Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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News Caccia

LIPU, scontata condanna Italia a corte europea

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ROMA, 24 MAR - ''Siamo prossimi al giudizio della Corte di Giustizia europea, che difficilmente salvera' l'Italia da una condanna per scarsa tutela degli uccelli selvatici e cattiva caccia''. Lo sostiene la Lipu-BirdLife Italia, che sul proprio sito web analizza in dettaglio lo stato di infrazione italiana e si boccia l'articolo 43 della legge Comunitaria, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. La procedura di infrazione 2006/2131, pendente da quattro anni sull'Italia per cattivo recepimento e disapplicazione della direttiva Uccelli, e' giunta al giudizio della Corte di Giustizia europea. Si tratta di una procedura particolarmente pesante - ricorda la Lipu - corredata da un poderoso parere motivato che ne specifica e argomenta le motivazioni, che riguardano vari aspetti della tutela degli uccelli selvatici, come il mantenimento di uno stato di conservazione soddisfacente, il non deterioramento della situazione in atto, il rispetto dei criteri ornitologici o la tutela degli habitat esterni alla Rete Natura 2000. Passaggi tutt'altro che marginali ed anzi, in alcuni casi, essenziali del piu' importante strumento comunitario per la tutela dell'avifauna. Una parte cospicua della procedura di infrazione e' poi dedicata al tema della caccia e riguarda l'assenza, nella legislazione italiana, del divieto esplicito di cacciare nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale degli uccelli, cosi' come l'annoso tema delle deroghe di caccia, per il quale l'Europa muove all'Italia due contestazioni: l'abuso regionale dello strumento, utilizzato come ''espediente'' per la caccia ordinaria, e la carenza di controllo e interevento sulle deroghe da parte dello Stato. Il documento Lipu-BirdLife Italia spiega dettagliatamente la situazione in atto e la incrocia con l'articolo 43 della legge Comunitaria 2009, approvato al Senato ed ora in discussione alla Camera. Nel documento, scrive la Lipu - che dovrebbe servire a risolvere la procedura, manca la risposta sostanzialmente a tutti i suoi punti piu' critici ed anzi rischia di aggravarne la portata. E' il caso, ad esempio, dell'incongrua cancellazione dei limiti massimi del calendario nazionale che andrebbe ad aprire una nuova e forse persino piu' grave stagione di deroghe.

Fonte : ANSA


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AGRICOLTURA: DELLA SETA (PD), AFFRONTARE PROBLEMI DANNI SELVAGGINA

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Roma, 18 marzo 2010

"Condividiamo totalmente la posizione del Presidente della Cia Giuseppe Politi che in un lettera ad altre organizzazioni agricole sottolinea la necessita' che i problemi dei danni all'agricoltura causati dai cinghiali e da altre specie di fauna selvatica venga affrontato separatamente dalla discussione sulla caccia".


E' quanto dichiara il senatore del Pd Roberto Della Seta, capogruppo in Commissione Ambiente. "Dall'inizio della legislatura il Pd, impegnato a contrastare i tentativi di una parte del centrodestra di stravolgere la legge 157, tornando ad una caccia senza limiti e senza regole, sostiene l'urgenza di affrontare con norme ad hoc il tema sollevato dal Presidente della Cia. A questo scopo - continua l'esponente ecodem - abbiamo presentato disegni di legge e proposte, ma finora l'approccio ideologico e pretestuoso di alcuni pasdaran del PdL e della Lega nord ha impedito di dare risposte concrete e rapide a sacrosante esigenze del mondo agricolo. E' auspicabile che l'iniziativa di Politi contribuisca a convincere tutto il mondo agricolo che continuando sulla via dello scontro tra opposti fondamentalismi i primi a farne le spese saranno proprio gli agricoltori italiani, che pagano un alto prezzo ai danni causati dalla selvaggina".


