Dossier Vittime della Caccia

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MINORI E CACCIA -Rassegne s.

Minori e caccia - Rassegne S.

Associazione Vittime della Caccia - www.vittimedellacaccia.org

Organizzazione di volontariato senza scopo di lucro

 

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA 2010-2011

 

MINORI E CACCIA - Raccolta integrale di rassegne stampa

Periodo dal 2 settembre 2010 al 31 gennaio 2011



IMPORTANTE - Quanto raccolto in questo specifico documento ‘MINORI E CACCIA stagione 2010-2011’ contempla quei casi che vedono minori di età coinvolti in gravi episodi con uso di armi da caccia. Stesso arco temporale della stagione venatoria in oggetto.

Corre l’obbligo di far presente che i seguenti dati costituiscono una panoramica parziale sul fenomeno vittime caccia, in quanto scaturiscono da rassegne stampa intercettate occasionalmente.

Riproduzione e pubblicazione dei dati autorizzate, citando espressamente la fonte“www.vittimedellacaccia.org


In questa raccolta, che vede minori di età coinvolti con le armi da caccia (per vari motivi e contesti), sono contemplati anche i quattro casi che riguardano piccole vittime in ambito venatorio. Le ricordiamo: La 12 enne colpita mentre si trovava in cortile in prov. Di Asti ad ottobre; sempre ad ottobre, un 17enne veniva colpito da un cacciatore mentre si trovava nel suo podere; a Reggio C.; due invece i minori condotti a caccia e feriti da chi invece li avrebbe dovuti proteggere: un 17enne di Bergamo a novembre e a dicembre un bambino di 10 anni portato a caccia dsal padre e impallinato… Qui di seguito le cronache riguardanti questi ed altre piccole vittime delle armi da caccia.

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Nel Brindisino una famiglia: Viviamo con l’incubo di essere uccisi dai cacciatori

12.09.2010. CEGLIE – Un nucleo familiare – padre, madre e tre figlioletti – che vive con l’angoscia di diventare involontaria preda dei cacciatori. Quella denunciata da Giovanni Pace, cegliese di 37 anni, residente con la sua famiglia in contrada Fedele Grande, nelle campagne di Ceglie, è una situazione che ha dell’incredibile: la sua famiglia è costretta a vivere sotto la minaccia costante dei pallini dei cacciatori.

Proprio così. Tutto questo perché il signor Giovanni ha la sfortuna – potrebbe sembrare un privilegio, ma visto quello che gli succede non è affatto così – di vivere in campagna, a circa cinque chilometri da Ceglie, in una zona dove è consentita l’attività venatoria. “La nostra casa – racconta – si trova in una zona molto frequentata dai cacciatori durante la stagione venatoria. A volte capita di avvertire delle schioppettate anche quando la caccia è, almeno ufficialmente, chiusa. Avviene che i cacciatori sparino da una distanza di 10-15 metri da casa mia.

Ricordo che una mattina, nel mese di gennaio scorso, alle prime luci dell’alba, mentre io e i miei familiari dormivamo, siamo stati svegliati di soprassalto da un boato di vetri che andavano in frantumi. Era successo che una scarica di pallini aveva attinto la finestra della stanza da letto dove dormono i miei figli di 15,11 e 5 anni infrangendo i vetri”.
Dopo aver sollevato in più riprese il problema ad amministratori della cosa pubblica e polizia venatoria, nella speranza che qualcuno si decidesse ad inibire la caccia almeno nell’area immediatamente adiacente la sua abitazione, sempre più preoccupato per la sorte dei suoi familiari, il 37enne cegliese ha deciso di passare alle maniere “forti”: è andato in Procura e ha sporto denuncia.

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Il 27 gennaio – ha raccontato –, attorno alle 10, mentre era nella mia auto in compagnia del mio figlioletto più piccolo, che quel giorno non era andato all’asilo, ho sentito una deflagrazione e subito dopo mi sono reso conto che un rosa di pallini, esplosa da non più di 15 metri di distanza dal posto dove eravamo in sosta davanti alla mia abitazione, aveva centrato il parabrezza e la fiancata sinistra dell’autovettura. Il bambino scoppiò a piangere e io, ripresomi dallo choc, avvisai subito dell’accaduto i carabinieri”.

