on. Andrea Zanoni (IDV) - Comunicato stampa 1 ottobre 2012
Veneto inquisito dall'Ue sulla caccia
La Commissione europea identifica nel calendario venatorio veneto elementi “potenzialmente incompatibili” con la Direttiva Uccelli. Al via l'indagine. Andrea Zanoni (IdV): “Era scontato. Ormai a Bruxelles le bravate venatorie di Zaia e Stival sono famose”. Potočnik lo aveva detto: quest'anno arrivano le multe
“La Commissione europea ha preso atto delle informazioni fornite dall’onorevole parlamentare e ha identificato alcuni elementi potenzialmente incompatibili con la direttiva 2009/147/CE sugli uccelli. La Commissione contatterà le autorità italiane per ottenere informazioni più dettagliate. Dopo aver valutato la situazione, la Commissione deciderà in merito alle misure da adottare per garantire una piena conformità ai requisiti della direttiva”. Questa è la risposta integrale del Commissario Ue all'Ambiente Janez Potočnik all'interrogazione di Andrea Zanoni, eurodeputato IdV, sull'incompatibilità del calendario venatorio veneto con la normativa europea. Zanoni: “Ormai a Bruxelles hanno capito bene che la Giunta Zaia, invece di fare rispettare la direttiva Uccelli, fa di tutto per assecondare ciecamente la lobby ingorda dei cacciatori”.
Sotto accusa: 1) l’apertura della caccia a ben 23 specie di uccelli, migratori e non, il 16 settembre ovvero durante le fasi della dipendenza; 2) la chiusura della caccia a ben 20 diverse specie di uccelli migratori dopo l’inizio del ritorno al luogo di nidificazione; 3) l’attività di addestramento dei cani da caccia dalla terza domenica di agosto quando alcune specie non hanno completato la riproduzione o vi è ancora una dipendenza dei giovani; 4) carnieri giornalieri e stagionali incompatibili con lo stato di conservazione di quattro specie di uccelli migratori; 5) caccia a due specie di uccelli migratori che dovrebbero essere protetti dato il loro status negativo.
“Aprire la caccia durante un periodo così sensibile per gli uccelli, come le fasi della dipendenza e il ritorno al luogo di nidificazione, costituisce una chiara violazione della Direttiva Ue Uccelli e sbeffeggia la guida per la stesura dei calendari venatori mandata dall'Istituto Superiore per la Ricerca Ambientale ISPRA a tutte le regioni italiane”, incalza Zanoni. “Non avevo dubbi che l'Ue avrebbe aperto un procedimento nei confronti del Veneto. Caccia in deroga, caccia con la siccità, caccia a specie rare, cattura con le reti di specie presenti nella lista rossa degli uccelli migratori, i peccati venatori di Zaia e Stival non si contano più”.
“Fortunatamente c'è l'Europa a garantire ai cittadini del Veneto che anche nella loro regione le leggi sulla tutela della natura e dell'ambiente vengano rispettate – conclude l'eurodeputato – Adesso restiamo in attesa dell'indagine della Commissione. Ma Potočnik lo aveva detto già a maggio scorso: se anche quest'anno continuano le deroghe irregolari allora scattano le sanzioni”.
Ufficio Stampa On. Andrea Zanoni - Sito www.andreazanoni.it
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La Commissione europea identifica nel calendario venatorio veneto elementi “potenzialmente incompatibili” con la Direttiva Uccelli. “La Commissione europea ha preso atto delle informazioni fornite dall’onorevole parlamentare e ha identificato alcuni elementi potenzialmente incompatibili con la direttiva 2009/147/CE sugli uccelli. La Commissione contatterà le autorità italiane ...FONTE: www.geapress.org
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“Adesso ho ancora più chiaro come procedere a Bruxelles per porre fine alla lunga serie di abusi e alla mancata applicazione della direttiva Ue Uccelli per quanto riguarda caccia in deroga e i calendari venatori regionali”. Lo dice Andrea Zanoni, Eurodeputato IdV e vice presidente dell'intergruppo Benessere degli Animali al Parlamento europeo, dopo un lungo colloquio con il Dott. Silvano Toso, Responsabile ISPRA, e i dottori Ferdinando Spina e Alessandro Andreotti dell'area fauna migratoria e gestione uccelli dello stesso istituto.
“Entrando del dettaglio, mancano alcune precisazioni cruciali: ad esempio – continuano Rinaldi e Zanoni - non è determinata la lecita quantità degli abbattimenti in deroga; inoltre, il parere dell'ISPRA viene equiparato al parere degli Istituti regionali e non viene considerato vincolante ma puramente consultivo. E ancora, manca l'individuazione di un unico soggetto statale con potere di controllo e intervento in caso di provvedimenti regionali non a norma e viene consentito alle regioni di creare degli Istituti regionali utili solo per dare dei pareri più facilmente "addomesticabili" in tema di caccia in deroga. E infine non vengono specificati quali saranno i rigidi controlli previsti durante le attività di deroga e viene prevista l'annotazione dei capi abbattuti nel tesserino venatorio solo al momento del loro recupero e non immediatamente dopo l'abbattimento”.
Nonostante i Tar di tutta Italia continuino ad accogliere i ricorsi contro le proroghe regionali dei calendari venatori, con Decreto n. T00018 del 20 Gennaio 2012, il Presidente della Regione Lazio, Renata Polverini ha stabilito “il posticipo della chiusura dell’attività venatoria al 09.02.12, compresa tale data, nel territorio della Regione Lazio, alle seguenti specie: Colombaccio; cornacchia grigia; gazza; ghiandaia ”.
Il 24 dicembre scorso è scaduto l'ultimatum che l’Unione Europea aveva lanciato alla regione Veneto per la caccia in deroga. La regione Veneto aveva concesso di cacciare alcune specie protette dalla “Direttiva Uccelli”, una norma europea. Al 24 dicembre, data della scadenza dell’ultimatum Ue, la regione Veneto non ha cercato di mettere riparo alla situazione e pertanto dovrà corrispondere, secondo il settimanale







