PREAPERTURA DELLA CACCIA NELLE MARCHE: L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA!

Giovedì 01 Settembre 2011 23:05
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PREAPERTURA DELLA CACCIA NELLE MARCHE: L’ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA!

Anche quest'anno nelle Marche ed in altre 14 Regioni italiane non si comincerà a cacciare la terza domenica di settembre, come sancito dalla Legge nazionale sulla caccia, ma già agli inizi del mese.
Per le Marche i giorni di preapertura saranno il 3 e il 4 settembre. La motivazione è sempre la stessa: permettere ai cacciatori di sterminare le miti tortorelle che altrimenti, dopo i primi temporali ferragostani, se ne volerebbero via in altri lidi, sicuramente più tranquilli di quelli italici.

Oltretutto si tratta di una motivazione che, stante i profondi cambiamenti climatici in atto negli ultimi decenni, ormai non ha più alcuna giustificazione scientifica e faunistica, visto che ormai, come quest’anno, l’estate raggiunge il suo culmine proprio dopo ferragosto. Stiamo parlando, quindi, di una “deroga” alla legge sulla caccia particolarmente deleteria, che dovrebbe essere applicata solo in casi eccezionali, ma che invece ormai è diventata una regola e che i politici applicano puntualmente per accontentare la parte più becera ed estremista del mondo venatorio. Cacciare ai primi di settembre, infatti, ha un gravissimo impatto sulla fauna per vari motivi: perché si è in un momento particolarmente delicato nel ciclo biologico di molte specie, in quanto molti individui giovani non sono ancora maturi.

Inoltre si spara quando sul nostro territorio sono presenti ancora molte specie protette migratrici, che possono così essere oggetto di sicuro disturbo, ma anche di possibile abbattimento. Si tratta quindi dell'ennesima conferma di come la gestione della caccia nelle Marche, come nel resto d’Italia, venga fatta non sulla base dei dati scientifici e dei pareri degli esperti, ma semplicemente sulla base delle esigenze dei cacciatori. E il fatto che il calendario venatorio venga varato dai politici sempre alla fine di luglio o ai primi di agosto, quando cioè poi non ci sono più i tempi per un eventuale ricorso al TAR da parte delle associazioni ambientaliste, la dice lunga sulla chiara malafede dei nostri amministratori regionali.

I quali se ne infischiano altamente anche della Legge Comunitaria varata dal Parlamento lo scorso anno, con la quale si era fatto ancora più esplicito l'obbligo per le Regioni di commisurare i propri calendari venatori a quanto indicato dalle Direttive Comunitarie e a quelle che sono le reali situazioni e le vere esigenze delle popolazioni animali. Anche per questo le principali associazioni ambientaliste ed animaliste italiane hanno richiesto ufficialmente al Governo l’impugnazione delle varie leggi regionali sulla caccia, compresa quella delle Marche. Entro settembre ci sarà l’atteso pronunciamento…

Danilo Baldini – Delegato regionale della LAC per le Marche

 

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