Associazione Vittime della caccia

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Associazione Vittime della Caccia

Cs.AVC: TAR e Consiglio di Stato ci danno ragione

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Associazione Vittime della caccia - Comunicato stampa 08.12.2018

Cs.AVC: TAR e Consiglio di Stato ci danno ragione.

Il CdS. -  per il calendario venatorio della Sardegna - e il TAR - per la provincia di Alessandria - ci danno ragione

Calendario Venatorio SARDEGNA: Accolto in Consiglio di Stato il ricorso di Ass.Vittime della caccia ed Earth per la mancata previsione del carniere stagionale per Beccaccino e Mestolone.
Su ricorso reg.gen.n.8617/2018 - il CdS accoglieva l'appello dell'Ass.Vittime della caccia ed Earth, rappresentate e difese dall'avvocato Massimo Rizzato, in merito alle previsioni di carniere stagionale del Calendario venatorio per le specie Beccaccino e Mestolone, ribaltando la decisione del Tar Sardegna (Sezione Prima - n. 00309/2018).

Il Tar infatti aveva accolto la tesi della Regione, secondo la quale la previsione del carniere stagional,e prevista dalla legge sarda, era rispettato (facendo la moltiplicazione tra le giornate di caccia e il carniere giornaliero, prevedendo così il massimo del tetto cacciabile).

Il Consiglio di Stato ha invece affermato che la Regione è tenuta a specificare esplicitamente il numero di capi cacciabili stagionalmente e non ometterlo come ha fatto.

-oOo-

Provincia di ALESSANDRIA: Programma di controllo della specie CINGHIALE anno 2018 (Decreto n. 56 del 29 marzo 2018): Abbiamo impugnato questo Decreto n quanto era stato emesso senza preventivo parere ISPRA in violazione della Legge157\92. La Provincia ha obiettato motivando che per il piano degli ungulati, Ispra aveva già emesso parere favorevolei il 15/7/2013 (!), nell’ambito del procedimento conclusosi con l’adozione del “Regolamento per l’attuazione del piano di controllo della specie cinghiale” (relativamente al periodo 2013/2018), approvato con deliberazione C.P. n. 22 del 23/9/2013.

Il Tar ci ha dato ragione in quanto a seguito di ogni piano deve esser chiesto il parere Ispra, non essendo sufficiiente un parere datato.

Associazione Vittime della caccia - 08.12.2018

 


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CACCIA E SICUREZZA:Min.Salvini glissa-5stelle stanno a guardare

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COMUNICATO STAMPA Associazione Vittime della caccia - 02.12.2018

CACCIA E SICUREZZA: L'allarme su cui il Ministro Salvini preferisce smaccatamente glissare.

E i Cinque Stelle stanno a guardare.

A chi, come Salvini, fa della sicurezza degli italiani il problema dei problemi, i cittadini si sentono a buon diritto di chiedere perchè quella minacciata dai   cacciatori non lo tocchi.

A fronte del Bollettino di Guerra dall'Associazione Vittime della caccia monitorato dal 1 settembre al 30 novembre e nonostante due successive richieste di incontro inviate dall'Associazione al Ministro dell'Interno, lo Stesso continua a non rispondere, eludendo qualsiasi confronto.

Qui di seguito, i numeri delle vittime per armi da caccia e per mano di cacciatori della stagione in corso. Inviamo per Pec ai Ministri dell'Interno edell'Ambiente e pubblichiamo sul nostro sito anche tutta la cronologia da cui sono stati estratti gli allarmanti dati, in modo che non si possa non sapere.

Nel solo Ambito Venatorio sono 10 i morti e 30 i feriti, tra cui 2 bambini. Due morti e nove feriti non sono cacciatori.

"Eludere le richieste dell'Associazione Vittime della caccia significa non ascoltare le tante, tantissime persone indifese che ogni giorno ci contattano con i loro Sos in cui chiedono come difendersi dalle armi da caccia e da personaggi che sparano ad ogni costo." dichiara Maurizio Giulianelli, che aggiunge "basterebbe leggere con attenzione e senso di responsabilità quanto scaturisce dalle quotidiane rassegne stampa per capire l'entità dell'allarme sociale prodotto dalla caccia, ma l'Illustre Ministro tira dritto e difende a spada tratta il mondo venatorio.