A caccia… sparando contro una casa e contro un’auto su cui c’era un bambino di appena cinque anni. Siamo all’assurdo. Il bello – si fa per dire – è che, nonostante le tante denunce della “vittima” di questa situazione, ancora nulla si è mosso per consentire al nucleo familiare del signor Giovanni Pace di vivere un’esistenza normale.
Fonte : http://www.express-news.it/assurdo/nel-brindisino-una-famiglia-%C2%ABviviamo-con-l%E2%80%99incubo%C2%A0di-essere%C2%A0uccisi-dai-cacciatori%C2%BB-vota-il-sondaggio/

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Cacciatore ferisce un ciclista con un bambino

 

15.09.2010 - Cacciatore sbaglia, spara e colpisce ciclista con figlio

MELFI - Un giovane di Melfi ha rischiato di essere ucciso da un cacciatore che ha sbagliato mira e lo ha colpito. Il giovane, insieme al figlioletto, stava passeggiando in bicicletta lungo la strada interpoderale di contrada Incoronata di Melfi. Un cacciatore, presente in quella località per attività venatoria, ha avvistato un volatile, la cui caccia in questo periodo peraltro è vietata, e senza considerare la vicinanza alla strada ha esploso un colpo di fucile al suo indirizzo.


Ma ha colpito il ciclista, per fortuna di quest’ultimo solo con alcuni pallini. Il ferito, visitato in ospedale, ha riportato escoriazioni varie ed è stato dimesso con una prognosi di pochi giorni. Sono state immediatamente avviate le indagini che hanno consentito ai carabinieri della stazione di Melfi di identificare il cacciatore e denunciarlo alla Procura della repubblica per il reato di lesioni personali colpose e violazioni delle norme di condotta nell’attività venatoria.

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallabasilicata_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=366832&IDCategoria=12

 

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Uccide la figlia di 3 anni e si suicida


20.09.2010 - Un uomo di 42 anni ha ucciso la figlioletta di tre anni che aveva in custodia e poi si è tolto la vita. A.F. doveva portare la piccola dall'ex compagna con la quale, a quanto sembra, i rapporti non erano buoni. Il fatto nelle campagne tra Lonato ed Esenta, nel Bresciano. Prima di suicidarsi l'uomo, un cacciatore, ha ucciso con il suo fucile da caccia anche il cane.


Nel fine settimana toccava a lui tenere la piccola Nicole. Pare che l'uomo si lamentasse da tempo perché l'ex, con la quale aveva convissuto per diverso tempo, non gli avesse permesso di vedere la figlia tanto quanto lui voleva. Alla fine del weekend avrebbe dovuto riportare la piccola dalla madre. La donna, non vedendo arrivare la figlia, ha dato l'allarme ai carabinieri.

Verso le 21 di domenica un agricoltore di Lonato ha sentito alcuni colpi di fucile. Lunedì mattina l'uomo ha trovato, uno vicino all'altro, il corpo di Fogari, della bambina e la carcassa del cane. "Da lassù vi proteggerò" Un biglietto di addio e di scuse è stato lasciato sul cruscotto dell'auto da Fogari. Sul biglietto ci sarebbero delle frasi generiche per giustificare il gesto e qualche parola di commiato: "Da lassù - avrebbe scritto l'uomo - vi proteggerò". Il foglietto è stato lasciato sul lato destro del cruscotto.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo491305.shtml

 

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

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Madre impallinata sulla soglia di casa mentre porta i figli a scuola

 

22.09.2010 – Mantova.Una donna è stata raggiunta accidentalmente da alcuni pallini sparati da un cacciatore mentre stava accompagnando a scuola i figli di 8 e 13 anni. I due bambini sono rimasti illesi mentre la donna, Kaur Kirti, 34 anni di nazionalità indiana, è rimasta leggermente ferita ad una coscia. La paura, però, per madre e figli è stata grande visto che una rosa di pallini si è conficcata sulla porta di casa, sfiorandoli.

