Dossier Vittime della Caccia

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Rassegne stampa amb.extravenatorio

Associazione Vittime della Caccia - www.vittimedellacaccia.org

Organizzazione di volontariato senza scopo di lucro

 

 

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA 2010-2011

 

 

VITTIME per ARMI da CACCIA in AMBITO EXTRAVENATORIO

RACCOLTA INTEGRALE di rassegne stampa



Periodo 2 settembre 2010/ 31 gennaio 2011

Per ‘ambito extravenatorio’ s’intendono tutti quei casi con vittime per armi da caccia al di fuori del “terreno di caccia”, delle battute. Vari i contesti che riguardano questo ambito: il cacciatore che pulisce l’arma, regolamenti di conti, violenza domestica, liti parentali, depressioni e malattie psichiatriche come cause principali di questo variegato ambito. Ovviamente siamo consapevoli della parzialità di questi dati, ma riteniamo comunque utile mantenere una finestra aperta sull’uso improprio che viene fatto delle armi da caccia e quanto la detenzione ad uso caccia favorisca la circolazione di armi e la sua familiarità da parte di vari soggetti.

Dalle rassegne stampa che seguono sono stati estrapolati i seguenti dati:



VITTIME PER ARMI DA CACCIA IN AMBITO EXTRAVENATORIO



28 MORTI E 13 FERITI



Dagli articoli risulta che: Un paio di casi riguardano la pulizia dell’arma da parte di cacciatori; un cacciatore invece ferito per una rapina. Cinque morti e tre feriti per mano di detentori di licenza di caccia (una bambina di 3 anni morta a Brescia); tra questi un cacciatore 79enne con problemi psichiatrici che uccide il medico recatosi per una visita a domicilio; un cacciatore spara ad un ladro e lo ferisce. (Quando si indica che trattasi di un cacciatore è perché è riportato esplicitamente nell’articolo).

Poi il caso del 51enne con problemi psichiatrici che uccide madre e cugina (non si capisce come potesse mantenere ancora i fucili…) Ultimo il caso del 30 gennaio del povero bambino di tre anni rimasto vittima di una fucilata a pallini, pare in una sparatoria sullo sfondo della malavita in Sicilia e di cui al momento in cui si scrive non si hanno notizie.

Sempre drammatico ma questa volta paradossale il caso del cacciatore che non tollerava sul suo terreno un pastore col gregge, certamente forte del fatto che l’art.842 non consente l’accesso ai pastori nelle proprietà private, a differenza dei cacciatori (che scorrazzano in lungo e in largo ovunque e col colpo in canna). Tanto forte da sparargli addosso 3 colpi ben assestati e ferendolo gravemente. (6 gennaio, Il mattino di Napoli)



IMPORTANTE - In questo specifico documento ‘Vittime per Armi da Caccia in Ambito Extravenatorio - Raccolta integrale - stagione 2010-2011’ sono esclusi casi di vittime con mezzi diversi dai fucili da caccia (armi da taglio, ecc).. Sono diversi i contesti che riguardano questo conteggio, distinto dall’ambito venatorio.

Riproduzione e pubblicazione dei dati autorizzate, citando espressamente la fonte“www.vittimedellacaccia.org

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Legenda: § Minori di età


SETTEMBRE


  • 06.09.2010

1 MORTO E 1 FERITO AMB.EXTR. – SIRACUSA - SICILIA

Tre fucilate a un francofontese, un morto e un ferito

Un omicidio tanto plateale quanto rischioso quello consumatosi domenica sera a Vizzini, in provincia di Catania, ai danni di un trentaseienne in "trasferta" nella cittadina verghiana. L'uomo, Giuseppe Benvenuto, originario della vicina Francofonte (centro agrumicolo in provincia di Siracusa) ma residente a Novara, è stato raggiunto nella centralissima piazza Umberto I, consueto luogo di ritrovo per i vizzinesi, da due sicari che lo hanno ridotto in fin di vita. Nella notte il decesso a causa delle gravi ferite riportate.

TRE COLPI DI FUCILE Il luogo in cui il francofontese Giuseppe Benvenuto è stato raggiunto dai proiettili dell'arma impugnata dai killer.

Decine le persone che hanno assistito sconcertate alla scena, svoltasi in brevi e frenetici attimi davanti al palazzo municipale, quando erano passate da poco le 19:30. I killer sono giunti in piazza a volto coperto a bordo di una Fiat Punto di colore blu, si sono avvicinati alla vittima, che in quel momento si trovava a pochi passi da una farmacia, e hanno sparato tre colpi con un fucile calibro 12. Forse convinti di aver fatto fuori Benvenuto, i due sono subito fuggiti facendo perdere le loro tracce. Poco più tardi l'automobile utilizzata dai killer per la spedizione è stata abbandonata e data alle fiamme nei pressi di Vizzini Scalo, a 6 chilometri dal centro abitato, dove è stata rinvenuta dalle forze dell'ordine. Il mezzo era stato in precedenza rubato a Comiso (Ragusa).

Durante la sparatoria è rimasto ferito in maniera fortunatamente non grave un uomo di 60 anni originario di Ragusa, S. T., che, colpito alla testa da un pallino, è stato medicato e dimesso dall'ospedale.

La vittima, colpita dai proiettili al torace e a un fianco, è stata invece trasporta da un'ambulanza presso l'ospedale «Gravina» di Caltagirone. I medici del nosocomio calatino, constatate le gravi condizioni dell'uomo, lo hanno subito sottoposto a un delicato intervento. Nonostante i tentativi dei sanitari, Benvenuto è morto nella notte.

Sul luogo dell'agguato sono giunti i carabinieri della locale stazione, insieme a quelli del Comando di Palagonia (che hanno effettuato i rilievi), e una pattuglia della Polizia municipale. Ancora da chiarire l'esatta dinamica dell'agguato, così come è al vaglio degli inquirenti il movente della "spedizione" nei confronti di Benvenuto. Gli uomini dell'Arma, a lavoro sin da ieri sera sotto il coordinamento del procuratore capo di Caltagirone, Francesco Paolo Giordano, già nelle prossime ore potrebbero giungere alle prime ipotesi sul tentato omicidio, indagando principalmente sulle frequentazioni e sugli eventuali precedenti della vittima.

Fonte: http://www.infovizzini.it/pages/shownews.php?id_news=1178


  • 14.09.2010

1 MORTO AMB.EXTRAVEN. – NUORO - SARDEGNA


Ulassai (Nuoro). Omicidio a colpi di fucile: ucciso un giovane di 23 anni

Un giovane operaio di 23 anni, Stefano Pilia, è stato ucciso intorno all’una di stanotte ad A ferire mortalmente la vittima tre colpi di un fucile caricato a pallettoni che hanno centrato Pilia sull’uscio della propria casa. Secondo la prima ricostruzione effettuata dai carabinieri della Compagnia di Jerzu e Nuoro, a sparare potrebbe essere stata una sola persona. Il giovane era appena sceso dalla automobile di sua proprietà dopo una serata trascorsa assieme ad altri amici e si stava accingendo ad entrare dentro l’abitazione quando il killer lo ha brutalmente freddato.

Fonte: http://www.newz.it/2010/09/14/ulassai-omicidio-a-colpi-di-fucile-ucciso-un-giovane-di-23-anni/63147/


  • 20.09.2010

§ 1 MORTO (MINORE) AMB.EXTRAV. DA PADRECACC – BRESCIA - LOMBARDIA

Un uomo di 42 anni ha ucciso la figlioletta di tre anni che aveva in custodia e poi si è tolto la vita. Alberto Fogari doveva portare la piccola dall'ex compagna con la quale, a quanto sembra, i rapporti non erano buoni. Il fatto nelle campagne tra Lonato ed Esenta, nel Bresciano. Prima di suicidarsi l'uomo, un cacciatore, ha



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ucciso con il suo fucile da caccia anche il cane.

Uccide figlia di 3 anni, si suicida


Nel fine settimana toccava a lui tenere la piccola Nicole. Pare che l'uomo si lamentasse da tempo perché l'ex, con la quale aveva convissuto per diverso tempo, non gli avesse permesso di vedere la figlia tanto quanto lui voleva. Alla fine del weekend avrebbe dovuto riportare la piccola dalla madre. La donna, non vedendo arrivare la figlia, ha dato l'allarme ai carabinieri.

