Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Rassegna stampa cronologica da cui scaturiscono i dati 2008/2009 - NOVEMBRE 08

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Indice
Rassegna stampa cronologica da cui scaturiscono i dati 2008/2009
PREAPERTURE -1 settembre 2008
INIZIO STAGIONE VENATORIA 2008/09- 21 settembre
OTTOBRE 2008
NOVEMBRE 08
DICEMBRE 2008
GENNAIO 2009
Tutte le pagine


------------------------------------------NOVEMBRE 08----------------------------------

01.11.2008 - 1 MORTO CACCIATORE - AMB. VENATORIO - LECCE

NARDO'. Incidente di caccia, morto un uomo. Trentaduenne inciampa e dal suo fucile partono due colpi.

 

Lecce, 1 nov. (Adnkronos) - E' inciampato mentre era impegnato in una battuta di caccia. Dal fucile, detenuto regolarmente,gli e' partito un colpo ed e' morto. E' successo stamane in localita' 'Monsignore' a Nardo', in provincia di Lecce. Ha perso la vita Andrea Giordano, 32 anni, imprenditore nato a Copertino ma residente a Leverano. Il proiettile lo ha raggiunto all'addome. Giordano, che era in compagnia di un amico, e' giunto morto in Ospedale.
Fonte: (Pas/Gs/Adnkronos) Fonte: http://www.julienews.it/notizia/16159_incidente-di-caccia-nel-leccese-un-morto.html
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- 1.11.08 - 1 FERITO CACCIATORE AMB.VENATORIO - GROSSETO -ELISOCCORSO

Parte un colpo nel canaio, ferito alla coscia. L’uomo, 59 anni, è ricoverato al Misericordia, forse la pallottola è stata deviata
GROSSETO. Il colpo è partito in mezzo al canaio, nel primo giorno di caccia al cinghiale, mentre l’animale prova a scappare: con i cani che lo inseguono e i cacciatori che cercano di stenderlo. Uno dei proiettili, la palla come si chiama in gergo, deve essere rimbalzato su un albero o sul terreno prima di conficcarsi nella coscia sinistra di Giuliano Mattafirri, 59
anni di Gavorrano. La pallottola, di cui non è ancora chiara la paternità, è andato a piazzarsi vicino all’osso della gamba, tra l’arteria e le vene, in una posizione che a parte il dolore, non ha mai messo a rischio - assicurano i medici - la vita del cinquantanovenne. L’uomo trasportato in elicottero all’ospedale di Grosseto è stato sottoposto a un intervento chirurgico per estrarre il proiettile e trasferito nel reparto di Ortopedia.(...)
Fonte: www.iltirreno.it
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- 05.11.2008 -1 FERITO CACCIATORE - AMB.VENATORIO -MATERA 

Matera: Incidente di caccia al cinghiale a Policoro.
TURSI-STIGLIANO (MT)-E' ricoverato all'ospedale San Carlo di Potenza in prognosi riservata il cacciatore ferito ieri pomeriggio in un bosco in localita' Gannano, fra i Comuni di Tursi e Stigliano, in provincia di Matera. L'uomo, un 64.enne di Policoro e' stato raggiunto alla testa da un pallino di fucile. Stava partecipando ad una battuta di caccia al cinghiale, insieme ad altri cinque uomini. E' stato ferito accidentalmente, precisamente alla regione frontale destra. E' stato prima trasportato presso il pronto soccorso di Tinchi-Pisticci quindi a Policoro. Infine, in ambulanza, e' stato accompagnato presso l'ospedale di Potenza. Il colpo ha provocato un trauma cranico frontale, con ferita lacero contusa e ritenzione di un grosso corpo estraneo metallico, con frattura dell’osso frontale. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri di Policoro insieme ai
colleghi di Marconia e Montalbano Jonico. I militari hanno chiarito l'esatta dinamica dei fatti ed accertato da quale arma e' partito il colpo. Hanno infatti denunciato per lesioni personali gravi colpose un uomo di 76 anni di Montalbano Jonico che partecipava alla caccia. I militari, concordemente con la Procura di Matera, hanno sequestrato i due fucili dell'anziano denunciato e gli altri 12 fucili, in uso agli altri componenti il gruppo di cacciatori.
Fonte:http://www.notizie-online.it/cronaca/matera-accoltellamento-a-montescaglioso.-incidente-di-caccia-a-policoro.html
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- 09.11.2008- 1 FERITO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - NUORO -ELISOCCORSO

LACONI. Incidente di caccia ferito un agricoltore. Un agricoltore di 37 anni è rimasto ferito dalla fucilata esplosa da un compagno di caccia. Roberto Mura, di Laconi, è stato colpito all'inguine.L'incidente è accaduto nel pomeriggio, poco dopo le 16: l'agricoltore è stato raggiunto dai pallettoni e subito soccorso dai compagni di caccia. Sono poi intervenuti i carabinieri e gli operatori del 118 che hanno immediatamente trasportato il ferito su un elicottero dei vigili del fuoco, la zona è particolarmente impervia e difficilmente raggiungibile in auto.
Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/dettaglio_cronache_dalla_sardegna/?contentId=49799
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#- 09.11.08 - 1 MORTO GENTE COMUNE - AMB.CRIMINALE - NUORO

OROTELLI. Giovanni Antonio Lunesu ucciso nel suo ovile con due fucilate a pallettoni . L’allevatore colpito al polmone si è dissanguato in attesa dei soccorsi. Caccia al sicario, tre persone sottoposte alla prova dello stub
OROTELLI. Due telefonate, alla moglie Alessandra, per l’ultima disperata richiesta di aiuto. E poi la morte per dissanguamento, dopo mezz’ora accantucciato con una palla in petto, vicino al recinto in cui alla fine del mese avrebbe messo la nuova leva di agnellini. Nel “suo” terreno al salto comunale in mezzo ai lecci, ai sughereti e al granito di Sa Serra, nell’agro di Orotelli. Questa la tragica fine di Giovanni Antonio Lunesu, allevatore di 42 anni, ucciso ieri poco dopo le sei del mattino con due fucilate a pallettoni. (...)
Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/%C2%ABMuoio-aiutami%C2%BB:-l-ultima-telefonata-allamoglie/2048638

