Associazione Vittime della caccia

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Associazione Vittime della Caccia

AVC-ATTI DELLA CONFERENZA STAMPA’8 FEBBRAIO 2017-Dossier 2016-2017

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*Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "www.vittimedellacaccia.org" se pubblichi e/o usi quanto contenuto nel Dossier©. Grazie

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

www.vittimedellacaccia.org

DOSSIER©VITTIME CACCIA 2016/2017

►ATTI della Conferenza Stampa - 8 febbraio 2017 - Sala Stampa Montecitorio - Roma

PRESENTAZIONE e GUIDA al Dossier 2016 2017 di Daniela Casprini - VITTIME della CACCIA UMANE, MA NON SOLO e

FAUNA SELVATICA E CONVIVENZA SOSTENIBILE - GESTIONE SCIENTIFICA DELLA NUTRIA - Dott.ssa Cristina Marchetti


Daniela Casprini, presidente Associazione Vittime della caccia: Il Dossier che presentiamo oggi a conclusione della stagione venatoria 2016-2017 é il decimo, da quando l’Associazione Vittime della caccia realizzò il primo nel 2008.
In questi dieci anni la questione sicurezza strettamente connessa all’esercizio dell’attività venatoria hasempre di più costituito un grave problema di ordine pubblico e allarme sociale, una drammatica realtà fortemente percepita dall’opinione pubblica in generale e ancor più avvertita da coloro che vivono o esercitano la propria attività nelle campagne, compresi i tanti che dedicano parte del loro tempo ad attività escursionistiche, passeggiate, raccolta di funghi e quant'altro. Lo stesso non può dirsi delle Istituzioni che sottostimano o, peggio, eludono l'allarme e il disagio della
popolazione in balia delle doppiette.
Non si é vittime solo del fuoco dei cacciatori, si é anche vittime, della protervia e dell'invasività di gente armata che costringe chi vive in campagna anche a vedere disturbata sistematicamente la quiete e il normale scorrere della vita quotidiana: troppe persone stravolte dalla paura, dal pericolo incombente e non prevenibile (nei fatti).

Difficile che dal mondo venatorio possano venire risposte adeguate a questa emergenza, visto che continua ad occultare i dati (dandone altri riferiti solo e soltanto ai cacciatori morti o feriti): quanto accaduto e regolarmente monitorato nel nostro Dossier é quello che emerge quotidianamente dalle cronache riportate dalla stampa e che intercettiamo occasionalmente anche se quotidianamente.
Latitanza e sottostima delle Istituzioni, a questo facevo riferimento sopra, non solo incapaci di apportare le soluzioni che i cittadini inermi chiedono, ma addirittura favorevoli ad implementare l’esercizio dell’attività venatoria oltre la canonica stagione con deroghe ai calendari e alle specie cacciabili e non, decreti che stravolgono le norme quadro esistenti, ricorso sistematico alla caccia di contenimento per le specie considerate, a nostro avviso, strumentalmente nocive ed invasive.

E' questo un altro aspetto che sta preoccupando sempre più persone e che favorisce reazioni forti, ma comprensibili, da parte dell opinione pubblica che in sostanza assiste allarmata ed impotente ad un attività pericolosa e senza soluzione di continuità, tra l'altro a casa propria, e di fatto tutto l'anno. Il mondo venatorio chiede sempre più caccia e la ottiene, nonostante l'art.19 della legge 157/92 contempli in via prioritaria i metodi incruenti per il contenimento di specie considerate dannose.
Finora le Istituzioni non hanno dimostrato alcuna intenzione di applicare metodi alternativi, tantomeno di recepire quanto previsto per legge.

Faccio presente che la nostra Associazione ha visto accolti al TAR diversi ricorsi proprio a causa dell'inadempienza degli Enti circa l'adozione dei metodi alternativi in via preliminare.Vogliamo mettere alla prova Enti ed Istituzioni: se i cinghiali, ad esempio, sono un problema,c ontinueranno a rispondere con sempre più caccia? L'abbattimento sistematico di questi ungulati, è dimostrato, non risolve nulla, anzi incrementa nuove nascite e destruttura etologicamente la specie.
Ci chiediamo se davvero per le Istituzioni i cinghiali costituiscono un problema e non una sorta di risorsa da incrementare?