Verso le 21 di domenica un agricoltore di Lonato ha sentito alcuni colpi di fucile. Lunedì mattina l'uomo ha trovato, uno vicino all'altro, il corpo di Fogari, della bambina e la carcassa del cane.

"Da lassù vi proteggerò"

Un biglietto di addio e di scuse è stato lasciato sul cruscotto dell'auto da Fogari. Sul biglietto ci sarebbero delle frasi generiche per giustificare il gesto e qualche parola di commiato: "Da lassù - avrebbe scritto l'uomo - vi proteggerò". Il foglietto è stato lasciato sul lato destro del cruscotto.

Fonte: http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo491305.shtml



  • 24.09.2010

1 FERITO AMB.EXTRAVENATORIO – FOGGIA - PUGLIA

GRAVE CITTADINO ALBANESE FERITO A COLPI DI FUCILE A FOGGIA

(AGI) - Foggia, 24 set. - Ferito con due colpi di fucile da caccia al termine di un litigio. Vittima un cittadino albanese di 21 anni, Merlin Myftaraj, che ieri sera e' stato ricoverato nel reparto di chirurgia toracica universitaria degli Ospedali Riuniti di Foggia. Secondo quanto accertato dalla polizia, la vittima, avrebbe litigato con un connazionale a Borgo Tavernola per futili motivi, e questi avrebbe imbracciato un fucile caricato a pallettoni, sparando due colpi che lo hanno raggiunto alla coscia sinistra e al torace. Il 21enne e' stato sottoposto nella notte ad un delicato intervento chirurgico.(AGI) cli/Tib

Fonte: http://www.agi.it/bari/notizie/201009241006-cro-rt10035-grave_cittadino_albanese_ferito_a_colpi_di_fucile_a_foggia



  • 25.09.2010

1 MORTO CACC. - AMB.EXTRAVENATORIO - OLBIA - SARDEGNA

Tragedia a Civita d'Antino, muore in casa un anziano cacciatore

di Luca Sabatini. Colpo di fucile lo uccide mentre pulisce larma

CIVITA D'ANTINO. Tragico incidente ieri mattina a Pero dei Santi, frazione del comune rovetano, dove ieri mattina Aldo Andreassi, 86 anni, è rimasto ucciso da un colpo di fucile partito accidentalmente dalla sua arma che lo ha colpito in pieno petto. L'anziano era un cacciatore con più di 50 anni di esperienza e deteneva regolarmente i fucili per l'attività venatoria. Ieri mattina alle 8.30 il pensionato era impegnato in casa a pulire un vecchio calibro 12 quando il colpo è partito. Nell'abitazione al momento dell'incidente si trovava solo la moglie, che non si è accorta di nulla. L'esplosione è stata però sentita dai vicini, che si sono precipitati sulla porta di casa Andreassi e, una volta entrati, hanno trovato l'anziano senza vita. Gli stessi vicini hanno immediatamente avvisato i figli della vittima e le forze dell'ordine. Poco dopo sono arrivati i carabinieri della stazione di Morino, ai comandi del maresciallo Alberto Biasello, e l'unità scientifica della Compagnia di Tagliacozzo. Dopo i primi rilievi, i militari coordinati dal capitano Alessandro D'Errico hanno escluso qualsiasi altra ipotesi che non fosse quella dell'incauto maneggio dell'arma da parte dell'anziano, il quale sicuramente pensava che il fucile fosse scarico. Accanto al fucile i carabinieri hanno trovato scopino e prodotti per la pulizia delle canne che non lasciano dubbi sulla dinamica dell'incidente. La procura di Avezzano ha comunque disposto il trasporto della salma all'obitorio dell'ospedale di Avezzano per l'eventuale esame autoptico che potrebbe tenersi oggi.

Fonte: http://ilcentro.gelocal.it/laquila/cronaca/2010/09/25/news/colpo-di-fucile-lo-uccide-mentre-pulisce-l-arma-2416480


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OTTOBRE



  • 01.10.2010

1 MORTO - AMB.EXTRAVENATORIO - ENNA - SICILIA

ENNA. Ucciso con una fucilata all'inguine forse vendetta per motivi passionali

Il cadavere di Sergio Costanzo, 36 anni, è stato rinvenuto nelle campagne di Centuripe. L'uomo non risulterebbe legato alla criminalità organizzata, ma gli inquirenti non escludono nessuna ipotesi

E' stato ucciso con un colpo di fucile sparato ai genitali, Sergio Costanzo, 36 anni, originario di Biancavilla e residente ad Adrano, in provincia di Catania. Il cadavere dell'uomo è stato rinvenuto intorno alle 17 nelle campagne di Centuripe, in provincia di Enna. L'uomo era dipendente di un consorzio irriguo e aveva precedenti per piccoli reati contro il patrimonio.

Le modalità dell'omicidio porterebbero gli inquirenti a battere la pista della vendetta legata a motivi passionali. A trovare il corpo sarebbe stato il fratello con il quale Sergio Costanzo si incontrava quando lavorava in contrada Vaccarizie, su un terreno di proprietà del consorzio. Il corpo si trovava a poca distanza dalla Golf della vittima. Costanzo non risulterebbe legato alla criminalità organizzata, ma gli inquirenti, che stanno ricostruendo le ultime ore dell'uomo, non escludono alcuna ipotesi.

(01 ottobre 2010)

Fonte: http://palermo.repubblica.it/cronaca/2010/10/01/news/omicidio_enna-7630641/



  • 09.10.2010

1 MORTO - AMB.EXTRAV.-CRIMINALE - BRINDISI - PUGLIA

Colpi di fucile nella notte. La mafia uccide imprenditore brindisino

SAN MICHELE SALENTINO (BRINDISI) - La criminalità organizzata torna a premere il grilletto. E lo fa sparando all’impazzata. Ieri sera, attorno alle 20, Vincenzo Della Corte, francavillese di 42 anni, imprenditore del settore edile, è stato freddato da due sicari mentre si trovava all’interno di un locale ubicato alla periferia di San Michele Salentino, nei pressi del cimitero lungo la via per Francavilla. Gli emissari della mala, che hanno agito con il volto coperto da passamontagna e armati di fucili caricati a pallettoni, hanno fatto irruzione nel locale al cui interno era in fase di allestimento un negozio di casalinghi e hanno aperto il fuoco. I killer hanno esploso almeno cinque colpi di fucile. Due – forse addirittura tre – proiettili hanno raggiunto Vincenzo Della Corte e lo hanno freddato in uno sgabuzzino dove aveva cercato riparo. Gli altri pallettoni sono andati a vuoto.

Poteva essere una strage, perchè quando i killer sono entrati in azione nel locale c’erano altre quattro persone, tre uomini e una giovane donna. I tre uomini sono di Francavilla Fontana; l’unica ad essere del posto è la ragazza, che avrebbe dovuto lavorare nel negozio. Nessuno di loro è rimasto ferito. Anche se difficilmente potranno mai dimenticare gli attimi di terrore che hanno vissuto ieri sera, quando da un momento all’altro si sono trovati faccia a faccia con la morte. Killer professionisti. La missione di morte evidentemente era stata studiata dai due sicari in ogni dettaglio. Entrando nel negozio in via di allestimento, ubicato in via Vittorio Veneto, i sicari non hanno detto neanche una parola. A parlare per loro sono state le armi che subito hanno iniziato a sputare pallettoni. L’obiettivo dei killer era Vincenzo Della Corte e per portare a termine la loro missione di morte i killer non hanno esitato a sparare all’impazzata. Così facendo hanno rischiato di ferire una delle persone che in quel momento erano nel locale, ma di questo ai malviventi non è importato nulla. Quando hanno avuto la certezza di aver raggiunto l’obiettivo che si prefiggevano, i killer sono fuggiti subito via. La loro è stata u n’azione fulmina: sono entrati, hanno sparato, hanno colpito la vittima designata e sono fuggiti. Agli investigatori – le indagini sull’omicidio sono condotte dai militari dell’Arma della compagnia di San Vito dei Normanni e dalla Squadra mobile di Brindisi – alcuni testimoni hanno raccontato che il commando, compiuto l’omicidio, sarebbe fuggito a bordo di un fuoristrada. Altri testimoni hanno raccontato che i killer sarebbero fuggiti a bordo di una monovolume. Un fatto è certo: far perdere le tracce dopo l’omicidio è stato facile per i due killer. Dal cimitero di San Michele basta poco per imboccare strade che portano in ogni angolo del Brindisino. Un omicidio di chiaro stampo mafioso. Le modalità dell’esecuzione del francavillese sono quelle tipiche della criminalità organizzata. Su questo gli investigatori – le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Brindisi Antonio

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Negro – non hanno alcun dubbio. [Mimmo Mongelli]

Fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDNotizia=373255&IDCategoria=1



VERIFICARE FATTO PRECEDENTE

  • 09.10.2010

2 MORTI - AMB.EXTRAVENATORIO-FAMILIARE – FROSINONE - LAZIO

Duplice omicidio, si costituisce l'assassino di fratello e nuora.

