Giovedì 05 Agosto 2010 15:53
Immagine: © Egidio Magnani
05/08/10 La Giunta Regionale, nella seduta del 4 agosto scorso, ha approvato Programma e Calendario venatorio 2010/2011. Ne dà notizia l’Assessore Regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefàno. Il testo finale di Calendario Venatorio realizza una sintesi delle proposte e dei pareri formulati dalle Province, dall’ISPRA e dal Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Regionale, con l’intento di tenere insieme obiettivi ed aspettative proprie del mondo venatorio, ma anche agricolo ed ambientalista. Il provvedimento approvato tiene doverosamente conto delle nuove recenti disposizioni contenute nell’art. 42 della Legge n° 96 del 04.06.2010 (legge Comunitaria 2009), di modifica della Legge n° 157/92, ma anche degli indirizzi esplicitati nel documento elaborato dall’ISPRA, datato 28 luglio 2010, avente ad oggetto proprio la indicazione di criteri “Guida per la stesura del calendari venatori regionali”.
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Mercoledì 04 Agosto 2010 09:32
Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-03602
Atto n. 4-03602 Pubblicato il 4 agosto 2010 Seduta n. 419
DELLA SETA - Al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -
Premesso che:
l'art. 7 della direttiva 79/409/CEE (definita "direttiva uccelli") stabilisce che gli uccelli selvatici non possono essere cacciati durante la stagione riproduttiva e di dipendenza dei giovani dai genitori e, per quanto riguarda i migratori, durante il ritorno ai luoghi di nidificazione (migrazione prenuziale). Questi principi sono motivati da evidenti ragioni biologiche e di conservazione che possono essere sintetizzate come segue: il prelievo di individui nidificanti ha pesanti ripercussioni negative sulla dinamica della popolazione interessata poiché elimina la fonte stessa del reclutamento, costituita dalla loro progenie; il prelievo di individui che hanno ancora giovani dipendenti dalle loro cure può determinare un elevato tasso di mortalità tra questi ultimi, innescando un fenomeno simile a quello appena descritto; il prelievo di individui durante il ritorno ai luoghi di nidificazione può determinare alterazioni nella struttura delle popolazioni (rapporto numerico tra le classi di sesso e di età) e tende ad eliminare i riproduttori migliori;
questa strategia tende ad ottimizzare i tempi della riproduzione, facendo sì che, al loro arrivo, le femmine trovino già i maschi insediati nei rispettivi territori, il che consente un inizio immediato delle attività di corteggiamento, accoppiamento e nidificazione;
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Martedì 15 Giugno 2010 10:15
14-06-10
(ASCA) - Roma, 14 giu - ''Ridurre la stagione di caccia e proteggere molte specie di uccelli fino ad oggi cacciabili''.
Sono i cambiamenti previsti dall'articolo 42 approvato con la legge Comunitaria 2009: per questo le associazioni ambientaliste e animaliste chiedono a Regioni e Province di adeguare i propri atti, altrimenti e' a rischio la prossima stagione venatoria.
''Abbiamo inviato puntuali note a tutte le Regioni e Province autonome italiane ed ai Ministri competenti segnalando l'obbligo di ridurre la durata della stagione venatoria e il numero delle specie cacciabili, in ottemperanza delle modifiche apportate alla legge 157/1992 dalla legge Comunitaria 2009'', rendono noto Animalisti italiani, Amici della Terra, Enpa, Fai, Fare Verde, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia, Vas, Wwf Italia, ''chiarendo, con un dettagliato dossier tecnico di accompagnamento, come l'adeguamento debba avvenire e cosa potrebbe accadere in caso contrario''.
''L'articolo 42 della legge Comunitaria 2009, che ha modificato la legge 157/1992 recependo passaggi importanti della direttiva Uccelli e delle prescrizioni contenute nella procedura di infrazione comunitaria aperta contro l'Italia, prevede per il nostro Paese nuovi e stringenti obblighi in fatto di tutela della fauna e regolamentazione dell'attivita' venatoria'', spiegano, ''tra questi, vanno anzitutto segnalati l'obbligo, da parte di Stato e regioni, di vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli (nuovo articolo 18, comma 1 bis, della legge 157/92) e l'obbligo di mantenere o riportare le specie di uccelli selvatici ad uno stato di conservazione soddisfacente (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92)''.
''Nel primo caso, si impone un'immediata contrazione dei calendari venatori, con una prudente chiusura al 31 dicembre della caccia a tutte le specie di uccelli (per il principio della completa protezione delle specie) o comunque, nell'ipotesi meno protezionistica, con la cancellazione di tutta o gran parte della caccia a gennaio per varie specie (stop al 31 dicembre per Germano reale, Alzavola, Codone, Canapiglia; al 10 gennaio per Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena; al 20 gennaio per Folaga e Combattente).
