Associazione Vittime della caccia

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News Caccia

LAC- Newsletter 1452- 13 febbraio 2010

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LAC
Newsletter 1452- 13 febbraio 2010

GOVERNO - IMPUGNATA LEGGE TOSCANA SU CATTURA DI UCCELLI

Con ricorso n. 102 del 26 novembre 2009, pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana il 4 gennaio 2010, il Consiglio dei Ministri ha impugnato la Legge Regionale n. 53/09 della Regione Toscana, dal titolo "Disciplina dell'attività di cattura degli uccelli selvatici da richiamo per l'anno 2009", pubblicata sul BUR n. 34 del 21 settembre 2009. Tale cattura, infatti, è disposta dalla legge impugnata in assenza della condizione, richiesta dalla direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici, "che non vi siano altre soluzioni soddisfacenti", ed inoltre manca il parere favorevole dell'ISPRA.

 


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Caccia no limits: atto secondo

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09-02-2010

Giovedì 12 febbraio approda alla Camera il testo votato dal Senato per far saltare i paletti di inizio e fine della stagione venatoria. E per il 9 marzo a Roma è attesa la manifestazione organizzata dalla Confavi, l’ala più oltranzista dei cacciatori. Riportiamo il testo pubblicato in data 8 febbraio sul blog di Antonio Cianciullo (09/02/10)

Alla vigilia del voto per le regionali, la tensione continua così a salire. Non è difficile prevedere che, a meno di un colpo di freno da parte del governo, il fragile equilibrio che resiste dall’approvazione della legge quadro del 1992 andrà in pezzi sottoponendo il paese a nuove tensioni ed esponendoci a una pesante ammenda in sede europea: sarebbe difficile sfuggire alle sanzioni se veramente, a fronte di un preciso atto di accusa nei confronti dell’Italia da parte di Bruxelles per eccesso di deroghe sulla caccia, il Parlamento italiano rispondesse con un atto di aperta sfida facendo delle deroghe la norma e dando la possibilità a ogni Regione di costruirsi calendari su misura.

Non è comunque detto che l’intensificazione dei conflitti sia inevitabile. Due ministri (Stefania Prestigiacomo, responsabile dell’Ambiente e Michela Brambilla, responsabile del Turismo) hanno chiesto alla Camera di bocciare la deregulation della caccia. E lo stesso ministro delle Politiche comunitarie, Andrea Ronchi, sente crescere le difficoltà nel sostenere una legge che aumenta il contenzioso che andrebbe sanato.

Anche la cronaca, oltre tutto, ci ricorda le contraddizioni di una scelta italiana che guarda a senso unico a quello che succede negli altri paesi europei. Ieri è morto, trapassato alla schiena da un colpo di fucile sparato da un amico, Giuseppe Orlando, erede del conte Ugolino della Gherardesca. Gli incidenti, anche mortali, capitano in tutte le attività ma certo è difficile sfuggire alle polemiche sulla sicurezza quando, invece di offrire garanzie crescenti, c’è chi in Parlamento propone di mettere una doppietta in mano a un ragazzo di 16 anni. Inoltre quest’ultimo incidente è avvenuto a stagione venatoria conclusa, in una battuta selettiva di caccia al cinghiale nella tenuta dei della Gherardesca, a sud di Livorno. La caccia nelle grandi proprietà privata è la modalità prevalente in Europa e su questa scelta poggiano calendari e abitudini diversi dai nostri.

Nell’articolo firmato da Ettore Zanon e Silvano Toso su “Sentieri di caccia”, agosto 2009, si elenca il numero delle specie cacciabili secondo la direttiva 400/79 nei paesi dell’Unione europea: l’Italia, con 19 specie, è al quinto posto, preceduta solo da Grecia (20), Svezia (22), Danimarca (32), Francia (38). La lista è dunque lunga, ma il calendario uguale in tutte le regioni e il legame del cacciatore con il territorio finora hanno moderato la pressione venatoria.

Far saltare questi paletti invocando paragoni con quello che succede in altri paesi non tiene conto del fatto che in Italia si caccia sul terreno di tutti, non in tenute in cui si entra a pagamento. La differenza, come ricorda il testo citato, è evidente: «nei paesi anglosassoni la proprietà della selvaggina e il diritto di caccia sono inscindibilmente legati alla proprietà del fondo» e anche in Germania e Austria, dove la legislazione è fortemente decentrata, «la proprietà della selvaggina e il diritto di caccia sono pertinenti alla proprietà del fondo».

Insomma in Europa prevale un’impostazione privatistica della caccia, con costi mediamente molto più elevati di quelli che si sostengono da noi; in Italia per cinque mesi all’anno le doppiette hanno accesso a buona parte del territorio, compreso quello privato non recintato. E’ un equilibrio che già oggi,  secondo i sondaggi, lascia insoddisfatta la maggioranza degli italiani che nutre scarsa simpatia per chi ha bisogno di uccidere per ritrovare l’empatia con la natura. Forzare ulteriormente la situazione porterà, con ogni probabilità, a una lunga stagione di conflitti. Anche con l’Europa.