 

L’incidente è successo questa mattina in una casa di campagna a Bellaguarda di Viadana (Mantova). La donna stava uscendo di casa con i due bambini quando ha sentito esplodere tre colpi da altrettanti cacciatori che, a poca distanza, avevano mirato ad una lepre. Ad un tratto la donna ha sentito una fitta ad una gamba, realizzando di essere stata colpita.

 

Accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Casalmaggiore è stata poi dimessa nel pomeriggio con una prognosi di pochi giorni. La donna era riuscita ad annotare la targa dell’auto dei cacciatori che, nel frattempo, si erano allontanati. I carabinieri li hanno rintracciati e denunciati per lesioni colpose. Per i militari sarebbe stato L.G., 46 anni, artigiano di Viadana a colpire la donna con un fucile calibro 12, poi sequestrato.

 

Fonte:http://www.direttanews.it/2010/09/22/caccia-incidenti-donna-ferita-raggiunta-da-alcuni-palline-mentre-portava-i-figli-a-scuola/

 

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Cacciatore spara e colpisce una casa, Pallini sul terrazzo e sulle finestre. L uomo si è dato alla fuga

 

Cacciatore spara e colpisce una casa. Paura in via Flero al Villaggio Sereno. Pallini sul terrazzo e sulle finestre. Scoperto, l'uomo si è dato alla fuga

01.10.2010. Più «caccia grossa» di così è difficile: ha colpito un condominio abitato da sette famiglie l'imprudente cacciatore che, ieri pomeriggio, si è spinto un po' troppo vicino all'abitato mentre, con cane e doppietta, setacciava in cerca di selvaggina le campagne ai margini del Villaggio Sereno.


Arrivato a trenta, non più di quaranta metri dal condominio ha esploso due colpi, forse puntando a un volatile. Ma la rosa dei pallini ha raggiunto il terrazzo di un complesso abitativo di via Flero, dove, pochi minuti prima, una giovane mamma aveva appena steso i panni.

«Proprio i miei panni stesi hanno attutito il colpo - racconta la signora Marina Bordonali, più arrabbiata che spaventata -. Sul pavimento della terrazza ho poi trovato una ventina di pallini ai piedi dello stendipanni, ma alcuni frammenti di piombo hanno raggiunto anche la parete esterna e la porta-finestra». Poteva finire in tragedia, è evidente: non si trovano parole per definire l'irresponsabile sciocchezza del cacciatore.

O meglio: le parole ci sarebbero, ma non è il caso di scriverle.

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Racconta ancora la signora Marina: «Su quel terrazzo gioca spesso il mio bambino, che ha 2 anni, e che per fortuna in quel momento stava facendo la nanna nella sua cameretta. Di solito, quando esco a stendere i panni, il piccolo mi accompagna sempre: preferisco non ripensare al pericolo che abbiamo corso».
Dopo gli spari e il crepitio dei pallini, la signora Marina e un'altra vicina di casa si sono affacciate alla finestra. Tra i campi e i cespugli accanto alla casa (è praticamente l'ultimo lotto abitato della zona prima della campagna) hanno visto il cacciatore, brizzolato, sulla cinquantina, con la doppietta in spalla e un cane bianco e nero che gli scorrazzava attorno.

Le due donne hanno lanciato un grido all'indirizzo di quel folle:

«Ma che cosa sta facendo? Spara alle case? Ci sono dei bambini qui».

Forse solo in quel momento l'uomo si è reso conto di aver colpito la casa. Ma senza chiedere scusa, e senza nemmeno star lì a domandare se casomai avesse ferito qualcuno, il cacciatore si è dileguato alla chetichella, dando un esempio di civiltà e di maturità che si commenta da solo.

