| Indice |
|---|
| FATTI E MISFATTI CON ARMI DA CACCIA IN CUI SONO RIMASTI COINVOLTI BAMBINI |
| 2 |
| 3 |
| 4 |
| 5 |
| 6 |
| 7 |
| 8 |
| 9 |
| 10 |
| 11 |
| 12 |
| 13 |
| 14 |
| Tutte le pagine |
FATTI E MISFATTI CON ARMI DA CACCIA IN CUI SONO
RIMASTI COINVOLTI BAMBINI
Aggiornamento al 5 febbraio 2008.
(i dati qui raccolti da settembre 2004 costituiscono soltanto i casi di cui siamo venuti a
conoscenza tramite le nostre rassegne stampa – Si deduce quindi che i fatti qui riportati
costituiscano soltanto una parte di quanto accaduto)
- 5 febbraio 2008 Sonnino (Latina)
Anziano spara col fucile da caccia contro ragazzi che festeggiano il martedì
grasso
http://www.roma-citta.it/
Un anziano ha sparato colpi di fucile da caccia contro un gruppo di ragazzini dal balcone di
casa nella piazza centrale di Sonnino. L'uomo, 70 anni, era infastidito dagli schiamazzi dei
ragazzi che stavano festeggiando il martedì grasso. Tre giovani tra i 14 e i 16 anni sono
stati colpiti di striscio dai pallini, uno è stato ferito ad un occhio. L'uomo, il macellaio del
paese, è stato fermato. ---
- http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=18342&sez=HOME_ROMA
Rischia di perdere l'occhio il ragazzo colpito dallo "sparatore" di Sonnino
LATINA (6 febbraio) - Sono tuttora ricoverati all'ospedale Santa Maria Goretti di Latina
due dei ragazzi che ieri sono stati colpiti da alcuni colpi di fucile caricato a pallini esplosi
da un uomo di 70 anni, Ermanno Merluzzi, ex macellaio, infastidito dagli schiamazzi dei
giovani che festeggiavano il carnevale a Sonnino.
Uno dei due ragazzi, un 14enne, ferito gravemente all'occhio destro, è stato operato nella
tarda serata di ieri. Secondo quanto riferito dai medici dell'ospedale di Latina il pallino ha
quasi raggiunto il nervo ottico, il bulbo oculare risulta gravemente compromesso e il
giovane rischia di perdere l'occhio.
Sotto osservazione resta anche un'altra ragazzina, di 11 anni, colpita dai pallini alla testa
ma fuori pericolo dopo l'operazione. In buone condizioni un terzo ragazzo, di 17 anni, che
aveva riportato ferite più lievi al naso e su una mano. Il pensionato, in carcere con l'accusa
di tentato omicidio, è in attesa della convalida dell'arresto.
Nel pomeriggio di ieri l'uomo, infastidito dalle grida del gruppo di ragazzi che festeggiava il
carnevale ha imbracciato il suo fucile da caccia e sparato alcuni colpi dal balcone di casa,
in via Valleriani, nel centro storico del paese lepino. L'intenzione, come ha raccontato ai
carabinieri, era quella di sparare in aria, ma i colpi hanno invece raggiunto alcuni dei ragazzi
che giocavano sotto il palazzo. Il pensionato, che ha rischiato il linciaggio della folla che
aveva assistito alla scena, ieri è stato immediatamente portato alla stazione dei carabinieri
ed arrestato.
---
- 01/02/2008. Sicilia.
Festeggiamento con “botti” a Barcellona. Un arresto e quattordici denunce a
piede libero.
I Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto hanno arrestato, con l’accusa di porto abusivo di
armi e violazione degli obblighi domiciliari, il sorvegliato speciale Carmelo D’Amico (nella
foto), 36 anni.
Denunciate a piede libero altre quattordici persone per omessa custodia di armi. I fatti
risalgono alla giornata di ieri (31.01.2008)allorquando, per festeggiare la chiusura della
stagione venatoria, trentatré persone (provenienti dalle province di Messina e Catania) si
sono riunite nel casolare di campagna di D’Arrigo; tra queste, comparivano molti
pregiudicati e diversi minori. Tra i soggetti identificati, anche un ex poliziotto.
Al termine del pranzo, la compagnia ha pensato di uscire all’esterno ed
utilizzare fucili da caccia e carabine (tutti regolarmente denunciati) per sparare
contro oggetti lanciati in aria. Alcuni vicini hanno, però, udito il baccano e,
impauriti, hanno chiamato i militari dell’Arma. Intervenuti sul posto, i
Carabinieri hanno sequestrato ben duemila bossoli di cartucce ed appurato
che alcuni dei pregiudicati presenti stavano insegnando a sparare ad alcuni
minori, tra i quali anche un bambino di otto anni. Da qui la denuncia per
omessa custodia di armi, mentre per il D’Amico sono scattate le manette.
http://www.tempostretto.it/8/index.php?location=articolo&id_articolo=4677
---
- 26.01.2008. Incidente caccia, muore a 14 anni
Toscana, il colpo di fucile e' stato esploso da un coetaneo
(ANSA) - MONTESPERTOLI (FIRENZE), 26 GEN - Un ragazzo di 14 anni e' morto a causa di
un colpo di fucile da caccia esploso da un suo coetaneo durante una battuta. E' accaduto
in un bosco di Montespertoli, dove il giovane si trovava con il padre e due amici. Tutti
sono originari di Scandicci (Firenze). Il colpo sarebbe partito in modo accidentale e il
ragazzo e' stato colpito all'inguine. Il fucile e' di proprieta' del genitore della vittima, che lo
aveva dato al giovane amico del figlio. (ANSA)
---
06-01-2008 Prata (Gr) - Raffica di pallini, salvi bimba e papà
Il Gazzettino, Pordenone
In attesa del pranzo stava giocando con la figlia nel cortile di casa e per poco non sono
stati entrambi impallinati da un cacciatore maldestro impegnato in una battuta contro i
volatili stanziali (la caccia alla lepre è chiusa da oltre due mesi). L'episodio, che avrebbe
potuto avere conseguenze molto gravi, è accaduto qualche giorno fa (è stato denunciato
ai Carabinieri di Prata giovedì scorso) in via Sagree, al civico 4, dove risiede
l'autoriparatore Luca Piccinin, titolare, assieme al padre, della "Pratauto" di via Gabbana
99.