Morti e feriti durante la stagione venatoria e oltre, sempre per mano di chi esercita la caccia, non sono tragiche fatalità, signor Ministro! Sono solo gli effetti di una caccia sempre più devastante e permissiva a cui il suo partito - vedasi i recenti voti in Regione Lombardia - da' una buona mano, approvando la caccia alla volpe tutto l'anno e concedendo ai 17enni di ottenere la licenza di caccia.

, comporterà la drastica riduzione di questo predatore, ultinmo rimasto insieme al lupo, e la conseguente grave alterazione degli equilibri di specie, già ampiamente compromessi.

Il Ministro dell'Ambiente Costa purtroppo sinora ha ben poco inciso nella politica ambientale e faunistica di questo governo, adducendo limiti delle competenze del Suo Dicastero, anche di fronte alla devastazione ambientale del Veneto e al pronunciamento dell'ISPRA, che ha ribadito la necessità di chiudere la caccia per tutta la stagione venatoria in questa regione.

Il Ministro Costa non può altresì ignorare che la Legge 157 del 1992 all'art.Art. 10., dispone che la pianificazione venatoria del territorio tenga conto "...per quanto attiene alle specie carnivore, alla conservazione delle effettive capacità riproduttive e al contenimento naturale di altre specie...".

Infatti, ci chiediamo come mai il Minsitro Costa esiti ad impugnare la legge della Lombardia, appurato il grave danno che una guerra vera e propria contro le Volpi comporterà ai già compromessi equilibri di specie, visto che il cacciatore, da anni, si è sostituito a tutti i predatori naturali, altro che ambientalista!

Infine al Ministro Salvini si chiede, ancora una volta, cosa intenda per sicurezza se, negli effetti, non vi è distinzione alcuna, quando un normale cittadino resta colpito dall'arma di uno sconosciuto o da quella di un cacciatore (sconosciuto!).

02.12.2018 ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA




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EMILIA ROMAGNA: INTERDIRE LA CACCIA NEL PROPRIO FONDO AGRICOLO

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EMILIA ROMAGNA: INTERDIRE LA CACCIA NEL PROPRIO FONDO AGRICOLO

URGENTE - FATE CIRCOLARE...
a tutti i vostri contatti in Emilia Romagna questa informativa, se già non l'avete ricevuta.
ATTENZIONE: I TEMPI SONO MOLTO STRETTI, LA RICHIESTA VA INVIATA ENTRO IL 14 DICEMBRE.
Si tratta della possibilità di avanzare alla Regione richiesta di esclusione dei propri fondi agricoli alla pianificazione venatoria. Ovvero ottenere il divieto di caccia nel proprio fondo - agricolo - senza dover recintare, come prevede il Pianio Faunistico Venatorio, che ha durata di 5 anni ed è stato appena approvato.
Ebbene, dalla sua approvazione decorrono pochi giorni utili per inviare il modulo come prevede la sopracitata norma.
Sinceramente non siamo certi che avrà l'efficacia sperata, in quanto potrebbero esserci diversi motivi(scuse) al diniego, ma avendo la Regione Emilia R. semplificato di fatto quanto previsto già nella legge 157/92, perchè non provarci?
COSA FARE:
Possono fare domanda i proprietari o i conduttori dei terreni agricol,i sia che siano persone fisiche che giuridiche.
Bisogna utilizzare solo ed unicamente il modulo previsto che è possibile scaricare da qui http://bur.regione.emilia-romagna.it/dettaglio-inserzione?i=67fce1753f7c4810beed1e16f6566d57
oppure, se non riuscite, per riceverlo via mail scrivete a: < Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. >
Per gli Agriturismi e le Fattorie Didattiche l'articolo 32 della Legge Regionale 31/03/2009 Nr. 4, dell'Emilia Romagna, prevede: comma 1 "per esigenze di tutela e salvaguardia dell'incolumità degli ospiti delle aziende agrituristiche e delle fattorie didattiche, i titolari dell'impresa agricola possono richiedere alla Provincia* l'istituzione del divieto di caccia nel proprio fondo rustico, secondo  le modalità di cui legge regionale 15 febbraio 1994 Nr.8 art. 15". (*NOTA BENE: ora non si presenta alla Provincia ma alla Regione Emilia Romagna). Comma: "La Provincia competente di pronuncia sulla richiesta valutando le situazioni di potenziale rischio e l'interesse sociale connesso al divieto, che può essere istituito anche su parte del fondo."
CONDIVIDETE L'INFORMAZIONE - GRAZIE