L'episodio è stato denunciato ai carabinieri e segnalato al nucleo venatorio della Polizia provinciale.V.R

Fonte:http://www.bresciaoggi.it/stories/Home/188027_cacciatore_spara_e_colpisce_una_casa_paura_in_via_flero_al_villaggio_sereno/

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    12enne colpita al volto nel cortile di casa


11.10.2010 ASTI. Una ragazzina di 12 anni e' stata ferita di striscio al volto da una fucilata sparata da un cacciatore. Il fatto nel pomeriggio di ieri a Rocchetta Palafea nella langa astigiana.


Quando e' accaduto, la dodicenne stava giocando nel cortile di casa. Soccorsa dai familiari, dopo la medicazione all'ospedale di Nizza Monferrato e' stata subito dimessa. (ANSA).


Fonte:http://www.altaitaliatv.com/frontend/altaitalia/legginews.aspx?id=12835

 

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Cacciatore punta un capriolo

ma la pallottola perfora la porta di un'abitazione

sfiorando una ragazzina seduta a tavola


Indagine dei carabinieri che hanno interrogato alcuni residenti. Sequestrate nove armi e 1.200 munizioni.


13.10.2010 - Roana. Un vetro che si infrange, un boato, calcinacci che finiscono sul tavolo davanti ad una ragazzina di 13 anni che stava pranzando. È quanto è accaduto a Roana dopo che un cacciatore, sparando ad un capriolo, ha sbagliato mira e ha colpito la casa di Anna Munari in via Parnoli a Roana. Poi il sequestro cautelativo di 9 armi e oltre 1200 munizioni.È successo domenica 3 ottobre ma il fatto è stato reso pubblico solamente ora per garantire la riservatezza delle indagini svolte dalla polizia provinciale di Vicenza, competenti in materia di caccia e dai carabinieri di Canove.


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Erano le 12.30 quando uno sparo ha rovinato la domenica ad una famiglia residente a Roana. Il colpo ha forato la porta di ingresso della villetta a due piani, conficcandosi nella parete diametralmente opposta alla porta, e precisamente sopra il tavolo dove stava pranzando la figlia della coppia al primo piano. Immediatamente la segnalazione è giunta alla stazione dei carabinieri di Canove e alla polizia provinciale che ha inviato sul posto una pattuglia.


SOPRALLUOGO. Dopo un sopralluogo gli agenti provinciali hanno estratto un pallettone calibro 12 dal muro e hanno intrapreso un pattugliamento della zona per cercare di identificare gli autori. Grazie alla testimonianza di alcuni passanti gli agenti hanno individuato quattro persone, tutti residenti a Roana di cui tre cacciatori, che erano nella zona al momento del fatto. Dopo aver raccolto le dichiarazioni dei quattro nella caserma dei carabinieri di Canove gli agenti provinciali e gli uomini dell'Arma sono riusciti ad individuare una quinta persona presente in zona al momento dei fatti, S.M. di Roana. Interrogato dalle forze dell'ordine ha negato di essere andato a caccia quella mattina, ha consegnato le armi in suo possesso (tra cui 2 carabine, 2 doppiette ed una pistola). Ma le forze dell'ordine, durante l'ispezione, hanno individuato all'interno dell'autovettura dell'uomo una cartuccia calibro 12 a palla del tutto simile a quella giunta all'interno dell'abitazione.


LA TIPOLOGIA. Una tipologia di munizione non frequente, come spiegano i carabinieri, perché una cartuccia sparata da arma liscia per abbattere ungulati, oramai è sostituita dalle carabine a precisione, arma a canna rigata che utilizza pallottole.

Questo unico indizio comunque non ha permesso alle forze dell'ordine di associare il cacciatore al fatto in questione. Le indagini quindi della polizia provinciale, coordinati dalla procura di Bassano, proseguono al fine di individuare l'autore del fatto perché oltre ai danni alla casa, ed eventuali conseguenze civili, ci sono numerose violazioni della legge sulla caccia.