«Mancavano pochi minuti a mezzogiorno - racconta Piccinin - e con mia figlia Irene di 4
anni aspettavo l'ora del pranzo, quando all'improvviso ho sentito due spari e subito dopo
una raffica di pallini si è abbattuta contro la mia Bmw, parcheggiata a un metro da dove mi
trovavo con mia figlia». Dunque, per un "pelo" come si dice, padre e figlia non sono stati
colpiti. E per documentare l'accaduto, Piccinin indica le scalfiture provocate dai pallini
vaganti sul cristallo anteriore e sulla carrozzaeria della macchina. «Non oso immaginare -
continua - cosa avrebbe potuto capitare a me, ma in particolare a Irene, se ci fossimo
trovati al posto dell'auto». Dopo un attimo di sbigottimento il meccanico pratese ha visto
il seguace di "Diana" dea della caccia e il suo cane dileguarsi nella campagna rettrostante
la zona industriale di Prata che confina con il Comune di Brugnera. «Non ho nulla contro chi
ama la caccia - conclude Luca Piccinin - ma certe regole (distanza dalle zone abitate, mai
sparare con il fucile rivolto verso le case e le strade) vanno rispettate». Quello successo a
Piccinin non è il primo caso che si verifica nella zona. Qualche anno fa, una raffica di pallini
fece scempio di diversi indumenti stesi ad assiugare in uno stendino e, anche in
quell'occasione, nel cortile stavano giocando alcuni bambini che, per fortuna, non subirono
spiacevoli conseguenze. Ma anche i cani da caccia non sono rimasti immuni da incidenti.
Nei pressi della centrale dell'Enel che si trova nella zona industriale, mentre rincasava con
il suo "padrone" da una battuta di caccia, un Setter rimase infatti vittima di un episodio
singolare. Messe le zampe nel sigillo in ghisa di un pozzetto rimase fulminato da una
scarica elettrica. Fatta una verifica, si scoprì che un cavo elettrico sfilacciatosi era venuto
a contatto con la copertura del pozzetto.Tornando a quest'ultimo episodio, i Carabinieri
stanno cercando di individuare il cacciatore. Spesso, dicono i residenti, si notano cacciatori
intenti a cacciare in zone abitate e poco distanti da strade intensamente trafficate.
--
- 3 gennaio 2008. Avellino. Minaccia con il fucile il figlio: bloccato. “La Nazione”.
Si è barricato nella abitazione della madre, sequestrando il figlio di nove anni. Sotto la
minaccia di un fucile di caccia ha così minacciato di fare una pazzia.
È accaduto a Montecalvo Irpino. Il protagonista è Vincenzo Argese, 45 anni, ex operaio,
separato. Negli ultimi tempi è stato più volte sottoposto a trattamenti presso il servizio di
igiene mentale. Pare che alla base del suo clamoroso gesto ci sia stata la preoccupazione
di perdere la tutela del figlio. Dopo oltre un'ora di serrate trattative, i carabinieri di Ariano
sono riusciti ad entrare in casa e a bloccare l'uomo e a liberare il figlio. Agnese è stato
arrestato.
--
- 02.01.2007. BRINDISI. Un uomo ha sparato due colpi di fucile contro la moglie,
tutto questo davanti al figlio di dieci anni. La donna lo aveva lasciato il mese
scorso dopo anni di continui litigi. Con il pretesto degli auguri, l’uomo aveva avvicinato la
moglie e poco dopo ha imbracciato l'arma e ha fatto fuoco per due volte. Dopo aver ferito
la donna a un piede, l'uomo e' fuggito facendo perdere le proprie tracce. È stato poi
rintracciato dai carabinieri in un bar e arrestato. Il fatto e' avvenuto a Francavilla Fontana
nel brindisino. (ANSA)
---
- 27.12.2007. Grosseto. 14/enne sorpreso dalla PP con il fucile carico in mano,
denunciato il padre.
La polizia provinciale e la Guardia ambientale venatoria di Grosseto hanno scoperto nella
campagna maremmana un ragazzino di soli 14 anni con il fucile carico in mano, mentre era
a caccia di uccellini protetti. Vicino a lui suo padre, che raccoglieva da terra la selvaggina.
Sequestrato il fucile. Pesante la posizione del padre che ha dato un'arma in mano ad un
minorenne.
http://www.nostalgiatoscana.it/newsite/index.php?option=com_content&task=view&id=
8250&Itemid=73
--
- 26-11-2007. Arena - Vibo Valentia.
Bambino di 9 anni rischia occhio per fucilata. Era a caccia con adulti nel
Vibonese, ricoverato e operato.
(ANSA) - ARENA (VIBO VALENTIA), 26 OTT - Un bambino di 9 anni e' rimasto ferito
stasera da alcuni pallini sparati da un cacciatore durante una battuta Nel Vibonese. Il
piccolo rischia di perdere l'occhio destro. Il bambino era assieme ad alcuni cacciatori, tra i
quali un cugino, quando, per cause da accertare, e' stato ferito alla spalla destra ed
all'occhio dai pallini. Soccorso e portato nell'ospedale di Soriano, Giuseppe e' stato poi
trasferito a Vibo Valentia dove e' stato sottoposto ad intervento chirurgico.
---
- 07/10/2007.Introd (Ao) - Quindicenne ferito dal padre durante battuta. (ANSA)
- AOSTA, 7 OTT - Un ragazzo di 15 anni di Sarre, di cui non sono state ancora rese
note le generalità, è rimasto ferito questa mattina, intorno alle 8,20, durante una battuta
di caccia nei boschi di Les Combes, nel comune di Introd, da una rosa di pallini sparata dal
padre.