Fonte : AGI


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Non voglio un Pdl ostaggio dei cacciatori

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di Giovanni Bauleo

Gentile direttore, le scrivo per manifestare tutto il mio apprezzamento per l'articolo "Ma il Pdl non può essere il partito della caccia". Io sono uno dei moltissimi italiani che non ne possono più del fatto che sia consentito andare in giro per i boschi per 5 mesi l'anno allo scopo di divertirsi a uccidere animali.Ciò è aberrante, inconcepibile e inammissibile nel ventunesimo secolo.Sarebbe ora che i politici inizassero a ascoltare i moltissimi cittadini contrari alla caccia, anziché una piccolissima minoranza che vuole leggi sempre più permissive per poter uccidere sempre più animali. Sono un elettore del centro destra, ma la politica filo venatoria degli ultimi tempi non mi è piaciuta affatto. Mi auguro che in futuro i politici tengano conto del volere degli italiani, e non solo di qualche cacciatore integralista. Mi auguro venga tenuto conto del volere di chi non vuole che i cacciatori entrino nei fondi privati; di chi vuole frequentare pacificamente boschi e campagne, per osservare e ammirare la natura e gli animali, da vero amante della natura.Per quanto riguarda il mondo rurale, esso non è comporto da soli cacciatori. Di esso fanno parte anche coloro i quali non vogliono che i propri fondi vengano invasi da persone armate, quelli che vogliono passeggiare liberamente nei boschi senza rischiare di esse colpiti da una fucilata, quelli che amano la natura VIVA, e non morta. Per quanto riguarda l'ipocrisia e i sofismi, sono totalmente d'accordo con quanto detto nel vostro articolo. I cacciatori ne inventano di cotte e di crude per nascondere la vera natura di quello che fanno e i veri scopi per cui lo fanno. Dicono ogni sorta di bugia e di assurdità: di amare la natura, di essere ambientalisti, tirano ipocritamente in ballo la tradizione, una presunta cultura rurale, o ancora si nascondono dietro la "gestione della fauna". Del resto non è facile, nè bello, ammettere che gli piace uccidere animali. Senz'altro meglio inventare pretesti e giri di parole volti a mistificare la realtà. La vera natura della caccia è questa:un tiro al bersaglio con i corpi degli animali, un macabro gioco che porta morte. Non ci farebbero certo bella figura se dicessero le cose  come stanno. Assurdo poi che a che volte siano i cacciatori ad accusare gli anticaccia di ipocrisia per il fatto che-suppongono loro-costoro mangiano carni di animali allevati in allevamenti intensivi e pesci senza curarsi minimamente di quello che hanno subito gli animali. Innanzi tutto mi chiedo con che coraggio possano criticare tale presunto atteggiamento, dato che loro sono i primi che non tengono in nessunissima considerazione la vita e la sofferenza degli animali, tanto che arrivano a ucciderli per passatempo, per divertimento. In secondo luogo, costoro probabilmente ignorano il fatto che una parte degli anticaccia (tra cui il sottoscritto) sono vegetariani o vegani.I noltre, non vi è alcuna incoerenza , nè tantomeno ipocrisia, nell'essere contrarissimi alla caccia e non essere vegetariani, in quanto i cacciatori non uccidono certo per mangiare, bensì perchè a loro piace farlo. Non c'entra nulla la caccia col mangiare animali, e non c'entra nulla l'opposizione alla caccia con l'essere vegetariani. Gli stessi cacciatori spesso dicono di "avere la caccia nel sangue", "nel dna", oppure che "la caccia è la loro passione". E'evidente che il mangiare animali non c'entra niente.Quando i cacciatori rinfacciano agli altri (oltretutto senza sapere se sono o meno vegetariani) di non essere vegetariani, sono loro a essere ipocriti, per due motivi: perchè parlano come se uccidessero animali per mangiarli (mentre è palese che così non è) e perchè loro stessi oltre a mangiare gli animali da loro cacciati mangiamo anche quelli allevati negli allevamenti intensivi. Da vegetariano convinto dico che è assurdo paragonare chi non è vegetariano ai cacciatori e tirare in ballo il vegetarismo quando si parla di caccia. Il fatto che talvolta i cacciatori tirino in ballo gli allevamenti intensivi, i macelli, nonchè l'inquinamento, e via dicendo tutta una serie di mali del mondo, dimostra che non hanno nessunissima argomentazione valida per difendere il loro "sport" violento e crudele. Tirano in ballo qualsiasi problema che vi sia al mondo nel tentativo di distogliere l'attenzione dalla caccia e strumentalizzano ogni imperfezione degli anticaccia per dire "voi non potete essere contro la caccia". Concludo dicendo che io, come il 70% degli italiani, mi auguro che il Pdl faccia il volere della maggioranza, e non di una minoranza che uccide animali per diletto. Mi auguro che il Pdl non sia MAI il "partito della caccia" e non faccia mai gli interessi dei cacciatori. A proposito del referendum, sarebbe proprio ora di abolire la caccia! Cordiali saluti