Le armi invece sono state poste sotto sequestro penale perché, nel corso delle indagini, sono risultate detenute in luogo diverso da quello dichiarato. Di Gerardo Rigoni

Fonte: www.ilgiornaledivicenza.it

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Minorenne impallinato nel proprio terreno

 

18.10.2010 - SCILLA. Incidente di caccia nella frazione Melia. In località “Piano Aquile”, G. B., 17 anni, mentre si trovava all’interno del proprio appezzamento terreno agricolo, è stato attinto accidentalmente da un colpo di fucile da caccia caricato a pallini, esploso da G. C, 63 anni.

Fonte:http://www.mediterraneonline.it/2010/10/18/carabinieri-brevi-di-cronaca-reggina-del-18-ottobre-2010/

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Brescia: lo scolaretto con il fucile.

Tra i bracconieri un minore a cui il padre aveva consegnato il fucile

26.10.2010 GEAPRESS – Tra gli oltre 100 denunciati dal Nucleo Operativo Antibracconaggio del Corpo Forestale dello Stato, ancora in servizio nelle vallate bresciane, c’è pure un minore. Il padre gli aveva consegnato il fucile per esercitare l’attività venatoria. Da padre in figlio, solo che quest’ultimo si ricorderà dell’incauto affidamento del padre essendo stato segnalato alla Procura della Repubblica dei minori per porto abusivo d’arma. Lo stesso padre si ricorderà che quello che ha fatto, dal momento in cui l’incauto affido è anche la rubricazione del reato a lui contestatogli. Sono oltre 29 i bracconieri denunciati solo negli ultimi giorni.

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. Gli uomini del NOA, comandati dal Commissario Capo Ghersi, hanno operato numerosi controlli anche nei negozi di animali, presso allevatori e nelle armerie.

Anche in questo caso sono state contestate varie denunce in particolare per irregolarità nella vendita delle munizioni e nelle gestione di uccelli vivi da utilizzare come richiamo.

Nei controlli antibracconaggio sono stati inoltre rinvenuti molti uccelli morti, oltre 150 vivi da utilizzare come richiamo ed illegalmente detenuti, diverse reti, 200 tagliole, 300 archetti e sei fucili.

L’ Operazione Pettirosso 2010, volge intanto al termine. Anche quest’anno lo Stato ha assicurato il suo presidio in uno dei luoghi d’Italia dove maggiore è la presenza del bracconaggio. Il Corpo Forestale ha evidenziato ancora una volta quanto grave e diffuso sia il fenomeno, potendo contare anche sulla poca con considerazione rivolta dalle autorità locali. Un problema questo evidenziato anche della sempre più specializzazione, in termini distruttivi, dell’attività dei bracconieri operanti nella provincia italiana con più alto numero di cacciatori.

A Brescia sono state sequestrate finanche finte bacche di sorbo degli uccellatori. La legge, a vantaggio dei bracconieri, vieta l’uso per l’uccellagione delle finte bacche di colore rosso, ma non la vendita. Proviamo a pensare se la stessa cosa fosse applicata alla vendita di eroina. Ma la Forestale, in queste settimane, ha sequestrato ben altro. Da ricordare i sofisticati telecomandi che servivano i riproduttori di canti di specie protette. Ne erano registrati di vari tipi. Piazzati nei pressi delle reti attiravano versa sicura morte gli uccelletti. Vedi photo gallery alla fonte: GEAPRESS

http://www.geapress.org/operazione-pettirosso-2010/brescia-lo-scolaretto-con-il-fucile/7605

 


Pisa - Insegna a sparare al figlio 13enne e viene denunciato



28.10.2010. Voleva insegnare al figlio 13enne a sparare e a diventare un bravo cacciatore. Colto sul fatto dalla polizia provinciale di Pisa, un lucchese 45enne rischia il ritiro del porto d'armi e fino a due anni di reclusione.

QUANDO E DOVE. Le prove di caccia tra padre e figlio si svolte la scorsa settimana nelle campagne pisane di Coltano e il fatto avvenuto, quindi, qualche giorno fa è stato reso noto solamente oggi con una nota della Provincia.