Nel secondo caso e' invece obbligatorio non inserire nelle liste delle specie cacciabili quelle che versano in cattivo stato di conservazione (Pernice rossa, Pavoncella, Coturnice e lo stesso Combattente, tutte specie classificate come SPEC 2) e sospendere la cacciabilita' per altre 14 specie di uccelli in cattivo stato di salute, nell'attesa che vengano predisposti adeguati piani di azione''.
res-mpd/mcc/ss
Fonte : Asca
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Martedì 15 Giugno 2010 05:49
14 giugno 2010
Animalisti italiani - Amici della Terra - Enpa - Fai - Fare Verde – Greenpeace
Italia Nostra - Lac - Lav – Legambiente
Lipu-BIRDLIFE ITALIA - Vas - Wwf Italia
COMUNICATO STAMPA
CACCIA, RIVOLUZIONE IN VISTA PER I CALENDARI VENATORI
“Ridurre la stagione di caccia e proteggere molte specie di uccelli fino ad oggi cacciabili”.
Sono i cambiamenti previsti dall’articolo 42 approvato con la legge Comunitaria 2009.
Le associazioni ambientaliste e animaliste:
“Regioni e Province adeguino i propri atti o a rischio la prossima stagione venatoria”
“Abbiamo inviato puntuali note a tutte le Regioni e Province autonome italiane ed ai Ministri competenti segnalando l’obbligo di ridurre la durata della stagione venatoria e il numero delle specie cacciabili, in ottemperanza delle modifiche apportate alla legge 157/1992 dalla legge Comunitaria 2009”.
Lo rendono noto le associazioni Animalisti italiani, Amici della Terra, Enpa, Fai, Fare Verde, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Vas, Wwf Italia, chiarendo, con un dettagliato dossier tecnico di accompagnamento, come l’adeguamento debba avvenire e cosa potrebbe accadere in caso contrario.
“L’articolo 42 della legge Comunitaria 2009, che ha modificato la legge 157/1992 recependo passaggi importanti della direttiva Uccelli e delle prescrizioni contenute nella procedura di infrazione comunitaria aperta contro l’Italia, prevede per il nostro Paese nuovi e stringenti obblighi in fatto di tutela della fauna e regolamentazione dell’attività venatoria.
“Tra questi, vanno anzitutto segnalati l’obbligo, da parte di Stato e regioni, di vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli (nuovo articolo 18, comma 1 bis, della legge 157/92) e l’obbligo di mantenere o riportare le specie di uccelli selvatici ad uno stato di conservazione soddisfacente (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92).
“Nel primo caso, si impone un’immediata contrazione dei calendari venatori, con una prudente chiusura al 31 dicembre della caccia a tutte le specie di uccelli (per il principio della completa protezione delle specie) o comunque, nell’ipotesi meno protezionistica, con la cancellazione di tutta o gran parte della caccia a gennaio per varie specie (stop al 31 dicembre per Germano reale, Alzavola, Codone, Canapiglia; al 10 gennaio per Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena; al 20 gennaio per Folaga e Combattente).
“Nel secondo caso è invece obbligatorio non inserire nelle liste delle specie cacciabili quelle che versano in cattivo stato di conservazione (Pernice rossa, Pavoncella, Coturnice e lo stesso Combattente, tutte specie classificate come SPEC 2) e sospendere la cacciabilità per altre 14 specie di uccelli in cattivo stato di salute, nell’attesa che vengano predisposti adeguati piani di azione.
“Tra gli obblighi derivanti dalla legge Comunitaria 2009 vanno segnalati anche il posticipo dell’apertura della caccia per varie specie, l’estensione delle misure di tutela previste per le ZPS (Zone di protezione Speciale) anche agli habitat esterni alla Rete (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92) e il divieto di concedere deroghe in assenza del previsto DPR che dovrà ulteriormente regolare la materia.
“C’è inoltre l’obbligo, ribadito dalla recente sentenza della Corte di Giustizia europea, di sottoporre tutti i Piani faunistico-venatori a valutazione d’incidenza per quanto riguarda l’attività venatoria, senza la quale (o in caso di suo esito non favorevole) la caccia nei siti della Rete Natura 2000 deve essere vietata.
“Si tratta di un tardivo ma importante adeguamento dell’attività venatoria in Italia che introduce elementi di tutela ormai improcrastinabili e che dovranno essere applicati sin dalla prossima stagione di caccia, per evitare una legittima pioggia di ricorsi e impugnazioni che farebbe saltare l’intera stagione venatoria 2010-2011”.
“Ci appelliamo – concludono le associazioni - al senso di responsabilità dei governi regionali e dei ministri, in particolare dell’Ambiente e dell’Agricoltura, affinché la nuova legge apra una stagione di tutela della natura e rispetto delle regole anziché di nuove infrazioni e pesanti contenziosi”.