- 09.11.2008 - 1 FERITO CACCIATORE- AMB.VENATORIO - CAGLIARI - ELISOCCORSO
SANTADI. Cacciatore ferito durante una battuta al cinghiale.
Un cacciatore di Santadi, Paolo Balia di 43 anni, è rimasto ferito questa mattina durante una battuta di caccia al cinghiale in località Cruccuronis nelle montagne di Santadi. L'uomo è stato colpito accidentalmente da un altro cacciatore che si trovava con lui, un muratore di 59 anni residente a Giba. La fucilata è stata deviata da una roccia finendo per centrare l'addome di Balia Santadi, cacciatore ferito Soccorso da un elicottero dei vigili del fuoco di Alghero e dal personale del 118 di Giba, il ferito è stato trasportato all'ospedale Marino di Cagliari dove è stato operato: la prognosi è riservata, ma non sarebbe in pericolo di vita. E' stata sequestrata l'arma da cui è partito il colpo, insieme alle munizioni.
Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/in_sardegna/?contentId=49758
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-09.11.2008 - 1 FERITO CACCIATORE - AMB. VENATORIO - PERUGIA

VALGHISE-Parte la fucilata: ferito al ginocchio giovane cacciatore.
Nuovo dramma durante una battuta di caccia in Alta Umbria. Erano da poco passate le sette del mattino quando ieri il ventiseienne tifernate B.E., durante un'uscita all'interno del bosco in località Valghise - un'appendice umbra del territorio marchigiano che si estende tra Parnacciano ed il confine tra le due regioni - è stato ferito al ginocchio destro da un colpo proveniente dal fucile di un altro cacciatore suo amico. Accasciato a terra sanguinante il giovane è stato soccorso dai compagni di battuta che lo hanno portato fino a Cima delle Fienaie dove è giunto il 118 tifernate. Il paziente è stato trasferito all'ospedale, dove gli sono state prestate le prime cure e gli è stata diagnosticata una lesione «nervosa» al ginocchio destro (prognosi di 20 giorni con ricovero). In serata B.E. è stato trasportato al Santa Maria della Misericordia per essere sottoposto ad un intervento chirurgico a causa delle ferite sia al sistema nervoso che a quello vascolare. Da una prima ricostruzione eseguita dai carabinieri della Stazione di San Giustino sembra che il colpo fatale sia partito inavvertitamente dal fucile di un compagno di battuta. L'arma è stata sottoposta a sequestro mentre nei confronti dell'uomo non sono stati presi provvedimenti di natura penale, visto l'atto involontario. (...) Sabrina Saltarocchi
Fonte: Valtiberina on-line, Perugia del 09.11.2008
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*- 12.11.08 - 1 MINORE MORTO SUICIDA - NON CONTEGGIATO-

BORGO TUFICO. Si spara a 14 anni. (...)Fabriano, 12 novembre 2008 - Il suicidio del quattordicenne di Borgo Tufico, studente del liceo Classico, morto lunedì pomeriggio all’interno della sua abitazione con due colpi di carabina alla tempia destra, non è più solo un’ipotesi. (...)Troppi due colpi – il primo parzialmente fallito, il secondo andato fatalmente a segno – per pensare a cause accidentali, anche perchè quel tipo di fucile, per sparare due volte, necessita di una doppia pressione del grilletto. Una avrebbe anche potuto essere casuale e involontaria, due decisamente no. Il ragazzo ha approfittato della solitudine, quando la madre casalinga e la ventenne sorella maggiore studentessa impegnata nel volontariato, non erano in casa, mentre il padre si trovava fuori per lavoro a Potenza.
(...)Poi la decisione di prendere in mano, con impressionante freddezza, uno dei fucili da caccia del padre, regolarmente denunciato, e i fatali due colpi. Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/ancona/2008/11/12/131983-borgo_tufico_spara_anni.shtml
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- 12.11.2008 -1 FERITO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - SAVONA

CADIBONA -Dito amputato per una fucilata durante la caccia al cinghiale.
Amputazione della falange del quarto dito del piede destro. È la conseguenza di un colpo di fucile partito accidentalmente dal propria doppietta durante una battuta di caccia al cinghiale in via Madonna del Monte, sulle alture di Cadibona. Roberto Francone, 24 anni, è stato immediatamente soccorso da alcuni compagni della squadra che ieri mattina attorno alle dieci stava battendo le colline dietro Savona alla ricerca della preda. Che le condizioni del cacciatore non fossero gravi sono parse subito evidenti, ma la telefonata al 118 di Savona Soccorso ha messo in moto la macchina operativa. La dinamica dell'accaduto non è stata ancora chiarita, ma sicuramente l'incidente poteva avere conseguenze diverse se il colpo avesse preso una direzione differente.(...)
Fonte:Il Secolo XIX, 13 Novembre 2008
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-#- 12.11.2008 -1 FERITO GENTE COMUNE - AMB.CRIMINALE/URBANO (DISTURBI PSICHICI)  -VITERBO

