FAR WEST ITALIA

Martedì 21 Maggio 2019 23:43
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Comunicato stampa AVC  22.05.2019

FAR WEST ITALIA

Davvero vogliamo più armi?

Si susseguono ogni giorno notizie di cronaca con interpreti soggetti che concepiscono la vita come una guerra continua, contro i vicini, contro chi li sorpassa in macchina, contro il cane del vicino, contro  il confinante o la moglie.
A Treviso un novantunenne uccide il genero sparandogli con il fucile regolarmente detenuto, a Roma un giovane imbraccia l'arma per colpire la macchina del padre a seguito di un litigio: sono solo le ultime tragedie conseguenti alla presenza di armi in casa.
"Come è possibile che un ultra novantenne possa continuare a detenere armi, in ragione dell'età e in un contesto dove erano frequenti litigi e minacce?" dichiara Maurizio Giulianelli dell'Associazione Vittime della Caccia, che aggiunge " troppo spesso chi di dovere sottovaluta i rischi che incombono in particolari contesti familiari, ove grava la presenza di armi anche regolarmente detenute".
AVC ribadisce l'assoluta necessità di prevenire fatti così tragici, laddove gli organi di Polizia Giudiziaria o gli assistenti sociali siano a conoscenza di criticità familiari conseguenti a denunce o richieste di intervento, accertando immediatamente la presenza di armi in casa e revocandone la licenza.
Ribadiamo la necessità di riscontri incrociati nalla banca dati delle armi detenute regolarmente, per verificare se tutti i detentori dai 65 anni di età in su, siano ancora abili fisicamente e psicologicament,e ovvero mantengano tutti i requisiti indispensabili per usufruire della concessione al porto d'armi, che ricordiamo essere atto straordinario e affatto scontato.

Fattori quali età, stato psicologico e precedenti episodi di alterchi o minacce, dovrebbero già di per sè attivare tutte le verifiche del caso, come atto dovuto al resto della popolazione, perchè è inaccettabile che queste criticità - e parliamo di armi da fuoco - emergano solo a fatti accaduti, quando del sangue innocente ce lo ricorda impietosamente.

E' ora di pensare seriamente alla sicurezza pubblica, non riempiendo di armi le case ma, al contrario, disarmando definitivamente chi non dia tutte le garanzie dovute.

Associazione Vittime della caccia - 22.05.2019

 

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