La filiera della carne di selvatici è già partita in alcune regioni, fregandosene altamente del principio sacrosanto ed assoluto della Fauna selvatica quale Bene Indisponibile dello Stato, un "bene" di tutti e... di nessuno, noi siamo i custodi e dobbiamo lavorare per una convivenza sostenibile e rispettosa dell'Altro. E' possibile se c'è la volontà.

In questa occasione abbiamo voluto affrontare questo aspetto, trattando, nello specifico la specie Nutria grazie al contributo scientifico della dot.ssa Cristina Marchetti che interverrà dopo di me e che ringraziamo sinceramente.

VITTIME UMANE
Entrando nel merito del Dossier intendo evidenziare innanzitutto i dati delle vittime: le vere vittime della caccia e dei cacciatori. I non cacciatori, i civili, la gente comune che si trova a tiro dei fucili da caccia costantemente o occasionalmente.
In cinque mesi 21 sono state le persone impallinate che con la caccia non c'entravano nulla, 12 feriti in ambito venatorio e 9 in ambito extravenatorio, 3 i minori vittime, 2 feriti e 1 suicida (disponibilità armi per omessa custodia).
I cacciatori vittime del fuoco amico in ambito venatorio: 9 morti e 47 feriti, quindi 56. In totale abbiamo 68 vittime in ambito venatorio.

Considerando 3 giorni di caccia a settimana (58gg*) su 5 disponibili (97gg*) a scelta per ogni cacciatore dall'inizio della stagione (18 settembre 2016>31 gennaio 2017, 97gg*), possiamo quantificare (per difetto) in 1 persona colpita da armi da caccia al giorno, nell'arco della stagione venatoria (parliamo del solo ambito venatorio 68 persone colpite tra civili e cacciatori).
In ambito extravenatorio 2 i morti civili e 7 i feriti. 1 morto e 2 feriti tra i cacciatori.

L'ammontare dei risultati tra i due ambiti è di 12 morti e 68 feriti nell'arco di questa stagione: 80 vittime umane.

Noi la consideriamo una strage, al pari delle precedenti.

Citiamo dei numeri ma dietro questi ci sono vite e sofferenza.

Ci hanno accusati di cinismo, noi raccogliamo dati, loro sparano.

Un ulteriore accenno vorrei farlo in merito ai bambini vittime della caccia. Ad ogni stagione si conta qualche minore coinvolto in battute di caccia o vittime dell'omessa custodia di armi da parte di parenti, altri impallinati mentre sono a giocare fuori.

A Vicenza per la fiera armi Hit Show è permesso l'ingresso di minori di 14 anni se accompagnati.
Secondo i giudici (sentenza cassazione penale n. 5435/3005 "Per un bambino la vista di un'arma facilmente accessibile costituisce un'attrattiva irrefrenabile").
Favorire l'approccio alle armi comporta una responsabilità sotto tutti i punti, ognuno valuti sotto il profilo etico, civile, pedagogico e penale se possa essere tollerato.

REGIONI
La regione più insanguinata - parliamo di ambito venatorio - il Veneto con 5 civili feriti (1 minore), 7 cacciatori feriti, 12 vittime. Segue la Lombardia con 2 feriti civili e 5 cacciatori, poi il Lazio (con 1 ferito civile, 5 cacciatori e 2 morti) e l'Emilia Romagna con 2 civili feriti, 3 i cacciatori e 2 i morti.
Non scherza neppure la Campania con 1 minore ferito, 4 cacciatori e 1 morto. In Toscana 5 i cacciatori feriti e 1 morto. La Campania ancora si fa notare questa volta in ambito extravenatorio con 3 civili feriti (di cui 1 minore).

ETA'
Abbiamo estratto, laddove era menzionata, l'età dei responsabili di azioni offensive commesse con armi da caccia nei diversi ambiti. Analizzati anche singolarmente permettono di ottenere dei dati interessanti per l'ambito specifico, nel loro insieme invece offrono ovviamente un quadro più globale del comportamento medio di chi detiene legalmente fucili ad uso caccia.

Il primo grafico che troverete sul nostro sito rappresenta la somma dei dati sull'età dei casi raccolti in Ambito venatorio ed extravenatorio aggiunti ai casi di ordinaria follia (vedasi le cronache).
Questo grafico evidenzia la fascia di età 31/40 come tristemente emergente assieme agli ultra 71enni.
Queste due classi risultano le più alte anche in Storie di Ordinaria follia (minacce aggressioni, tentati omicidi, ecc senza che vi sia stato spargimento di sangue).