Sebastiano Migliorelli ha ucciso a colpi di fucile in due luoghi diversi. Tra i famigliari c'erano attriti per la suddivisione dell'eredità e per alcuni terreni

PONTECORVO - Sebastiano Migliorelli si è consegnato direttamente in carcere a Cassino poco prima della mezzanotte di venerdì. L'uomo, dopo aver ucciso nel tardo pomeriggio il fratello e la nuora a Pontecorvo era fuggito e, sulle sue tracce si erano messi i carabinieri. L'uomo era armato e si temeva che avrebbe potuto sparare ancora. Poi, però, si è saputo che si era costituito nel carcere San Domenico.

GLI OMICIDI - Dietro di lui si era lasciato due cadaveri, quello della nuora, Anna Spiridigliozzi, madre di un bambino e già vedova, e quello del fratello Vincenzo Migliorelli, fondatore e amministratore unico della Starmotors, un autosalone di Roma, concessionario della Mercedes Benz. Li ha uccisi poco dopo le 19 di venerdì a colpi di fucile.

FRATELLI - A quanto si è appreso l'assassino ha agito in due luoghi diversi: prima è andato in casa del fratello e gli ha sparato quattro colpi di pistola, ferendolo gravemente, e successivamente è andato a cercare la nuora, moglie del figlio di Sebastiano deceduto tre anni fa in un incidente stradale, che si trovava a casa dalla sorella, e lì l'ha uccisa. I fratelli Migliorelli per un periodo sono stati soci ma poi si sono separati. Tra i due c'erano attriti per la suddivisione dell'eredità e in particolare per alcuni terreni.

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_ottobre_9/si-consegna-omicida-fratello-nuora-frosinone-1703915626227.shtml



  • 11.10.2010

1 MORTO - AMB.CRIMINALE – BRINDISI - PUGLIA


E se i killer avessero sbagliato?

SAN MICHELE SALENTINO - Spunta una presenza ingombrante sul luogo dell’omicidio di Vincenzo Della Corte, ucciso con tre colpi di fucile caricato a pallettoni: nel negozio di San Michele Salentino c’era un francavillese accusato di aver ucciso un uomo cinque anni fa e condannato in Appello a 14 anni di reclusione il 29 settembre scorso. Uno dei quattro testimoni oculari è Cosimo Rochira, 33 anni, nato e residente nella Città degli imperiali. Se si sia trattato di semplice coincidenza oppure no, saranno le indagini a stabilirlo. Certo è che di fronte alla determinazione dei killer entrati in azione venerdì sera e alla presenza di “quazzo”, gli investigatori hanno allargato le maglie delle indagini per guardare oltre l’attività lavorativa della sola vittima e verificare possibili punti di contatto con altri ambienti. L’omicidio. Nello scenario del delitto avvenuto nel locale di via Vittorio Veneto, angolo con via IV Novembre, tra le 19,40 e le 19,45, i carabinieri e gli agenti della Mobile non possono non inserire ulteriori elementi rispetto a quelli che si riferiscono a Vincenzo Della Corte, 42 anni, cugino del sindaco di Francavilla Fontana, sposato (e separato), padre di tre figli che sino a qualche tempo fa lavorava assieme ai due fratelli nella gestione di una cava alla periferia della città. A suo carico c’è solo un precedente di polizia per truffa, non è mai stato arrestato e neppure sottoposto a processo. Non risultano denunce per usura o per bancarotta, reati che attengono alla movimentazione di denaro.Quattro fucilate caricate a pallettoni sono la sentenza di condanna a morte di chi si è macchiato di sgarri gravi, tali appunto da essere pagati con la vita, unica pena possibile nella logica del mondo criminale. E Della Corte, a quanto pare, non era uno che poteva avere nemici di quel calibro, uomini capaci di sparare anche attraverso la porta del piccolo bagno che si trova alle spalle del locale dove sperava di trovare riparo dal fuoco. I killer. Hanno attirato l’attenzione dei cinque infrangendo la parte bassa della vetrata d’ingresso, probabilmente per farli girare e avere la possibilità di guardarli in faccia: un attimo dopo hanno sparato due colpi puntando il fucile in direzione di Della Corte, il francavillese ha iniziato a barcollare trascinandosi in direzione dell’unico spazio ritenuto protetto. Si sarebbe accasciato sul pavimento del bagno riuscendo a chiudere la porta e a quel punto i sicari hanno sparato ancora. Tre colpi, uno dei quali puntando verso il basso: è stato quello che ha raggiunto Della Corte alla nuca e lo ha ucciso. La volontà, quindi, era omicidiaria. Volevano e dovevano uccidere qualcuno. Ma l’enigma è: cosa mai ha potuto fare Della Corte

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per meritare una fine del genere? Possibile che sia finito in un vortice di tale potenza ed efferatezza? Le indagini. Gli investigatori stanno scandagliano la vita della vittima, esaminando tutte le possibili frequentazioni. Comprese le semplici conoscenze. E le possibili coincidenze come quella legata alla presenza nel negozio di Cosimo Rochira, alias “quazzo”, 33 anni, reo confesso di aver ucciso un francavillese alla fine di gennaio di un lustro addietro e condannato in secondo grado. Non è affatto chiaro se i due avessero un appuntamento o se si siano incontrati per caso. Deve anche essere accertato se Rochira e Della Corte fossero in contatto per qualche attività, sebbene non figurano nella società che avrebbe dovuto gestire l’attività commerciale. Non sono tra i soci, né sono stati loro a prendere in fitto il locale da un altro francavillese. Ma entrambi venerdì sera erano a San Michele Salentino e i sicari lo sapevano. E allora l’altra domanda è: possibile che abbiano seguito solo Della Corte o erano sulla scia di Rochira? Gli interrogativi. Prendono corpo con maggiore forza se si considera che Cosimo Rochira il 29 settembre scorso è stato condannato dalla Corte d’Appello a 14 anni di reclusione con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso Angelo Putignano, detto “lu biondu”, francavillese: il delitto avvenne il 29 gennaio 2005, nella zona industriale di San Giorgio Jonico, in provincia di Taranto, per motivi riconducibili a somme di denaro non pagate da Rochira che Putignano chiedeva in restituzione. Per quel fatto di sangue, Rochira si costituì dopo due giorni consegnandosi ai carabinieri della Compagnia di Francacilla Fontana. La sentenza. Il collegio ha aumentato di due anni la pena inflitta in primo grado, con il rito abbreviato (e quindi dopo aver operato la riduzione di un terzo) perché non è stata riconosciuta né la legittima difesa e neppure l’attenuante rappresentata dalla provocazione. C’è stato unicamente il riconoscimento delle generiche. Di fronte a una pena di questa misura non è escluso che Rochira possa essere arrestato. E allora prende corpo l’ipotesi investigativa secondo cui ci potrebbe esserci più di qualcuno desideroso di consegnare un altro tipo di sentenza. Quella personale. Il che rende attuale il dubbio che l’azione di fuoco di venerdì sera avrebbero dovuto veder cadere “quazzo” e non Della Corte. Uno scambio di persona, in altre parole anche se difficilmente i killer che agiscono in quel modo commettono uno sbaglio del genere. E’ successo anche nel Brindisino negli anni bui della malavita. Certo è che sul tavolo degli investigatori è finito anche il passato di Cosimo Rochira che, tra l’altro, di recente è stato rinviato a giudizio per truffa in associazione: il gruppo, secondo l’accusa mossa dalla Procura di Brindisi, avrebbe fatto capo a Nazareno Ubaldini, detto “Baffo d’oro”, 58 anni, e avrebbe agito anche al di là dei confini della provincia, spingendosi nella zona di Torino nel periodo compreso tra il 2004 e il 2005. Del resto, proprio intercettando le conversazioni degli attuali imputati, gli investigatori ottennero alcune conferme in relazione all’omicidio di Putignano e al movente. Il testimone. Rochira ha raccontato unicamente quel che è successo nel locale e la sua versione dei fatti è assolutamente coincidente con quella degli altre tre: due uomini, uno dei quali un operaio, e una ragazza di 22 anni, di San Michele, che avrebbe dovuto lavorare come commessa. Sono riusciti a fuggire, nessuno è rimasto ferito. In quegli attimi i killer hanno fatto quel che dovevano. Eseguire una condanna a morte.

