Associazione Vittime della caccia

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Caccia. Appello delle associazioni a Rutelli: «Ritirare il subemendamento Molinari.»

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Comunicato Stampa 14 Settembre 2011

AMICI DELLA TERRA - ANIMALISTI ITALIANI - ENPA - FARE VERDE - LAC - LAV - LIPU - NO ALLA CACCIA - VAS - WWF

Caccia. Appello delle associazioni a Rutelli: «Ritirare il subemendamento Molinari.»

Roma, 14 settembre 2011 – «Chiediamo al presidente dell’Api, Francesco Rutelli, di fermare la gravissima proposta di “caccia selvaggia” avanzata dal senatore Molinari, che dell’Api fa parte: nessuno meglio di Rutelli, con il suo percorso e con la sua esperienza, può comprendere le devastanti conseguenze che quella proposta avrebbe su tutta la fauna protetta del nostro Paese e sulla gestione della materia, grazie alla possibilità di sparare sempre, dovunque e comunque con il pretesto del “controllo” della fauna. Un espediente che minaccia di porre a rischio l’intero patrimonio faunistico.»

E’ questo l’appello lanciato al Presidente dell’Api dopo il terremoto scatenato in queste ore dalla presentazione in Commissione Ambiente, da parte del Senatore Molinari, di un subemendamento al disegno di legge di modifica della legge nazionale sui parchi, numero 394/ 91, relatore il Senatore Orsi, che prevede una clamorosa deregulation venatoria sotto forma di “controllo faunistico”.

«Negli anni scorsi abbiamo respinto i ripetuti assalti dell’estremismo venatorio, che voleva la totale deregulation – proseguono le associazioni – forti come siamo di una grande mobilitazione, della indignazione dell’opinione pubblica e del sostegno di molti parlamentari; tutti noi siamo consapevoli che la crisi così profonda che la biodiversità attraversa ha bisogno di risposte serie ed efficaci e non può tollerare ulteriori colpi in nome di una caccia insostenibile. Il duro scontro, durato fino a un anno fa, si è concluso con un importante gesto del Parlamento che ha deciso l’adeguamento alle regole europee della normativa italiana, la legge 157/1992, che tutela la fauna e regolamenta la caccia.»

Non può dunque sfuggire a chi rappresenta le istituzioni che gli effetti dell’attuale tentativo di “caccia selvaggia”, ancorché sotto mentite spoglie, spazzerebbero via anche questo adeguamento alla volontà europea, e questo nonostante l’Italia abbia già ricevuto una dura condanna per le sue inadempienze, a causa della pratica di un esercizio venatorio scorretto senza freni.

«A Rutelli, nel renderci disponibili ad un incontro di approfondimento, rivolgiamo il nostro
appello – concludono le associazioni - affinché intervenga per far ritirare senza esitazion l’emendamento e si pronunci, a nome del suo gruppo, contro ogni tentazione di deregulatio venatoria. Vogliamo essere cittadini d’Europa e non tornare al ruolo vergognoso di maglinere dell’ambiente, di barbari del Continente per le stragi di biodiversità, patrimonio comune dell’Unione e della collettività.»

 

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