Le fasce di età 31/4O e ultra 71 risultano le più alte anche nel terzo grafico (casi in Vittime Umane per armi) raccoglie i dati sull’età dei responsabili della morte o del ferimento di persone con armi da caccia, sia durante le battute di caccia che in ambito extravenatorio.
In questi due ambiti -venatorio ed extravenatorio - possiamo dire che rispetto ai precedenti focus c'è una novità, i giovani cacciatori (18/30) in questa stagione si sono distinti in negativo con una impennata quali responsabili di ferimenti e non solo purtroppo.
Se analizziamo invece il grafico riguardante il solo ambito venatorio spicca evidente come la fascia 31/40 abbia il picco più alto.Sono questi i frutti delle recenti new entry nel mondo venatorio.

Un altro dato interessante e doverosamente reso noto è quello relativo all'età dei cacciatori responsabili di maltrattamento, uccisione e sevizie contro animali domestici, fauna selvatica protetta e quella Non cacciabile ma cacciata in violazione delle norme.

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA
Se ne sentono, se ne vedono...e se ne subiscono di tutti i colori: prevarrebbe il grottesco se non fosse che ci troviamo di fronte a gente armata convinta di poter entrare a casa d'altri a proprio piacimento. Questa errata convinzione genera casi come quelli qui riportati e raccolti in questa apposita sezione. Qui non c'è statospargimento di sangue ma ci siamo andati vicini, Sono solo alcuni esempi estratti dalle cronache.

Tragedie sfiorate e casi di follia venatoria, solo alcuni esempi...

News 6.10.2016 - Sanza (SA), CAMPANIA - La procura di Lagonegro ha aperto un fascicolo di indagine sulla vicenda dei colpi di fucile sparati contro le finestre della scuola di Sanza.
News 1.102016 - Dueville (VI), VENETO - Bambina di 7 anni sfiorata dai pallini, poi conficcatisi in una finestra della sua abitazione. I genitori riferivano di aver visto
un cacciatore allontanarsi velocemente dopo la fucilata.
News 18.09.2016 - Zevio Verona(VR), VENETO - Due cacciatori filmati mentre danno la caccia a una lepre
tra le coltivazioni, sparando a due passi dalla ciclabile. I pallini hanno sfiorato le teste di alcuni ciclisti.
News 28.09.2016 - Melito di Napoli (NA), CAMPANIA - Ha minacciato la moglie, esploso quattro colpi di fucile contro la porta dell'abitazione della madre, estorto alle due
donne del danaro: arrestato 31enne, sequestrati due fucili regolarmente detenuti.
News 15.09.2016 - Pisa, TOSCANA - Ha impugnato il suo fucile regolarmente detenuto, é uscito fuori e ha sparato un colpo in aria per far cessare urla e schiamazzi.
News 13.09.2016 - Cingoli (MC), MARCHE - Alticcio e con due fucili in macchina, cacciatore 35enne Voleva andare a caccia ma aveva sbagliato periodo e anche quantità di alcol ingerita.
News 16.09.2016 - Grottaglie (TA), PUGLIA - Sistema richiami per uccelli su un palo dell'alta tensione, ustionato cacciatore.
News 25.10.2016 - Perugia, UMBRIA - Imbraccia il fucile per strada e spara ad altezza uomo per uccidere una cornacchia.
News 2.10.2016 - Treia (MC), MARCHE - Cacciatore minaccia e punta il fucile contro i titolari di un noto ristorante, dopo le proteste per le fucilate da lui esplose a circa 60 metri dall'abitazione.
News 3.10.2016 - Petriolo(MC), MARCHE - Piovono pallini sui tetti, citofoni, porte e finestre: i residenti denunciano, cacciatori sparano troppo vicino alle case e in zone di divieto. Cartelli di divieto distrutti, finestre forate e vetri rotti.
News 8.09.2016 Campobasso (CB), MOLISE - Denunciati medici e pazienti: 30 persone risultavano malateperlopiù di turbe psichiche, gravi depressioni, abuso cronico di alcool e, nel contempo, era stato rilasciato loro il certificato di idoneità per detenere pistole o fucili uso caccia.
News27.09.2016 - Oltre il Colle (BG), LOMBARDIA - Ex vicesindaco condannato per truffa all'inps: andava e caccia e guidava l'auto, mentre nel contempo percepiva una pensione di invalidità perché non vedente.
News 18.10.2016 - Genova (GE), LIGURIA - De Ferrari (M5S): in Liguria sono rimasti solo 24 agenti della Polizia provinciale. Ogni singolo agente deve controllare,in media, 225 km.
News 25.10.2016 - Cecina (LI), TOSCANA - Parla la donna che l'8 ottobre ha raccontato di essere stata ferita da un cacciatore a casa propria con il calcio del fucile: "non posso perdonare". Il marito 56enne, malato di cuore, dal giorno dell'aggressione era nervoso e stava malissimo. E' deceduto la settimana scorsa.

