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SICCITA’: LA LAC MARCHE CHIEDE DI SOSPENDERE L’APERTURA DELLA CACCIA

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SICCITA’: LA LAC MARCHE CHIEDE DI SOSPENDERE L’APERTURA DELLA CACCIA

Posticipare l’apertura della caccia, prevista per domenica 18 Settembre, all’inizio di ottobre. Questa è la richiesta ufficiale che la LAC Marche fa all’assessore regionale alla caccia Paolo Petrini a causa del prolungarsi della siccità nella Regione ed in tutta Italia

Ormai sono più di 40 giorni che nelle Marche non cade una goccia d’acqua e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. A parte i numerosi incendi, tutti dolosi, appiccati in varie parti della Regione da criminali senza scrupoli, che riescono quasi sempre a farla franca, il paesaggio delle nostre montagne e colline ha assunto ormai le tinte giallo/marroni tipiche del mese di novembre inoltrato. E’ la normale difesa della vegetazione che, per sopravvivere a questo eccezionale ed anomalo periodo di siccità, “reagisce” accelerando il processo di appassimento delle foglie per non compromettere in maniera irreversibile il proprio apparato radicale. Ma non sono ovviamente solo le piante a subire le conseguenze della siccità. Anche tutte le specie animali selvatiche sono in estrema difficoltà, a causa del prosciugamento delle sorgenti d’acqua di montagna, che hanno costretto gli animali a spostarsi in massa nei fondovalle, verso i fiumi, la cui portata è però anch’essa ridotta ai minimi storici. Queste condizioni climatiche estreme stanno quindi mettendo a dura prova molte specie selvatiche, soprattutto quelle che nel nostro Paese raggiungono il limite meridionale del proprio areale, causando un peggioramento dello stato fisico degli animali rispetto alle annate normali, riducendone il successo riproduttivo e aumentando la mortalità di giovani e adulti in quanto più esposti a malattie e ai predatori. Le risorse alimentari sono ridotte, soprattutto nel caso di specie che si nutrono di bacche, semi e insetti, ma anche le specie erbivore trovano estrema difficoltà a nutrirsi a causa delle praterie completamente essiccate, ed in mancanza di acqua da bere, in grado di compensare il basso tenore idrico presente nei tessuti vegetali. Con il perdurare della crisi idrica, inoltre, molti ambienti palustri sono completamente essiccati, costringendo quindi gli animali a concentrarsi nelle poche pozze d’acqua rimaste allagate, diventando però così un facile bersaglio per i cacciatori, cui basterà appostarsi nei paraggi per fare di loro un’autentica carneficina!
Per tutte queste motivazioni, peraltro ampiamente condivise dall’ISPRA, la LAC chiede all’assessorato alla caccia delle Marche la sospensione dell’apertura della caccia e la sua posticipazione al 2 Ottobre, sperando che per quella data le condizioni climatiche regionali e nazionali siano sensibilmente migliorate e rientrate nella normalità.

Danilo Baldini – Delegato responsabile LAC per le Marche

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