Il giovane, secondo le prime testimonianze, sarebbe finito sulla traiettoria del colpo
sparato dal genitore ad una preda, rimanendo colpito alla testa ad un braccio e ad una
spalla. Trasportato ad Aosta in elicottero, le sue condizioni non paiono gravi. Sul posto
stanno indagando i carabinieri di Saint-Pierre. Lo scorso anno, nella stessa zona che ha
ospitato per anni le vacanze del Papa, un cercatore di funghi di Aosta era stato impallinato
ad una spalla da un cacciatore. (ANSA). (Ansa, Valle D'Aosta, 07 Settembre 2007)
---
- 09/09/2007. Urbania (PU) - Ragazzo si ferisce con fucile padre. E' successo ad
Urbania, e' stato salvato
ANSA) - PESARO, 9 SET - Voleva prendere in mano il fucile da caccia del padre, in casa ieri
non c'era nessuno e cosi' dall'armadietto dei fucili, ne ha preso uno.Un ragazzo, 12
anni di Urbania, ha caricato il fucile, ma gli e' partito un colpo, rimanendo colpito dalla
rosa di pallini che e' penetrata nell'addome, sfiorando il cuore. Soccorso dai genitori e'
stato trasportato all'ospedale di Urbino e poi, in eliambulanza, al Torrette di Ancona, dove
i medici hanno bloccato l'emorragia ed estratto tutti i pallini. (Ansa, 09 Settembre 2007).
--
08-11-2007. Corriere di Novara. Fucilata colpisce un'auto: sfiorato il bambino a
bordo.
Novara - Un rumore forte, sordo, improvviso. E il finestrino posteriore dell’auto che va in
frantumi. Tragedia sfiorata di un soffio per una famiglia di Pernate la cui “Smart” è stata
centrata in pieno da un colpo, forse sparato dal fucile di un cacciatore. L’episodio, sul
quale sono in corso le indagini dopo la denuncia in Questura, è capitato lo scorso sabato
27 ottobre, sulla tangenziale di Novara nel tratto tra Trecate e lo svincolo per la Bicocca.
«Siamo davvero fortunati a poterlo raccontare. È stata un’esperienza terribile. Soprattutto
perché quel colpo solo per un miracolo non ha raggiunto nostro figlio, di 12 anni, che
stava seduto sul sedile posteriore e che fortunatamente ha riportato solo qualche piccolo
graffio. Non vogliamo neppure pensare a cosa sarebbe potuto accadere...» (...).
----
- 18-10-2007. Radio TSN, Sondrio. 18enne di Samolaco si ferisce all'addome con
fucile del padre.
Un colpo di arma da fuoco ha squarciato il silenzio notturno, ieri, a Casenda nel territorio
comunale di Samolaco. Era l'ora di cena, poco dopo le 19, quando è risuonato nei boschi il
rumore di un colpo: a terra, ferito all'addome, un giovane 18enne del posto, Davide
Andreoli, che aveva sottratto il fucile da caccia al padre per andare a sparare qualche
colpo.
L'incidente è avvenuto a poche centinaia di metri dall'abitazione. Che cosa sia successo
nel tragitto percorso dal giovane, non è ancora chiaro: il colpo potrebbe essere partito
dopo che il giovane è scivolato o inciampato.
All'arrivo sul posto dell'ambulanza e dei CC di Chiavenna, il giovane era cosciente: i
soccorritori sono, infatti, riusciti a parlargli, escludendo che nell'incidente fossero coinvolti
terzi. Subito esclusa dagli uomini dell'Arma anche l'ipotesi che il giovane fosse
intenzionato a togliersi la vita. Il neomaggiorenne è stato trasportato all'ospedale di
Chiavenna per essere sottoposto a intervento chirurgico. La prognosi è riservata.
----
- 4 settembre 2007. Pallini colpiscono la culla. E' avvenuto a Todi, su una casa in
collina.
Il Messaggero.
Un paio di colpi secchi e una pioggia di pallini di piombo scende dal cielo e finisce nella
culla di Federico un bimbo di tre mesi e sulla testolina di Elisa la sorellina di due anni. E'
l'inizio della stagione di caccia e qualcuno, che cerca relax nell'Umbria cuore verde d'Italia,
se ne è dovuto accorgere così, con il pianto di una bimba spaventata da quella pioggia
insolita.
Fuga dalla capitale verso la casa del fine settimana sulle verdi colline umbre, in vocabolo
Callauzzo. Poi appare all'orizzonte una collina con tre antichi ruderi su un cocuzzolo al
confine tra la frazione di Pesciano, Comune di Todi, e Sismano, Comune di Avigliano,
addirittura sul limite tra le due province. Intorno tanto verde e boschetti a delimitare
sedici ettari di paradiso.
Vengono sempre qui un alto magistrato romano e sua moglie. Anni di lavori di
ristrutturazione e dieci anni di pace, grazie al fatto che quella zona di bosco era
classificata come Zrc, zona di ripopolamento e cattura. Adesso invece è diventato un
territorio a caccia programmata.
Ora quella collina, nei giorni di apertura alla caccia, viene addirittura accerchiata dai
cacciatori. Certo un decennio di riserva ha fatto sì che la zona ora sia ricchissima di
selvaggina, quindi buon terreno di caccia. Tanto che, raccontano i proprietari, famigliole di
fagiani arrivano quasi sulla porta dell'abitazione.
«Sembra la conquista della collinetta dell'isola di Iwo Jima – dicono i proprietari mostrando
i pallini raccolti tra i capelli e nella culla del bambino – siamo praticamente circondati ed il
piombo arriva da tutte le parti. Abbiamo chiamato anche i Carabinieri di Avigliano, i più
vicini, ma si sono dichiarati impotenti, secondo certi calcoli sulle distanze dei cacciatori.
Pensiamo con terrore a quando aprirà la caccia al cinghiale, ora, li vede, questi sono pallini
piccoli, ma lì sono pallettoni».
«Certo è che per noi è cambiata la vita - continuano marito e moglie - abbiamo tre figli con
cinque nipoti, Andrea di 5 anni, Giulio di 3 e i due piccolissimi che hanno preso il piombo in
testa e non è accettabile che rinuncino a venire nei fine settimana da Roma, salvo
decidere di rimanere chiusi dentro casa. Qui si viene per respirare aria buona ed il
vantaggio finisce se non si può mettere il naso fuori». E concludono: «Noi non vorremmo,
ovviamente lo diciamo metaforicamente, dover rispondere al fuoco nemico, ma vorremmo
solamente ritrovare la nostra pace con la soddisfazione anche dei cacciatori, ma questi
dovrebbero usare un po' più di buon senso e sparare con le spalle alle case. Lo dice la
legge».