In Ambito venatorio un caso particolare invece... La Spezia il 2 ottobre 2016: un cacciatore è rimasto ferito dal colpo partito dal suo fucile durante una battuta di caccia, niente di nuovo se non fosse che il cacciatore, diversamente abile, partecipava ad una battuta … al cinghiale, seduto su una sedia a rotelle.

ANIMALI
La parte animali raggruppa 3 sezioni distinte in Animali domestici, Animali non cacciabili, animali protetti.

Gli ANIMALI DOMESTICI: Dalla prima tabella, suddivisa in ambito venatorio ed extravenatorio, sono riportati gli animali vittime di cacciatori. Cani gatti, conigli, cavalli, volatili da cortile, tutto ciò che viene ritenuto erroneamente "sparabile" finisce nel mirino di cacciatori senza scrupoli, anche se queste creature si trovano nel proprio giardino, in cortile, al pascolo (recintato) o a passeggio con i padroni. Durante le battute di caccia risultano dalle nostre rassegne 83 animali domestici uccisiin questi ulrimi 5 mesi, 23 feriti e 45 casi di maltrattamento. Per un totale di 151 animali domestici, mentre in ambito extravenatorio risultano 34 animali uccisi e 18 feriti. Il totale complessivo degli animali domestici vittime della caccia è di 203.
La seconda tabella individua l'identità del responsabile, se cacciatore, bracconiere o non identificato, lo strumento usato e il triste esito.


REGIONI: La tabella riguardante le regioni in cui sono avvenuti questi fatti evidenzia una top ten drammatica: l'Umbria la regione con più casi giunti dai stampa (35 uccisi, 1 ferito, 5 casi di sevizie), seguono la Puglia (31), la Sardegna(16), Sicilia(15), Veneto (15), Emilia Romagna(15), Lazio(12), Toscana(10), Piemonte(8).
Sul Dossier dopo le tabelle seguono le cronache dei fatti riguardanti gli animali domestici o di allevamento, diversamente da quanto troverete nelle parti riguardanti gli ANIMALI NON CACCIABILI e ANIMALI PROTETTI, le cui cronache sono reperibili nella sezione CRIMINI VENATORI - CONSTATAZIONE ILLECITI.

Abbiamo pubblicato per questa sezione la tabella delle regioni in cui risultano Sardegna Veneto e Lombardia al top, fino a contare un totale di 1733 casi in tutte le regioni.
Anche la Tabella ANIMALI PROTETTI indica le regioni più insanguinate - e sanguinarie - da quanto risulta in questi ultimi 5 mesi di caccia: al top abbiamo sempre il Veneto (!), poi la Calabria, seguono Sicilia e Lombardia ed arrivando all'ultima regione abbiamo un totale complessivo di ben 12.898 animali protetti massacrati con armi da fuoco o altro strumento (lacci, trappole, ecc, mezzi questi vietati).

CRIMINI VENATORI - CONSTATAZIONE ILLECITI: oltre alle tabelle già menzionate sopra, laddove è stato possibile individuare l'identità del responsabile (non anagrafica, ma la tipologia) di atti di bracconaggio o caccia illegale è emerso che ben il 79% risultano essere cacciatori con regolare licenza, quelli registrati in questa ultima stagione venatoria 20126 2017.

Daniela Casprini Presidente Associazione Vittime della caccia -  8 febbraio 2017 , Roma.

