Associazione Vittime della caccia

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News Caccia

Coldiretti: senza un piano di abbattimento dei cinghiali occuperemo la sede della Regione

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Se non si avviera', da subito, un piano di abbattimento dei cinghiali, gli agricoltori marchigiani sono pronti a occupare le sedi della Regione Marche e delle cinque Province cui spetta la gestione del territorio. E' il messaggio emerso dal sit in che oggi ha visto una cinquantina di imprenditori agricoli manifestare davanti all'aula del Consiglio regionale, su iniziativa della Coldiretti Marche, per denunciare una situazione che nelle campagne sta diventando sempre piu' esplosiva dopo gli oltre due milioni di euro di danni causati dagli animali selvatici alle coltivazioni nel 2009. Oggi era in discussione il piano faunistico, poi non votato e rimandato alla seduta di domani dell'Assemblea legislativa, si legge in una nota, assieme alla revisione della legge regionale sulla caccia.

''Alla Giunta - afferma Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche - chiediamo, innanzitutto, di dare il via libera al piano straordinario di abbattimento che interessi tutto il territorio regionale, compresi i parchi e le aree protette, poiche', altrimenti, non si riuscia' a risolvere un problema che sta diventando drammatico per chi opera nelle zone interne e collinari oltre a mettere a repentaglio la vita degli automobilisti. Serve, poi, rimandare la discussione della nuova legge sulla caccia che, cosi' come e' stata congegnata, non risolve i problemi dell'agricoltura poiche' non fa chiarezza sugli strumenti per la prevenzione dei danni''.

Coldiretti sollecita, inoltre, una rivisitazione della legge regionale sulla gestione delle aree protette perche' e' soprattutto in queste zone che gli animali selvatici proliferano senza controllo devastando i campi. ''Basta guardare i dati sulle coltivazioni negli ultimi anni - dice Coldiretti Marche - nel 2005 la somma era di 820mila euro ma l'anno dopo era gia' salita a 1,05 milioni di euro. Nel 2007, nuovo balzo in avanti, con 1,9 milioni di euro euro mentre nel 2008 la cifra ha superato i 2 milioni. E, per il 2009, le prime stime indicano una cifra di poco superiore''.

Fonte : Adnkronos


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CINGHIALI E DAINI NEL CHIANTI: UN PERICOLO PER L’AGRICOLTURA E LA SICUREZZA STRADALE

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Cinghiali, daini, caprioli: gli animali che popolano i boschi del Chianti rischiano di diventare un nemico dell’agricoltura, dell’ecosistema e della sicurezza stradale. La crescita esponenziale degli ungulati, il loro sviluppo incontrollato degli ultimi anni sta aggravando una situazione già difficile a causa dell’attuale congiuntura economica. Secondo le numerose segnalazioni giunte in Comune, gli agricoltori devono fare i conti con ingenti danni provocati alle colture dai cinghiali e dai caprioli. I primi saccheggiano le uve e, per mangiarne una piccola parte, compromettono una quantità di gran lunga maggiore a causa delle rottura degli acini e del successivo innesto di muffe. I secondi prendono d’assalto i germogli delle piante, mandando in rovina la produzione delle viti.

“La situazione attuale – commenta l’assessore alle Attività Produttive - non è quella di una volta quando la presenza dei cinghiali autoctoni era limitata e tenuta sotto controllo dalla caccia. In passato i cinghiali erano di piccola stazza e poco prolifici; oggi, con l’introduzione di ungulati provenienti dall’Europa dell’est, non solo è aumentato il numero degli esemplari, estranei al nostro territorio, ma anche i danni alle aziende. Lo stesso si può dire per i caprioli che non facevano parte dell’ecosistema delle aree del Chianti. Le loro incursioni vanno a deteriorare zone caratterizzate da coltivazioni intensive e quindi facilmente danneggiabili. Il risultato è che l’equilibrio ambientale non è più garantito e che l’invasione degli ungulati può mettere a dura prova le già non facili condizioni economiche nelle quali versano le nostre aziende”.

