministrativo del fucile. Purtroppo è da segnalare che spesso i guardiaparco contestano ai cacciatori violazioni che comportano anche il sequestro amministrativo dell'arma come in questo caso. Tale sanzione viene immediatamente inviata agli uffici regionali ed alla competente questura.

I cacciatori sanzionati possono pagare la sanzione entro 60 giorni, inviare la ricevuta ai competenti uffici regionali chiedendo il dissequestro dell'arma ed aspettare che sia emanata la relativa ordinanza per poi andare a ritirare l'arma presso gli uffici del parco del Po. Altra via è presentare ricorso entro 30 giorni contro la sanzione, sempre presso gli uffici regionali. Se il ricorso viene accolto, la regione emette ordinanza di dissequestro, altrimenti la Regione irroga una sanzione amministrativa che generalmente è maggiore rispetto a quella contestata dai guardiaparco. A questo iter si aggiungono le sanzioni della questura, che in caso di recidiva sospende la licenza di caccia per un anno.

Tutto questo per avere un anatra in più nel carniere….

 

Ma il caso non è importante per se stesso. Vi è dell'altro infatti: a proposito di sanzioni in ambito venatorio bisogna sapere che delle 106 sanzioni fatte dai guardiaparco dal 2001 ad oggi,  ben un quarto di queste sono sanzioni per motivazioni legate alla sicurezza dell'attività di caccia, che equivale a dire rispetto delle distanze di sicurezza da case, strade o ferrovie, fuori orario ecc.  A questo poi si aggiungono anche le violazioni penali, sempre legate alla sicurezza: caccia senza occhiali, caccia da auto, ed infine da aggiungere le denuncie penali per porto abusivo d'armi e caccia senza licenza.

Questa attività di controllo è oggi possibile in quanto la Zona di Salvaguardia del Parco del Po è affidata all'Ente di gestione e quindi anche alla vigilanza dei guardiaparco. Certo è che, se sarà approvato il disegno di legge n.54 proposto dalla giunta regionale, tale area sarà stralciata dalle competenze del parco, forse con gioia dei cacciatori scorretti, oltre che di chi scarica rifiuti, e comunque di chi si comporta non nel rispetto della legge, ovvero del rispetto degli altri e dell'ambiente. E le persone corrette? Quelle che cacciano o pescano seguendo le regole? Le persone che vorrebbero pedalare lungo il parco senza fare lo slalom fra i rifiuti? Saranno meno protette da questi comportamenti illeciti e pericolosi anche per l'incolumità di chi frequenta la fascia fluviale, perché chi seguiva queste aree sino ad oggi non potrà più dedicarsi a queste attività.

Ma, soprattutto, non potranno affidarsi più ad un ente di coordinamento che con i cacciatori corretti, i pescatori regolari e con i Comuni virtuosi può trovare soluzioni per poter vivere e frequentare in sicurezza le sponde del Po: un lavoro difficile ma fattibile a patto di fare alleanze e poter lavorare tutti insieme.

Gianni Abbona -Responsabile servizio di vigilanza -            Ippolito Ostellino - Direttore dell'Ente di gestione

Fonte: www.parks.it

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