INSEGNAMENTI DI CACCIA. Un uomo lucchese di 45 anni stava insegnando a sparare, con il fucile da caccia, al figlio13enne quando è stato colto sul fatto dagli agenti della polizia provinciale di Pisa che lo hanno immediatamente denunciato.

CONSEGUENZE. Adesso il padre del giovane ragazzo rischia non solo il ritiro del porto d'armi, ma anche l'arresto fino a due anni oppure una multa che può arrivare fino a 516 euro.

Fonte: http://www.ilreporter.it/index.php?option=com_content&view=article&id=13663:insegna-a-sparare-al-figlio-13enne-e-viene-denunciato&catid=76:cronaca-e-attualita&Itemid=125

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17enne ferito da cacciatore amico

13.11.2010 - Almenno San Bartolomeo (BG). Sparo accidentale di un cacciatore - Un giovane è rimasto ferito da un colpo di fucile sparato accidentalmente da un amico cacciatore. E' successo sabato 13 novembre attorno alle 10,30 in una zona boschiva di Almenno S.B., nelle vicinanze di via della Vena. Il 17enne di Berbenno è stato portato in ambulanza all'ospedale di Ponte San Pietro, dove gli è stata riscontrata una ferita a una gamba. Le sue condizioni non sono gravi. Se la caverà in 20 giorni

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In mattinata un 28 anni residente in paese stava andando a caccia accompagnato da un amico di 17 anni, fratello della sua fidanzata. Ad un certo punto i due stavano camminando in fila indiana: davanti il cacciatore, dietro il ragazzino. Il 28enne è caduto all'indietro perdendo il fucile che finito a terra ha esploso accidentalmente un colpo investendo il ragazzino ad una gamba.


Subito soccorso da un'ambulanza della Croce Rossa, il 17enne è stato portato in ospedale. Sul luogo dell'accaduto sono giunti i carabinieri di Almenno San Salvatore per gli accertamenti di legge.

Il 28enne è stato denunciato per porto abusivo d'armi. Pur avendo la licenza di caccia, il fucile non gli apparteneva. Denunciato anche lo zio del 28enne, proprietario del fucile, per mancata custodia dell'arma.

Fonte:http://www.ecodibergamo.it/stories/Cronaca/341592/

 

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    Quattro cacciatori, durante una battuta di caccia, centrano automobile sulla A5

    Identificati

    20.12.2010

    VERRES. Non ha fortunatamente avuto gravi conseguenze l'incidente di caccia avvenuto ieri intorno alle 12.30 sull'autostrada A5 tra Quincinetto ed Ivrea, quando un'automobile che procedeva verso Torino è stata centrata da un proiettile sparato da un gruppo di cacciatori in cerca di cinghiali.

    Il proiettile ha sfondato il lunotto della vettura, su cui viaggiavano un uomo di 31 anni di Verrès ed il figlio, e si è conficcato nel baule posteriore senza provocare feriti.

    La polizia stradale di Torino ha fermato ed identificato quattro cacciatori, tutti residenti in provincia di Torino. Potrebbero essere denunciati per spari in luogo pubblico e tentato omicidio. Possibile anche la revoca del porto d'armi.

    http://www.aostaoggi.it/2010/dicembre/20dicembre/news20661.htm

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Porta a caccia il figlio di 10 anni e gli spara. Impallinato al torace e al volto

31.12.2010

Riparbella, Pisa. Ha visto muovere qualcosa in un cespuglio e, pensando che fosse un fagiano, ha imbracciato il fucile e ha sparato. Invece di un fagiano ha colpito suo figlio, che stava giocando con un amichetto. Ora il bambino, di dieci anni, è ricoverato a Pisa, all'ospedale di Cisanello. E' ferito lievemente al tronco e al volto: un pallino lo ha raggiunto proprio vicino a un occhio.


E' avvenuto ieri pomeriggio intorno alle tre nelle campagne di Riparbella. Un cacciatore aveva deciso di uscire per una battuta ai fagiani. E aveva portato con sé sia il figlio che un suo amichetto. I due bambini si sono messi a giocare e, a quanto pare, l'uomo li ha persi di vista per qualche momento.