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AVC-BOLLETTINO DELLA GUERRA N.3/2018-19

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Associazione Vittime della caccia

BOLLETTINO DELLA GUERRA N.3/2018-19

(1 settembre/30 novembre)

 

Rispetta il nostro lavoro, cita sempre la fonte "Associazione Vittime della caccia" quando pubblichi o usi  i seguenti dati . Grazie


IMPORTANTE: i dati sono raccolti con PRECISI CRITERI DI RICERCA>Per info>"Comunicato per i giornalisti precisazione sui dati"

La seguente lista è suscettibile di aggiornamenti e correzioni.

I DATI:

VITTIME PER ARMI DA CACCIA, TOTALI DAL 1 SETTEMBRE AL 30 NOVEMBRE 2018:

- Ambito VENATORIO: 10 Morti e 30 feriti (di cui 2 bambini)
= FERITI: 9 Non Cacciatori + 21 Cacciatori
MORTI: 2 Non Cacciatori + 8 Cacciatori

- Ambito EXTRAVENATORIO: 3 Morti e 4 Feriti (di cui 2 Morti e 2 FeritI Non Cacciatori)


Entrambi gli Ambiti:

TOTALE 47 VITTIME: Morti 13 e 34 feriti

Non Cacciatori Morti 4 e 11 feriti (2 minori)
Cacciatori Morti 9 e 23 feriti

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REGIONI INTERESSATE DAI CASI DI CRONACA INTERCETTATI FINO AL 30 NOVEMBRE

- Lombardia 8 casi;

- Lazio, Emilia R.5;

- Marche, Toscana e Campania 4;

- Liguria e Veneto 3;

- Sardegna e Sicilia 2;

- Abruzzo e Piemonte 1.

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LE CRONACHE DA CUI SONO ESTRATTI I DATI:

SETTEMBRE>>


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AVC-2° LETTERA APERTA AL MINISTRO SALVINI

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Associazione Vittime della caccia - 30.10.2018

2° LETTERA APERTA AL MINISTRO SALVINI

Illustre Ministro dell'Interno,

l'Associazione Vittime della Caccia in data 17 ottobre Le chiedeva tramite Pec un incontro urgente in seguito alla sequenza impressionante di tragedie derivanti dall'esercizio dell'attività venatoria, culminata, allora, con l'uccisione del giovane Nathan in Liguria, colpito e trapassato da una fucilata durante una battuta di caccia al cinghiale.

La conta di morti e feriti per armi da caccia nei primi due mesi di esercizio venatorio sta suscitando la crescente indignazione dell'opinione pubblica: la gente non si sente sicura, chiede di essere tutelata, non si rassegna ai gravi rischi connessi alla caccia, non accetta questa situazione, non l'accetta più!

Eludere la questione sarebbe grave, tanto più che il tema sicurezza è da parte del Dicastero che attualmente occupa una priorità, anzi la "Priorità". Il Decreto Sicurezza dovrebbe contemplare ogni aspetto della vita civile ed attuare norme volte efficacemente ad assicurare anche il quieto vivere della gente comune.