Fonte: http://www.senzacolonne.it/index.php?option=com_content&view=article&id=8762:e-se-i-killer-avessero-sbagliato&catid=94:prima-pagina&Itemid=294



  • 11.10.2010

1 MORTO - AMB.CRIMINALE - NUORO - SARDEGNA

Sardegna > Allevatore ucciso a colpi di fucile davanti casa ad Arzana in provincia di Ogliastra

Nuoro - (Adnkronos) - Secondo quanto apprende l'ADNKRONOS sarebbero almeno due i killer che hanno sparato alla vittima, attirato fuori casa da una telefonata. Gli inquirenti starebbero seguendo la pista dello sgarbo negli ambienti malavitosi

Nuoro, 11 ott. - (Adnkronos) - Omicidio nella serata di ieri ad Arzana, in provincia Ogliastra. I killer hanno ucciso sull'uscio della sua casa, con alcuni colpi di fucile caricato a pallettoni, l'allevatore 37enne Antonio Pietro Demurtas, di Arzana. Secondo quanto apprende l'ADNKRONOS sarebbero almeno due i killer che hanno sparato a Demurtas, attirato fuori casa da una telefonata.

Gli inquirenti starebbero seguendo la pista dello sgarbo negli ambienti malavitosi dell'Ogliastra legati alla coltivazione ed ala spaccio di marijuana, particolarmente fiorente in quel territorio. Demurtas era stato arrestato l'anno scorso per traffico di stupefacenti nell'ambito dell'operazione 'Cappio' dalla squadra mobile di Nuoro.

Fonte: http://www.adnkronos.com/IGN/Regioni/Sardegna/Allevatore-ucciso-a-colpi-di-fucile-davanti-casa-ad-Arzana-in-provincia-di-Ogliastra_311088415797.html

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  • 24.10.2010

1 MORTO.(medico) - AMB.PSICHIATRICO - PARMA - EMILIA ROMAGNA

Visita mortale, medico ucciso da paziente. L'assassino, un agricoltore, soffriva di depressione

Un medico di 59 anni di Busseto, paese della provincia di Parma, è stato ucciso nel pomeriggio di domenica con un colpo di fucile da caccia al petto da un suo paziente che era andato a visitare a domicilio. E' successo intorno alle 17,30 in una abitazione alle porte di Roncole Verdi, frazione della bassa parmense. Il medico si chiamava Claudio Carosino, l'omicida è Gianni Scaglioni, agricoltore pensionato di 79 anni.

FUCILATA - Il medico, che andava frequentemente in visita dall'anziano, aveva appena varcato la porta di casa quando, lungo le scale di accesso all'appartamento vero e proprio, si è trovato di fronte il settantanovenne con in braccio l'arma. Il pensionato ha immediatamente puntato il fucile da caccia, regolarmente denunciato, ed ha fatto fuoco una sola volta. La pallottola ha colpito in pieno petto Claudio Carosino che è deceduto sul colpo. La fucilata è stata udita nell'abitazione accanto dove vivono il fratello di Gianni Scaglioni con moglie e figlio. Proprio loro, sentito lo sparo, si sono recati nella casa dell'agricoltore ed hanno fatto la macabra scoperta. In casa, seduto sul divano del salotto, c'era il pensionato in evidente stato confusionale.

DEPRESSIONE - Gianni Scaglioni, secondo una prima ricostruzione, soffriva da tempo di depressione. Una settimana fa l'uomo si era sottoposto al vaccino antinfluenzale e non si era sentito bene, tanto che il medico lo aveva visitato diverse volte negli ultimi giorni. Poi oggi il tragico epilogo su cui stanno facendo luce i Carabinieri di Busseto e Fidenza. Sul luogo del delitto anche il pubblico ministero della Procura di Parma Francesco Gigliotti. Claudio Carosini, 59 anni, era molto conosciuto in tutta la provincia di Parma. Medico di famiglia da oltre trenta anni aveva tre ambulatori a Busseto, Roncole Verdi e Sant'Andrea. L'uomo era molto impegnato anche nel sociale come presidente dell'associazione aiuti minori del terzo mondo, ente che si occupa di adozioni a distanza, e partecipava attivamente ai programmi di informazione sanitaria per il mondo giovanile. Lascia la moglie e due figli. (Fonte Ansa)

Fonte: http://www.corriere.it/cronache/10_ottobre_24/medico-ucciso-paziente_132f345c-df9e-11df-ae0f-00144f02aabc.shtml



  • 28.10.2010

1 MORTO - AMB.CRIMINALE – AGRIGENTO - SICILIA

Terrazzino ucciso da tre colpi. Non si arrestano le indagini

OMICIDIO VIA ETNA - Non si arrestano le indagini sull'omicidio di Antonino Terrazzino, il 59enne raffadalese ucciso due giorni fa in via Etna. Secondo una prima ispezione cadaverica l'uomo è stato ucciso da tre colpi di arma da fuoco, presumibilmente un fucile da caccia: due alla testa, all'altezza dell'orecchio destro, e uno sotto al braccio. I carabinieri hanno ascoltato alcuni residenti nella via ed eseguito delle perquisizioni alla ricerca dell'arma. Nelle prossime ore qualcuno potrebbe essere sottoposto all'esame del tampon kit, alla ricerca di tracce di polvere da sparo.

Fonte: http://raffadali.agrigentonotizie.it/cronaca/terrazzino-ucciso-con-tre-colpi-non-si-a_53697.php














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NOVEMBRE



  • 15.11.2010

2 MORTI (donne) DA CACC.- AMB.PSICHIATRICO - CAMPOBASSO - MOLISE

Campobasso: uomo uccide la madre e la cugina, poi si suicida

SAN BIASE (CAMPOBASSO) - La depressione sarebbe il movente di un inspiegabile duplice omicidio seguito dal suicidio dell'assassino, avvenuti in serata in una casa nel centro di San Biase, un piccolo paese dell'entroterra molisano, a 24 chilometri dal capoluogo.


L'assassino, G. G., 51 anni, ha imbracciato un fucile semiautomatico ed ha ucciso prima sua madre, Adelina Ciavatta (82), poi sua cugina, Maria Giagnacovo (74), e, infine, si e' ucciso con la stessa arma. Dalla ricostruzione fatta dagli investigatori, Giagnacovo ha ucciso la madre, seduta su una sedia a rotelle, sparandole alla schiena; poi ha ucciso la cugina con un colpo al viso; quindi ha rivolto contro di se' l'arma e si e' sparato un primo colpo all'addome e subito dopo un altro al petto.


Il terribile fatto di sangue, che ha scosso non solo il piccolo centro, ma l'intero Molise, e' avvenuto intorno alle 19.30, ma e' stato scoperto un'ora dopo perche' nessuno ha sentito i quattro colpi di fucile. Intorno alle 20.30 una vicina di casa dei Giagnacovo, su richiesta di una delle due figlie dell'anziana, preoccupata perche' non riusciva a contattare la madre, si e' recata nell'abitazione, la cui porta d'ingresso aveva la chiave nella serratura, e poi ha trovato i tre cadaveri in cucina. Giuseppe Giagnacovo e' stato decritto da alcuni conoscenti come una persona solitaria e taciturna, ma che non aveva mai dato problemi. ''In passato - hanno riferito alcuni conoscenti - ha avuto problemi di depressione.


Forse non era guarito. Non riusciamo proprio a pensare ad altri motivi''. Il duplice assassino non era sposato e viveva con la madre e la accudiva. Due sorelle - tra cui quella che ha chiesto alla vicina di casa di scoprire cosa fosse accaduto - vivono lontano, una a Prato l'altra a Roma. Difficilissimo per gli investigatori riuscire a scoprire il vero movente. Nulla - ripetono i pochi abitanti del paese - poteva far pensare a una tragedia del genere. Tra loro ci sono anche alcuni che nel pomeriggio avevano visto l'assassino camminare per una strada del paese e altri che avevano incontrato intorno alle 17 l'anziana cugina al cimitero, da dove, in seguito, era andata a trovare la zia e il cugino. I testimoni, che vengono ascoltati dai carabinieri nella caserma di Bojano, hanno riferito di aver visto due persone tranquille.