Stando a quanto ha poi raccontato ai medici, a un certo punto il cacciatore ha notato davanti a sé qualcosa che si stava muovendo dentro un cespuglio. Pensando che fosse un fagiano, l'uomo ha preso la mira e ha sparato. Quando ha sentito gridare il figlio si è reso conto del grave errore. Lo ha soccorso subito e, insieme alla moglie, lo ha accompagnato in auto al pronto soccorso dell'ospedale di Cecina. Qui il bambino è stato medicato per le ferite al tronco. Ferite piuttosto lievi, per fortuna. Ma c'era un pallino che lo aveva colpito al volto, proprio accanto a un occhio.

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Così il piccolo è stato caricato su un'ambulanza della Pubblica assistenza e trasferito al nuovo pronto soccorso di Cisanello. A.d.G.

Fonte: http://iltirreno.gelocal.it/cecina/cronaca/2010/12/31/news/spara-e-impallina-il-figlioletto-3067665


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto dal web (USA)

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Caccia al cinghiale in oasi protetta, quattro bracconieri , tra cui un minore, denunciati a Bosa


25.01.2011. Quattro bracconieri, tra cui un minore, intenti a effettuare una battuta di caccia al cinghiale all'interno dell'oasi di protezione faunistica di "Capo Marrargiu" in agro del comune di Bosa, sono stati sorpresi dal personale del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale che li ha denunciati alla Procura della Repubblica di Oristano.

I denunciati sono G.A.I. di 30 anni, S.U. di 47 anni entrambi di Bosa e A.T. di 46 anni di Macomer, mentre il minorenne è un ragazzo di Bosa, denunciato, invece, alla Procura dei minori di Cagliari.


Gli agenti della forestale nel corso dell'operazione hanno anche sequestrato i fucili e le relative munizioni. A carico dei tre è scattata inoltre la segnalazione alla Questura per il ritiro del porto d'armi.


http://lanuovasardegna.gelocal.it/dettaglio/caccia-al-cinghiale-in-oasi-protetta-quattro-bracconieri-denunciati-a-bosa/3265956

 

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Grave bimbo ferito da fucilata. Nella vicenda altri due feriti lievi

30.01.2011. Drammatico caso di cronaca: un bambino è rimasto gravemente ferito dopo una sparatoria da un'auto in corsa, a Sant'Elisabetta in provincia di Agrigento. La squadra mobile impegnata in queste ore nella difficile ricostruzione dei fatti. Il pronto soccorso dell'ospedale di Agrigento dopo l'arrivo dei feriti. E' in gravissime condizioni e i medici disperano

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di salvargli la vita il bimbo di 5 anni S.L.P., ferito in serata nelle campagne di Santa Elisabetta (provincia di Agrigento) da una fucilata sparata da ignoti mentre si trovava a bordo di una Ibiza guidata dallo zio Carmelo Marotta di 30 anni e con a bordo anche il fratello di 16 anni C.L.P.

Secondo gli investigatori della Squadra Mobile non si tratterebbe di un incidente di caccia come era sembrato nei primi momenti ma di un vero e proprio agguato. Il bimbo, secondo quanto si è appreso, sarebbe parente di un esponente di spicco di Cosa Nostra.

Il piccolo dopo un intervento chirurgico effettuato dai medici dell'ospedale San Giovanni di Dio, che hanno estratto un pallino dalla testa, è stato trasferito a Palermo con un elisoccorso.

Gli investigatori stanno interrogando i due feriti, i quali hanno raccontato che un'auto ha affiancato la loro Ibiza e che qualcuno ha fatto fuoco.

Fonte: http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-f2cb555d-90c9-4993-80a5-c16a1e3917c1.html?refresh_ce

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Ascolta sempre la voce del cuore, Daniel: sarà lui a dirti chi sei



Sergio Bambarén, da Lettera a mio figlio sulla felicità

 

 

 

 

 

 

 

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Riproduzione e pubblicazione dei dati autorizzate, citando espressamente la fonte“www.vittimedellacaccia.org

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