A parte il caso limite di Todi però sembra che in queste due prime giornate di caccia tutto
sia filato abbastanza liscio. La conferma viene dalla Provincia di Perugia, con gli assessori
Massimo Buconi e Carlo Antonini, oltre che dal comando della Polizia provinciale.
Buconi spiega infatti che «questi due giorni hanno segnato una forte presenza di cacciatori
in appostamento, stimata in 33 mila circa, con problemi di ricerca di spazi per l'alta
concentrazione, anche se domenica pomeriggio è stato registrato un calo di presenze». Ed
ha aggiunto che «le condizioni del clima hanno favorito la permanenza di un buon numero
di tortore, meno di colombacci, ma i cacciatori in genere hanno portato a casa un buon
numero di capi in carniere». Un inizio «positivo e tranquillo», a giudizio di Buconi, anche
perché non sono stati segnalati incidenti e il numero di verbali per infrazioni è limitato a
poche decine di casi, «anche se i controlli sono stati molto elevati». Secondo l'assessore
alla gestione faunistica della Provincia, c'è anche da rilevare tra i fattori positivi il fatto che
i cacciatori hanno mostrato un generale rispetto per i proprietari dei fondi agricoli
«rimuovendo i capanni e le installazioni degli appostamenti alla fine della giornata».
L'assessore Carlo Antonini ha colto l'occasione per fornire un bilancio complessivo
dell'attività di sorveglianza venatoria compiuta dagli agenti della Polizia provinciale. «Nei
primi sei mesi di quest'anno gli agenti del corpo di polizia della Provincia di Perugia», che si
occupa anche «di controllo della caccia, di pesca, di maltrattamento di animali, di prelievi
selettivi del cinghiale», hanno contestato 61 infrazioni in materia di caccia e hanno
trasmesso 36 notizie di reato all'autorità giudiziaria in materia di caccia, uso di esche
avvelenate, maltrattamento di animali. Nel primo semestre del 2007 sono stati eseguiti
inoltre 292 interventi di prelievo selettivo di cinghiali. «L'intenso lavoro della Polizia
provinciale - afferma l'assessore Carlo Antonini - rappresenta un contributo alla legalità, a
dare ai cittadini la sensazione di vivere in un paese dove le leggi vengono rispettate».
E il comando della Polizia provinciale ha spiegato che nelle due giornate umbre di
preapertura della caccia, sabato e domenica, gli agenti hanno compiuto circa 700 controlli
nei confronti di cacciatori. Sono state fatte due denunce per infrazioni gravi: una relativa
all'abbattimento di una tortora dal collare, che è una specia protetta, un'altra relativa al
mancato rispetto della distanza di sparo da una casa. Poi altri verbali riguardano la
corrispondenza fra il numero dei capi in carniere e quelli segnati sul nuovo maxi-tesserino,
fonte di grattacapi per tanti cacciatori. Ci sono stati anche errori appunto di compilazione
del "tesserone".
Ma in complesso non ci sono stati incidenti di rilievo, la maggioranza dei cacciatori ha
rispettato le distanze tra i diversi appostamenti, da abitazioni e strade. Un segnale
incoraggiante. Anche se il caso isolato, segnalato da Todi, con la rosa di pallini finita su
una culla, indica che non bisogna abbassare i controlli e che serve sempre il massimo
senso di responsabilità da parte di tutti i cacciatori.
----
- ANSA, 2 luglio 2007. Asti: dodicenne prende l'arma del padre, parte un
proiettile
Ragazzo colpito a morte mentre gioca con fucile.
(ANSA) - ASTI, 2 LUG - Un dodicenne e' morto questa mattina a Villafranca d'Asti mentre
giocava con il fucile da caccia del padre. Dall'arma e' partito un colpo che lo ha ucciso.
Sull'episodio stanno indagando i carabinieri. Il ragazzino, secondo le prime informazioni, era
sceso in tavernetta con un amico. In un armadio chiuso a chiave, il padre custodiva sei
fucili da caccia. Il ragazzo ne avrebbe preso uno per mostrarlo all'amico: il proiettile lo ha
raggiunto alla mandibola.
--
- BRINDISI - 2 GENNAIO 2007. Un uomo ha sparato due colpi di fucile contro la
moglie, tutto questo davanti al figlio di dieci anni. La donna lo aveva lasciato il
mese scorso dopo anni di continui litigi. Con il pretesto degli auguri, l’uomo aveva
avvicinato la moglie e poco dopo ha imbracciato l'arma e ha fatto fuoco per due volte.
Dopo aver ferito la donna a un piede, l'uomo e' fuggito facendo perdere le proprie tracce.
È stato poi rintracciato dai carabinieri in un bar e arrestato. Il fatto e' avvenuto a
Francavilla Fontana, nel brindisino. (ANSA)
-----
- Sanremo News, 21 settembre 2006
Imperia: iniziata la caccia, sfiorata la tragedia a Prelà.
Solo il caso ha voluto che una bambina di otto anni non subisse ben più gravi
ferite, dopo essere stata colpita da un pallino esploso da un fucile da caccia,
durante la prima giornata della stagione venatoria. Il fatto si è verificato a Prelà,
nell'immediato entroterra di Imperia ed ha scatenato le polemiche dei residenti per gli
spari, troppo vicini ai paesi e alla case.
La piccola stava giocando insieme ad alcuni amici nella piazza del paese, verso le quattro
del pomeriggio. Gli spari si sentivano in lontananza ma un pallino, fortunatamente ormai
privo di forza, ha raggiunto il paese e la piazza. La piccola è stata colpita ma, a parte un
po' di spavento, non ha subito nessun danno fisico. Nel corso del tardo pomeriggio non ha
tardato, comunque, a montare la polemica dei residenti, che avevano più volte lamentato
l'eccessiva vicinanza degli spari.
Giovedì 21 Settembre 2006 ore 07:29
- Il Tempo, 18 settembre 2006. Incidente di caccia ferito un sedicenne.
