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| Rassegna stampa cronologica da cui scaturiscono i dati 2008/2009 |
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Follonica a Pian dei Mucini (Massa Marittima) per una battuta con la squadra massetana dei “Nove Cinghialai”. Sono poco passate le tre di ieri pomeriggio quando il gruppo “armato” della squadra è alla posta nella macchia in località Cava della
Rena. Sono tutti fermi e zitti, pronti a tirare. Tra loro c’è anche Lido Pucci. D’improvviso si avverte un fruscìo, forse passa
un cinghiale. Dai fucili di due cacciatori partono, quasi all’unisono, altrettanti colpi. Uno dei quali, accidentalmente,
colpisce il 74enne follonichese alla spalla.
Fonte: Il Tirreno, 24 Novembre 2008
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- 26.11.2008 - 1 FERITO CACCIATORE- AMB.VENATORIO - LIVORNO
Ferito un cacciatore rimasto ferito a un braccio da un compagno durante una battuta di caccia al cinghiale nella zona di
Campiglia.
CAMPIGLIA. Leopoldo Marchi, piombinese di 58 anni, è stato colpito da una palla probabilmente di rimbalzo, che
fortunatamente lo ha ferito solo lievemente. L’uomo infatti dopo aver ricevuto le prime cure al pronto soccorso è stato
subito dimesso. Sul caso stanno compiendo accertamenti gli agenti della squadra nautica della polizia.
Fonte: Il Tirreno, 27 Novembre 2008
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# -26.11.08-1 FERITO(GRAVE) GENTE COMUNE- AMB.CRIMINALE/DOMESTICO - TREVISO
Aldo Manzoni, 70 anni, litiga con il figlio Franco, 33enne, poi gli spara in testa. Il giovane colpito alla nuca: è grave. Il
padre arrestato per tentato omicidio.
Dramma dell’esasperazione ieri pomeriggio in via Santa Maria di Ca’Foncello dove un padre, Aldo Manzoni di 70 anni, ha
imbracciato il fucile ed ha sparato alla testa del figlio Franco, 33 anni. Sconvolto e fuori di sè dopo l’ennesimo litigio in
famiglia voleva ucciderlo. Fortunatamente il colpo non è andato a segno. Trasportato d’urgenza all’ospedale Ca’Foncello, il
giovane è stato operato, resta in prognosi riservata, ma non sembra in pericolo di vita. Tutto è avvenuto nel giardino della
villetta di famiglia poco dopo le 16. L’uomo, disarmato dagli agenti, è stato arrestato per tentato omicidio.
Aldo Manzoni teneva la carabina nell’autorimessa adiacente la casa da anni. Un vecchio Flobert a canna singola usato di
tanto in tanto per la caccia ai passerotti ma diventato anche una piccola mania. Dentro la villetta, oltre alle normali cartucce
a pallini, l’uomo conservava un vero e proprio arsenale di pallottole, 400, alcune dotate di proiettile altre elaborate con teste
di chiodi. Ieri pomeriggio, dopo averlo puntato contro il figlio, ausiliario per l’Uls 9 di Treviso, era pronto a girarlo verso di
sè per togliersi la vita, ma gli agenti sono arrivati prima che il dramma familiare diventasse una vera tragedia.
L’allarme è scattato alle 16.15 con la telefonata al 113 di un amico di Franco. Il ragazzo era in cucina con la madre del
giovane quando ha sentito lo sparo provenire dal giardino ed uscito di casa ha visto il corpo del compagno steso a terra.
Cosciente ma ferito. Pochi metri più in là, dietro l’angolo di casa, il padre del giovane, Aldo. In mano il Flobert fumante.
Poche ore prima padre e figlio avevano avuto l’ennesima di una lunga serie di liti maturate in un contesto familiare che gli
stessi agenti hanno definito «degradato, problematico», tanto da essere noto e verbalizzato in alcune denunce di vecchia data
per percosse e lesioni. Erano venuti alle mani ancora, duramente, e il padre era uscito di casa per andare a farsi medicare al
pronto soccorso. Lì, secondo la ricostruzione fatta davanti agli uomini della Questura, non avrebbe più avuto pazienza di
attendere e ritornato a casa sarebbe entrato direttamente nell’autorimessa alla ricerca del fucile. In quel momento, ignaro di
quanto stesse facendo il padre, Franco esce di casa per fumare una sigaretta lasciando in cucina madre e amico. Tempo di
fare due boccate e poi il colpo, alle spalle. Aldo Manzoni non spara con i pallini, ha caricato il Flobert con uno dei proiettili
a ogiva. Il colpo colpisce la nuca del figlio ma di striscio. Il proiettile resta sottopelle, frantumato.
Quando arrivano gli uomini delle Volanti il padre è ancora in giardino, imbraccia il fucile, è in stato confusionale. Gli agenti
riescono a fargli deporre l’arma evitando che la rivolga verso di sè o la punti contro di loro innescando pericolosissime
conseguenze.
In casa, la moglie è in stato di choc. Mentre Franco viene portato in ospedale e operato d’urgenza il padre, Aldo, viene
caricato in auto e portato in questura per l’interrogatorio. Ne esce un’ora dopo, abbattuto e sconvolto. Ricostruiti i fatti, gli
agenti lo arrestano per tentato omicidio e lo conducono al carcere di Santa Bona.
«Questo è un dramma familiare - dice il questore Carmine Damiano - va trattato e con delicatezza sia nei confronti del figlio
che del padre». Cauto anche il giudizio di Claudio Di Paola, capo delle Volanti, «un dramma scarturito in una situazione
familiare molto difficile».
Fonte: http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/Litiga-con-il-figlio-poi-gli-spara-in-testa/2050497/6
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- 27.11.08 - 1 MORTO CACCIATORE - AMB.VENATORIO - RIETI
ACCUMOLI. Incidente di caccia al cinghiale. 38enne Romeo Cherubini ucciso, tre giorni fa, da un colpo di fucile da caccia
che gli ha trapassato il torace da una scapola all'altra.
