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Conferenza Stampa - 8 febbraio 2017 - Sala Stampa Montecitorio - Roma

FAUNA SELVATICA E CONVIVENZA SOSTENIBILE - GESTIONE SCIENTIFICA DELLA NUTRIA Dott.ssa Cristina Marchetti

AVC©DOSSIER STAGIONE VENATORIA 2016-2017

- Il criterio di ricerca adottato per le vittime (morti o feriti) di armi é solo e soltanto quello riferito ai danni prodotti dai fucili da caccia, diversamente dall'analisi che facciamo per i casi che raccogliamo, ad esempio, in ordinaria follia, ma sempre riferiti a legittimi detentori di armi da caccia.
In Crimini venatori - Constatazione di illeciti - sono analizzati anche i dati riguardanti illegittimi detentori di armi da caccia.
– Per “ambito venatorio” si intende lo spazio in cui si svolgono battute di caccia, pertanto, le vittime conteggiate in tale contesto sono coloro che hanno subito lesioni, determinate da fucilate, durante azioni di caccia.
– Per "ambito extravenatorio" s’intende lo spazio al di fuori delle battute di caccia e l'insieme dei tragici eventi derivanti dall'uso di armi da caccia, da parte di chi è legittimato a detenerne ad uso venatorio. Diversi sono i luoghi fisici e le dinamiche all'interno dei quali tali eventi accadono: il cacciatore che pulisce l’arma carica in casa, l'epilogo di violenza domestica, liti familiari o di vicinato, raptus improvvisi, malattie geriatriche e depressioni o altre forme psicotiche. ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA


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I seguenti dati costituiscono una panoramica parziale sul fenomeno della pericolosità insita nella caccia, in quanto scaturiscono da rassegne stampa intercettate occasionalmente.

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
www.vittimedellacaccia.org


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Cs.UNO E' TROPPO, 80 E' UNA STRAGE-DOSSIER VITTIME della CACCIA 2016 2017

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COMUNICATO STAMPA Associazione Vittime della caccia  3 febbraio 2017

UNO  E' TROPPO, 80  E' UNA STRAGE

 

DOSSIER VITTIME della CACCIA 2016 2017


O si vuole ridimensionare anche quest'anno il numero di vittime delle doppiette, con la chirurgica cancellazione, anzi, facendo finta che non esistano neppure, i civili impallinati e tutte le tragedie che gli appassionati di caccia causano non solo durante le loro battute?
Non parliamo del dramma della Siria o della Striscia di Gaza, ma di una carneficina tutta nostrana.

Chi ha occhi per leggere, lo faccia. Chi ha cuore per capire, capisca, perché é venuto il momento di fare il punto sulle responsabilità di questa strage  oramai … ordinaria.

Ci repelle contare le vittime ogni anno, stagione dopo stagione, come fosse prassi sistematica attribuire numeri alla vita e alla sofferenza, umana e non. Eppure non siamo noi a produrre tutto questo, ma chi spara, oviamente, e quando certi scandalizzati alzano la voce pretendendo umanità.... beh, basterebbe uno specchio o una lettura oggettiva:

21 i civili su 80 vittime totali, tra morti e feriti  per armi da caccia in 5 mesi,

12 i morti e 68 i feriti, in ambito venatorio ed extravenatorio..

Nuovi dati emergono dall'osservazione dei fatti accaduti in questa stagione, alcuni già in pubblicazione nel DOSSIER 2016 2017 da venerdì 3 febbraio su questo sito, altri aspetti preminenti saranno affrontati in altra Sede, evento per il quale si allega il seguente secondo comunicato stampa>> LINK

Associazione Vittime della caccia  3 febbraio 2017


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Cs.Conferenza stampa Associazione Vittime della caccia

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CONFERENZA STAMPA Associazione Vittime della caccia

 

Dossier 2016 2017> VITTIME della CACCIA UMANE, MA NON SOLO

e

Contenimento Specie invasive> ALTERNATIVE INCRUENTE AL FUCILE

COMUNICATO STAMPA
Il giorno mercoledì 8 febbraio 2017 dalle ore 16.00 alle ore 17.00

presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati,

Palazzo Montecitorio, Via della Missione n.4, Roma,

l'Associazione Vittime della caccia, presenterà l'annuale focus sulle vittime dell'attività venatoria a conclusione della stagione 2016 2017. Il Dossier sarà articolato sull'analisi dei vari aspetti connessi alla caccia, non circoscritti alle sole cifre su morti e feriti per armi da fuoco, includendo tutte quelle ricadute e i gravi fenomeni sociali che questa invasiva attività produce ogni anno.