LANCIANO - Un ragazzo di 16 anni è stato ricoverato ieri al Policlinico di Chieti, per le
ferite riportare in un incidente di caccia. Il giovane, V.D.L. le sue iniziali, è stato colpito
accidentalmente nelle campagne di Civitaluparella, il centro nel quale risiede. Le sue ferite
non sono gravissime: i pallini lo hanno raggiunto ad addome, gamba e spalla. I medici lo
hanno giudicato guaribile in 20 giorni disponendone il ricovero a Chirurgia, dove forse già
oggi dovrà essere sottoposto a un intervento per rimuovere i pallini. Il ragazzo, figlio di un
cacciatore, era col padre che lo aveva lasciato in un angolo raccomandandogli di restare
fermo, una cautela che non ha impedito che venisse raggiunto da una raffica di pallini,
sparata non si ancora da chi. Indagano i carabinieri di Quadri.
----
- 24 agosto 2006- Un arresto per tentato pluriomicidio a Piazza Armerina. Piazza
Armerina 24/08/06 - Si è sfiorata una tragedia familiare di vaste proporzioni questo
pomeriggio in contrada Scarante, territorio di Piazza Armerina. Un insegnante del luogo
Massimo Lantieri di 48 anni, dopo avere avuto una discussione con la moglie, 35 anni,
circa l'affidamento del figlio di 9 anni, visto che i due si stavano separando;
probabilmente in un momento di forte tensione psicologica, ha preso il suo fucile calibro
12, regolarmente denunziato, ed ha sparato due colpi all'indirizzo della moglie.
La donna è stata ferita al capo, mentre il figlio si è trovato lungo la
traiettoria di uno dei due colpi ed è stato ferito alla gamba sinistra. Gli spari
hanno richiamato familiari e parenti, che hanno provveduto subito chiamare i soccorsi,
mentre il tentato omicida si allontanava portandosi dietro l'arma. La donna assieme al
figlio venivano trasferiti al pronto soccorso dell'ospedale Chiello di Piazza Armerina, dove
veniva medicati. Al bambino venivano tolti i pallini che aveva nella gamba e medicato,
mentre la donna veniva sottoposta ad una Tac, che accertava che alcuni pallini poteva
risultare pericolosi per cui veniva sottoposta ad intervento chirurgico, mentre agenti del
commissariato e carabinieri della compagnia andavano alla ricerca dell'insegnante
armerino. Gli agenti, coordinati dal dirigente dottor Cavalieri, riuscivano a rintracciarlo, a
disarmarlo ed a portarlo negli uffici del commissariato dove è stato interrogato e
arrestato.
Fonte: www.vivienna.it
------
- 31/5/2006 CINGOLI: Ferito da un fucile per gioco. Alcuni adolescenti di Cingoli
(MC) si sono ritrovati lunedì a casa di un loro amico; annoiati si sono messi a giocare con
alcuni fucili da caccia che il padrone di casa custodiva in una stanza. Una di queste armi
era però ancora carica e così, mentre i ragazzi si divertivano a fingersi esperti cacciatori, è
partito accidentalmente un colpo. Un ragazzo di 17 anni è stato colpito ad un
piede ma le sue condizioni non sono gravi. Ora i genitori del ragazzo rischiano una
denuncia; bisogna infatti appurare se le armi erano tenute sotto chiave e come ha fatto a
partire quel colpo. Da www.bymarche.it
15-01-2006. Spara, sbaglia e ferisce il figlio.
Il Messaggero
Sermoneta (Latina) - Si è accasciato a terra e ha cominciato a urlare, il padre
per primo e gli altri amici che erano lì si sono immediatamente accorti che
era stato ferito. Un incidente di caccia, un colpo partito perché l'uomo è
stato "tradito" dal rumore e dal movimento dietro a dei cespugli, e che
fortunatamente non ha avuto gravi conseguenze. Di certo quella battuta per
portare a casa qualche tordo non la dimenticheranno Daniele Ruzza, 20 anni, e il papà che
gli ha sparato involontariamente. E' stato lui stesso a caricare in spalla il ragazzo ferito, a
chiedere aiuto agli altri cacciatori e quindi a chiamare il 118. Il ragazzo perdeva sangue e i
successivi accertamenti hanno verificato che i "pallini" della cartuccia da caccia l' hanno
raggiunto al collo, al torace, all'addome, alla mano e alla coscia sinistra. Poteva andare
molto peggio, non c'è dubbio, questa è la prima considerazione che hanno fatto già nella
zona di caccia i partecipanti alla battuta. Un'area di montagna in zona Furchiavecchia nei
pressi di Sermoneta, un luogo abitualmente frequentato dai cacciatori che approfittando
di belle giornate come quella di ieri escono per seguire la loro passione. Un'uscita che ha
rischiato di trasformarsi in tragedia, bastava che i pallini fossero sparati da più vicino e
arrivassero a organi vitali per trovarsi di fronte all'ennesimo episodio drammatico. Erano
circa le 10.30 quando è partito il colpo che ha raggiunto il giovane, subito dopo è stato
chiamato il 118 e dalla centrale dell'Ares di Latina è stata inviata un'eliambulanza che ha
trasportato il paziente all'ospedale "Santa Maria Goretti". Al dipartimento di emergenza i
sanitari hanno valutato la situazione e chiesto le consulenze di rito, il giovane parlava e le
condizioni generali erano buone ma le ferite erano diverse, c'era la necessità di
approfondire il caso. Nel pomeriggio di ieri, comunque, il ragazzo è stato sottoposto a un
intervento chirurgico perché parte dei pallini sono entrati nell'addome e quindi si doveva
valutare meglio la situazione. La prognosi era riservata, anche se il ragazzo non era in
pericolo di vita. Sull'episodio hanno comunque aperto un'indagine i carabinieri per
ricostruire meglio la dinamica dell'accaduto, anche se restano pochi dubbi sull'incidente.