Ci permettiamo di suggerirle alcuni sintetici spunti da recepire, che potrebbero intanto favorire la riduzione dei rischi e conseguenti vittime in ambito venatorio:

- Obbligo di pettorina identificativa per tutti i cacciatori (utile anche contro il bracconaggio);

- Revoca della licenza di caccia e porto d'armi per il mancato rispetto delle distanze di sicurezza (art.21.c.1, legge 157/92) e perseguibilità penale per reati contro la persona;

- Divieto di immissione di selvaggina "pronto caccia" a ridosso delle abitazioni e sedi stradali, e nel rispetto delle aree vietate alla caccia;

- Divieto di condurre i minori di età nell'attività venatoria;

- Divieto di caccia la domenica.

Alla luce delle cronache, non è normale in un... normale Paese che degli innocenti vengano sistematicamente aggrediti, minacciati, feriti ed uccisi, puntualmente ad ogni stagione, per la smania di 500mila persone armate e non sempre serene. La vita e la qualità della vita valgono più degli interessi del sistema caccia.

E' ora di fare qualcosa anche in questo senso, Ministro Salvini.

Se tutto ciò non bastasse ad allertare chi di dovere, sarà utile segnalarLe l'ultimo grave episodio di Osimo accaduto in data 28 ottobre, in cui è stato colpito in pieno collo, testa e spalle un bambino di dieci anni, mentre si trovava col padre e altri adulti in un capanno di caccia, come riferiscono le cronache.

Vorremmo evidenziare la gravità del fatto che sono già due i bambini rimasti vittime di fucilate in nemmeno un mese e mezzo di calendari venatori, e tanti, troppi, giovanissimi feriti e uccisi durante le battute, sia come cacciatori che come ignari presenti.

A tal proposito è utile ricordare che l'attività venatoria rientra tra le attività pericolose (Elenco Attività Pericolose agg.2017, codici: S0040 e S0080) ed esporre i minori a pericoli non necessari è quanto meno discutibile da un punto di vista etico e di responsabilità degli adulti verso i bambini, cui invece va garantita ogni forma di protezione possibile.

L'Associazione vittime della Caccia non può che rinnovarLe la richiesta di un incontro urgente, confidando sul Suo senso di responsabilità e dovere verso tutti quei cittadini, e sono la maggioranza, che si sentono realmete a rischio e minacciati da una caccia sempre più oggettivamente pericolosa.

Distinti saluti - Associazione Vittime della caccia

 

Ps. Il 2° BOLLETTINO DELLA GUERRA (1.09/31.10) aggiornato e corretto è disponibile sul sito www.vittimedellacaccia.org dal 31 ottobre.

 

 

 

 


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CACCIA: LETTERA APERTA AL MINISTRO SALVINI

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LETTERA APERTA AL MINISTRO SALVINI

I DATI VITTIME DELLA CACCIA DAL 1 SETTEMBRE AL 16 OTTOBRE

CRONOLOGIA E DATI  IN AGGIORNAMENTO E CORRETTI

17.10.2018

Illustre Ministro,

L'Associazione Vittime della Caccia Le scrive non certo sull'onda emotiva dell'uccicione del diciannovenne in Liguria, colpito mortalmente durante una battuta di caccia al cinghiale, un tragico episodio a cui giustamente è stato dato il rilievo che meritava.
Non si può certamente sottovalutare (peggio ignorare) che la caccia strida con l'inalienabile diritto alla sicurezza di tutti i cittadini estranei all'esercizio dell'attività venatoria.

La nostra Associazione è nata proprio per introdurre nel dibattito più generale sulla caccia, l'elemento della sicurezza.

Che la caccia sia legittimata da una legge quadro dello Stato, la 157/92, non basta a metabolizzare un numero impressionante di morti e feriti per armi da caccia.

L'opinione pubblica è sempre pià allarmata e rappresenta, non dimentichiamolo mai, la maggioranza del paese!
Non sembra venire dal mondo venatorio nessuna risposta sensata, se non la solita teoria sulla sicurezza: l'unica levata di scudi riguarda, solo e soltanto, l'indignazione delle associazioni dei cacciatori che protestano per l'eccesso di allarmismo e strumentalizzazione delle tragedie. Ma non siamo certo noi a sparare!

Queste reazioni, alla luce dei fatti, appaiono inaccettabili e strumentali. Il pericolo c'è e ignorarlo non è la strada giusta.