Fonte: http://temporeale.libero.it/libero/fdg/4359260.html



  • 15.11.2010

1 MORTO - AMB. CRIMINALE – PALMI – REGGIO CALABRIA

IMPERIESE UCCISO IN AGGUATO PALMI: VENERDI' FUNERALI A ISOLABONA

(AGI) - Isolabona (Imperia), 15 nov. - Sono stati fissati per venerdi' prossimo, alle 15, a Isolabona (Imperia) piccolo centro dell'entroterra di Ventimiglia, i funerali di Martino Luvera', il giovane di 33 anni che e' stato ucciso per un tragico errore in un agguato commesso, sabato sera, a Palmi (Reggio Calabria). Ignoti, armati di un fucile caricato a pallettoni, hanno esploso diversi colpi di fucile contro (pare che fosse l'obiettivo) l'avvocato Francesco Nizzari. Accanto a lui c'era anche Martino che stava rincasando e che e' stato colpito da un proiettile rimbalzato che lo ha freddato all'addome. Per motivi riguardanti l'autopsia, la salma della giovane vittima, che lavorava come operaio per conto del Comune di Isolabona, sara' trasferita in provincia di Imperia con un giorno di ritardo. L'episodio ha scioccato tutta la piccola comunita' del paese, in cui Martino viveva con i genitori e la sorella. Da tutti conosciuto come persona bravissima e affabile, Martino era incesurato e non ha mai avuto legami con la malavita. (AGI) Cli/Ge/Dib

http://www.agi.it/genova/notizie/201011151437-cro-rt10244-imperiese_ucciso_in_agguato_palmi_venerdi_funerali_a_isolabona





DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA


  • 21.11.2010

1 MORTO CACC.- AMB.CRIMINALE (RAPINA) - REGGIO C. - CALABRIA

Lo uccide per rubargli il fucile. Muore cacciatore in tentativo di rapina nel reggino

Un cacciatore, Antonio Giovinazzo, di 35 anni, è stato ucciso stamani a S.Giorgio Morgeto, nel reggino, durante un tentativo di rapina dell'arma. Giovinazzo, originario di San Giorgio Morgeto, era residente a Polistena. Gli aspetti della vicenda che ha portato all'omicidio non sono ancora chiari e sulla dinamica dei fatti stanno indagando i carabinieri della compagnia di Taurianova.

http://www.italiainformazioni.com/giornale/cronaca/109973/uccide-rubargli-fucile-muore-cacciatore-tentativo-rapina-reggino.htm

+ http://notizie.virgilio.it/notizie/cronaca/2010/11_novembre/21/reggio_c_sparano_a_auto_cacciatori_e_li_derubano_un_morto,27109212.html



  • 29.11.2010

1 FERITO - AMB.CRIMINALE (REAZ. A FURTO)- BRESCIA - LOMBARDIA

Nota movimenti sospetti e spara. Da «vittima» diventa denunciato

A COMEZZANO. Il tentativo di furto nella serata di sabato in via Montello. Un impresario edile ha imbracciato il fucile

Il proprietario ha ferito l'intruso a gamba, gluteo e spalla sinistri Dopo il ricovero in ospedale individuati 2 possibili complici. Comezzano. Il tentativo di furto in un'abitazione in costruzione in via Montello 10 a Comezzano Cizzago alle 18 di sabato è stato interrotto dalla fucilata esplosa dal proprietario dello stabile, un impresario edile con la passione per la caccia (detiene regolare licenza). L'esplosione di pallini ha ferito al fianco sinistro (braccio, spalla e gamba, prognosi 4 giorni) l'uomo che si era introdotto nella proprietà privata. Una ferita superficiale, data la distanza.

FURTO FALLITO, ma guai per tutti: denunciati sia il proprietario di casa che ha sparato, un bresciano di 48 anni; sia i tre romeni, tutti con precedenti per reati contro il patrimonio, residenti a Cividate al Piano, comune della Bergamasca al confine con Pontoglio.

Secondo i carabinieri di Trenzano e della Compagnia di Chiari i tre denunciati potrebbero essere accusati anche di aver commesso numerosi furti in altre abitazioni nelle scorse settimane. Determinante si rivelerà il raffronto con le impronte digitali rilevate nei diversi «siti».

Proprio la serie infinita di furti in casa e aziende, messi a segno in alcuni paesi dell'Ovest, ha creato negli ultimi giorni allarme tra la gente. Ma le forze dell'ordine hanno intensificato i controlli sulle strade, convinte che si tratti quasi certamente di malavita itinerante.

SABATO SERA c'era già buio in via Montello quando a bordo di una Bmw scura e di un furgone sono arrivati i tre romeni: P. T. di 54 anni, il figlio I. T. di 33 e R. I., un parente di 31. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, il 54enne ha superato il muretto della casa in costruzione e ha raggiunto la porta di ingresso, per poi cercare di scardinarla con un trapano. L'operazione non è sfuggita al proprietario del cantiere, che abita in una villa a fianco e ha notato strani movimenti dalla finestra, «scottatato» da un primo furto subito dieci giorni fa da sconosciuto che si erano impadroniti di materiali e attrezzi. Visti i movimenti sospetti di P. T., il proprietario della casa è sceso nel suo cortile, ha attraversato il giardino, ha imbracciato il fucile, lo ha caricato e senza pensare alle conseguenze (non era stato minacciato) ha sparato colpendo il romeno che era vicino alla porta. A quel punto P. T. è scappato in auto, dove lo attendeva uno dei parenti abbandonando il furgone sul quale avrebbe presumibilmente caricato la refurtiva.

L'IMPRESARIO ha subito chiamato il 112 segnalando il tentativo di furto senza dire di aver sparato un colpo con il suo fucile calibro 12, secondo quanto riferiscono i carabinieri.

Il 54enne, ferito dalla scarica di pallini, alle 23 è stato accompagnato all'ospedale di Chiari. Alle 4 di ieri mattina i carabinieri di Trenzano hanno collegato lo sparo con il tentativo di furto analizzando le varie richieste di intervento di chi si era trovato i ladri in casa. I militari hanno così chiuso il cerchio, recuperato il furgone (trovandovi numerosi attrezzi da scasso), e la Bmw usata per trasportare il ferito da Comezzano con tracce di sangue. I due veicoli sono sotto sequestro, come il fucile da caccia e la cartuccia esplosa. Denunciato il ferito, identificati e denunciati i due presunti complici. Denuncia per uso improprio del fucile anche per l'impresario. Di Giancarlo Chiari

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

http://www.bresciaoggi.it/stories/Cronaca/205322_nota_movimenti_sospetti_e_sparada_vittima_diventa_denunciato/



DICEMBRE

  • 09.12.2010


2 MORTI– AMB. EXTRAVENATORIO – FOGGIA - PUGLIA

Cagnano Varano. Padre e figlio uccisi a colpi di fucile. Ieri sera nel comune di Cagnano Varano in provincia di Foggia sono stati uccisi a colpi di fucile due persone, padre e figlio, rispettivamente di 46 e 26 anni. Le due vittime si trovavano in campagna quando sono stati raggiunti da colpi alla schiena ed al petto. I corpi di Sante e Pietro Zimbotti, questi i nomi dei due uomini uccisi, sono stati ritrovati nella tarda serata dopo l'allarme dei familiari che non vedendoli rincasare sono andati a cercarli.

In campagna la tragica e raccapricciante scoperta dei due cadaveri. Dalle prime testimonianze raccolte i militari del Reparto operativo di Foggia pare abbiano escluso l'ipotesi dell'omicidio legato alla criminalità organizzata. Non si esclude però che il duplice assassinio possa avere un movente di natura privata.

