Spari dalla collina, donna ferita

Venerdì 06 Gennaio 2012 04:14
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Armi da caccia e pubblica sicurezza

VITTIME DELLA CACCIA

SPARI DALLA COLLINA DONNA FERITA

COLPITA DA UN PALLINO VICINO ALL'OCCHIO MENTRE STENDE I PANNI

di Simona De Leonardis  PESCARA. Colpita da un pallino da caccia mentre stende i panni sul balcone di casa. Succede a Pescara, in via Fontanelle, a Colle Orlando, dove una donna ha rischiato di perdere un occhio. «È un rischio che non vogliamo più correre», protesta Claudio Angelucci, il marito della donna di 49 anni che mercoledì mattina, per quel pallino, è finita in ospedale.  «Questa volta alla fine non è successo nulla di grave», prosegue Angelucci, «ma bastava che quel pallino la colpisse appena più sotto e ora aveva perso un occhio. E poi, a parte questo, qui è pieno di bambini ... LEGGI TUTTO ALLA FONTE.... il centro.gelocal.it

NOTA DI RILIEVO: Nella parte finale dell'articolo, come riportato sul web alla Fonte, le indicazioni fornite circa le distanze di rispetto previste per legge cui i cacciatori sono tenuti ad attenersi non sono complete in quanto viene citata solo la parte dell'art.21, comma 1 lett.e) che tratta il generico "esercizio venatorio", tra cui il cosiddetto "ATTEGGIAMENTO VENATORIO" meglio definito all'art. 12, sempre legge 157/92, ovvero " ogni atto diretto all'abbattimento o alla cattura di fauna selvatica mediante l'impiego dei mezzi consentiti" e aggiunge "E' considerato altresì esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo o in attitudine di ricerca della fauna selvatica o di attesa della medesima per abbatterla...".

Mentre è corretto informare che il DIVIETO di SPARO definito alla lettera f) dispone, per sparare, che il rispetto della distanza sia pari a 150 metri per lo sparo IN DIREZIONE DI ABITAZIONI, STRADE ECC... NEL CASO DI ARMI CARICATE A PALLINI (anima liscia), mentre per le ARMI CARICATE A MUNIZIONE UNICA (anima rigata) è d'obbigo il rispetto della distanza per lo sparo, pari ad una volta e mezzo la gittata stessa del fucile (gittate di anche qualche migliaio di metri..).

Ne consegue che il cacciatore che ha ferito la donna sul balcone con la munizione a pallini, non solo ha invaso il raggio proibito dei 100 metri di distanza ma ha anche sparato in direzione di una casa ad una distanza ben inferiore ai 150 metri, distanza di garanzia utile a depotenziare la carica offensiva del piombo sparato a rosata, infrangendo così norme di sicurezza pubblica essenziali e non solo imposte con la legge sulla caccia. lo Staff Ass. Vitime della caccia

 

 

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