----
- 06/11/2005 - Grazzanise (Ce) - Il Mattino, Caserta. Ragazzo ferito da cacciatore
Era in località «Campestre» a Grazzanise con il padre quando un pallino da caccia lo ha
raggiunto ad un occhio provocandogli una ferita, per fortuna, non grave. Vittima
dell'incidente di caccia S. F. di 16 anni di Sant'Angelo in Formis è stato soccorso e
medicato in ospedale. Il padre ha presentato una denuncia ai carabinieri di S. Maria Capua
Vetere contro ignoti. Stando ad una prima ricostruzione il ragazzo era con il genitore
quando sarebbe stato improvvisamente raggiunto da uno o più pallini non diretti a lui e per
questo non tali da provocargli danni seri. Il ragazzo ferito non ha visto il cacciatore che ha
esploso il colpo di fucile.
----
- 31 ottobre 2005- La Repubblica. Hanno bussato alla porta: "Dolcetto o scherzetto".
Ma lui ha usato il fucile da caccia I feriti hanno 14 anni: uno di loro rischia
l'occhio. Arrestato il pensionato Halloween, anziano spara gravi due ragazzini a Ivrea.
IVREA - Due ragazzini di 14 anni sono rimasti feriti gravemente stasera nel
torinese, durante i festeggiamenti di Halloween. Un anziano ha sparato contro di loro ed è
stato arrestato. L'episodio è avvenuto a Chiaverano, paese vicino a Ivrea, nel Canavese,
quando i due stavano andando di porta in porta per recitare la classica formula "dolcetto o
scherzetto". Secondo una prima ricostruzione, i ragazzini stavano bussando alle porte del
paese con altri tre o quattro amici, tutti vestiti in maschera. Giunti alla porta di Benito
Dabbelani di 70 anni, si sono visti rispondere a colpi di fucile da caccia. Almeno quattro
colpi ha esploso l'anziano. I due feriti sono stati trasportati all'ospedale di Ivrea e le loro
condizioni risultano serie. Sono stati colpiti al volto; uno di loro rischia di perdere un
occhio. L'anziano è stato arrestato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio. Dabbelani
vive solo; in paese dicono che spesso i ragazzini lo infastidivano, che era vittima frequente
di scherzi e dispetti. Anche stasera, il gruppo di ragazzini mascherati per la festa di
Halloween, prima di bussare alla porta dell'anziano, avevano lanciato alcuni petardi nel
cortile di casa. (31 ottobre 2005)
---
- 15-05-2005. Maneggia il fucile di papà e uccide la mamma
Caserta - Maneggiando il fucile da caccia del padre, legalmente detenuto, un
ragazzo di 14 anni, di Santa Maria Capua Vetere, nel Casertano, ha ucciso la madre
con un colpo che ha raggiunto la donna, 40 anni, al petto, uccidendola sul colpo. Il
ragazzo. eludendo la sorveglianza della mamma, sarebbe riuscito a trovare le chiavi
dell'armadio in ferro dove il padre, così come previsto dalla legge, custodiva l'arma, e ha
cominciato a maneggiarla. È partito un colpo che ha raggiunto al cuore la donna. La
Provincia di Cremona
---
- 15-01-2005. Il Giornale di Brescia. Sedicenne uccide la madre mentre gioca col
fucile,
AOSTA - È stata uccisa con un colpo di fucile partito da una doppietta che stava
armeggiando il figlio sedicenne. È accaduto ieri pomeriggio in una villetta in frazione Rapy
di Verrayes, piccolo paese a pochi chilometri da Saint Vincent. La vittima è Lorella Perrin,
di 40 anni, che è morta sul colpo dopo che il proiettile, entrato dalla spalla, le ha leso degli
organi vitali. In quel momento in casa non c'era il padre, Renzo Navillod, presidente della
sezione locale dei cacciatori. Secondo quanto hanno ricostruito i carabinieri, Renzo
Navillod sarebbe rincasato verso mezzogiorno dopo una battuta di caccia e avrebbe
consegnato il fucile (in casa ne ha parecchi) al figlio sedicenne, con il compito di riporlo. Il
ragazzo, invece di limitarsi a eseguire l'ordine, avrebbe armeggiato per alcuni minuti con
l'arma e a un tratto la madre, che passava per caso in quel posto, sarebbe stata raggiunta
dal proiettile partito accidentalmente dal grilletto azionato dal figlio.
---
- 09-11-2004. Il Mattino di Padova. Pallini dei cacciatori sfiorano la comitiva di
bimbi
La polizia provinciale è intervenuta domenica alla fattoria didattica di Cervarese. Il gruppo
è andato via. Modica: «Non abbiamo riscontrato pericoli». (!!!!!!)
CERVARESE SANTA CROCE. I pallini dei fucili dei cacciatori, che cercavano di uccidere
tordi, cesene e allodole, continuavano a schizzare pericolosamente sopra i campi della
fattoria didattica «La Buona Terra», che si trova in via Repoise 73, prima di ricadere a
nemmeno trenta metri da un gruppo di 358 persone, tra cui tantissimi bambini, che
domenica mattina erano andati a visitare l'azienda agro-turistica, gestita da Luisa De
Marchi.
La comitiva ha preso un grande spavento e si è immediatamente allontanata dalle
vicinanze del capanno, dove erano appostati i cacciatori, che cercavano anche
d'impallinare le numerose lepri che correvano per i campi.
La titolare della fattoria, ormai esasperata da questa situazione, ha chiamato
immediatamente gli agenti della Polizia Provinciale, che sono intervenuti sul posto dopo
poco tempo. Non è la prima volta che i bambini in visita alla «Buona Terra» rischiano di
essere colpiti dalla rosa di pallini sparati dai fucili dei cacciatori, che hanno la possibilità,
per legge, di cacciare anche all'interno dell'azienda agri-turistica di proprietà di Luisa De
Marchi. Una caccia che continua, nei giorni stabiliti dal calendario venatorio regionale,
nonostante i mille tentativi che la signora De Marchi sta facendo da anni per convincere le
istituzioni ad abolire il permesso di caccia dalla sua fattoria didattica, frequentata da circa
5000 persone all'anno. «Ho spedito cinque lettere all'amministrazione provinciale ed alla
Regione - dice la titolare della fattoria di via Repoise - Sino ad oggi non ho ricevuto alcuna
risposta positiva. Intanto centinaia di persone, tra cui numerosi bambini, rischiano di
essere impallinati da cacciatori, che hanno la licenza di uccidere gli uccelli anche sui miei
campi. A questo punto non so più a chi rivolgermi. Perchè aspettare che ci scappi il
ferito?».