L'Associazione Vittime della Caccia nel suo stagionale dossier su morti e feriti per armi da caccia porta all'attenzione delle Istituzioni e dei cittadini i numeri della strage.
Si tratta di cifre che non solo non tengono conto di infarti, cadute o malori, ma che derivando dalle quotidiane rassegne stampa, possono ritenersi addirittura sottostimate, poichè non tutti gli accadimenti trovano poi riscontro mediatico.

Che il mondo venatorio continui a "sparare" sui nostri dati, adducendo che si punta a fare solo dell'insano allarmismo, la dice lunga sul suo livello di responsabilità e coerenza.

Ci permetta, Signor Ministro, di palesarLe un'ulteriore riflessione sul concetto di vittima della caccia.
Non si è vittime per armi da caccia soltanto quando si viene colpiti. Lo si è di fatto tutte le volte che un inermne cittadino è sfiorato dai pallini o da proiettili ben più devastanti, quando si è svegliati dal roboante rumore degli spari che attentano al sacrosanto diritto della quiete pubblica, quando non si puo'godere della fruizione della natura in modo libero e garantito, a fronte del rischio reale per la propria incolumità.

Chi ha scelto di vivere o opera a vario titolo nelle campagne queste cose le vive sulla propria pelle, durante la stagione venatoria e non solo purtroppo. La gente è stanca di questa situazione e lo si evince dalle proteste sui social network, spaccato di una società indignata profondamente e che vuole ribellarsi.
La questione sicurezza appare in chi Le scrive elemento preminente e non certo una variabile rispetto al diritto dei cacciatori a vagare armati e sparare.

Per Lei il tema della "sicurezza" è certamente prioritario ed è per questo che non puo' sottovalutare
quanto Le scriviamo.
La risposta in ragione della presa d'atto che il problema esista e come tale è percepito dall'opinione pubblica, deve essere responsabile e ferma da parte delle Istituzioni, mirata a scongiurare pericoli e danni di ogni tipo per i cittadini e i loro animali domestici.

Il dibattito su "caccia sì-caccia no" resta una questione aperta, che ognuno perora sulla base delle proprie sensibilità e percezioni, ma su tutto la questione sicurezza rimane un elemento ineludibile ed oggettivo, sul quale occorre dare da subito risposte certe e ferme.

Ci Permetta di sottopporre alla Sua attenzione i resoconti del nostro "Bollettino di Guerra"* di questa stagione appena iniziata. I Dossiers delle precedenti stagioni sono facilmente analizzabili andando sul sito www.vittimedellacaccia.org . Potrà così verificare la limpidezza dei dati riportati, la criticità delle cifre e soprattutto i criteri di ricerca adottati che non sono gli stessi del mondo venatorio.
I dati parlano chiaro: la caccia più pericolosa è quella al cinghiale, con l'uso di armi a lunghissima gittata.

Se vogliamo risolvere il problema del sovrannumero di questa specie, non è certo questa la via giusta, rivelatasi negli anni fallimentare. Si tratta invece di arrestare la politica di reintroduzione e immissione della specie Sus Scrofa, che ha una sola logica: giustificare l'intervento dei cacciatori a contenere il numero attraverso gli abbattimenti. In pratica, un circolo vizioso senza fine da loro stessi creato.

Appare altresì preoccupante il tentativo già avviato di portare nelle scuole il tema caccia, camuffandolo da favoletta e immersione nella natura. Le armi verranno dopo, e parliamo di bambini! Con quale responsabilità anche le Istituzioni possono tollerare questa aberrante deviazione sul piano pedagogico e formativo?

Con l'occasione Le chiediamo un incontro a breve al fine di attivare un confronto serio e responsabile, atto a scongiurare il permanere di una situazione che sul piano della sicurezza i cittadini non intendono subire ulteriormente.
Nel porgerle i più distinti saluti auspichiamo un celere riscontro alla nostra richiesta. Grazie

Associazione Vittime della caccia

17.10.2018

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*SINTESI CASI VITTIME STAG VENATORIA 2018-2019 - dal 1 settembre al 16 ottobre

Criteri di ricerca : escludiamo da sempre i casi di infarti, cadute o altre cause che non siano le armi da caccia. Sono altresì esclusi i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori. Le armi da caccia usate in ambito criminale (salvo se per mano di chi esercita la caccia) non rientrano tra i casi di cronaca raccolti/conteggiati.