VITERBO. Sparatoria di via Baracca - Parla Dragoni, l'uomo rimasto ferito - 13 novembre. Momenti di panico, per un momento di follia. (Ferrazzani trasferito allo psichiatrico di Montelupo) Ieri pomeriggio, alle 17,10 in via Baracca, è sembrata concretizzarsi una di quelle scene che si vedono sui telegiornali made in Usa. Con il folle che si affaccia alla finestra e spara a caso sui passanti. Ma per fortuna Ferdinando Ferrazzani, 52 anni medico, dal suo balcone ha sì sparato sei colpi ma con un fucile da caccia e per giunta di piccolo calibro. E proprio per questo le conseguenze del suo gesto, per ora senza motivo, sono state limitate. Ha solo ferito Mario Dragoni, elettrauto sessantacinquenne in pensione.
“Ero con mia moglie - avrebbe raccontato Dragoni ai medici -. Abbiamo sentito degli spari. Io sono uscito per cercare di capire cosa fosse, pensavo a dei ragazzi che giocavano. Ho visto sul balcone qualcuno sparare. Un momento terribile. Mi sono salvato grazie alla distanza. Per un miracolo”. E soprattutto perché il fucile usato aveva in canna cartucce a pallini. Due i colpi andati a segno. Colpi che hanno ferito l'uomo al torace, alla gamba e alla tempia e sembra in un occhio.
La moglie di Dragoni ha subito dato l'allarme e chiamato i soccorsi. Sul posto subito la Volante e gli uomini del 118 che hanno trasportato il pensionato a Belcolle. Dragoni non ha riportato danni gravi, anche se la prognosi a Belcolle è riservata, precauzionalmente. Sul posto anche una pattuglia della volante che ha bloccato Ferrazzani che è stato interrogato all'interno della sua abitazione. Il medico, che non ha mai esercitato, è sembrato smarrito, quasi inconsapevole di quello che aveva appena fatto. Sembrerebbe abbia problemi psichici, tanto che dopo l'arresto è stato portato al reparto psichiatrico di Belcolle. L'accusa per lui è di tentato omicidio.
Sembra anche che l'uomo avesse in casa diverse armi, ma il fatto, che abbia usato un'arma di piccolo calibro e per di più a pallini, fa capire che non avrebbe potuto in realtà uccidere. Se non da distanza ravvicinata. E che non fosse consapevole su cosa stesse facendo fino in fondo.
Come dire un attimo di follia che non è finito in tragedia per una serie di coincidenze. Via Francesco Baracca è stata bloccata per ore, per isolare l'area delle indagini. Sul posto sono intervenuti gli uomini della Volante, diretti da Alba Milioni, la squadra mobile, guidati da Fabio Zampaglio. Coordina l'inchiesta il Pm Paola Conti. 
Fonte: http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/novembre/13_6sparatoria.htm
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- 15.11.2008- 1 FERITO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - AREZZO - 
2 ELISOCCORSO

CASTIGLION F.NO. 57enne ferito da colpo di fucile
Ha attivato i soccorsi lamentando una ferita alla gamba l’uomo che questo pomeriggio alle 14 ha telefonato alla centrale operativa del 118 senza però saper dare con precisione la sua posizione. “Mi trovo ferito in un bosco, nella zona di Polvano in Val di Chio” avrebbe detto all’operatore che ha ricevuto la richiesta di aiuto. E la macchina dei soccorsi si è immediatamente attivata; in volo si sono alzati anche due elicotteri dei Vigili del Fuoco e della Regione Toscana, per cercare di individuare il ferito.
L’epilogo intorno alle 17 quando l’uomo, Sergio B. di 57 anni residente a Castiglion Fiorentino, è stato avvistato in una zona impervia e recuperato; un colpo di arma da fuoco la causa della ferita.
I sanitari lo hanno subito medicato e trasferito in codice giallo all’ospedale San Donato di Arezzo dove in serata sarà sottoposto a un intervento chirurgico; rottura del femore e danneggiamento del muscolo sono le ferite riportate. Pare che l’uomo, un cacciatore, stesse partecipando assieme a un amico a una battuta di caccia; sul posto sono intervenuti anche i carabinieri di Castiglion Fiorentino che adesso stanno accertando la dinamica dell’incidente.
Fonte:http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=61426&Itemid=2
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- 15.11.08 - 1 FERITO CACCIATORE-.AMB.VENATORIO - PADOVA

PONTELONGO (PD). Mira alla beccaccia ma colpisce l'amico che finisce all'ospedale con tre pallini conficcati nel braccio: è successo ieri mattina nella campagna fra Pontelongo e Candiana, protagonisti due amici amanti della doppietta. Che stavolta però ha riservato loro un tiro; davvero mancino. N.T., 51 anni, residente a Pontelongo, ieri mattina presto, approfittando della bella giornata di sole, ha deciso di partire con l'amico di Adria S.B., 28 anni, per una battuta di caccia. I due si sono messi in moto coi fucili in spalla e i cani al seguito scegliendo come terreno di caccia la campagna a ridosso del Bacchiglione e la ricca fauna che vi abita. L'idea era di tornare a casa col carniere pieno di beccacce. Cammina, cammina i due amici a un certo punto sono stati sorpresi da un uccello che si è alzato in volo da una radura molto vicina. Per nulla intenzionati a farselo scappare, senza tanto pensarci, entrambi hanno imbracciato il fucile, mirato e fatto fuoco. Peccato, però, che alcuni pallini della rosa esplosa da N.T. abbiano centrato il braccio destro di S.B. che gli stava davanti, a qualchemetro di distanza. Lì per lì non sembrava nulla di grave, un colpo di striscio trascurabile.(...)Fonte: Il Mattino di Padova, 16 Novembre 2008
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- 16.11.2008 - 1 MORTO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - CATANZARO - 
MIGLIERINA. Un morto per caccia al cinghiale.
Un uomo, Francesco Rotella, di 54 anni, è morto in un incidente di caccia avvenuto nelle campagne di Miglierina. L'uomo stava partecipando ad una battuta di caccia al cinghiale con un gruppo di una decina di persone. Nel pomeriggio il gruppo di cacciatori si è riunito e si sono accorti che non c'era Rotella. Sono iniziate le ricerche e poco dopo il cadavere dell'uomo è stato trovato nelle campagne di Miglierina. Dai primi accertamenti Rotella è stato raggiunto da un colpo di fucile al torace. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti i carabinieri ed il magistrato di turno della Procura della Repubblica di Catanzaro.
Gli investigatori hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell'incidente. I carabinieri stanno sentendo tutti i cacciatori che partecipavano alla battuta per individuare la persona che ha sparato ed ucciso Rotella.
Fonte: http://unionesarda.ilsole24ore.com/unione24ore/?contentId=50835
+-Catanzaro: Individuato colpevole omicidio Rotella.
Catanzaro, 18 nov. - (Adnkronos) - E' stato individuato l'uomo che avrebbe sparato a Francesco Rotella, il cacciatore 43enne trovato morto dietro un cespuglio domenica sera a Marcellinara,in provincia di Catanzaro. I carabinieri hanno denunciato a piede libero A. L., operaio di 40 anni residente a Pianopoli. 
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#- 17.11.2008 -1 MORTO  e 1 FERITO GENTE COMUNE- AMB.CRIMINALE/DOMESTICO (+ 1 morto cacciatore omicida e suicida -NON CONTEGGIATO)