Vittime umane e vittime animali, l'età dei cacciatori, abusi e storie di ordinaria follia, crimini e constatazione di illeciti venatori, dati questi raccolti nell'arco della stagione venatoria appena conclusa. Cinque mesi di far west, un bollettino di guerra che non può non allarmare Istituzioni e legislatori, un fenomeno a cui non ci si deve abituare.

La caccia oltre a costituire una seria minaccia all'incolumità pubblica e sistematica violazione del privato, si dimostra pratica fallimentare anche sulle politiche di contenimento delle specie considerate strumentalmente dannose e invasive.

L'Associazione Vittime della caccia propone l'avvio di una ricerca che verta sulle metodologie incruente dimostratesi efficaci in altri paesi e previste tra l'altro dalla normativa nazionale:
a tal proprosito verrà presentato lo studio della dott.ssa Cristina Marchetti relativo alla gestione e contenimento incruento della specie Nutria.

Sarà questo un primo appuntamento di quella che auspichiamo costituisca la prima di una lunga serie di attività atte a contrastare  misure cruente, dannose ed inutili per tutti.

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

Per INFO: invia una mail a < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. > con oggetto: Conferenza stampa AVC 8 febb 2017

I PRIMI DATI DEL DOSSIER SONO VISIBILI DA OGGI 3 FEBBRAIO A QUESTO > LINK

Il COMUNICATO STAMPA "UNO  E' TROPPO, 80  E' UNA STRAGE" DOSSIER 2016-2017> LINK


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Cs.AVC-Difendersi dai cacciatori-Il caso Barsi-Le Leggi i dati

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COMUNICATO STAMPA-NOTA Associazione Vittime della caccia -  28.12.2016

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Difendersi dai cacciatori

Il caso Barsi - Le Leggi - Gli ultimi dati sulle vittime

- Il caso Barsi: cacciatore spara a sangue freddo contro due cittadini inermi perchè chiedono spiegazioni.

Un caso emblematico come tanti, solo arrivato alle estreme conseguenze, quello che il 7 novembre di un anno fa ha visto cadere a terra in una pozza di sangue Gianfranco Barsi, colpito dalla fucilata di un cacciatore sparata da circa un metro, ad altezza uomo. Così il cacciatore - con regolare licenza - ha pensato di liquidare il proprietario dell'oliveto e il figlio che protestavano per la sua presenza, sparandogli contro. Gianfranco Barsi è rimasto tetraplegico a vita su una sedia a rotelle, il figlio non ha avuto conseguenze fisiche solo perché è riuscito a scappare. Armato spara contro inermi: Dodici anni e due mesi di reclusione per tentato omicidio. Questa la sentenza emessa col rito abbreviato dal gup Silvia Mugnaini nei confronti del cacciatore Marco Zappelli: Giustizia non è fatta.

La situazione in Italia, le norme

"Quanti altri cittadini sono costretti ad affrontare di persona e a proprio rischio la tracotanza, l'illecita invadenza armata e come in questo caso lo spirito omicida del cacciatore?", denuncia Daniela Casprini, presidente dell'Associazione Vittime della Caccia, che aggiunge:

"Siamo stanchi. Stanchi di contare e archiviare le testimonianze di residenti che hanno paura e chiedono aiuto all'Associazione. Quanti altri casi di animali domestici impallinati i cittadini porteranno alla nostra conoscenza da ora alla fine della stagione? Quante minacce e ritorsioni dovranno ancora temere le persone miti a casa propria o in un luogo aperto al pubblico, prima che i Ministeri dell'Ambiente e degli Interni percepiscano l'estrema gravità della situazione cui gli italiani sono costretti a vivere, come in un interminabile incubo?

Costanti sono le violazioni ai minimi parametri dettati dalla legge sulla caccia (Legge 157/92) a tutela della PUBBLICA INCOLUMITA': i controlli sono largamente insufficienti e oramai quasi inesistenti al punto che OGNI CITTADINO E' REALMENTE SOLO ED INDIFESO di fronte a persone armate che le cronache dimostrano essere troppo spesso non idonee, tantomeno a circolare con un'arma da fuoco nei fondi altrui.