Il confronto con altre attività ludico-sportivo è quanto meno ridicolo, al pari del confronto con gli incidenti stradali, in quanto l'attività venatoria viene esercitata da circa 500mila persone e non da tutta la popolazione che fa sport o si sposta in auto.

 

SETTEMBRE

-06.09.2018 - NUORO
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Parte fucilata, cacciatore 39enne di Ottana ferito da un compagno di battuta a Olzai, un 64enne. Fonte:www.lanuovasardegna.it

-08.09.2018 - MESSINA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Barcellona P.G., un uomo di 59 anni ferito in un incidente di caccia sulle colline di Protonotaro da un compagno durante una battuta di caccia. Fonte: newsicilia.i

-09.09.2018 - PERUGIA
1 MORTO CACCIATORE – AUTOLESIONE - AMBITO VENATORIO
Massa Martana, cacciatore muore durante una battuta. Si tratterebbe di un 60enne. Fonte:www.ilgazzettino.it

*-13.09.2018 - AGRIGENTO
1 MORTO NON CACCIATORE – AMBITO EXTRAVENATORIO
Agricoltore ucciso. Confessa un uomo di 84 anni per continue tensioni e liti per questioni di vicinato: avrebbe esploso - a pochi metri di distanza - due colpi di fucile legalmente detenuto. Fonte: www.agrigentonotizie.it

-14.09.2018 - GENOVA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Campo Ligure, detiene illegalmente fucile da caccia e si ferisce: denunciato. Un 66enne di Campo Ligure è finito all'ospedale con una ferita da arma da fuoco a un polpaccio. Fonte: www.genovatoday.it

-15.09.2018 - MANTOVA
1 MORTO CACCIATORE – AMBITO EXTRAVENATORIO
Roncoferraro. Parte un colpo mentre pulisce il fucile, muore cacciatore in casa. Fonte: www.vocedimantova.it

- 16.09.2018 - SAVONA
1 FERITO CACCIATORE – AMBITO VENATORIO
Cacciatore si ferisce nei boschi di Magliolo. Fonte: www.rsvn.it

*-17.09.2018 - CESENA
1 FERITO NON-CACCIATORE – MINORE - AMBITO VENATORIO
Cesena. Spari vicino a casa, cacciatore ferisce un bambino di 8 anni che era nel cortile con i genitori. È stato colpito alla schiena da un pallino. Fonte: www.corriereromagna.it

*-17.09.2018 - RIMINI
1 FERITO NON CACCIATORE – AMBITO VENATORIO
Ciclista impallinato dal cacciatore. L’uomo stava percorrendo la ciclabile sul fiume Marecchia: colpito al volto. Fonte: www.ilrestodelcarlino.it

-19.09.2018 - GENOVA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Serra Riccò, cacciatore colpito di striscio da un colpo di fucile. L’uomo è stato raggiunto di striscio dal proiettile, e accompagnato al San Martino in codice rosso. Fonte: www.ilsecoloxix.it

-20.09.2018 - ANCONA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Montecarotto: 60enne di Ostra Vetere ferito durante una battuta di caccia. Fonte: www.viveresenigallia.it

-22.09.2018 - ANCONA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Filottrano - Cacciatore impallinato dal compagno, corsa in ospedale dopo la raffica. Fonte:www.anconatoday.it

*-22.09.2018 - FAENZA
3 FERITI NON CACCIATORI - AMBITO VENATORIO
Spara alla lepre, impallina raccoglitori di kiwi. Fonte: www.teleromagna24.it

-23.09.2018 - BRESCIA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Leno, cacciatore ferito da un colpo di fucile durante una battuta. Trasportato con l'elisoccorso agli Spedali civili. Fonte: www.ilgiorno.it