RIMINI: Imprenditore uccide la moglie, ferisce la figlia e tenta il suicidio.
Il titolare dell'hotel ***** di Cattolica questa mattina ha ucciso la moglie sparandole con un fucile. L'uomo ha poi sparato alla figlia ferendola ad una gamba e si e' barricato in casa per una mezz'ora circa. Alla fine ha fatto fuoco contro di se' ma non e' riuscito a suicidarsi. L'uomo, che ha cinquant'anni, e' stato trasportato in condizioni gravissime all' ospedale di Riccione.
Fonte: http://www.julienews.it

- CESENA: MORTO ALBERGATORE CHE UCCISE LA MOGLIE
(pubbl. il 24/11/2008)
A. G., albergatore cinquantunenne, lunedì scorso aveva sparato, col suo fucile da caccia calibro 12, la moglie al petto e la figlia alla gamba, lunedì scorso, prima di rivolgere l'arma verso se stesso. E ieri, per un aggravamento delle condizioni, è morto nell'ospedale in cui era stato ricoverato in prognosi riservata. I Carabinieri avevano seguito gli accadimenti praticamente in linea diretta, perchè la donna li aveva chiamati perchè, al termine di una lite avuta col marito, quest'ultimo l'aveva minacciata puntandole il fucile addosso. Ma pochi secondi dopo,
l'uomo aveva premuto il grilletto dell'arma, centrando la moglie al petto.
Fonte: http://www.newsrimini.it


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- 17.11.2008 -  1 MORTO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - LUCCA - ELISOCCORSO

CASTELNUOVO GARFAGNANA.Uccide l'amico per errore in una battuta di caccia al cinghiale. Dolore, choc e commozione in Garfagnana per la tragedia avvenuta ieri mattina durante una battuta di caccia al cinghiale nei boschi di Rontano, frazione del comune di Castelnuovo Garfagnana lungo la via di Arni. La vittima è Augusto Friz, detto "Agostino". Friz era un muratore di 35 anni, padre di due bambini, ucciso per errore mentre stava spingendo verso l’alto i cani, andando incontro agli amici cacciatori. Le due squadre erano numerose, circa una cinquantina tra cacciatori e addetti alla «posta», tra i quali anche una donna. L’incidente ha scioccato tutti i componenti di questo gruppo che non sanno darsi pace per quanto avvenuto. (...)L’allarme è stato dato pochi minuti prima delle 13 dal caposquadra Luciano Guidi. Sono stati allertati i Carabinieri di Castelnuovo, i volontari del Soccorso alpino e l’elicottero «Pegaso» dei soccorsi sanitari. C’è voluta oltre un’ora prima di raggiungere il corpo dell’uomo che si trovava in una zona molto impervia in località «Porciglie». Alla fine un tecnico del Soccorso alpino si è calato dall’elicottero e con il verricello ha issato a bordo il corpo ormai privo di vita. Pochi minuti dopo la salma è stata portata all’obitorio dell’ospedale di Castelnuovo a disposizione dell’autorità giudiziaria. Proprio all’obitorio si sono nuovamente ritrovatitutti i componenti della squadra di cacciatori che,mestamente, hanno raccontato qualche dettaglio della tragedia. L’incidente costato la vita al giovane è avvenuto a una certa distanza dal gruppo. La vittima stava spingendo i cani dietro al cinghiale e all’improvviso uno dei cacciatori l’ha visto sbucare da dietro una roccia coperta da cespugli: ha sparato, scambiandolo per il cinghiale che era stato avvistato a brevissima distanza, e l’ha centrato alla testa. L’uomo ora è indagato per omicidio colposo. Gli è stata sequestrata la carabina. E ci sono almeno due tragici precedenti analoghi in Valdiserchio. Il 28 dicembre 2002 nei boschi dell’alta Garfagnana in località Monte Frignone nel comune di Piazza al Serchio morì il 29enne Diego Chesi, ucciso dalla fucilata sparatagli accidentalmente al volto dall’arma calibro 12 di un compagno di squadra.L’8 gennaio 2005 morì, sempre durante una battuta di caccia al cinghiale, Massimiliano Bertoli, 29 anni, operaio di Turrite Cava: fu colpito vicino al cuore da un micidiale pallettone del tipo usato appunto per questo genere di caccia. L’incidente avvenne un sabato mattina nei boschi di San Romano sopra Borgo a Mozzano. A sparare fu un amico della vittima che partecipava alla battuta. E sempre nel gennaio 2005 avvenne un altro tragico episodio accidentale: vittima Angelo Marcolini, 57 anni residente a Campori di Castiglione, trovato morto in un bosco. Ad ucciderlo fu un colpo a bruciapelo che lo raggiunse al torace, partito per errore proprio dal suo fucile, mentre scendeva lungo un sentiero scosceso e ghiacciato. L’uomo partecipava con altri cacciatori a una battuta al cinghiale ma, al momento della morte, era solo. Fonte: http://lanazione.ilsole24ore.com/lucca/2008/11/17/133133-uccide_amico_errore.shtml
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#- 18.11.2008 - 1 FERITO GENTE COMUNE (FUNGHI)-AMB.VENATORIO-CREMONA