14 marzo 2010

Fonte: Fare Futuro WebMagazine


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FAREFUTURO CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ VENATORIA. LE ASSOCIAZIONI: “DAL WEBMAGAZINE PAROLE DI GRANDE CIVILTÀ”. SEMPRE PIÙ A RISCHIO L’APPOGGIO PARLAMENTARE A DOPPIETTA SELVAGGIA”

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Altura - Amici della terra - Animalisti italiani - Associazione Vittime della caccia - Enpa

Fare verde – Lac – Lav – Legambiente – LIPU - Memento Naturae – OIPA – UNA - WWF Italia

 

 

COMUNICATO STAMPA

 

 

FAREFUTURO CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ VENATORIA.

LE ASSOCIAZIONI: “DAL WEBMAGAZINE PAROLE DI GRANDE CIVILTÀ”.

SEMPRE PIÙ A RISCHIO L’APPOGGIO PARLAMENTARE

A DOPPIETTA SELVAGGIA”

Roma 11 marzo 2009 – “Si assottiglia l’appoggio parlamentare a doppietta selvaggia e cresce sempre di più l’isolamento politico della lobby venatoria estremista; una minoranza della minoranza che, contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani, vorrebbe sparare indiscriminatamente, concedendo alle regioni di estendere la stagione di caccia, come potrebbe accadere se fosse confermato dalla Camera dei Deputati l’articolo 43 della legge Comunitaria votato dal Senato”. Questo il commento delle associazioni ambientaliste e animaliste all’editoriale “Ma il Pdl non può essere il partito della caccia” di Federico Brusadelli, pubblicato sul sito web della fondazione Fare Futuro.

Brusadelli, citando il sondaggio diffuso alcuni giorni fa dalle associazioni, scrive infatti che “Il Pdl non può certo pensare di dipingersi come il partito dei cacciatori”. “Non sta scritto da nessuna parte, non è nel programma, non è nel Manifesto dei valori – prosegue l’editorialista - ... almeno non facciamo l’errore di ritenerci prigionieri di una piccola, piccolissima minoranza… le ipocrisie e i sofismi non servono… la caccia è uccisione divertita di esseri viventi”.

“Quella espressa da Fare Futuro – dichiarano le associazioni – è una posizione pienamente condivisibile, che ci auguriamo sia fatta propria anche dall’intera maggioranza di governo affinché il Parlamento fermi una volta per tutte ogni tentativo di liberalizzare la caccia”.

“Questo – proseguono le associazioni ambientaliste e animaliste – è quanto chiedono gli italiani che, lo ricordiamo, sono in gran parte contrari alla violenza sugli animali e trasversalmente favorevoli alle riduzione dell’attività venatoria e non alla deregulation, voluta soltanto da una minoranza estremista. Alla classe politica, alle istituzioni nazionali e regionali chiediamo di rispettare tale volontà, chiara e inequivocabile, e di dare finalmente risposte certe agli italiani”.

Gli insulti di un certo mondo venatorio, anche quelli delle ultime ore contro Farefuturo, contro alcuni membri del Governo ed alcuni parlamentari, sono dimostrazione di debolezza, anzi di disperazione e di un anacronistico ed esecrabile modello maschilista.