E' vero che l'ART.842 DEL CODICE CIVILE voluto  da Mussolini consente al cacciatore l'accesso al fondo agricolo altrui, ma è altrettanto vero - e pochi lo sanno - che su richiesta del proprietario il cacciatore ha l'obbligo di mostrare la licenza di caccia. Ma non solo. L'art.842 del c.c. si riferisce ai fondi agricoli, completamente diverso è se vi sono abitazioni e magari i pertinenti giardini o parchi" precisa Daniela Casprini che aggiunge:


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SU LA TESTA, GENTE! Iniziativa a difesa del quieto vivere contro la caccia

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SU LA TESTA, GENTE!

Iniziativa dell'Ass.Vittime della caccia a difesa del quieto vivere

COLLABORA CON NOI

E' la multi-iniziativa con cui l'Associazione Vittime della caccia invita tutti a difendersi ed a difenderli non abbassando, rassegnati, la guardia. (anche su Facebook!).

Nel corso del tempo si arricchirà ed integrerà di altri spunti che riteniamo possano rivelarsi preziosi per il nostro cammino...Intanto

Difenditi, conosci i tuoi Diritti e collabora con noi

alla raccolta dati per il Dossier!

- IMPORTANTE, leggi: IMPARARE A DIFENDERSI - Una prima nozione delle norme e dei principi base per la difesa dei cittadini dalla caccia

+ SEGUI LA GUIDA PER MISURARE LE DISTANZE!

- IMPORTANTE, leggi: PER UNA CORRETTA INTERPRETAZIONE DELLE NORME SULLA CACCIA, questo articolo

- COLLABORA: INIZIATIVA COLLETTIVA DI RACCOLTA DATI SULLA CACCIA, anche sulla nostra Pagina Facebook

 

Contribuisci con noi ad ampliare l’osservatorio

che da 10 anni l’Ass.Vittime della caccia cura ogni giorno dell’anno sui fatti e misfatti ad opera dei cacciatori. Fà che la violenza subìta non sia taciuta, sono 25 anni che "gli Italiani" sopportano e ammutoliscono sotto le minacce e le prepotenze del “SISTEMA CACCIA”.

Siamo ad un punto di svolta, tutto si sta estremizzando, è necessario REAGIRE.

Reagire per DIFENDERSI, per difendere sè stessi e la propria famiglia, nel rispetto del sentire di ognuno e della personale percezione di famiglia.

Abbiamo il dovere di non dimenticare

ciò che riesce a combinare e produrre in termini di danni, sofferenze, ingiustizie, reati.... una massa di individui che possiamo affermare con dovizia di dati.... provenire dai circa 500mila personaggi legalmente armati dallo Stato...

BASTA OMERTA', BASTA TACERE E SUBIRE - LA CACCIA IN ITALIA, PER COME E DOVE SI SVOLGE, SAPPI,

CHE E' QUASI DEL TUTTO ILLEGALE!

Ogni minima parvenza di equilibrio è stata rotta da politicanti ignoranti, incapaci ed in mala fede, disonesti, al soldo delle lobby e degli interessi di un popolo di anziani esagitati ed armati, amanti del sangue...

SU LA TESTA, GENTE! DIFENDERCI POSSIAMO

PRETENDIAMO L'APPLICAZIONE DELLA LEGGE E.... FILMATE E FOTOGRAFATE TUTTO CIò CHE ACCADE NEI VOSTRI FONDI...

- COLLABORA CON NOI ALLA RACCOLTA DATI DA INSERIRE NEI DOSSIERS - Inizio 01.09.2016 >>>>

- RACCONTACI ciò che ti è accaduto o dell’evento di cui sei stato TESTIMONE
(da inviare per email a: [email protected]om - ATTENZIONE> Inserisci l'Oggetto "Testimonianza", oppure alla Pagina Facebook di AVC);

- PUBBLICA sulla Pagina Facebook di AVC foto di articoli pubblicati sui giornali locali della tua zona;

- PROPONI sulla
Pagina Facebook di AVC iniziative che vorresti si realizzassero e collabora con noi per conseguirle;

Qualora decidessi di intervenire anche solo con un commento, ti chiediamo di usare un linguaggio scevro da insulti.

- DIFENDITI: Studia le norme, applicale al territorio che conosci, costruisci le tue mappe per valutare le distanze e....


