Associazione Vittime della caccia

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PESARO: SCOPERTO BRACCONIERE IN RISERVA NATURALE

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(AGENPARL) – Roma, 11 mag – Un bracconiere operante da tempo nella Riserva Naturale Statale “Gola del Furlo” è stato scoperto e denunciato all’autorità giudiziaria grazie ad una indagine cominciata nel febbraio 2010 e terminata recentemente. L’ indagine svolta in collaborazione tra il Corpo Forestale dello Stato, il Corpo di Polizia Locale Provinciale, e la Polizia Scientifica di Urbino e Roma, ha portato alla scoperta dell’autore del posizionamento di numerosi lacci in acciaio che hanno causato la morte tra atroci sofferenze di alcuni cinghiali. L’indagine era iniziata nel mese di febbraio 2010 quando gli Agenti del Corpo di Polizia Provinciale di Pesaro avevano rinvenuto all’interno della Riserva Naturale Statale del Furlo, alcuni lacci in acciaio posizionati nei sentieri di transito dei cinghiali. In uno di questi lacci peraltro era stato rinvenuto un cinghiale ancora vivo ma in condizioni disastrose con l’arto spezzato e l’osso fuoriuscito. Gli Agenti, dopo aver sequestrato i lacci, avevano informato immediatamente la Procura della Repubblica di Urbino. Le indagini giudiziarie venivano coordinate dal Pubblico Ministero Dott. Claudio Coassin e sviluppate dal Corpo Forestale dello Stato presso la Sezione di P.G. della Procura della Repubblica di Urbino. Venivano eseguiti controlli mirati su alcune persone con accurati pedinamenti. Proprio una di queste persone, del tutto inconsapevole di essere controllata, si dirigeva infine verso il Monte Pietralata dove erano stati rivenuti i lacci.

L’uomo, 60 anni di Acqualagna, veniva seguito per oltre due ore all’interno del bosco da un Agente il quale, dopo averlo tenuto costantemente sotto controllo annotando ogni sua azione (tra cui il posizionamento di un laccio armato su uno stradino), lo fermava con in mano un altro laccio già costruito e pronto per essere piazzato. I lacci venivano sequestrati e l’uomo denunciato all’Autorità Giudiziaria. Nei giorni seguenti tutta l’area del Monte Pietralata veniva controllata permettendo di rinvenire una ventina di lacci in acciaio già armati nei quali erano rimasti accalappiati altri 2 cinghiali. Le indagini affidate al Corpo Forestale dello Stato presso la Procura di Urbino proseguivano con il conferimento di un incarico alla Polizia Scientifica di Urbino e Roma. I risultati delle indagini scientifiche confermavano che i numerosi lacci in acciaio rinvenuti in precedenza erano uguali per materiale usato e tecniche di costruzione a quelli trovati in mano all’indagato. Le indagini si sono concluse recentemente con la contestazione da parte del Pubblico Ministero alla persona indagata, di numerose contravvenzioni alla Legge sulla caccia n. 157/1992 e del delitto di uccisone di animali art. 544 bis c.p. Sulla questione il Comandante Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, V.Q.A.F. Maurizio Cattoi ha dichiarato: “la collaborazione tra le Forze di Polizia e le tecniche scientifiche utilizzate ormai frequentemente nel settore ambientale sono risultate ancora una volta determinanti, per la soluzione del caso in questione riguardante, lo ricordo, un’area ad altissima valenza ambientale come la Riserva Statale del Furlo dove l’attività di vigilanza del C.F.S. e delle altre Forze di Polizia è costante”.

Fonte: www.agenparl.it

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