Problemi seri si riscontrano anche sul fronte sicurezza stradale. Gli animali infatti vagando per il territorio comunale specialmente di notte attraversano le strade, anche in gruppi, recando pericoli alla circolazione. Sul territorio comunale gli incidenti causati dal passaggio di cinghiali e cervidi sono sempre più frequenti. “Il problema - aggiunge l’assessore all’Agricoltura – è reale e sempre più pressante come attestano le istanze degli agricoltori che chiedono interventi a protezione delle loro colture. Pur non avendo la competenza e la gestione operativa diretta della problematica, l’amministrazione comunale ritiene necessaria una soluzione che può essere ottenuta solo riportando le popolazioni degli ungulati a numeri sostenibili e compatibili con il nostro ambiente”.

La Provincia di Firenze – dichiara la Vice Presidente della Provincia di Firenze con delega alle infrastrutture e alla Caccia e Pesca – sta già utilizzando tutti gli strumenti che la legislazione vigente consente per limitare i danni causati dal sovrannumero degli ungulati, siano essi cinghiali o caprioli, nei nostri territori. Si può dire che per quanto riguarda i cinghiali i provvedimenti presi, più il lavoro svolto nei territori dai cacciatori, sta riportando le popolazioni sotto i limiti di guardia. Per i caprioli, invece, abbiamo trovato maggiori ostacoli nell’attuale legislazione, che però sono in via di superamento con l’approvazione della nuova Legge Regionale sulla caccia perché da più poteri alle Province per intervenire quando le popolazioni di ungulati sono in soprannumero e soprattutto creano danni all’agricoltura. Per quanto concerne il pericolo che questi animali costituiscono per la sicurezza stradale, questo Assessorato ha iniziato una campagna di sensibilizzazione alla problematica attraverso la realizzazione di un opuscolo “Guida la Natura” in cui si analizza questo fenomeno dando anche preziose indicazioni agli automobilisti. Il file pdf di “Guida la Natura” è scaricabile on line sul sito della Provincia di Firenze: http://www.provincia.fi.it/agricoltura-caccia-pesca/”.

 

Fonte : Met Provincia


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BISCEGLIE. Wwf: "Amoruso pro caccia"

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Bisceglie- Gravissima azione intimidatoria a Lago Salso. Nella mattinata del 1° febbraio, un capanno d’osservazione del Gobbo Rugginoso, un'anatra molto rara oggetto di uno dei numerosi progetti naturalistici dell'oasi, è stato incendiato e distrutto completamente (foto). Solo grazie al tempestivo intervento di un operatore si è evitato il propagarsi delle fiamme alla vicina voliera che ha subito danni solo marginali.

Siamo a sud del comune di Manfredonia, in provincia di Foggia. L’area di 540 ettari del Lago Salso fa parte del sistema delle zone umide di Capitanata, le più importanti dell'Italia Meridionale. Inclusa nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano, ricade anche nel Sic (Zone umide della Capitanata) e nella Zps denominata “Paludi presso il Golfo di Manfredonia”, caratterizzati dalla presenza di numerose specie di avifauna di interesse comunitario.

Da pochi giorni questo gioiello della natura è entrato a far parte del sistema delle oasi Wwf in base a una convenzione sottoscritta, in occasione della Fiera Mediterre a Bari, tra il Wwf Italia e la società di gestione Oasi Lago Salso S.r.l., costituita dal Comune di Manfredonia, dall'Ente Parco Nazionale del Gargano e dal Centro Studi Naturalistici Onlus.

