Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

Ferito a fucilate un bellissimo esemplare di Barbagianni, non viene soccorso e muore dissanguato

E-mail Stampa PDF


ACQUEDOLCI (ME)- Nella giornata del 2-05-2011 è stato trovato da un anziano signore ad Acquedolci (ME), un magnifico esemplare di Barbagianni ferito probabilmente ad opera di qualche bracconiere. Il rapace specie protetta dalla Legge 157/92 e dalla Convenzione di Washington sulle specie in via d'estinzione, perdeva molto sangue da un'ala e l'uomo non sapendo come poterlo aiutare si ricordò che sul posto c'erano due volontarie Enpa. Così si è messo in contatto con una di loro. La ragazza si è immediatamente attivata chiamando il Corpo Forestale dello Stato del vicino distaccamento di San Fratello paesino arroccato tra i Monti Nebrodi la più grande Area Protetta della Sicilia, a 640 metri sul livello del mare. Acquedolci è a livello del mare, precisazione vitale se un soccorso deve essere fatto in una giornata di forte vento e pioggia da parte di una volontaria che si sente rispondere dalla Forestale che loro non possono andare ad Acquedolci a prendere il Barbagianni e che quindi sarebbe dovuta essere lei stessa a doverlo portare lì da loro. A questo l'aggiunta incresciosa nel chiedere di non farlo a quell'ora (erano già le 12) ma nel pomeriggio quando avrebbero riaperto gli uffici. Il Barbagianni è stato così portato alle 16 del pomeriggio dalla stessa volontaria, trovato un passaggio, la quale ha affrontando strade impervie all'ottavo mese di gravidanza per andare al distaccamento della forestale, sotto la pioggia a San Fratello, luogo ancora posto come a rischio frana dopo i fatti di Messina, ma, per il rapace non c'è stato nulla da fare, aveva perso troppo sangue si presume dalla notte fino al pomeriggio ed è giunto carcassa. Lì è stata chiesta copia del verbale ed è stato altresì risposto con fare sommario e da incompetente che non era nelle loro mansioni rilasciarne.

 

L'unico Centro recupero per la fauna selvatica si trova a Messina e sarebbero occorse altre ore prima che l'animale potesse finalmente avere il legittimo soccorso e di passaggi e incurie ne sono state fatte a iosa fino al punto di perdere un esemplare che avrebbe, invece essere, dovuto e potuto, salvato. Non ci sono dubbi sulle ripetute motivazioni di questi ultimi tempi addotte dalla Forestale che opera nei Nebrodi nell'esimersi al raccogliere Fauna protetta e sul chiedere ai cittadini di occuparsene sia se portarli lì da loro che addirittura a Messina. Poche risorse umane, scarsi mezzi, "orari d'ufficio" ed intanto nell'ultima settimana non sono stati soccorsi varie altre specie.
Già il giorno prima della Pasqua la stessa volontaria era stata chiamata per un pipistrello, altra specie protetta e anche in quella occasione è stata la stessa ragazza che si è dovuta adoperare a fare arrivare a Messina l'animale ...in treno. Se la Forestale non è messa in condizione di operare dovrebbe denunciare chi non permette l'esecuzione delle opere che li legittimano altrimenti non farlo equivale ad una omissione. Tutto quello che si sa è la sola incapacità di fare fronte a quello che è nei loro doveri. E nel frattempo specie necessarie,utilissime all'uomo, meravigliosi esemplari protetti, continuano a morire in un territorio che la Legge ha sancito è a tutela di questi animali.

 

Fonte: www.ilquotidianosiciliano.it

 

Comments

Per poter lasciare o leggere i commenti bisogna essere iscritti.
 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.

Banner