Fonte:http://www.italia-news.it/italia-c3/puglia-c37/foggia-c145/cagnano-varano-c6010/cagnano-varano--foggia---padre-e-figlio-uccisi-a-colpi-di-fucile-52373.html



  • 10.12.2010

1 MORTO– AMB. EXTRAVENATORIO – CASERTA – CAMPANIA

Immigrato ucciso nel casertano: era dedito ad atti osceni, ipotesi vendetta

Ha un nome, un volto, ma soprattutto una sua squallida storia personale l’uomo barbaramente trucidato con due colpi di fucile nelle campagne tra Villa di Briano e Casal di Principe, nel casertano. Si tratta di Osman Tousaki, 36 anni, cittadino tunisino, con piccoli precedenti penali. Furtarelli, ma anche un’abitudine nota a tutti nella zona in cui è stato trovato il cadavere: era solito abbassarsi pantaloni e mutande dinanzi alle donne, piccole o grandi che fossero. Questo, quindi, spiegherebbe il modo in cui è stato trovato il cadavere nella mattina di lunedì in via Krusciov: con la faccia rivolta in giù, nel fango, con indosso solo un maglione marrone. Con la parte di sotto, dalla cintola in giù completamente nudo. La schiena e il braccio sinistro ridotti in poltiglia da due colpi di fucile esplosi a distanza ravvicinata, mentre l’immigrato magrebino era rivolto di spalle. A questo punto gli agenti del commissariato aversano e della squadra mobile di Caserta che da lunedì mattina cercavano di dare almeno un nome al cadavere, non hanno più dubbi sulla pista da seguire per giungere ad individuare gli autori dell’omicidio. Si tratterebbe, quasi certamente, di un omicidio eseguito non da connazionali, ma da persone del posto stanche del comportamento della vittima che era divenuto una sorta di incubo per le popolazioni di Villa di Briano e Casal di Principe. Tanto che un paio di volte era caduto anche nella rete dei carabinieri che lo avevano arrestato per atti osceni in luogo pubblico. L’uomo aveva, comunque, anche un evidente deficit mentale e sbarcava il lunario o con piccoli furtarelli o esercitando il mestiere di parcheggiatore abusivo dinanzi a negozi nella zona del casalese.

Si ipotizza che il tunisino possa aver messo a segno il suo solito “show”, lo spogliarello per il quale era noto dinanzi a qualcuno che non poteva far passare la cosa sotto silenzio. Da qui l’omicidio che appare sempre più, come sin dal primo momento ipotizzato dagli investigatori, una sorta di punizione per l’uomo che, comunque, non ci stava con la testa. Il cadavere fu ritrovato alle prime ore di lunedì 6 dicembre, grazie ad una telefonata anonima al 113 della polizia. La morte risaliva alla sera precedente, come confermato dall’esame autoptico effettuato presso l’istituto di medicina legale di Caserta. Secondo la ricostruzione effettuata dagli investigatori, un primo colpo di arma da fuoco ha raggiunto la vittima al braccio sinistro, forse mentre tentava un’inutile fuga. Un secondo colpo, quello mortale, lo ha raggiungo alla base della schiena. Forse mentre la vittima tentava la fuga. Non ancora accertato, invece, l’ipotesi che il malcapitato possa essere stato ammazzato altrove e poi spostato sul posto del ritrovamento, tenuto conto che il cadavere era ricoperto di fango, come se fosse stato spostato. In zona, comunque, ufficialmente, nessuno ha udito nella notte tra domenica e lunedì scorso i due colpi di fucile.

Fonte: http://www.pupia.tv/campania/cronaca/6723/immigrato-ucciso-nel-casertano-era-dedito-atti-osceni-ipotesi-vendetta.html



DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

DINAMICA E RESPONSABILITA' DA ACCERTARE-POTREBBE ESSERE UN INCIDENTE DI CACCIA MA NON è APPURATO NIENTE-conto extravenatorio

  • 19.12.2010

1 MORTO– AMB. EXTRAVENATORIO – CUNEO - PIEMONTE

A un passo dall'assassino di Angelo Lolli? L'ex sindacalista Fiom di Caramagna sarebbe stato ucciso da qualcuno che lo conosceva molto bene

Il cerchio si stringe attorno alla persona che ha ucciso l’ex sindacalista di Caramagna Angelo Lolli. Gli inquirenti attenderebbero l’esito di esami determinanti. Da escludere l’incidente di caccia (quel giorno era chiusa) o la vendetta di un trifolao rivale.

Sono state eseguite perquisizioni a Caramagna, il paese della vittima. Molti interrogatori. Chi ha ucciso Angelo Lolli lo conosceva bene, probabilmente molto bene, lo ha aspettato sul luogo del delitto per sparargli il colpo mortale al cuore. Questo sarebbe il punto delle indagini, con sviluppi imminenti.

Il corpo era stato trovato dai carabinieri in uno specchio d'acqua nelle campagne di Verduno. Inizialmente si era pensato a un malore o a un incidente, ma l'autopsia ha scoperto un foro sul petto causato da un proiettile. Angelo Lolli, 59 anni, è stato ucciso con un colpo di fucile al petto e non sarebbe quindi morto per cause naturali, come era stato ipotizzato nella prima fase delle indagini: giallo in provincia di Cuneo sul decesso dell’uomo di Caramagna, ex operaio ed ex sindacalista della Fiom.

Caramagna è rimasta attonita, sgomenta, di fronte alla notizia alla vigilia di Natale. I dubbi degli inquirenti erano fondati. Lolli è stato ucciso con un colpo di fucile sparatogli a bruciapelo. L’uomo era stato rinvenuto cadavere in un bacino nei boschi, dove era andato alla ricerca di tartufi.

Partito prima dell’alba, sarebbe dovuto tornare a casa verso le 11. La moglie, allarmata dal ritardo, aveva dato l’allarme ai carabinieri di Bra, che con l’ausilio dei colleghi di La Morra, dei vigili del fuoco e dell’unità cinofila della Protezione Civile lo hanno ritrovato, ormai privo di vita, in un invaso dell’Enel, nei boschi nel territorio del Comune di Verduno.

Si era pensato in un primo tempo che Lolli fosse scivolato accidentalmente, forse per un malore o per un incidente, in un canale, dove poi la corrente lo aveva trasportato fino all’invaso.

A Caramagna la tragica fine aveva destato molta impressione. Angelo da più di un anno era impegnato a tempo pieno, dopo essere andato in pensione, nella casa di riposo, dove era benvoluto da ospiti e personale. “Se n'è andato Angelo, amico e compagno di lotte da sempre – lo aveva ricordato con commosse parole il sindaco Mario Riu - che aveva accettato la nomina e stava dando tutto il suo impegno, a tempo pieno ora che era in pensione, nella casa di riposo, dove era amato da tutti gli ospiti e stimato dai collaboratori”.

Sconvolta anche la segreteria provinciale della Fiom Cgil, sindacato nel quale Lolli era stato attivamente impegnato. “La sua morte – aveva detto il segretario provinciale Alfio Arcidiacono - ci coglie impreparati e perciò profondamente addolorati. Angelo è stato sempre impegnato nella rappresentanza sindacale dei lavoratori: delegato storico della Flm alle Fucine di Caramagna, aveva seguito l'iter di quell'assurdo fallimento e curato la ricollocazione dei lavoratori; aveva lavorato poi in altre aziende metalmeccaniche restando fedele all'impegno sindacale, sempre a fianco della Fiom-Cgil. Fino all'ultimo, delegato della Rsu. della Comau in Alstom Ferroviaria, si era impegnato con convinzione per impedire un indebolimento dei lavoratori e la dispersione del patrimonio di rappresentatività della Fiom, a seguito della nota divisione sindacale intervenuta nel 2006. Noi piangiamo – aveva concluso il segretario della Fiom - per un vero compagno, coerente, disponibile verso gli altri e sempre impegnato. Un uomo che ha saputo meritare la fiducia degli altri”.

Fonte: http://www.cuneocronaca.it/news.asp?id=34379

AGGIORNAMENTI: http://www.iltamtam.it/Generali/Cronaca/Omicidio-Lolli-verso-una-pista-famigliare.aspx


  • 25.12.2010

1 MORTO – AMB.EXTRAVENATORIO – NUORO – SARDEGNA

Omicidio nella notte di Natale. Allevatore ucciso in Barbagia

La vittima, Ciriaco Basile, è stato ucciso nel suo ovile nei pressi di Bitti a colpi di fucile. Era già scampato a un agguato quattro anni fa. NUORO - Hanno scelto la notte di Natale per saldare un vechio conto in sospeso. Ciriaco Basile, 38 anni, allevatore di Bitti, comune della Barbagia nuorese, è stato ucciso la scorsa notte a colpi di fucile mentre si trovava nel suo ovile nelle campagne del paese. L'uomo, che dopo essersi separato dalla moglie viveva da solo nell'ovile, era scampato ad un agguato il 13 febbraio del 2006 mentre era a bordo della sua moto carrozzella Ape. In quella circostanza i sicari sbagliarono la mira oppure preferirono limitarsi a un semplice


DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

avvertimento e Basile se la cavò con una ferita alla mano. I suoi nemici erano poi tornati a colpire poco tempo fa sterminandogli il gregge.