Immediata la risposta della polizia provinciale. «Appena siamo stati chiamati dai titolari
della "Buona Terra" siamo intervenuti - dice il comandante Nicola Modica - Abbiamo
effettuato un pattugliamento di perlustrazione e di controllo del territorio sia all'ora di
pranzo che nel pomeriggio. Abbiamo verificato che i colpi esplosi dai cacciatori dagli
appositi appostamenti non potevano assolutamente coinvolgere i visitatori della fattoria
didattica. In caso contrario li avremmo allontanati immediatamente. Per quanto riguarda le
azioni che la titolare dell'azienda agrituristica sta mettendo in atto per far abolire la caccia
dai suoi campi, questa è una cosa che non riguarda la polizia provinciale, ma soltanto
l'amministrazione provinciale, la Regione Veneto e l'Ambito di caccia di Cervarese.
---
- 23-10-2004
Comunicato LAC-Veneto. Pallini da caccia in un campo da calcio frequentato da
bambini.
A SAN'ELENA DI SILEA ENNESIMA PIOGGIA DI PALLINI DA CACCIA IN UN CAMPO DA
CALCIO. UNA SIGNORA DENUNCIA LA PRESENZA DI CACCIATORI DENTRO IL PARCO
NATURALE DEL FIUME SILE.
Una agguerrita ed arrabbiatissima signora di Sant'Elena di Silea (TV), ha segnalato alla
LAC, Lega per l'Abolizione della caccia, che mercoledì scorso a Sant'Elena di Silea,
all'interno di un isolotto del Sile, ovvero in pieno territorio del Parco Naturale del Fiume
Sile, un cacciatore ha esploso ben tre colpi di fucile da caccia.
La signora, R.S. residente in via Papa Giovanni XXIII, ha riferito che ci sono stati anche
episodi che hanno visto delle cadute di pallini da caccia addirittura in un campo da calcio
vicino alla locale chiesa dove spesso si allenano i bambini delle scuole elementari e medie.
Si tratta di fatti gravissimi perché la caccia nei parchi regionali è sanzionata severamente
mentre è vietata nei pressi di aree adibite a sport ed attività ricreative.
La LAC domenica effettuerà un accurato sopralluogo anche nell'intento di verificare se
verranno ripetuti i gravi atti di violazione della legge sulla tutela della fauna selvatica e
sull'incolumità delle persone.
Andrea Zanoni della LAC ha commentato così l'accaduto: "Purtroppo sono molti i
cacciatori che approfittano della pressoché inesistenza di controlli da parte della vigilanza
all'interno del parco Naturale del Sile. Ogni attività non sottoposta a seri controlli di norma
degenera in atti di inciviltà e vandalismo, noi della LAC proprio per questo sosteniamo che
l'unica soluzione al grave problema della caccia sia la sua totale abolizione. Invitiamo tutti i
cittadini a segnalarci questi episodi al 347/9385856 o scrivendo a LAC via Bellucci, 16
Treviso".
---
- 19-09-2004. Repubblica.it. Scambia il figlio dodicenne per un coniglio e lo
uccide.
Tragico incidente di caccia nella campagna vicino a Catania. L'uomo avrebbe scambiato il
ragazzino (12 anni) per un coniglio. Uccide il figlio per errore e si suicida con lo stesso
fucile
ZAFFERANA ETNEA (CATANIA) - Si è trasformata in dramma familiare una battuta di
caccia sulle pendici dell' Etna dove un uomo ha scambiato il figlio di 12 anni per un
coniglio e ha sparato contro una macchia mediterranea uccidendo il ragazzo. Accortosi
dell' accaduto l'uomo si è suicidato sparandosi due volte con la stessa arma contro l'
addome.
Scenario della tragedia è stata una campagna attigua a un casolare abbandonato di via
Diaz, una delle strade di periferia di Pisano. E' lì che Antonio Grasso, 38 anni, idraulico di
Zafferana Etnea, ha ucciso accidentalmente con il proprio fucile di caccia calibro 12 il figlio
Alfio, di 12 anni. Il colpo sparato da media distanza ha centrato alla testa il piccolo, che è
morto sul colpo.
Appena si è accorto della tragedia, Antonio Grasso, in preda alla disperazione, si è sparato
un colpo di fucile all' addome, ma è rimasto ferito di striscio. Ha ricaricato l'arma, l'ha
piazzata con il calcio per terra e gli si è scagliato contro: sono partiti due colpi in rapida
successione che gli hanno devastato lo stomaco, uccidendolo.
Alla tragedia ha assistito attonito e sotto choc un testimone: era un loro compagno di
caccia che ha tentato, senza riuscirci, di fermare l'uomo. Le sue dichiarazioni, rese ai
carabinieri di Giarre, che ha chiamato lui stesso con il telefonino, hanno trovato riscontro
nei primi accertamenti compiuti dal medico legale, il dottore Ragazzi.
Antonio Grasso, sposato, aveva un' altra figlia, di sette anni. La bambina, che era rimasta
a casa con la madre, non sa ancora quello che è accaduto. Sul luogo della tragedia è
presente un cognato dell'uomo, anche lui sotto choc. Grasso era conosciuto a Zafferana
Etna come "una persona per bene, irreprensibile, molto legato alla famiglia". Con il figlio
condivideva, tra l' altro, la passione per la caccia e insieme oggi pomeriggio, con un loro
amico, erano andati a fare una 'battuta' nonostante la pioggia intensa caduta nel
Catanese.
Secondo il sostituto procuratore Marisa Scavo "non ci sarebbero dubbi sulla dinamica" e
l'accaduto è da "ricondurre a una drammatica fatalità". Il magistrato ha disposto
l'autopsia.
