Associazione Vittime della caccia

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Cacciatore ucciso ora si attende l'autopsia

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LA TRAGEDIA DI MONTE. Secondo la ricostruzione la tragedia è avvenuta nella boscaglia. Dovrà sciogliere eventuali dubbi sulla dinamica dell'accaduto Il fucile era caricato con cartucce calibro 7 per abbattere i fagiani.

05/10/2010 - Sarà la dottoressa Alessandra de Salvia ad effettuare l'autopsia su Enzo Marconi, l'uomo di 47 anni ucciso domenica mattina dall'amico di vent'anni più vecchio con cui da sempre andava a caccia.

L'esame autoptico servirà a chiarire la causa della morte anche se non vi sono dubbi che a interrompere drammaticamente quella che per lui e Carlo Zorzi sarebbe stata una delle tante giornate dedicate alla passione comune è stato il colpo di fucile che lo ha colpito mentre, tra i cespugli, si trovava a una ventina di metri dall'amico.

Stando alla ricostruzione operata dagli investigatori, e che è parte integrante del fascicolo aperto per l'ipotesi di omicidio colposo che da domenica è sul tavolo del sostituo procuratore Elvira Vitulli, i due dopo aver attraversato un tratto di cava a Monte si erano introdotti in una boscaglia diretti alla strada sterrata. È stato neltratto in cui la vegetazione impedisce la visuale che i due, Marconi avanti di qualche decina di metri, e Zorzi alle sue spalle, avevano con tutta probabilità notato il movimento di qualche lepre.

La vittima, sposato e senza figli, era più vicino alla strada quando a Zorzi è parso di vedere un fagiano, ha mirato dimenticandosi che l'amico si trovava in quella stessa direzione e ha esploso un solo colpo. Avevano vari tipi di cartucce, quella con la quale era caricato il fucile del sessantenne era di calibro 7 consigliata per l'abbattimento di fagiani ad inizio stagione, non ideale però per andare a lepri (ma i carabinieri hanno sequestrato vari tipi di munizioni che saranno esaminate nel corso delle indagini per verificare la conformità alle norme che regolano la caccia).

Una disattenzione che è stata fatale: la vegatazione ha impedito a Zorzi di scorgere che dietro a un cespuglio c'era l'amico. Marconi è caduto senza un lamento, la rosa di pallini lo ha raggiunto in sette punti (ma solo l'autopsia potrà stabilire esattamente il numero delle ferite) distribuiti dalla gamba al cuore, una distanza che ha permesso di stabilire che tra i due la distanza non fosse inferiore ai venti metri.

Stando a quanto Zorzi ha dichiarato ai carabinieri di Caprino, non si sarebbe accorto subito di aver colpito l'amico ma non sentendolo più si è incamminato nella direzione in cui lo aveva vistol'ultima volta. Lo ha trovato a terra, immobile. È stato lui a chiamare i soccorsi ma per Marconi non c'era più nulla da fare. Raggiunto al cuore e colpito a morte da una rosa di pallini.

Fonte: www.larena.it

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