«È chiaro – ha dichiarato Enzo Rizzi del C.S.N. – che questa azione intimidatoria è collegata con la  costituzione della nuova oasi Wwf e alla chiusura della caccia avvenuta domenica scorsa. È evidente che i bracconieri interessati alla zona sono irritati per questa scelta strategica di conservazione della natura». Non una novità, purtroppo. «Non è il primo attacco – ha confermato Fulco Pratesi, presidente onorario Wwf Italia – che bracconieri sferrano contro le oasi del Wwf, ottenendo però l'unico risultato di far accrescere il malanimo della popolazione contro questa piccola ma arrogante minoranza».

Per il Wwf Italia, l’attentato è la prova della concretezza e della bontà della scelta  di inserire Lago Salso nel sistema delle oasi Wwf. In futuro sarà però necessario un maggiore sostegno da parte delle istituzioni e in particolare dell’Ente Parco del Gargano e della Regione, con la quale di recente è stato firmato un protocollo d'intesa per incrementare il “turismo natura” in Puglia. Il Wwf Italia ritiene indispensabile il supporto di tali enti per arrivare al più presto alla costituzione presso l’oasi Lago Salso di un Comando del Corpo Forestale dello Stato, che svolgerebbe azione di vigilanza anche per la vicina Palude Frattarolo.

L’attentato incendiario di Lago Salso, evidenzia il Wwf, finisce anche con l’inserirsi nella preoccupante situazione di estrema aggressività venatoria che si riscontra in concomitanza dell’approvazione al Senato dell'articolo 38 della cosiddetta Legge Comunitaria che cancella i limiti della stagione venatoria, attualmente compresi tra il 1° settembre e il 31 gennaio, e che aprirebbe, se approvata anche alla Camera, una stagione di caccia selvaggia per tutto l’anno.

Per Pasquale Salvemini, coordinatore regionale della Vigilanza del Wwf, il 2010 non sarà ricordato come l’anno dedicato alla “biodiversità”, ma si consacrerà come quello dello scempio ambientale. Il ritorno al nucleare, le trivellazioni petrolifere, la cementificazione selvaggia, le gradi opere inutili, come il ponte sullo Stretto di Messina e il Mose a Venezia, e ora l’eventuale apertura della caccia tutto l’anno sono il risultato di una politica devastante a 360 gradi.

Non va dimenticata, poi, una questione tutta italiana: i cacciatori hanno diritto a entrare nelle proprietà private senza alcun obbligo mentre per un qualsiasi altro cittadino scatterebbe una denuncia penale. In Puglia, del resto, il problema è ancora più sentito in quanto, in diversi mesi dell’anno, è molto vivo il turismo rurale, che però mal si concilia con la presenza delle doppiette.

La delusione, dunque, aumenta quando si scopre che a votare favorevolmente il sopraccitato articolo 38 sono i nostri rappresentanti in Parlamento: i filovenatori Antonio Azzollini e Francesco Amoruso. Per questo Salvemini invita i due politici ad accostarsi con maggiore attenzione alla natura e alle sue problematiche. Solo così potranno conoscere de visu la realtà venatoria e confrontarsi con l’85 % degli italiani che sono contrari alla caccia.


Si ringrazia l'ufficio stampa del Wwf Italia.

 

Fonte : Bisceglie il Fatto


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Emendamento Brambilla,ripristinare limiti stagione

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Con un emendamento, il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla intende ripristinare i limiti della stagione venatoria, ricordando che ''non e' buona politica'' emendare su leggi di sistema senza un approfondimento e che il testo e' gia' stato inviato al ministro dell'Ambiente. L'ufficio legislativo del ministero del Turismo, comunica in una nota lo stesso dicastero, ha predisposto un emendamento alla legge Comunitaria 2009 che modifica la disciplina dei calendari venatori approvata la settimana scorsa in Senato. Il testo, continua il ministero, ''da sottoporre a tutti i ministri interessati, ripristina il calendario dal 1 settembre al 31 gennaio praticamente abolito per i volatili, stabilisce quali sono le specie cacciabili e reintroduce il parere vincolante del ministero dell'Ambiente per le deroghe proposte da regioni e province autonome''. ''Non e' buona politica - commenta Brambilla - incidere su leggi di sistema con emendamenti estemporanei, senza una preventiva ed approfondita discussione nel governo e nella maggioranza. L'emendamento e' gia' stato inviato al ministero dell'Ambiente - continua il ministro Brambilla - e se alla collega Prestigiacomo andra' bene, lo proporremo anche agli altri ministeri competenti affinche' venga presentato come emendamento governativo''.