CHIEVE-Ferito al volto dai cacciatori mentre va in cerca di funghi. Brutta avventura per un finanziere in servizio al comando di Lodi. Mentre si trovava nelle campagne cremasche in cerca di funghi, infatti, è stato colpito al volto da una raffica di pallini sparati da un cacciatore, che probabilmente aveva scambiato i suoi movimenti per quelli di una lepre. L'uomo (di cui non sono state rese note le generalità) si trova all'ospedale di Lodi, ma non dovrebbe essere in gravi condizioni. Sull'episodio stanno indagando i carabinieri di Crema, che hanno aperto un'inchiesta per lesioni aggravate, per il momento ancora contro ignoti. I fatti risalgono all'inizio della scorsa settimana, quando l'uomo è andato nella zona di Chieve per raccogliere funghi. Così, camminando lungo le rive dei fossi e rovistando alla base degli alberi, si è imbattuto in un grosso cespuglio, a cui si è avvicinato per capire se le fronde nascondessero qualche fungo prelibato o quantomeno commestibile.
Ma nel farlo, ha spostato i rami con un bastone. Un movimento di fronde che non è sfuggito a uno o due cacciatori, che si trovavano a una certa distanza: loro non hanno visto l'uomo dietro il cespuglio e probabilmente hanno pensato che fra i rovi ci fosse una lepre o qualche altro animale. Così hanno sparato. Il finanziere è stato raggiunto da alcuni pallini, che lo hanno colpito al volto e in particolare alla lingua: potrebbero perdere la sensibilità e in parte il senso del gusto. Ma le conseguenze avrebbero potuto essere molto più gravi. Un attimo dopo lo sparo, quando ha capito cosa fosse successo, il cacciatore si è dileguato ed è scomparso nel nulla, mentre il ferito è stato soccorso e portato all'ospedale di Lodi. I carabinieri di Crema hanno aperto un'inchiesta per lesioni aggravate contro ignoti. In queste ore stanno cercando di identificare e rintracciare il cacciatore.
Fonte: Il Cittadino, Cremona del 18.11.2008

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- #-19.11. 2008- 1MORTO GENTE COMUNE (AGRICOLTORE) - AMB.VEN/AGRICOLO - CASERTA 

Caserta, giovane contadino muore sparato da un cacciatore a Baia Domizia. Dubbi sulla dinamica.

BAIA DOMIZIA- Un giovane contadino è deceduto colpito da un colpo di arma da fuoco a Baia Domizia. A sparare è stato un cacciatore che si era introdotto nelle sue terre. Il movente della sparatoria è stato un banale litigio a seguito del quale è partito un colpo dal fucile calibro 12 del cacciatore. Erano le 8 circa di questa mattina e il signor Arcangelo Russo, 59 anni, cacciatore, si era avviato molto presto per andare a caccia. Armato e vestito per l’occasione di tutto punto, si è avviato con il suo cane verso un appezzamento di terreno nelle campagne di Baia Domizia, nota località marittima casertana divisa a metà tra Cellole e Sessa Aurunca. Il terreno dove il giovane è morto è a Baia Domizia, esattamente in località Riella, una zona di campagna piuttosto appartata e distante dalla città, frazione di Cellole. Qualche ora dopo è stato scoperto dal proprietario del terreno. L'intruso. Il giovane si chiamava Antonio Sellitto: era nato il 19 giugno del 1971 a Sessa Aurunca e residente nella frazione di Piedimonte, in via Primo Mercoriano al civico 28. L’uomo si è avvicinato al Russo chiedendo prima cosa ci facesse sulle sue terre, ma l’uomo ha cominciato a fare storie, allorchè il  37enne gli ha intimato di lasciare subito il terreno, di allontanarsi dalla sua proprietà. Al rifiuto del cacciatore di andar via immediatamente dall'appezzamento e di lasciare la proprietà dove tra l’altro l’uomo ci portava anche gli animali per conto suo, tra i due è iniziata una discussione che è sfociatain una lite furibonda. Infine la lite è diventata una tragedia incredibile. Dal fucile portato dal cacciatore è partito un colpo a distanza ravvicinata che ha colpito il povero Sellitto alla regione toracica.
Il colpo mortale al petto. L’uomo è caduto a terra in una pozza di sangue sotto lo sguardo attonito dello sparatore. Antonio è deceduto pochi minuti dopo. Intanto da lontano un testimone che aveva visto e sentito quello che era successo, ha allertato il servizio sanitario del 118 e subito dopo ha chiamato i militari dell’Arma locale. Sul posto è arrivata l’ambulanza di Sessa Aurunca, gli operatori non hanno potuto fare nulla per il poveretto, se non constatare il decesso per colpi d’arma.  (...)
Dieci anni faIl padre del defunto Antonio Sellitto, Giuseppe, uccise oltre dieci anni fa (è ancora in carcere), per motivi di interesse legati alla divisione di una proprietà (la stessa dove è morto il figlio), il cugino, Armando Sellitto, agente di Polizia.
Fonte: http://www.ecodicaserta.it/index.php?option=com_content&view=article&id=2033:caserta-giovane-contadino-
muore-sparato-da-un-cacciatore-a-baia-domizia-dubbi-sulla-dinamica&catid=28:cronaca&Itemid=34
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#- 19.11.2008 - 1 FERITO GENTE COMUNE- AMB.VEN/AGRICOLO(CONTADINO) - VITERBO 

