Associazione Vittime della caccia

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Cs. AVC-CACCIA: Non c'è pace tra gli olivi, nemmeno fuori stagione.

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COMUNICATO STAMPA 3 settembre 2016 - Associazione Vittime della caccia

 

CACCIA: Non c'è pace tra gli olivi, nemmeno fuori stagione.

Crimini e abusi dei cacciatori da febbraio ad agosto 2016: nè etica, nè regole e ora nemmeno controlli

I DATI.

Possiamo parlare di stagioni di caccia, circoscritte nell'arco temporale previsto dai calendari venatori e dalla Legge 157/92. Possiamo includere le preaperture, in quanto oramai non sono più quello strumento da adottare in casi eccezionali, è oramai la regola per 17 regioni su 20. Ma se parliamo di attività venatoria, degli abusi e dei crimini commessi da chi è detentore di regolare porto d'armi uso caccia, non esistono stagioni: tutto l'anno per questi individui è buono, tanto i controlli saranno sempre più rari.

Gli effetti:
17 vittime per armi da caccia, 6 i morti.
11 vittime tra le persone comuni, 3 i morti, 8 i feriti, tra cui 3 minori di età.
3 uccisi e 6 i feriti tra gli animali domestici, è questo ovviamente un dato drammaticamente parziale.

Su 51 casi di cronaca nera intercettati 42 risultano essere effetto di azione volontaria, 40 ad opera di chi detiene regolarmente porto d'armi uso caccia. 4 i casi di omessa custodia che hanno prodotto reati contro la persona. Durante attività venatoria 5 le persone comuni ferite, 2 i cacciatori anch'essi feriti e due i morti. In ambito extravenatorio invece sono raccolti tutti i casi di violenza domestica (con uso di armi da caccia), minacce aggravate dalle armi, liti di vicinato degenerate.

Tutto questo in periodo di caccia chiusa ed è solo quanto è stato intercettato occasionalmente..

Ma laddove la caccia era lecita un cacciatore ferito in riserva, e, paradosso, un camionista in autostrada colpito in pieno volto da un cacciatore in squadra - autorizzata - per il contenimento degli ungulati.

Autorizzata. Ovvero è stato permesso e autorizzato dalla Regione Toscana l'uso di armi a lunga gittata laddove è assolutamente vietato e non solo dall'art.21 della legge 157 ma soprattutto dalle norme di Pubblica Sicurezza (TULPS). Regioni che violano sistematicamente le basilari norme di sicurezza pubblica per favorire la lobby dei cacciatori con la scusa della pericolosità di certe specie! Omettendo tra l' altro, di attuare quelle misure incruente  alternative agli abbattimenti previste per legge e confermate dai TAR. Chi allora è più pericoloso?
Eppure questo tipo di caccia e relative armi micidiali con gittate di chilometri vengono tranquillamente “deliberate” dalle istituzioni e praticate dai cacciatori che, stretti nei vincoli delle norme comunitarie, non possono più appagarsi - legalmente - con carnieri colmi di avifauna e quindi ripiegano sulla caccia grossa. Dove: In mezzo alle case, vicino alle strade, nei parchi e luoghi pubblici. Anche in piena città (Genova, Firenze ecc.).

“Vogliamo che i responsabili rispondano di questi crimini pseudo-legalizzati. Mandanti ed esecutori: dal singolo cacciatore, al responsabile squadra di caccia (è o no responsabile?), fino a chi pianifica, delibera e rilascia tali autorizzazioni. Non solo per il ruolo di responsabilità che ricoprono formalmente ma anche a livello personale.

Chiederemo ai prefetti e a tutti i questori di procedere contro gli autori materiali e non, responsabili dei reati venatori e contro la persona, animali compresi”, dichiara Daniela Casprini presidente dell'Associazione Vittime della caccia, che aggiunge: “siamo in balìa di gente con disponibilità di armi da caccia – anche grossa – e che evidentemente non può dare le garanzie di affidabilità richieste. Leggete il Dossier Extrastagione 2016. Da non sotovalutare infatti che su 51 casi intercettati, 20 riguardano minacce a mano armata contro persone inermi! E la stagione è appena iniziata”.
#MACELLOITALIA

Foto gatta ferita, caso del 27 agosto 2016.

DOSSIER CACCIA EXTRASTAGIONE 2016 - Le Cronache http://www.vittimedellacaccia.org/component/content/article/34-associazione/3163-dossier-caccia-extrastagione-2016-vittime-della-caccia-dal-1-febbraio-al-31-agosto-2016.html


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CACCIA COI LACCI-The silent enemy-Lo SPOT SHOCK UK

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THE SILENT ENEMY

Questo spot, intitolato "The silent enemy" è stato prodotto dalla League Against Cruel Sports, un'associazione inglese che si batte per difendere gli animali dalla caccia, in particolare da metodi considerati crudeli quali, appunto, il laccio. Nel Regno Unito, questo strumento di morte uccide circa 2 milioni di esemplari all'anno. Un animale ogni 20 secondi.