Fonte : Tutela e Fauna

 


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Prestigiacomo, barbarie culturale,80% italiani contro

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''E' una barbarie culturale e oltre l'80% degli italiani e' contraria, non la vuole''. Cosi' il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo nel corso della registrazione della puntata di Porta a Porta che andra' in onda lunedi', parlando a proposito del testo della legge comunitaria, approvata al Senato, che dispone anche in materia venatoria. ''La caccia - prosegue Prestigiacomo - ha una funzione ecologica solo per calmierare le specie che possono nuocere all'agricoltura e all'uomo: solo in quest'ottica si puo' concepire la caccia e non certo per divertimento''.

Fonte : ANSA


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Birdlife international in vista scontro fra Italia e UE

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BirdLife International e LIPU-BirdLife Italia esprimono la loro perplessita' relativa all'articolo 43 della legge Comunitaria che non migliorera' la difficile situazione dell'Italia sotto il profilo del recepimento e dell'applicazione della direttiva Uccelli e in particolare della normativa sulla caccia.

''La soppressione del limite al calendario venatorio, fino ad oggi previsto dalla legge italiana, e' un elemento che rischia di complicare lo stato delle cose, determinando una nuova serie di infrazioni e vari problemi di conservazione della natura'', sostiene Angelo Caserta, Direttore Regionale della Divisione Europea di BirdLife International.

Dall'analisi dell'articolo, messo a confronto con le motivazioni della procedura di infrazione 2006/2131, emerge che alle piu' importanti richieste avanzate all'Italia dalla Commissione europea, manca del tutto una risposta.

''La situazione italiana preoccupa anche per il rischio di un nuovo conflitto tra le parti'', continua.

''Nessuna norma - prosegue - e' prevista relativamente al serio problema delle deroghe a cacciare specie protette, per il quale la Commissione chiede all'Italia un giro di vite e un piu' efficace potere di intervento statale. Nessuna misura e' prevista a favore della tutela degli habitat esterni alla Rete Natura 2000 come pure richiesto dall'articolo 4.4 della direttiva e dalla procedura di infrazione.

Dubbi anche sulla scelta di inserire come riferimento normativo la Guida europea sulla caccia, che rappresenta un importante strumento di interpretazione ma che non ha carattere ne' struttura giuridica e che dunque, se impropriamente utilizzata, puo' rappresentare un ostacolo anziche' un contributo alla chiarezza e alla soluzione delle controversie.

Particolarmente grave appare poi - prosegue Caserta - la scelta di sopprimere il limite al calendario venatorio generale, che ad oggi ha garantito il rispetto delle previsioni comunitarie e impedito che, sul fronte dei tempi di caccia, l'Italia potesse replicare le infrazioni commesse sulle deroghe.

Se sono dunque molte e particolarmente serie le perplessita' sull'attuale formulazione della legge Comunitaria, e' in generale la situazione italiana a destare non poche preoccupazioni, prefigurandosi un nuovo e anche aspro scontro tra i diversi portatori di interessi che certamente non fara' bene alle politiche italiane di conservazione della natura.

L'auspicio di BirdLife International e' che il Governo e il Parlamento italiano possano rivedere la norma e formularla in modo adeguato, a partire dall'opportuno e assolutamente necessario reinserimento del limite al calendario venatorio nazionale''.

 

Fonte : ASCA


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Caccia, le associazioni smentiscono il Pdl "Non sosteniamo la legge votata al Senato"

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Mentre, nelle prossime ore, la Camera si pronuncerà sulla caccia no limits che ha avuto il via libera di Palazzo Madama, la tensione attorno alla questione venatoria continua a salire. L'ultimo botta e risposta è tra l'ala oltranzista del Pdl e Birdlife International, una federazione di organizzazioni di conservazione della natura. Birdlife era stata chiamata in causa dal senatore Valerio Carrara (Pdl) che aveva sostenuto la tesi di un sostegno della prestigiosa associazione ambientalista alla controriforma sulla caccia di cui l'articolo 38 in discussione in questi giorni è un passaggio chiave.