ACQUAPENDENTE - Cacciatore sbaglia il bersaglio e colpisce un contadino, denunciato. Lo scambia per una lepre ma poi lo soccorre. Cacciatore spara e colpisce pensionato. Lo soccorre ma omette di raccontare la vertita. Denunciato per lesioni colpose. Domenica scorsa, ad Acquapendente, un pensionato sessantasettenne, mentre raccoglieva le olive su un terreno di famiglia in località Valtieri, è stato colpito improvvisamente da una rosata di pallini da caccia. Il malcapitato, che si trovava su una scala appoggiata all’albero è caduto al suolo ed è stato immediatamente soccorso da un settantaquattrenne proprietario di un terreno attiguo. Il soccorritore ha raccontato ai carabinieri di Acquapendente, prontamente intervenuti sul posto, di essere accorso immediatamente per aver sentito le urla del ferito ma di non aver visto null’altro. I carabinieri, dopo un accurato sopralluogo dell’area, si sono resi conto che il soccorritore non poteva non aver visto l’eventuale cacciatore maldestro e che probabilmente i colpi erano stati esplosi proprio dalla direzione da cui proveniva il soccorritore. I militari quindi, considerato che quest’ultimo è un cacciatore, hanno appurato che il responsabile era il soccorritore stesso che, intimorito dalle eventuali ripercussioni penali, aveva omesso di ammettere le proprie responsabilità. Il cacciatore è stato denunciato per lesioni colpose e, vista la licenza di caccia scaduta, anche per porto abusivo di arma da fuoco. Fonte: http://www.tusciaweb.it/notizie/2008/novembre/19_47carabinieri.htm
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- 22.11.2008 -1 FERITO CACCIATORE- AMB.VENATORIO - AREZZO 

LIGNANO. Ferito 73enne a caccia. Un uomo di 73 anni è rimasto ferito alla gamba da un colpo di fucile durante una battuta di caccia al cinghiale. L'incidente è accaduto nei boschi del Parco di Lignano e immediatamente sul posto sono intervenuti i sanitari del 118 che hanno soccorso e trasferito il cacciatore all'ospedale San Donato di Arezzo. I medici hanno sottoposto l'uomo a un intervento chirurgico e il 73enne adesso è fuori pericolo; sull'episodio stanno indagando i carabinieri della locale stazione.
Fonte: http://www.arezzonotizie.it/index.php?option=com_content&task=view&id=61597&Itemid=2
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- 23.11.2008 - 1 FERITO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - NAPOLI 

Napoli: il cacciatore ferito nel Vesuviano, non è grave
È un cacciatore, ed è rimasto ferito nel corso di una battuta di caccia, l'uomo soccorso nel Vesuviano in mattinata. Colpito da alcuni pallini da fucile al volto e ad altre parti del corpo, l'uomo è stato portato all'ospedale di Boscoreale in condizioni non gravi. I carabinieri, che indagano sull'incidente, non hanno ancora intercettato il cacciatore che ha sparato ferendolo, il quale, spiegano, potrebbe non essersi accorto dell'accaduto. Non è ancora chiaro, aggiungono i carabinieri, se i cacciatori si trovassero all'interno del Parco nazionale del Vesuvio, dove la caccia è proibita. Fonte:L'Unione Sarda, 23 Novembre 2008
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- 25,11.08 -1 FERITO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - GROSSETO - 

MASSA MARITTIMA. Spara al cinghiale e ferisce un altro cacciatore.

Ha rischiato la vita. Il pallettone che doveva uccidere un cinghiale lo ha colpito alla spalla destra: pochi millimetri più in giù e avrebbe toccato il polmone, con conseguenze drammatiche. Lido Pucci, settantaquatrenne pensionato di Follonica, per fortuna invece sta abbastanza bene. Non corre pericolo di vita, assicurano i medici del Policlinico delle Scotte di Siena dove è ricoverato, ma se l’è vista brutta.  Ancora una volta un incidente di caccia. Lido, cacciatore espetissimo, era salito daFollonica a Pian dei Mucini (Massa Marittima) per una battuta con la squadra massetana dei “Nove Cinghialai”. Sono poco passate le tre di ieri pomeriggio quando il gruppo “armato” della squadra è alla posta nella macchia in località Cava della Rena. Sono tutti fermi e zitti, pronti a tirare. Tra loro c’è anche Lido Pucci. D’improvviso si avverte un fruscìo, forse passa un cinghiale. Dai fucili di due cacciatori partono, quasi all’unisono, altrettanti colpi. Uno dei quali, accidentalmente, colpisce il 74enne follonichese alla spalla. Fonte: Il Tirreno, 24 Novembre 2008
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- 26.11.2008 - 1 FERITO CACCIATORE- AMB.VENATORIO - LIVORNO 

