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Direttiva Comunitaria sulla tutela penale dell’ambiente e inadeguato recepimento da parte dell’Italia: interrogazione alla Commissione UE dell’on. Zanoni conferma le critiche avanzate dalla LAV, chiesta l’apertura di una procedura d’infrazione

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Comunicato stampa LAV 14 settembre 2011

Direttiva Comunitaria sulla tutela penale dell’ambiente e inadeguato recepimento da parte dell’Italia:

interrogazione alla Commissione UE dell’on. Zanoni conferma le critiche avanzate dalla LAV, chiesta l’apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia


Nemmeno un mese di vita e il Decreto Legislativo 121* di recepimento della direttiva 2008/99 che avrebbe dovuto disporre l’inasprimento delle pene previste nei confronti di chi compie reati a danno dell’ambiente e degli animali è ora oggetto di un’interrogazione rivolta alla Commissione Europea dall’europarlamentare Andrea Zanoni (Idv). Nell’atto depositato il 13 settembre, Zanoni informa la Commissione del “cattivo recepimento” della Direttiva e chiede se non “vi siano chiaramente gli estremi per aprire una procedura di infrazione” nei confronti del nostro Paese.

Questo Decreto è da subito apparso del tutto difforme rispetto alle prescrizioni dettate dalla Direttiva. Tale Direttiva, infatti, richiede l’inasprimento delle pene previste nei confronti di coloro che si rendono responsabili di reati a danno di animali ed ambiente.

L’inasprimento richiesto dalla Direttiva dovrebbe essere soprattutto un deterrente che scoraggi eventuali azioni criminali ma, come è stato poi dimostrato, nella realtà dei fatti i contenuti del Decreto di recepimento sono del tutto inadeguati alle previsioni della Direttiva. In molti casi le pene previste non cambiano, in altri, addirittura, diminuiscono rispetto a quelle già previste dalla normativa nazionale vigente, al punto che, come spiegato dall’Ufficio Legale della LAV, si rischia di più a rubare un paio di calzini al supermercato che ad uccidere un lupo!

“Nonostante le numerose critiche rivolte dalla nostra associazione e le richieste di revisione del Decreto Legislativo – commenta la LAV – il Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo ha deciso che così com’è questo provvedimento recepisce quanto richiesto dalla direttiva comunitaria”.

“La posizione dell’Italia, che già in altre occasioni è stata condannata a pagare per le infrazioni alla direttiva in materia di tutela degli uccelli migratori, rischia di determinare un altro verdetto di condanna da parte della Corte di Giustizia Europea - conclude la LAV - per questo chiediamo con  convinzione al Ministro Prestigiacomo di porre subito rimedio”.

Solo una completa revisione del testo del Decreto Legislativo n.121 potrebbe metterci al riparo da una nuova procedura d’infrazione: non è accettabile che, mentre l’Unione Europea chiede di innalzare il livello di tutela ambientale, l’Italia si distingua per la sua inadempienza che potrebbe comportare il pagamento di multe milionarie.

*“Attuazione delle direttiva 2008/99/CE sulla tutela penale dell'ambiente, nonché della direttiva 2009/123/CE, che modifica la direttiva 2005/35/CE, relativa all'inquinamento provocato dalle navi e all'introduzione di sanzioni per violazioni”

14.09.2011 - Ufficio Stampa LAV

 

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