---
- 16-09-2004. Il Mattino di Padova. Pallini da caccia sui bambini
La titolare dell'azienda, Maria Dalla Francesca, torna a chiedere il divieto dell'attività
venatoria all'interno dell'area. I cacciatori sparano nel bosco della fattoria didattica di
Altaura. La struttura riceve visitatori tutto l'anno e ospita tanti animali
CASALE DI SCODOSIA. Pioggia di pallini contro gli studenti che stanno seguendo il
laboratorio sulle api nell'azienda agrituristica e biologica Altaura e Monte Ceva di Casale di
Scodosia. Un episodio che potrebbe ripetersi e avere anche conseguenze gravi. A
denunciare il fatto e a chiedere più attenzione per l'incolumità degli studenti è Maria Dalla
Francesca, proprietaria dell'azienda che svolge l'attività di «fattoria didattica». Siamo in
aperta campagna a due passi da villa Correr e il fondo rurale si estende per 26 ettari.
«Durante tutto l'anno l'azienda è visitata da bambini, ragazzi e adulti - dice la Dalla
Francesca - che seguono i laboratori all'aperto su api, siepi, fosso, bosco di pianura, insetti
e altri temi ancora».
L'area di Casale è ricca di fauna selvatica e sempre durante il periodo di caccia si creano
situazioni di grave pericolo. In un caso sono stati addirittura colpiti dei ragazzi con una
pioggia di pallini sparati da un cacciatore rimasto anonimo.
«E' evidente - dice la titolare della fattoria - la pericolosità della compresenza di cacciatori,
che lecitamente possono sparare ad animali presenti nelle siepi e nel bosco della fattoria,
durante la visita didattica dei giovani ospiti. L'importanza sociale della "fattoria didattica"
è ormai riconosciuta da diversi enti e per questo chiedo l'interdizione alla caccia per
l'incolumità pubblica nell'intera area di competenza della fattoria». La campagna
dell'azienda oggetto di studio è coltivata secondo il metodo dell'agricoltura biologica. I
fossi, le siepi e i campi costituiscono per gli animali selvatici un'oasi naturalistica, dove
però i cacciatori vanno a nozze. Per la gioia dei più piccoli nella fattoria si trovano le
casette per oche e galline e per i loro pulcini. E vicino alla piantagione di kiwi c'è il ricovero
per gli asini, le mucche, i conigli e le pecore. Un «paradiso» che mal convive con gli spari
dei cacciatori. Maria Dalla Francesca ha esternato la sua protesta alla Provincia, al sindaco
di Casale, alla questura e al prefetto. Gli enti dovrebbero darle ascolto. La pericolosità
della situazione è evidente.
MA FEDERCACCIA RACCOMANDA DI......
- Corriere Adriatico, 28 maggio 2005
IL VOLANTINO
«Non andate in vacanza a Ponza: i cacciatori fanno strage di uccelli» Volantini nelle scuole
che invitano a non andare in vacanza sull’isola di Ponza, perchè lì i cacciatori «uccidono
migliaia di uccelli», e anche tu «rischi la vita». Il presidente provinciale della
Federcaccia di Pesaro Urbino, Alberto Iacucci, ha denunciato la diffusione, davanti
alle scuole di Fano di volantini di questo tipo, stampati dall’Associazione
«CacciailCacciatore» di Torino. Iacucci accusa i depliant di diffondere falsità e
allarmismo, e si è rivolto al ministro dell’istruzione perchè intervenga. Uno dei fogli dice
che «a Ponza i cacciatori uccidono migliaia di uccelli rendendo l’isola un vero cimitero
infestato da trappole, reti, colpi di fucile che mettono a repentaglio l’incolumità dei
turisti». Informazioni «bugiarde e diffamatorie» secondo il presidente di Federcaccia, che
ribatte: «a Ponza le specie cacciabili sono 17 su circa 600, e gru, cicogna bianca e falco
pellegrino citati nel volantino non sono cacciabili». Ma Iacucci contesta anche i dati
elencati in un secondo volantino: «50 morti, uno ogni tre giorni, 94 feriti è il
tragico bilancio dell' ultima stagione di caccia». Numeri «assolutamente non
veritieri», a detta di Federcaccia. Che contro questo tentativo di «circuire i minori, davanti
alle scuole», ha chiesto l’ intervento del ministro Moratti e della presidenza nazionale di
Federcaccia, invitandoli a procedere legalmente contro l’ associazione torinese.
+
Il Messaggero - Pesaro - 28 maggio 2005
Denuncia di Iacucci per alcuni volantini “terroristici” diffusi a scuola: “Intervenga il
ministro”
“Ragazzi montati contro la caccia”
FANO - Sono stati diffusi in questi giorni in alcune scuole cittadine dei volantini contro la
caccia, dal tenore piuttosto intimidatorio: si enumerano dati impressionanti in merito al
bilancio degli infortunati nell'ultima stagione di caccia e si evidenziano slogan preoccupanti
del tipo "Il prossimo bersaglio puoi essere tu, mentre passeggi con tuo figlio!". "Si tratta
di un'azione vile, dal contenuto diffamatorio - ha reagito il presidente provinciale della
Federcaccia Alberto Iacucci - in quanto vengono pubblicati dati non corrispondenti al
vero e si ingigantisce ad arte un fenomeno dovuto a cause del tutto fortuite che, in realtà,
è molto ridotto”. Il volantino è firmato da un’associazione anticaccia di Torino e riporta
notizie non veritiere sulle possibilità di caccia a Ponza. “Non sono nemmeno da
paragonarsi gli incidenti di caccia al tragico bilancio degli incidenti stradali del sabato sera -
continua Iacucci -, nei confronti dei quali sembra che sia calata una sorta di fatalismo. Noi
della Federcaccia ci attiveremo sempre perché i giovani vadano a riposare
presto la sera e si sveglino presto al mattina, magari per andare a caccia;
correrebbero certamente meno rischi. Stigmatizziamo chi diffondendo tale
materiale, non fa altro che circuire i minori. Per questo abbiamo attivato la
Federcaccia nazionale perché inviti il Ministero della Pubblica Istruzione a perseguire
legalmente chi svolge tale campagna infamante. Invitiamo anche i presidi e il personale
della scuola a vigilare perché tali atti non si ripetano".
