Ferito un cacciatore rimasto ferito a un braccio da un compagno durante una battuta di caccia al cinghiale nella zona di Campiglia. CAMPIGLIA.  Leopoldo Marchi, piombinese di 58 anni, è stato colpito da una palla probabilmente di rimbalzo, che fortunatamente lo ha ferito solo lievemente.  L’uomo infatti dopo aver ricevuto le prime cure al pronto soccorso è stato subito dimesso.  Sul caso stanno compiendo accertamenti gli agenti della squadra nautica della polizia.
Fonte: Il Tirreno, 27 Novembre 2008
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# -26.11.08-1 FERITO(GRAVE) GENTE COMUNE- AMB.CRIMINALE/DOMESTICO - TREVISO 
Aldo Manzoni, 70 anni, litiga con il figlio Franco, 33enne, poi gli spara in testa. Il giovane colpito alla nuca: è grave. Il padre arrestato per tentato omicidio. Dramma dell’esasperazione ieri pomeriggio in via Santa Maria di Ca’Foncello dove un padre, Aldo Manzoni di 70 anni, ha imbracciato il fucile ed ha sparato alla testa del figlio Franco, 33 anni. Sconvolto e fuori di sè dopo l’ennesimo litigio in famiglia voleva ucciderlo. Fortunatamente il colpo non è andato a segno. Trasportato d’urgenza all’ospedale Ca’Foncello, il giovane è stato operato, resta in prognosi riservata, ma non sembra in pericolo di vita. Tutto è avvenuto nel giardino della villetta di famiglia poco dopo le 16. L’uomo, disarmato dagli agenti, è stato arrestato per tentato omicidio. Aldo Manzoni teneva la carabina nell’autorimessa adiacente la casa da anni. Un vecchio Flobert a canna singola usato di tanto in tanto per la caccia ai passerotti ma diventato anche una piccola mania. Dentro la villetta, oltre alle normali cartucce a pallini, l’uomo conservava un vero e proprio arsenale di pallottole, 400, alcune dotate di proiettile altre elaborate con teste
di chiodi. Ieri pomeriggio, dopo averlo puntato contro il figlio, ausiliario per l’Uls 9 di Treviso, era pronto a girarlo verso di sè per togliersi la vita, ma gli agenti sono arrivati prima che il dramma familiare diventasse una vera tragedia. L’allarme è scattato alle 16.15 con la telefonata al 113 di un amico di Franco. Il ragazzo era in cucina con la madre del giovane quando ha sentito lo sparo provenire dal giardino ed uscito di casa ha visto il corpo del compagno steso a terra. Cosciente ma ferito. Pochi metri più in là, dietro l’angolo di casa, il padre del giovane, Aldo. In mano il Flobert fumante. Poche ore prima padre e figlio avevano avuto l’ennesima di una lunga serie di liti maturate in un contesto familiare che gli stessi agenti hanno definito «degradato, problematico», tanto da essere noto e verbalizzato in alcune denunce di vecchia data per percosse e lesioni. Erano venuti alle mani ancora, duramente, e il padre era uscito di casa per andare a farsi medicare al pronto soccorso. Lì, secondo la ricostruzione fatta davanti agli uomini della Questura, non avrebbe più avuto pazienza di attendere e ritornato a casa sarebbe entrato direttamente nell’autorimessa alla ricerca del fucile. In quel momento, ignaro di quanto stesse facendo il padre, Franco esce di casa per fumare una sigaretta lasciando in cucina madre e amico. Tempo di fare due boccate e poi il colpo, alle spalle. Aldo Manzoni non spara con i pallini, ha caricato il Flobert con uno dei proiettili a ogiva. Il colpo colpisce la nuca del figlio ma di striscio. Il proiettile resta sottopelle, frantumato. Quando arrivano gli uomini delle Volanti il padre è ancora in giardino, imbraccia il fucile, è in stato confusionale. Gli agenti riescono a fargli deporre l’arma evitando che la rivolga verso di sè o la punti contro di loro innescando pericolosissime conseguenze. In casa, la moglie è in stato di choc. Mentre Franco viene portato in ospedale e operato d’urgenza il padre, Aldo, viene caricato in auto e portato in questura per l’interrogatorio. Ne esce un’ora dopo, abbattuto e sconvolto. Ricostruiti i fatti, gli agenti lo arrestano per tentato omicidio e lo conducono al carcere di Santa Bona. «Questo è un dramma familiare - dice il questore Carmine Damiano - va trattato e con delicatezza sia nei confronti del figlio che del padre». Cauto anche il giudizio di Claudio Di Paola, capo delle Volanti, «un dramma scarturito in una situazione familiare molto difficile». Fonte:  http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Litiga-con-il-figlio-poi-gli-spara-in-testa/2050497/6
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- 27.11.08 - 1 MORTO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - RIETI

ACCUMOLI. Incidente di caccia al cinghiale. 38enne Romeo Cherubini ucciso, tre giorni fa, da un colpo di fucile da caccia che gli ha trapassato il torace da una scapola all'altra.Una tragedia assurda, verificatasi casualmente a ridosso della frazione, per mano di un carissimo amico col quale stava partecipando ad una battuta di caccia al cinghiale. Un amico di sempre, agente della forestale nella sezione di Amatrice, compagno nella condivisione di gran parte delle sue giornate che ha sparato convinto di farlo contro un cinghiale, di passaggio dietro uno scuotimento di fronde.
(...) Fonte: http://iltempo.ilsole24ore.com/lazio_nord/2008/11/30/958182-incidente_caccia.shtml
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- 17.11.2008 - 1 FERITO CACCIATORE - AMB. VENATORIO - OLBIA

SPIRITU SANTU/PADRU- Drammatica battuta al cinghiale nella zona di Spiritu Santu.  Olbia, colpito al collo cacciatore in fin di vita. Grave incidente di caccia, nel pomeriggio di ieri, nelle campagne di Olbia. Un cacciatore, Daniele Furesi di 68 anni, è stato ferito da un pallettone che lo ha raggiunto al collo è ora versa, in fin di vita, all'ospedale "Giovanni Paolo IIo" di Olbia. L'uomo, che era impegnato con la sua compagnia in una battuta di caccia grossa, è stato colpito da un pallettone di rimbalzo, sparato da una postazione che doveva essere defilata.  La tragedia è stata sfiorata dopo le 15,30 quando nelle campagne di "Spiritu Santu" - una zona impervia a sud di Olbia -, i battitori avevano stanato alcuni cinghiali e li stavano indirizzando verso le poste dov'erano in attesa i "fucilieri". Da una delle postazioni sono partiti diversi tiri a palla, una delle quali ha colpito al collo, lesionandogli la spina dorsale, Daniele Furesi che si trovava ad alcune centinaia di metri di distanza. La battuta è stata immediatamente sospesa e nella zona sono confluite, dopo l'allarme dato dai compagni di caccia, le ambulanze del servizio 118. Il cacciatore ferito, che se sopravviverà rischia di restare paralizzato, è stato soccorso dai medici del servizio di emergenza e, dopo le prime cure, accompagnato all'ospedale di Olbia, dove i sanitari lo hanno ricoverato nel reparto di rianimazione, in prognosi riservata. Le condizioni dell'uomo sono gravissime, e i medici attendono l'esito delle prime cure intensive per sciogliere la prognosi. Nella zona di caccia, nel tardo pomeriggio sono arrivati i carabinieri di Olbia, diretti dal capitano Luigi Bramati, per le indagini. Un ulteriore sopralluogo verrà effettuato questa
mattina, alla luce del giorno, per ricostruire la esatta dinamica dell'incidente. (g.p.c.) Fonte:  La Nuova Sardegna, 17 novembre 2008

