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| Rassegna stampa cronologica da cui scaturiscono i dati 2008/2009 |
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terreno, A.B., 38 anni di Galatina, ha incominciato ad inalberarsi. E’ scaturita una violenta discussione su chi avesse più titolo a cacciare in quella zona che, a quanto se ne sa, sarebbe di proprietà di un parente del contadino. Il 68enne avrebbe
invitato il 38enne con toni sempre più verbosi ad allontanarsi. “Te ne devi andare da qui, altrimenti sono guai!”.
Per tutta risposta il concittadino più giovane non avrebbe ceduto alle pressioni continuando a sostare nei paraggi. A.B., a
quel punto, ha forzato la situazione. Si è diretto in direzione della propria macchina pere recuperare un fucile. Da una
distanza ragguardevole, circa 100 metri, il contadino ha fatto partire una rosata di pallini che hanno raggiunto il l'anziano in
più punti, senza ferirlo, provocandogli solo qualche foro all’altezza del giubbotto. Attuata la rappresaglia, il 68enne si è
infilato in macchina, cercando di dileguarsi. La vittima, però, ha prontamente allertato i carabinieri e gli uomini del Nucleo
Operativo Radiomobile di Gallipili, dopo aver raccolto alcune testimonianze e la dichiarazione dello stesso sfortunato
bracconiere, hanno bloccato il presunto feritore intento a lavorare in campagna.
Dopo aver sequestrato il fucile e le munizioni, i militari lo hanno accompagnato in caserma. Della “doppietta” in campagna
è stato informato il magistrato di turno, il sostituto procuratore Angela Rotondano. Sulla scorta dell’informativa redatta dai
carabinieri, dovrà stabilire l’accusa tra il reato di tentato omicidio e violenza privata. A.B., ex-guardia giurata, difeso
dall’avvocato Simone Fontana, sarà interrogato nelle prossime ore dal giudice delle indagini preliminari per la convalida
dell’arresto. Nella giornata di lunedì, intanto, il Gip Antonio Del Coco ha convalidato l'arresto, ma ha rimesso in libertà
A.B:, contestandogli il reato di violenza privata. L'uomo davanti al giudice ha dichiarato di aver sparato all'indirizzo della
cacciagione, e per la fitta nebbia, di non essersi accorto, da distanza ragguardevole, di aver colpito il 68enne.
Fonte:(LeccePrima.it, 25 Ottobre 2008)
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-25,10.08 - 1 FERITO CACCIATORE - AMB. VENATORIO - GROSSETO
Ferito a caccia dal fucile del fratello. Massa Marittima.
In tre, con un cugino, a fagiani nella zona di Cura Nuova.
Drammatico incidente, meccanico follonichese in prognosi riservata
MASSA MARITTIMA. La fucilata va fuori bersaglio e la battuta di caccia si trasforma in dramma: un follonichese è
ricoverato in prognosi riservata all’ospedale di Grosseto, suo fratello è indagato per lesioni aggravate colpose.
Accade sabato pomeriggio, intorno alle quattro e mezza. Marco Ranieri, 49enne meccanico, è a caccia di fagiani nella
macchia di Vivoli - Cura Nuova, in territorio comunale di Massa Marittima, poco dopo il “confine” con Follonica. Ranieri è
li con uno dei suoi tre fratelli e con un cugino, tutti esperti cacciatori e ottimi conoscitori della zona.D’improvviso
l’incidente. Proprio il fratello, 54 anni pensionato, tira un colpo di fucile. Il colpo va a vuoto e un paio di pallini, forse dopo
aver rimbalzato su una pietra, raggiungono Marco Ranieri all’addome. In un punto delicatissimo, l’ipocondrio sinistro. Sono
il cugino e il fratello a prestare i primi, frenetici soccorsi. Si caricano il ferito a braccio e lo portano alla macchina, con la
quale raggiungono l’ospedale di Massa Marittima. Qui le condizioni di Marco Ranieri vengono giudicate particolamente
gravi, tanto che si decide per il trasferimento d’urgenza al Misericordia di Grosseto. (...)
Fonte:(Il Tirreno, 27 Ottobre 2008)
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- 26.10.08 - 1 MORTO CACCIATORE - AMB.DOMESTICO/CRIMINALE - VICENZA -
(DISTURBI PSICHICI)
MONTEGALDA - In cura per problemi psichiatrici, uccide il padre a fucilate e poi va a cena da un amico
Ha ucciso suo padre con una fucilata all’addome. Ha riposto la doppietta in un armadio, ha ripulito un po’ il garage e quindi
è salito sul suo motorino ed è andato a cena da un amico, che lo aspettava per una festa in famiglia.
È la ricostruzione dei carabinieri, dopo ore e ore di lavoro, dell’orribile delitto avvenuto venerdì sera a Montegalda. Matteo
Targa, 23 anni, apprendista operaio ma al momento disoccupato, ha sparato con il fucile da caccia al padre Tonino, 66, con
il quale viveva in via Marcoline 18, a poca distanza dal centro del paese ma in una casa isolata. (...) Di recente, poi, erano
emersi dei disturbi di natura psichiatrica, ed era stato ricoverato in ospedale. (...) La discussione è degenerata: Matteo, presa
la doppietta che il padre teneva in un armadio in garage, gliel’ha puntata contro e ha fatto fuoco. Un colpo solo, sparato
d’impeto, con rabbia cieca. Poi, col motorino, è andato a Costozza di Longare. «Da noi, a cena, è parso tranquillo. Il solito
Matteo», hanno detto gli amici sconvolti.
(...) Targa era stato ucciso da una fucilata. (...)Al comando provinciale, intanto, Matteo ha iniziato a parlare. «Sì, ho sparato
io», ha ammesso. È stato chiamato un legale, l’avv. Chiara Bevilacqua, giunta intorno alle 13. Il giovane - sottoposto
all’esame dello stub, positivo - ha parlato a lungo, in maniera un po’ confusa, fra tanti «non ricordo», ed ha cercato di
spiegare che lui non voleva uccidere il padre, ma che il colpo è partito. (...)
Fonte: Il Giornale di Vicenza, autore AipsiMed.
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- 27.10.2008- 1 FERITO CACCIATORE -AMB.VENATORIO - CALTANISSETTA -
