*-30.09.2018 - IMPERIA
1 MORTO NON CACCIATORE 19ENNE - AMBITO VENATORIO
Caccia al cinghiale, battuta finisce in tragedia ad Apricale, morto un 19enne. Nathan Labolani. Fonte: www.riviera24.it


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OTTOBRE

-05.10.2018
1 FERITO GRAVE CACCIATORE - AMBITO EXTRAVENATORIO
Trivolzio (PV)
Si spara mentre pulisce il fucile, è gravissimo. Il 67enne è stato ricoverato in Rianimazione  nell’ospedale San Matteo di Pavia per un colpo di fucile in pieno volto. Fonte: laprovinciapavese.gelocal.it

-10.10.2018 - ANCONA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Cade e parte un colpo, cacciatore ferito di striscio alla gamba. Era a caccia con figlia e cugino. Fonte: www.ansa.it

-10.10.2018 - BRESCIA
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Breno: a caccia con il figlio, gli spara per errore al lago della Vacca. Fonte: www.bresciatoday.it

-14.10.2018 - VARESE
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Castiglione Olona. Durante la battuta di caccia spara per errore al nipote 38enne che ha riportato ferite alvolto e al collo. Elisoccorso. Fonte: www.varesenews.it

*- 14.10.2018 - TREVISO
1 FERITO NON CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Mareno di Piave, cacciatore spara e ferisce all'occhio un passante (C.G., 58 anni, di Conegliano): poi si dilegua. Fonte: www.qdpnews.it

*- 14.10.2018 - BERGAMO
1 FERITO NON CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
24enne ferito a Carvico dai pallini sparati da un cacciatore. L’incidente a Carvico, in una zona di campagna,nei pressi di via Brugari. Fonte: www.ecodibergamo.it

-15.10.2018 - TREVISO
1 FERITO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
San Biagio - Scivola con il fucile si impallina il dito mignolo di un piede, è accaduto nei giorni scorsi.Vittima il segretario circoscrizionale della Lega Nord Ugolino Partata, 62 anni. Fonte: www.ilgazzettino.it

- 17.10 - LATINA
1 MORTO CACCIATORE - AMBITO VENATORIO
Cisterna, si spara al torace durante una battuta di caccia: muore un 56enne. Fonte: www.latinacorriere.it


VITTIME PER ARMI DA CACCIA, TOTALI DAL 1 SETTEMBRE AL 17 OTTOBRE 2018:

AmbitoVenatorio: 4 Morti e 19 feriti (di cui 1 bambino)

Ambito Extravenatorio: 2 Morti

 

Entrambi gli Ambiti:

TOTALE: Morti 5 e 20 feriti

Non Cacciatori Morti 2 e 7 feriti (1 minore)

Cacciatori Morti 4 e 13 feriti

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Cs,AVC-.Nathan è morto. E' morto a 19 anni per un colpo di carabina da caccia grossa.

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COMUNICATO STAMPA - 07.10.2018 - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA

Nathan è morto. E' morto a 19 anni per un colpo di carabina da caccia grossa.

Premesso che le indagini della magistratura potranno e dovranno far luce su questa tragica vicenda, restano le dichiarazioni del padre di Nathan, il sig.Enea Labolani, che escluderebbe qualsiasi implicazione di suo figlio con l'attività venatoria, nonché la proprietà del fucile rinvenuto vicino al suo corpo.

Questo caso ha sollevato particolare indignazione nell'opinione pubblica e una considerevole attenzione mediatica, come è ovvio che sia quando a spezzarsi per mano di un cacciatore è una giovane vita.

L'opinione pubblica si è divisa sul fatto che Nathan possa essere stato cacciatore (di frodo) o. all'opposto. un inerme cittadino che andava col suo cane in giro per boschi a cercare funghi, trovandosi malauguratamente nel posto sbagliato nel momento sbagliato.

Tutto è ancora al vaglio degli inquirenti, ma resta il fatto drammatico che Nathan è morto.