- Sempre grave il cacciatore ferito sparatore denunciato per lesioni.
OLBIA. Sono stazionarie le condizioni di Daniele Furesi, il cacciatore originario di Padru, 68 anni, rimasto ferito domenica, durante una battuta di caccia al cinghiale. L'uomo, colpito al collo dal pallettone sparato da un compagno di caccia, si trova ricoverato nel reparto di rianimazione del Giovanni Paolo IIo, in prognosi riservata. Ieri i carabinieri della compagnia di Olbia, a conclusione di una rapida indagine, hanno denunciato alla magistratura, per lesioni personali gravissime, il cacciatore che ha sparato nella direzione in cui si trovava il compagno, in una postazione distante poco meno di una cinquantina di metri. Un colpo diretto, non di rimbalzo: a queste conclusioni sono giunti gli uomini dell'Arma dopo aver sentito le diverse testimonianze ed aver effettuato un soppralluogo nella zona dov'è avvenuto l'incidente, nelle campagne di Spiritu Santo, ad est di Olbia. La compagnia di caccia, formata da una ventina di persone residenti a Padru e nelle frazioni del paese, aveva cominciato la battuta al cinghiale di primo mattino. Alle 15,30 di domenica il gravissimo infortunio, accaduto quando un animale selvatico aveva attraversato la zona di tiro nella quale erano stati sistemati diversi cacciatori. Lo sparatore (di cui non sono state rese note le generalità) avrebbe inseguito con il mirino il cinghiale, sparandogli contro alcuni colpi, uno dei quali ha però raggiunto il compagno di caccia. L'arma, un fucile calibro dodici è stata messa sotto sequestro. (g.p.c.)La Nuova Sardegna, 18 novembre 2008
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- 28.11.2008 - 1 MORTO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - PESARO

PENNABILI. Spara al cinghiale e colpisce l'amico. Muore cacciatore padre di due figli. E' successo nella frazione di Maciano di Pennabilli durante una battuta di caccia al cinghiale. La vittima, Biagio Pacini, 49 anni, è stato centrato alla gola da un proiettile sparato da 30 metri di distanza ed è morto sul colpo. La caccia si conferma, anche nella nostra provincia, attività ad altissimo rischio. L’ultimo incidente mortale è accaduto ieri alle 13 circa, nella frazione di Maciano di Pennabilli. Due i cacciatori che stavano cacciando al cinghiale, attività, tra l’altro, che nella giornata di giovedì è proibita, anche perché al cinghiale è legale cacciare solo in squadra. La vittima si chiama Biagio Pacini, 49 anni, coltivatore diretto, sposato, due figli, un maschio e una femmina, residente in via Ville, a Maciano. E’ stato colpito alla gola da un proiettile, quelli usati appunto per la caccia al cinghiale, sparato da circa 30/40 metri. Il proiettile sarebbe partito dal fucile calibro 12 del compagno di caccia del Pacini, Mauro Giannini, anche lui di Maciano, 40 anni. L’uomo è morto sul colpo. (...)Secondo una prima ricostruzione, il Giannini ha visto muovere qualcosa in lontananza ed ha sparato, colpendo Pacini. La zona è molto impervia, piena di rovi. Anche se la visibilità era ottima — la giornata era serena — qualcosa ha ingannatoGiannini. Il quale verrà indagato per omicidio colposo. Procede la procura di Pesaro, sostituto Massimo Di Patria.Tra l’altro, il Pacini è persona che sfiora il metro e 90 cm. ''Mi pare strano — dice un cacciatore — che abbia sparato a quell’altezza''. I carabinieri ieri stavano cercando il proiettile. Biagini era tesserato con la Federcaccia di Molino di Bascio. Appassionato da una vita, era solito andare a caccia della lepre con il fratello e il padre. Al cinghiale, andava con la squadra. Da capire come mai ieri avessero deciso di andare da soli loro due. Pare che si siano fermati ieri mattina nel bar del paese per prendere un caffè, prima di iniziare. Nella nostra provincia, nel giro di meno di un anno, sono stati tre gli incidenti di caccia mortali. Il 4 gennaio scorso Giordano Marchionni muore colpito dal compagno di caccia, durante una battuta illegale di caccia al cinghiale a Isola del Piano. Nello scorso settembre, il giorno 5, un mobiliere, Oddo Rapa, 64 anni, muore scivolando sul suo fucile, da cui parte un colpo, all’Apsella. Non a caso, si intitola ''Caccia. 23 morti e 47 feriti in tre mesi: non sono una notizia?'' la dichiarazione dei senatori Donatella Poretti e Marco Perduca, parlamentari Radicali e del Pd, che chiamano in causa anche i feriti estranei all’ambiente dei cacciatori. ''Mentre la maggioranza — dicono infatti i due parlamentari — si fa promotrice di un’iniziativa legislativa per ampliare le specie cacciabili e la durata dell’attività venatoria, pare che non siano interessanti i morti, anche di cittadini inermi, legati a questa attività. I cacciatori, infatti, oltre ad essere gli unici a poter passare e cacciare nelle proprietà private, avvicinandosi sempre troppo alle case, per quasi sei mesi all’anno continuano ad essere un pericolo per la vita delle persone. Non preoccupano, evidentemente, i 23 morti e 46 feriti che, dal 1 settembre al 22 novembre 2008, sono stati vittime delle armi usate durante la caccia. Così hanno denunciato le associazioni ambientaliste, e in particolare l’associazione vittime della caccia, che ieri 27 novembre sono state audite in Commissione Ambiente al Senato''.
Fonte: http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/pesaro/2008/11/28/135711-spara_cinghiale_colpisce_amico.shtml

 



 

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