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[email protected] STAGIONE VENATORIA 2015/2016

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*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, è di libera fruizione ma implica obbigatoriamente la CITAZIONE DELLA FONTE stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 - INDICE

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2015-2016

a cura di Daniela Casprini e Maria Cristina Tassi

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

Il Dossier raccoglie anche tutti quei casi intercettati da cui rislutano gravi episodi di aggressioni verso terzi, violenza privata, pericolo per la sicurezza altrui, abusi, soprusi e furbate varie, commesse da coloro che hanno esercitato la caccia, in questa stagione venatoria conclusa.

 

INDICE DOSSIER AVC 2015-2016

I DATI SINTETICI-AVC-DOSSIER 2015-2016

VITTIME UMANE IN AMBITO VENATORIO - I Dati - Le Cronache

VITTIME UMANE IN AMBITO EXTRAVENATORIO- I Dati - Le Cronache

MINORI E CACCIA

REGIONI-VITTIME IN AMBITO VENATORIO

FREQUENZA ACCADIMENTI - CRONOLOGIA IMPRESSIONANTE

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA - I Dati e le Cronache

ABUSI: FOCUS ETA' RESPONSABILI

GLI ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

- ANIMALI DOMESTICI/ALLEVAMENTO- Le Tabelle e le Cronache

- ANIMALI NON CACCIABILI

- ANIMALI PROTETTI

CRIMINI VENATORI- CONSTATAZIONE ILLECITI

GALLERIA FOTOGRAFICA di Lorenzo Corradini

[email protected]>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA

 

*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, è di libera fruizione ma implica obbigatoriamente la CITAZIONE DELLA FONTE stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 - INDICE

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Adesione I-care Network

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www.icare-italia.org

 

NASCITA DI I-CARE NETWORK

 

Dal primo gennaio 2016 è operativo in Italia il più importante e multidisciplinare coordinamento di associazioni del volontariato italiano: I-CARE NETWORK.

L’idea di creare un network di associazioni/gruppi nasce dalla necessità di unire forze e professionalità con lo scopo di ottenere risultati a favore e protezione di vittime umane, animali e ambiente, non raggiungibili dalle associazioni quando queste agiscono singolarmente.

Il tratto comune a tutti i progetti/associazioni/gruppi che formano il network è un approccio che metta le necessità delle vittime di abusi, siano esse umane o animali, al di sopra di ogni altro discorso economico e/o politico.

Fanno parte del network associazioni e gruppi che si occupano di problematiche relative agli esseri umani (Associazione Italiana di Supporto Vittimologico, referente italiano del principale network europeo che si occupa di vittime di abusi e reati, AA-Associazione Autismo, Associazione Vittime della Caccia), ai diritti degli animali (Animal Defenders, BolognAnimale, Freccia 45, No Harlan Group, Rifugio Gli Ultimi, Hope Horse, Salviamo gli Orsi della Luna), alla tutela di territorio/fauna/ambiente (CeBioFF), alle nuove economie etiche e antispeciste (Associazione Net, Agripunk, Animal Vibe), alla ricerca scientifica rigorosamente senza uso di animali (Italia Senza Vivisezione, rIcerCARE, TheAlternatives) e altre, dopo rigorosa selezione, sono in procinto di aggiungersi.


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AVC SALVA le NUTRIE di VERONA

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POSITIVA SENTENZA del TAR (VENETO) in favore dell'ASS.VITTIME DELLA CACCIA
avverso l'ORDINANZA del SINDACO di VERONA, TOSI, CHE ORDINAVA il MASSACRO DELLE NUTRIE


N. 00270/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00104/2016 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 104 del 2016, proposto da:
Casprini Daniela Presidente di Associazione Vittime della Caccia, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Rizzato, con domicilio eletto presso la segreteria del T.A.R. Veneto in Venezia, Cannaregio 2277/2278;
contro
Comune di Verona, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Michelon, Giovanni Caineri e Fulvia Squadroni, con domicilio eletto presso la segreteria dell’intestato Tribunale ai sensi dell’art. 25, comma 1, del cod. proc. amm.;
nei confronti di

A.T.C. 1, A.T.C. 2;

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia
dell’ordinanza n. 49 emessa dal Comune di Verona il 14 dicembre 2015 ad oggetto l’abbattimento delle nutrie.
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HASTAG AVC #MACELLOITALIA

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Cs.AVC- Caccia: alla rossa Toscana non basta il 4° posto

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COMUNICATO STAMPA - Associazione Vittime della caccia - 12.03.2016 - #MACELLOITALIA

Caccia: alla rossa Toscana non basta il 4° posto

Vuole più sangue!

il Consiglio regionale sancisce la caccia tutto l'anno a dispetto dei cittadini e delle leggi nazionali.

Dopo Lombardia, Sicilia e Lazio, la Toscana è al top tra le regioni che ha versato più sangue in questa ultima stagione venatoria, come emerge dai dati del Dossier Vittime della caccia 2015-2016.

La legge obiettivo per il contenimento degli ungulati approvata dal consiglio regionale della Toscana è l'ultimo abbietto affondo operato dalla politica nei confronti dei cittadini, della fauna selvatica e dell'ambiente. La legge Remaschi infatti autorizza la caccia a cinghiali e altri ungulati tutti i giorni, per tre anni,su tutto il territorio regionale e non solo nelle zone già vocate: una licenza di sparare e uccidere che pone interrogativi inquietanti e un senso di riprovazione diffuso.


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