Negli ultimi tempi a Bitti sono avvenuti numerosi furti di bestiame, dai maiali ai cavalli, e gli inquirenti non sembrano avere dubbi sul fatto che il delitto della notte di Natale sia un regolamento di conti nell'ambiente agro pastorale. Quello di Basile è il nono omicidio commesso nel 2010 in provincia di Nuoro.

Fonte: http://www.repubblica.it/cronaca/2010/12/25/news/allevatore_ucciso-10571329/


  • 27.12.2010

1 FERITO – AMB.EXTRAVENATORIO – SASSARI - SARDEGNA

Tempio, spari davanti al pub - Prima la rissa poi i colpi di fucile

TEMPIO PAUSANIA. Prima la rissa davanti a un pub, poi all'improvviso gli spari che hanno ferito un cliente. È successo ieri notte, verso le 02.00, a Tempio, il responsabile, G.O.S., disoccupato di 55 anni, è stato arrestato dai carabinieri del Nucleo operativo della Compagnia per tentato omicidio, ricettazione, porto di arma clandestina.

I fatti. Davanti ad un pub della cittadina, è scoppiata una violenta lite che ha visto coinvolto almeno cinqu persone, tra le quali G.O.S.

Quest’ultimo a un certo punto si è allontanato dando l’impressione di voler rincasare. Invece dopo alcuni minuti è tornato sul posto imbracciando un fucile, una doppietta calibro 16, con la quale ha esploso due colpi all’indirizzo del gruppetto ancora intento a litigare.

Uno dei colpi ha colpito alla coscia destra Giovanni Antonio Sotgiu, 24 anni di Trinità d’Agultu che, soccorso dal 118, è stato portato all’ospedale ove si trova tuttora ricoverato, non in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Compagnia di Tempio che hanno raccolto le testimonianze dei presenti e si sono messi alla ricerca del responsabile che nel frattempo è sparito. L’uomo è stato rintracciato per strada dopo pochi minuti e bloccato, sotto il giubbotto nascondeva il fucile, con calcio e canne mozzate e matricola abrasa. Indosso aveva tre cartucce calibro 16 e un coltello a serramanico. G.O.S è stato quindi portato al carcere di Tempio Pausania.

Fonte: http://www.sassarinotizie.com/articolo-3141-tempio_spari_davanti_al_pub_prima_la_rissa_poi_i_colpi_di_fucile.aspx



GENNAIO 2011



  • 6.01.2011

1 FERITO DA CACCIATORE – AMB.EXTRAVENATORIO – NAPOLI - CAMPANIA

Napoli, tre colpi di fucile contro pastore che "invade" il terreno

NAPOLI (6 gennaio) - Non voleva che le pecore pascolassero sul suo terreno. E così, per tre volte, ha fatto fuoco, con un fucile, contro l'allevatore ferendolo alla schiena, alle gambe e alle braccia. È accaduto a Varcaturo, in provincia di Napoli. Colpa del pascolo, dunque, secondo quanto accertato dai carabinieri, se tra Pasquale Luongo, 30 anni, allevatore, e A. D'A., 54 anni, bracciante agricolo già noto alle forze dell'ordine, è scoppiata una violenta lite. Parole grosse, accuse.

Poi, D'Ausilio ha preso il suo fucile da caccia, regolarmente detenuto, e ha sparato tre colpi. L'allevatore è stato immediatamente trasportato all'ospedale di Pozzuoli dove è stato operato; non è in pericolo di vita.

D'A., invece, ha anche tentato la fuga. I carabinieri lo hanno rintracciato nelle campagne vicine alla sua abitazione: incastrato dallo stub, è stato sottoposto a fermo per tentato omicidio.

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=133400&sez=NAPOLI


  • 08.01. 2011

1 FERITO CACC. – AMB.EXTRAVENATORIO (CASA) – L’AQUILA - ABRUZZO

Si spara con il fucile da caccia. Sulmona. Un uomo è in fin di vita dopo che un proiettile di fucile gli è esploso sul torace W.S. 70enne di Introdacqua, è rimasto ferito gravemente questa mattina dopo essere stato raggiunto da un proiettile del suo fucile da caccia al torace. A dare l'allarme i parenti che hanno chiamato il 118. Immediata


DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

la corsa in ospedale dove è stato sottoposto a un primo intervento chirurgico. Vista la gravità della ferita i medici hanno deciso di trasferirlo d'urgenza nel reparto di chirurgia toracica di Chieti. Non è ancora chiaro se il gesto sia stato accidentale (una manovra maldestra mentre puliva l'arma) o un tentativo di suicidio. RED

http://www.zac7.it/index/index_dx_css.php?pag=16&categ=CRONACA&IDX=4498&xx=1





  • 11.01.2011

1 MORTO (AGRICOLTORE) – AMB.EXTRAVENATORIO – CATANZARO - CALABRIA

Omicidio a Cirò: ucciso un agricoltore

L’hanno ammazzato all’alba e il suo corpo è rimasto per tutta la mattina riverso sulla terra fredda e nuda; nascosto, quasi protetto, dalla fitta nebbia che avvolgeva la vallata della Carrocciella, un’impervia zona di campagna lontana qualche chilometro dal centro abitato di Cirò, sulla strada che porta a Umbriatico. Quella stessa coltre che forse ha aiutato l’assassino a sorprenderlo e a dileguarsi senza lasciare tracce. Salvatore Lettieri, agricoltore di Cirò, avrebbe compiuto 38 anni il prossimo 24 gennaio, ma il piombo di un fucile caricato a pallettoni lo ha fermato prima.

Lunedì mattina, intorno alle cinque e mezzo, Lettieri è uscito di casa a bordo di un piccolo fuoristrada, un Suzuki Vitara targato Genova con un carrello al seguito, ed ha raggiunto il terreno che possiede alla Carrocciella, quella stessa terra che alla sua famiglia in passato ha già provocato tanti lutti. L’uomo ha avuto appena il tempo di piantare un paletto nella sua vigna quando dalla nebbia è spuntato l’assassino; forse Lettieri non si è neppure accorto del pericolo incombente, oppure se n’è avveduto ed ha tentato una inutile fuga: è stato raggiunto alla schiena da una prima scarica di pallettoni esplosa da lontano, poi, quando era già a terra, il killer si è avvicinato e, da una distanza di qualche metro, gli ha sparato al petto. Guadagnare la fuga in quella vallata deserta sovrastata molti metri più in alto solo da una strada provinciale di solito poco trafficata, per l’assassino dev’essere stato abbastanza agevole.


Per molte ore il sangue di Lettieri ha continuato a bagnare la terra senza che nessuno potesse sospettare la tragedia. La moglie ha cominciato a preoccuparsi quando non lo ha visto tornare a casa per pranzare insieme a lei e ai suoi due figli ancora piccoli; un’ansia che è andata crescendo via via che il tempo passava. Alle tre del pomeriggio, quindi, il fratello Francesco, temendo il peggio, ha deciso di andare a cercarlo e una volta giunto nella vigna ha fatto la macabra scoperta. All’uomo non è rimasto che avvisare i carabinieri; sul posto è giunto personalmente il colonnello Francesco Iacono, comandante provinciale dell’Arma, il capitano Paolo Nichilo, comandante della compagnia di Cirò Marina, il capitano Valerio Palmieri, comandante del nucleo investigativo provinciale; ai quali si sono aggiunti gli investigatori della squadra Mobile della Questura. La prima sommaria ispezione effettuata sul cadavere dal medico legale Cardamone ha confermato che l’omicidio è stato commesso nelle prime ore della mattina; sul petto Lettieri aveva sette fori provocati dai pallettoni esplosi con un fucile calibro 12. di Domenico Policastrese


Fonte:http://www.crotone1.net/staff/newsflash/omicidio_a_cir%C3%B2:_ucciso_un_agricoltore_2011011119161.html












DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA


  • 12.01.2011

2 MORTI E 1 FERITO DA CACC. – AMB.EXTRAVENATORIO – CAGLIARI – SARDEGNA

Duplice omicidio in Sardegna: ex carabiniere in fuga. Ieri sera P. L. ha ucciso suocera e compagno ex moglie, la donna è ferita.