Fonte : ANSA

 


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Caccia no-limits, l’Ue raffredda gli entusiasmi del centro-destra italiano

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BRUXELLES. Dalla portavoce del commissario europeo all’Ambiente Stavros Dimas, arriva una doccia fredda per coloro che avevano già brindato all’approvazione in Senato delle nove norme sulla caccia no-limits. La portavoce Barbara Helfferich ha (ri)spiegato che, per quanto riguarda le regole sulla caccia decide l’Europa e che se la nuova legge italiana dovesse essere approvata definitivamente, sarà sottoposta al solito severo esame. Un esame dal quale rischia di uscire con le ossa rotte, visto che moltiplica deroghe e dilata periodi che erano già costati l’avvio di procedure di infrazione da parte della Commissione Ue e condanne da parte della Corte di giustizia europea,

La Helfferich ha ribadito che «Tutte le leggi nazionali devono rispettare la legislazione europea per quanto riguarda le limitazioni» previste dalla direttiva uccelli, compresi i periodi di apertura e chiusura della stagione venatoria. D’altronde sulle stesse questioni l’Ue ha un durissimo contenzioso aperto con Malta.

«La legge europea viene prima; tutte le leggi nazionali devono adeguarsi - ha detto la portavoce del commissario Dimas - Se ci sarà una nuova legge in Italia bisognerà notificarla alla Commissione europea, che l’analizzerà per verificare che rispetti le norme Ue», proprio quelle norme che il testo approvato al Senato viola palesemente.


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CACCIA. VERONESI SUL 'CORRIERE': VA ABOLITA, E' ISTINTO PRIMITIVO ECO-RISCHIO PER SVAGO DI MINORANZA. DANNI A TURISMO AMBIENTALE.

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"Personalmente sono a favore dell'abolizione
totale della caccia per questione di principio: sono un non violento e
un pacifista e non posso concepire che uccidere esseri viventi ignari e
indifesi possa essere definito un divertimento o addirittura uno sport".
Umberto Veronesi, il noto medico chirurgo oncologo, dalle colonne del
'Corriere della Sera' non usa giri di parole per esprimere la sua
posizione sulla caccia, all'indomani del blitz di Pdl e Lega in Senato
che ha portato all'approvazione di un emendamento alla Comunitaria che
apre alle doppiette 'no limits'. "Sono un animalista convinto- dice
Veronesi- sono vegetariano per motivi etici e mi batto da sempre per il

rispetto della vita".
Come medico e scienziato "mi batto da sempre per il rispetto ed il
mantenimento degli equilibri della natura e credo che l'uccisione degli
animali sia un danno all'ecosistema- dice Veronesi- credo quindi che
l'attivita' venatoria non dovrebbe esistere in un mondo civile e penso
comunque che cinque mesi di crudelta' verso glianimali siano piu' che
sufficienti per dare sfogo agli istinti violenti, che io giudico
primordiali, di chi non la pensa come me".
Per fortuna, aggiunge il luminare dell'oncologia, "si tratta di una
minoranza", ma "mi sembra assurdo, per lo svago di questo piccolo
gruppo, rischiare l'equilibrio ambientale". Senza contare, attacca
Veronesi, "i danni per il turismo ambientale, una risorsa importante ed
un esempio di cultura del nostro paese, come ha segnalato con
intelligenza il ministro Michela Vittoria Brambilla".

 


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