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Cs. La moltiplicazione dei cinghiali a QuattroCastella (RE)

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Comunicato stampa: Amici della Terra Reggio Emilia, Associazione Vittime della Caccia, Legambiente Val d'Enza e Lega per l'Abolizione della Caccia - 28.12.2016

La moltiplicazione dei cinghiali a QuattroCastella (RE)

Quanti cinghiali ci sono nell'oasi di Bianello?

La domanda appare facile e la risposta, soprattutto se si porta avanti una caccia al cinghiale dovrebbe esserlo altrettanto. Ed invece no!  Noi abbiamo provato a porla agli enti coinvolti nella caccia al cinghiale organizzata proprio dentro l'oasi. Ed ecco i risultati:

- lettera di risposta alla nostra richiesta, firmata dal Sindaco di Quattro Castella: non c'è la risposta sul numero cinghiali.

- sulla stampa leggiamo che il Sindaco ha dichiarato che: "Io dell'alto numero ne ho la contezza dalle testimonianze di chi va in oasi, e non sono cacciatori. Si parla di branchi numerosi. Sono stati stimati almeno un centinaio di cinghiali”.

- nella risposta della Polizia Provinciale si legge: "In questa occasione non abbiamo effettuato una stima diretta della presenza del cinghiale nell'Oasi ([...] Secondo la LIPU ce ne sarebbero stati circa 30 – 40), ma ci siamo basati sulla stima indiretta del numero di incidenti provocati”.

Come 30 – 40? Il Sindaco ha dichiarato almeno 100!!!

Ma la moltiplicazione non si ferma qui, infatti il Sindaco ci informa che: "Sono stati individuati 3 distinti branchi”. Ma chi li ha individuati? Non la Polizia Provinciale, che ha gestito la battuta di caccia, perché questa ci scrive: "L'oasi del Bianello costituiva area di rimessa di uno o più branchi di cinghiali”.

Il fatto che non si sappia con certezza il numero dei cinghiali prima di procedere al loro abbattimento ci lascia perplessi, anche perché prima di entrare nell'oasi si potevano individuare branchi al di fuori di essa, cercare metodi non cruenti. Ad esempio, dato che il problema scatenante sono i 5 incidenti stradali avvenuti nel corso dell'anno, si è presa in considerazione l'idea di porre dissuasori visivi e/o sonori lungo le strade? I dissuasori emettono luce e suoni che aiuterebbero a tenere a distanza gli animali dalla auto in transito. In molte località vengono utilizzati. Perché qui no?

Altre perplessità: perché si è deciso di fare questa battuta dentro all'oasi in un giorno in cui tutt'intorno la caccia è aperta? Gli animali che scappavano rischiavano di ritrovarsi le doppiette dei cacciatori pronte. E animali sono scappati, ce lo scrive la stessa Polizia Provinciale:“Solo pochi caprioli sono usciti dall'oasi all'inizio della battuta.” Oltre ovviamente a dei cinghiali.



Ed ancora: perché tutta la procedura è stata fatta d'urgenza? Perché non si è valutata l'incidenza che questa battuta aveva sul sito protetto dall'Europa?

Il risultato dell'intervento è stato di 6 animali abbattuti, altri sono fuggiti dall'area e altri, al segnale di fine battuta delle ore 14, erano ancora all'interno che si rifiutavano ostinatamente di allontanarsi nonostante l'incalzo dei cani, segno di una elevata sedentarizzazione almeno di una parte dei soggetti presenti.”

Paura, terrore e animali che fuggono e altri che si ostinano a stare nel posto che per loro è rifugio e vita. Stessa cosa era successa 6 anni fa, evidentemente senza un gran successo, siamo sicuri che tutto sia stato fatto prima di provocare tutta questa sofferenza?

Per questo chiederemo tutti gli atti, si può non essere sensibile alla sofferenza degli animali, però chi è in un ente pubblico deve agire partendo da dati concreti e oggettivi. Uno, nessuno o cento cinghiali.


Amici della Terra – Reggio Emilia – Avv. Rossella Ognibene

Associazione Vittime della Caccia – Presidente Daniela Casprini

Lega per l'Abolizione della Caccia – Delegato Regionale Dino Vecchi

Legambiente Val d'Enza – Presidente Clizia Ferrarini

 


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