CAGLIARI - Duplice omicidio e un suicidio. E' quello che e' accaduto a Quartu Sant'Elena, in Sardegna la notte scorsa. Un uomo, P. L., ex carabiniere, ha concluso la sua fuga, dopo il duplice omicidio, ai bordi dell'invaso del Simbirizzi uccidendosi. L'auto del fuggitivo e' stata avvistata poco prima delle 10 da un elicottero della Polizia e sul posto sono subito giunte le pattuglie impegnate nelle ricerche. La zona e' stata delimitata per impedire l'accesso agli estranei e consentire al magistrato e ai tecnici della Scientifica di compiere i rilievi. Secondo i primi accertamenti Lai avrebbe usato lo stesso fucile utilizzato per uccidere il compagno della ex moglie e la suocera.

L. ha cominciato a sparare appena arrivato davanti alla casa e ha ucciso la suocera, Liliana Sainas, di 53 anni, e Manuel Angioni, di 28, nuovo compagno della ex moglie.

La circostanza e' emersa dai rilievi della Polizia scientifica che ha ricostruito il percorso dello sparatore seguendo le tracce lasciate dal fucile da caccia semiautomatico imbracciato da Lai, appassionato cacciatore e con una ferma triennale nell'Arma da giovane, che dopo il duplice omicidio e' fuggito. Appena e' giunto davanti all'abitazione dove sapeva di trovare l'ex moglie e il suo nuovo compagno, L. ha colpito per primo Angioni. Poi ha sparato contro la moglie, dalla quale si era separato da alcuni mesi. Valentina Sainas, di 34 anni, e' stata raggiunta ad una gamba, ma e' riuscita a fuggire, grazie anche alla madre che le ha fatto scudo, venendo raggiunta da un colpo all'addome a bruciapelo. Potrebbe essere dimessa in giornata, su sua richiesta. Ferita ad una gamba da alcuni pallini, di uno dei cinque colpi cal. 12 sparati da Lai, la donna è stata ricoverata nell'ospedale Marino e sottoposta ad intervento. I medici avrebbero consigliato alcuni giorni di degenza, anche in considerazione del forte choc emotivo subito dalla donna, ma Sainas avrebbe chiesto di poter tornare a casa, firmando il foglio di dimissioni. Gli investigatori della Squadra Mobile di Cagliari sono impegnati nella ricerca di una somma di denaro che Patrizio Lai aveva ritirato in banca poco prima di mettere a segno la vendetta nei confronti della ex moglie, che lo aveva abbandonato otto mesi fa per andare a convivere con Manuel Angioni. Valentina é scampata alla strage, ma sotto le fucilate di Lai, un piccolo imprenditore con un passato militare di tre anni nell'Arma, sono caduti la suocera e Angioni.

Dopo il ritrovamento dell'uomo, agonizzante dopo essersi sparato un colpo di fucile sotto al mento nell'auto ai bordi dell'invaso del Simbirizzi, a una decina di chilometri dal luogo del duplice omicidio, gli investigatori hanno cercato la somma nella Mercedes di Lai senza trovarla. Una precedente ricerca nell'abitazione dell'ex carabiniere non aveva dato esito. A riferire della somma a Polizia e Carabinieri era stato un parente di Lai e proprio per questo gli investigatori avevano ipotizzato che l'uomo avesse pianificato la fuga dopo aver compiuto la strage. Le ricerche sin da ieri notte erano state estese subito a tutti i porti e aeroporti e a tutte le forze di polizia.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/01/12/visualizza_new.html_1641317572.html



  • 22.01.2011

1 FERITO– AMB.EXTRAVENATORIO – ISERNIA – MOLISE

Sparatoria a Fragnete, ferito un 50enne. Spara al fratello durante una lite e fugge.

E' accaduto a Fragnete, frazione di Isernia, nel tardo pomeriggio. Tra i due fratelli da tempo si registravano litigi e discussioni per vecchi rancori mai sopiti. Si parla di questioni di eredità o di divergenze nella gestione della piccola impresa edile di cui i due fratelli sono titolari. Durante l'ennesima lite il maggiore dei due ha imbracciato il suo fucile da caccia ed ha fatto partire un colpo che ha colpito il fratello al petto perforandogli un polmone. Quindi, dopo aver sparato, il feritore è scappato facendo perdere le sue tracce per alcune ore. L'uomo ferito, un 50enne, è stato soccorso da alcuni vicini e trasportato all'ospedale "Veneziale" di Isernia dove si trova ricoverato sotto osservazione. Secondo le notizie trapelate le sue condizioni sono gravi ma non sarebbe in pericolo di vita. La Polizia e i Carabinieri dopo alcune ore di ricerche sono riusciti a fermare il feritore. L'uomo di 52 anni era fuggito verso la Campania. E' stato bloccato a Castelvolturno. Per lui l'accusa è di tentato omicidio.

http://www.altromolise.it/notizia.php?argomento=cronaca&articolo=46234

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA


  • 25.01.2011

1 FERITO– AMB. EXTRAVENATORIO – LECCE - PUGLIA

Supersano, agguato a colpi di fucile in paese. Arrestato il figlio del "pentito". Indagano i carabinieri

SUPERSANO (25 gennaio) - E' finito in manette con l'accusa di tentato omicidio, Antonio Galati, 32enne figlio del collaboratore di giustizia Silvano Galati. Il giovane è responsabile dell'agguato del pomeriggio di ieri a Supersano.

Il giovane, arrestato dai poliziotti del commissariato di Taurisano, ha esploso cinque colpi di fucile 12 ai danno di un 35enne del luogo e poi è scappato facendo perdere le proprie tracce.

Il destinatario dei colpi è Marco De Vitis. Il fatto è accaduto intorno alle 16.30 fuori dal bar Coffee Dream nei pressi della villa comunale. Un agguato da cui il 35enne è riuscito ad uscire illeso infilandosi proprio nel bar. Immediata la richiesta di soccorso da parte di numerosi cittadini presenti alla scena.

Il giovane arrestato dovrà ora fornire i dettagli e le motivazioni che lo hanno portato all'azione criminale.

http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=136030



  • 30.01.2011

3 FERITI (§un bambino grave) – amb.extravenatorio – AGRIGENTO - SICILIA

Grave bimbo ferito da fucilata. Nella vicenda altri due feriti lievi

Drammatico caso di cronaca: un bambino è rimasto gravemente ferito dopo una sparatoria da un'auto in corsa, a Sant'Elisabetta in provincia di Agrigento. La squadra mobile impegnata in queste ore nella difficile ricostruzione dei fatti

Il pronto soccorso dell'ospedale di Agrigento dopo l'arrivo dei feriti. E' in gravissime condizioni e i medici disperano di salvargli la vita il bimbo di 5 anni S.L.P., ferito in serata nelle campagne di Santa Elisabetta (provincia di Agrigento) da una fucilata sparata da ignoti mentre si trovava a bordo di una Ibiza guidata dallo zio Carmelo Marotta di 30 anni e con a bordo anche il fratello di 16 anni C.L.P. Secondo gli investigatori della Squadra Mobile non si tratterebbe di un incidente di caccia come era sembrato nei primi momenti ma di un vero e proprio agguato. Il bimbo, secondo quanto si è appreso, sarebbe parente di un esponente di spicco di Cosa Nostra. Il piccolo dopo un intervento chirurgico effettuato dai medici dell'ospedale San Giovanni di Dio, che hanno estratto un pallino dalla testa, è stato trasferito a Palermo con un elisoccorso. Gli investigatori stanno interrogando i due feriti, i quali hanno raccontato che un'auto ha affiancato la loro Ibiza e che qualcuno ha fatto fuoco.

Fonte: http://www.grr.rai.it/dl/grr/notizie/ContentItem-f2cb555d-90c9-4993-80a5-c16a1e3917c1.html?refresh_ce


31.01.2011

Uccide vicino a fucilate vicino Cagliari
Continue liti di confine sarebbero la causa dell'omicidio
01 febbraio, 11:13
Guarda la foto1 di 1(ANSA) - CAGLIARI, 1 FEB - Un uomo di 55 anni ha ucciso a fucilate un vicino di casa, 77 anni, a San Nicolo' Gerrei, in provincia di Cagliari. L'uomo e' stato fermato da un maresciallo dei carabinieri, accorso al rumore degli spari, mentre si preparava ad affrontare anche i familiari della vittima.
All'origine del delitto ci sarebbero le continue liti di confine fra le proprieta' delle due famiglie.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2011/02/01/visualizza_new.html_1613463857.html

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

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