WWF e Legambiente: i censimenti della fauna non possono farli i cacciatori

Martedì 19 Luglio 2011 15:13
Stampa

La fauna selvatica e’ un bene comune e va salvaguardata. Chi esercita la caccia non puo’ garantire l’imparzialità nei censimenti delle vittime.

L’avifauna alpina, gallo forcello e coturnice, ha subito negli ultimi decenni un grave calo demografico attribuibile a molti fattori, primo fra tutti le radicali modificazioni ambientali e una fallimentare gestione venatoria. Alla luce di questo dalla fine degli anni ‘80 la Regione, e di riflesso la Provincia, hanno iniziato a programmare una gestione virtuosa delle specie, fondata su piani di abbattimento conservativi, scaturiti da censimenti primaverili ed estivi svolti in maniera il più possiblile “scientifica”. Tale attività è di competenza, secondo la Legge, del personale di vigilanza venatoria delle Provincie, che, per ragioni contingenti (es. conduttori di cani da ferma) puo’ avvalersi della collaborazione dei cacciatori. In questo modo l’Ente ha sempre mantenuto la direzione tecnica ed il diretto controllo delle attività di conteggio. Il ruolo di garante esercitato dalla Provincia ha permesso fino ad ora di mantenere gli standard operativi a livelli accettabili, pur in una materia soggetta a difficili equilibri e ad abusi .

Passiamo al triste presente.

Ora abbiamo saputo che è in fase di approvazione da parte della Giunta provinciale di Lecco un Regolamento per l’esecuzione dei censimenti di fauna selvatica ( non si capisce se sostenuto o suggerito da alcuni gruppi di cacciatori appartenenti alla parte peggiore del mondo venatorio, privi delle minime competenze tecniche e ricchi solo di demagogia), che prevede che i censimenti vengano svolti unicamente dai cacciatori, estromettendo il personale di vigilanza e quindi privandoli di ogni forma di controllo e di garanzia da parte della Provincia. Questo permetterebbe di incrementare i risultati dei censimenti e di conseguenza i piani di abbattimento. Di fatto si assisterebbe ad un saccheggio irrimediabile di una risorsa che necessita invece di una gestione virtuosa.

I Comitati Caccia, proponendo e l’Ente Provincia recependo i piani di abbattimento formulati su una raccolta di dati di questo tipo, si esporrebbero al rischio di legittimi ricorsi e di giustificate polemiche.

Ci risulta che una parte seria e preparata di cacciatori (vedi Comitato gestione caccia Alpi lecchesi) non è d’accordo con tale modalità di censimento e ha inviato una lettera cautelativa alla Provincia affinchè sostanzialmente detto Regolamento non venga approvato e applicato.

Per questi motivi è assolutamente necessario bloccare l’applicazione di simile metodologia, purtroppo già sperimentata in alcuni casi, e trovare modalità e risorse per censimenti il più possibile veritieri, perchè non è possibile che la fauna selvatica, da considerarsi un bene comune, venga sacrificata e lasciata alle incontrollate ed egoistiche scelte di agguerrite minoranze. La fauna va protetta, così come deve essere rispettata la volontà dei Cittadini che recentemente si sono espressi a grande maggioranza per la salvaguardia dei beni comuni.

Legambiente Lecco- WWF

 

Commenti Facebook

Da questo semplice form potrete collegarvi direttamente al vostro account su facebook.