"L'articolo introdotto - sostiene Carrara in una lettera aperta indirizzata ai parlamentari di Camera e Senato - si rifà parola per parola all'enunciato della norma europea (cornice di riferimento); si tratta del recepimento di una direttiva europea che noi abbiamo aggravato con la seguente ulteriore prescrizione: le Regioni potranno proporre i loro calendari venatori solo ed esclusivamente se avranno avuto il parere preventivo dell'Ispra (ente super partes controllato dal ministero dell'Ambiente e composto in prevalenza da supertecnici dell'ambiente). Ogni modifica al calendario venatorio potrà essere apportata solo ed esclusivamente nell'ambito dei dettami della guida alla direttiva 79/409/Cee, elaborata dalla Commissione Europea dopo il via libera della Face (Federazione delle Associazioni della Caccia e per la Conservazione dalla Fauna Selvatica) e con la condivisione del mondo animalista più evoluto, attraverso Birdlife International, rappresentata in Italia dalla Lipu e presente in più di 100 paesi in tutto il mondo".


Puntuale è arrivata la smentita di Birdlife International che esprime "gravi perplessità" sulla legge votata dal Senato. "La soppressione del limite al calendario venatorio, fino ad oggi previsto dalla legge italiana, è un elemento che rischia di complicare lo stato delle cose, determinando una nuova serie di infrazioni e vari problemi di conservazione della natura", precisa Angelo Caserta, direttore regionale della divisione europea di Birdlife International. "Nessuna norma è prevista relativamente al serio problema delle deroghe a cacciare specie protette, per il quale la commissione chiede all'Italia un giro di vite e un più efficace potere di intervento statale. Nessuna misura è prevista a favore della tutela della rete Natura 2000 (4) come pure richiesto dall'articolo 4.4 della direttiva e dalla procedura di infrazione".

Insomma l'"operazione verità" (così il senatore Carrara ha presentato la sua iniziativa) si basa su una dichiarazione che viene smentita dai diretti interessati: non esiste alcun accordo internazionale che avalli la linea scelta dall'ala filo doppiette che sta premendo sul Pdl. Non solo, ma la Confavi, l'associazione che raccoglie i cacciatori più oltranzisti, si sta trovando sempre più isolata. La sua è l'unica firma, assieme a quella dell'Associazione cacciatori veneti, sul manifesto che annuncia per il 9 marzo una manifestazione a favore della controriforma della caccia, a Roma, con arrivo a piazza Venezia. "Mai il mondo venatorio si è trovato in una difficoltà così grave e in una situazione di isolamento così pericolosa", commenta Osvaldo Veneziano, presidente di Arcicaccia. "La marcia su Roma di una pattuglia di irriducibili sta ponendo tutti i cacciatori in una situazione insostenibile. Mi auguro che il Parlamento fermi una deriva che può portare solo guai all'intera categoria".

 

Fonte : Repubblica


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Caccia/ Giovedì approda alla Camera il testo votato al Senato

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Roma, 9 feb. (Apcom) - Arriva giovedì prossimo alla Camera il testo sulla caccia 'no limits', come è stato ribattezzato dalle associazioni animaliste, votato a fine gennaio dal Senato e definito dal ministro per l'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, un "colpo di mano". L'emendamento all'articolo 38 della Legge Comunitaria approvato in Senato il 28 gennaio ha reso possibile cacciare tutto l'anno, ma solo per quanto riguarda l'avifauna e le Regioni, per potere stabilire il calendario della stagione venatoria, dovranno obbligatoriamente acquisire il parere preventivo dell'Ispra, l'Istituto superiore protezione e ricerca ambientale, "ai fini della validazione delle analisi scientifiche e ornitologiche". Resta, invece, invariato per Regioni e Province l'obbligo di rispettare il termine di 5 mesi nella durata della stagione venatoria per le specie di mammiferi di cui è consentita la caccia, pur con la possibilità di modificare i calendari "nel solo senso di riduzione del periodo di attività venatoria" . Calendari che "devono essere comunque contenuti tra il primo settembre e il 31 gennaio dell'anno". Invariate le norme riguardanti gli ungulati. Il ministero dell'Ambiente ha presentato venerdì scorso, all'indomani della votazione in Senato, un emendamento al testo sulla caccia approvato da Palazzo Madama, che punta a ripristinare l'intesa che era stata raggiunta e che è poi stata disattesa dalla votazione del Senato. Con l'emendamento presentato, il Ministero "punta ad eliminare la possibilità delle Regioni di definire deroghe al calendario venatorio, specie dei volatili, senza sottostare alla validazione vincolante da parte dell'Istituto per la Ricerca e Protezione Ambientale, l'Ispra". Anche l'ufficio legislativo del ministero del Turismo ha predisposto un emendamento alla legge comunitaria che modifica la disciplina dei calendari venatori approvata la settimana scorsa in Senato. Il testo ripristina il calendario dal 1 settembre al 31 gennaio praticamente abolito per i volatili, stabilisce quali sono le specie cacciabili e reintroduce il parere vincolante del ministero dell'Ambiente per le deroghe proposte da Regioni e Province autonome. Intanto, il bilancio definitivo della stagione venatoria 2009/2010 è stato di 30 morti e 87 feriti.

Fonte : Wallstreet


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