Vittima una seconda volta lo sarebbe nel caso in cui si accertasse che stava cacciando, se da solo o con altri.
Vittima, in questa seconda ipotesi, perchè a 19 anni non si può trovare realizzazione delle proprie aspirazioni giovanili nell'uccisione di esseri senzienti e nel sangue.

L'Associazione Vittime della caccia, nell'esprimere il più sincero cordoglio ai Familiari di Nathan, auspica l'accertamento celere di tutte le responsabilità, non solo in ordine alla dinamica della fucilata, ma anche delle eventuali competenze istituzionali in materia di pianificazione venatoria in un territorio fruibile da tutti.

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - 07.10.2018


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COMUNICATO PER I GIORNALISTI PRECISAZIONE SUI DATI

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06.10.2018 - COMUNICATO PER I GIORNALISTI - ATTENZIONE PREGO

PRECISAZIONE SUI DATI DELL'ASS.VITTIME DELLA CACCIA

AVC, in merito alla pubblicazione dei dati su morti e feriti per armi da caccia da parte dei giornalisti, nello specifico di alcuni articoli che mal interpretavano le cifre pubblicate sul nostro sito internet e diffuse dai nostri comunicati stampa,ritiene doveroso e necessario indicare come unica fonte AVC quanto riportato dal sito stesso.

Si invitano i giornalisti e gli interessati ad osservare con attenzione i numeri, la loro classificazione e i criteri di ricerca con cui sono stati raccolti ed elaborati, per una corretta ed affidabile comunicazione.

- Per portare un esempio, quando si parla dell'entità delle vittime in 11 stagioni venatorie, non si intende quanto accaduto in 12 mesi l'anno per 11 anni, bensì nei 5 mesi di ogni stagione venatoria (settembre/gennaio) per gli 11 anni conteggiati. Lo stesso vale per i Dossiers, non riguardano i fatti di 12 mesi, bensì quelli della stagione venatoria, ovvero 5 mesi circa.

- Appare inoltre ancora poco chiara ad alcuni la differenza tra Ambito Venatorio ed AMBITO EXTRAVENATORIO: quest'ultimo concerne tutti quei LUOGHI dove sono accaduti i fatti di cronaca, al di fuori delle battute, con l'uso di armi da caccia e/o per mano di chi la esercita. Un'importante focus che permette di individuare aspetti critici dal punto di vista della pubblica sicurezza e la detenzione delle armi da caccia, che trascendano dall'ambito strettamente della battuta venatoria.

- Non tutti gli anni siamo riusciti a produrre una sintesi dei dati relativi ai fatti di cronaca sudddetti, ma accaduti al di fuori delle stagioni venatorie, ovvero nell'arco di TEMPO compreso tra la fine di una canonica stagione venatoria e l'inizio della successiva, raccolta che denominiamo EXTRA-STAGIONE VENATORIA (1 febbraio/31 agosto). E' comunque disponibile quella relativa al periodo EXTRA-STAGIONE VENATORIA 2018.

- Ultimo ma non certo in ordine di importanza, il concetto di VITTIMA. In altre circostanze estranee alla caccia, riteniamo comunemente vittima una donna abusata, un bambino bullizzato, un ferito in auto, ecc, al pari di una persona FERITA dall'arma di un cacciatore. Pertanto quando parliamo di vittime, ci riferiamo al numero totale di MORTI E FERITI PER ARMI DA CACCIA, non mancando di specificare distintamente le due voci.

- A scanso di equivoci, lo ripetiamo ancora: Tra i principali CRITERI DI RICERCA adottati, dalla raccolta dei dati sulle vittime per armi da caccia, escludiamo da sempre i casi di infarti, cadute o altri cause che non siano le armi da caccia. Sono altresì esclusi i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori. Le armi da caccia usate in ambito criminale (salvo se per mano di chi esercita la caccia)  non rientrano tra i casi di cronaca raccolti/conteggiati.


Si ringrazia per una attenta comunicazione dei nostri dati, che si ricorda essere di libera fruizione a condizione di citarne la fonte, nel rispetto del nostro lavoro.

Grazie  ASSOCIAZIONE ITTIME DELLA CACCIA


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