14 giugno 2010
UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA
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Lunedì 14 Giugno 2010 15:49
14 giugno 2010
Animalisti italiani - Amici della Terra - Enpa - Fai - Fare Verde – Greenpeace
Italia Nostra - Lac - Lav – Legambiente
Lipu-BIRDLIFE ITALIA - Vas - Wwf Italia
COMUNICATO STAMPA
CACCIA, RIVOLUZIONE IN VISTA PER I CALENDARI VENATORI
“Ridurre la stagione di caccia e proteggere molte specie di uccelli fino ad oggi cacciabili”.
Sono i cambiamenti previsti dall’articolo 42 approvato con la legge Comunitaria 2009.
Le associazioni ambientaliste e animaliste:
“Regioni e Province adeguino i propri atti o a rischio la prossima stagione venatoria”
“Abbiamo inviato puntuali note a tutte le Regioni e Province autonome italiane ed ai Ministri competenti segnalando l’obbligo di ridurre la durata della stagione venatoria e il numero delle specie cacciabili, in ottemperanza delle modifiche apportate alla legge 157/1992 dalla legge Comunitaria 2009”.
Lo rendono noto le associazioni Animalisti italiani, Amici della Terra, Enpa, Fai, Fare Verde, Greenpeace, Italia Nostra, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, Vas, Wwf Italia, chiarendo, con un dettagliato dossier tecnico di accompagnamento, come l’adeguamento debba avvenire e cosa potrebbe accadere in caso contrario.
“L’articolo 42 della legge Comunitaria 2009, che ha modificato la legge 157/1992 recependo passaggi importanti della direttiva Uccelli e delle prescrizioni contenute nella procedura di infrazione comunitaria aperta contro l’Italia, prevede per il nostro Paese nuovi e stringenti obblighi in fatto di tutela della fauna e regolamentazione dell’attività venatoria.
“Tra questi, vanno anzitutto segnalati l’obbligo, da parte di Stato e regioni, di vietare la caccia nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli (nuovo articolo 18, comma 1 bis, della legge 157/92) e l’obbligo di mantenere o riportare le specie di uccelli selvatici ad uno stato di conservazione soddisfacente (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92).
“Nel primo caso, si impone un’immediata contrazione dei calendari venatori, con una prudente chiusura al 31 dicembre della caccia a tutte le specie di uccelli (per il principio della completa protezione delle specie) o comunque, nell’ipotesi meno protezionistica, con la cancellazione di tutta o gran parte della caccia a gennaio per varie specie (stop al 31 dicembre per Germano reale, Alzavola, Codone, Canapiglia; al 10 gennaio per Beccaccia, Tordo bottaccio, Tordo sassello, Cesena; al 20 gennaio per Folaga e Combattente).
“Nel secondo caso è invece obbligatorio non inserire nelle liste delle specie cacciabili quelle che versano in cattivo stato di conservazione (Pernice rossa, Pavoncella, Coturnice e lo stesso Combattente, tutte specie classificate come SPEC 2) e sospendere la cacciabilità per altre 14 specie di uccelli in cattivo stato di salute, nell’attesa che vengano predisposti adeguati piani di azione.
“Tra gli obblighi derivanti dalla legge Comunitaria 2009 vanno segnalati anche il posticipo dell’apertura della caccia per varie specie, l’estensione delle misure di tutela previste per le ZPS (Zone di protezione Speciale) anche agli habitat esterni alla Rete (nuovo articolo 1, comma 1 bis, della legge 157/92) e il divieto di concedere deroghe in assenza del previsto DPR che dovrà ulteriormente regolare la materia.
“C’è inoltre l’obbligo, ribadito dalla recente sentenza della Corte di Giustizia europea, di sottoporre tutti i Piani faunistico-venatori a valutazione d’incidenza per quanto riguarda l’attività venatoria, senza la quale (o in caso di suo esito non favorevole) la caccia nei siti della Rete Natura 2000 deve essere vietata.
“Si tratta di un tardivo ma importante adeguamento dell’attività venatoria in Italia che introduce elementi di tutela ormai improcrastinabili e che dovranno essere applicati sin dalla prossima stagione di caccia, per evitare una legittima pioggia di ricorsi e impugnazioni che farebbe saltare l’intera stagione venatoria 2010-2011”.
“Ci appelliamo – concludono le associazioni - al senso di responsabilità dei governi regionali e dei ministri, in particolare dell’Ambiente e dell’Agricoltura, affinché la nuova legge apra una stagione di tutela della natura e rispetto delle regole anziché di nuove infrazioni e pesanti contenziosi”.
14 giugno 2010
UFFICIO STAMPA LIPU-BIRDLIFE ITALIA
0521.1910706 – 340.3642091 –
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