Ufficio stampa ENPA

Parma, 12 marzo 2010


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CACCIA. FARE FUTURO: PDL NON PUO' ESSERE PARTITO DELLE DOPPIETTE

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(DIRE) Roma, 11 mar. - "Il Pdl - e molti suoi esponenti lo sanno bene, da Michela Brambilla a Fiorella Rubino, da Stefania Prestigiacomo a Franco Frattini - non puo' certo pensare di dipingersi come il 'partito dei cacciatori'". Lo scrive Fare Futuro Webmegazine, il periodico on-line della fondazione Fare Futuro di Gianfranco Fini. Parole che alzano i toni di un confronto-scontro sulla caccia, che si snoda all'esterno delle istituzione e sempre piu' all'interno del mondo politico. Il Pdl, si legge su internet (www.ffwebmagazine.it), "ne' puo' pensare di chiudere uno o due occhi su manovre 'filo-venatorie' piu' o meno occulte. Non sta scritto da nessuna parte, non e' nel programma, non e' nel Manifesto dei valori".

Del resto, "i numeri parlano chiaro, stavolta. E c'e' un sondaggio" dal quale emerge che il 79% dei cittadini non vuole la caccia e che quattro italiani su dieci arriverebbero a cambiare il proprio voto, in caso di posizione "pro-caccia" di un candidato.

"Non se le aspettavano gli appassionati cacciatori nostrani, a leggere le loro reazioni in rete ('Tutta colpa della campagna di disinformazione portata avanti dai media', 'Il Pdl ci ha traditi', 'E' ora di marciare, e' ora di manifestare, e' ora di ripagare i politici con l'astensionismo di massa', 'I sondaggi non contano nulla')". Ma, continua il periodico web di Fare Futuro, "purtroppo per loro, il sentire del paese e' questo, c'e' poco da fare".

Fare Futuro Webmegazine, riconosce che "e' vero che alcuni parlamentari del centrodestra hanno provato a deregolamentare la caccia, nell'ultima legislatura. Con un blitz, magari, come e' accaduto per l'articolo 43 della legge Comunitaria, che giace alla Camera". A proposito, il sondaggio Ipsos su 'Le opinioni degli italiani sulla caccia' rivela che in merito a questo articolo l'81% degli italiani si oppone a ogni ipotesi di allungamento della stagione venatoria.

"La caccia e' uccisione divertita di esseri viventi, punto e basta", taglia corto il periodo on-line della fondazione Fare Futuro. "E se proprio non si vuole dar voce ai cittadini, magari attraverso un nuovo referendum sull'abolizione della caccia (ci si potrebbe provare, pero'), almeno non facciamo l'errore di ritenerci prigionieri di una piccola, piccolissima minoranza", conclude.

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CACCIA. BERLATO: PER QUATTRO FEMMINUCCE PDL È PARTITO 'ANTICACCIA"FARE FUTURO NON E' IMMUNE DAL VIRUS DI STUPIDITA'"

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"Nessuno di noi ha mai pensato che un grande partito come il Pdl diventasse il partito della caccia.Quello che non vogliamo e' che, pereffetto delle posizioni integraliste di quattro femminucce nominate al Governo senza ricevere il voto degli elettori, il Pdl possa diventare ilpartito degli anticaccia". Lo afferma Sergio Berlato, eurodeputato delPdl, commentando quanto riportato da Fare Futuro Webmegazine, ilperiodico on-line della fondazione Fare Futuro di Gianfranco Fini. Su ilCacciatore.com, Berlato se la prende con la Fondazione e cogliel'occasione per criticare quanti, all'interno del Governo e dellamaggioranza, si sono pronunciati contro la caccia (la deputata FiorellaCeccacci Rubino, il sottosegretario alla Salute, Francesca Martini, e iministri Stefania Prestigiacomo, Michela Vittoria Brambilla e FrancoFrattini)."Del resto- aggiunge Berlato nel suo post- la mamma deglistupidi e' sempre incinta e partorisce, anche se in misura percentualediversa, in tutti i partiti. Volete che una fondazione come Fare Futurosia immune dal virus della stupidita'?". L'articolo apparso su FareFuturo Webmegazine, conclude "e' una concreta dimostrazione di quantobisogno ci sia, anche in questa fondazione, di adeguati vaccini"


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