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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
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MINORI VITTIME della CACCIA
Stagione Venatoria 2009/2010
Questa raccolta si prefigge di evidenziare il coinvolgimento di giovanissimi e giovani nel mondo della
caccia. Purtroppo i fatti di cronaca che arrivano su questo argomento sono sempre drammatici, sia che si
tratti di bambini uccisi o feriti da armi da caccia, sia che siano presenti in situazioni che li vedono
protagonisti o testimoni di violenza sugli indifesi, anche in questi casi i bambini sono comunque vittime.
Sappiamo che la violenza sugli animali è foriera di prevaricazione anche sui propri simili e i minori
coinvolti nel mondo della caccia corrono il rischio di presentare distonie delle dinamiche interpersonali con
i coetanei, con casi di aggressività, come lo stesso prof.Ascione ha ampiamente documentato con i suoi studi
in USA.
In questa stagione venatoria appena conclusa, paradossalmente l’unico morto tra la gente comune è un
bambino di 14 anni che emulava i comportamenti assorbiti in ambito familiare, tanto da sottrarre il fucile al
nonno e partire col suo cane alla volta dell’avventura… venatoria. Avventura conclusa tragicamente. Il
nonno è perseguibile per omessa custodia… ma sono solo sue le responsabilità? Oppure è la Società che
deve riflettere sui messaggi e stigmatizzare quelli in uso di recente nel mondo venatorio dove non ci si
preoccupa minimamente di presentare un bambino di 6-7 anni accanto ad un potente fucile e vestito di tutto
punto come il paà, a sancire quella continuità generazionale del mondo venatorio. Continuità necessaria al
settore per non estinguersi, ma sulla pelle e l’anima di bambini e ragazzi.
19.12.2009
Lecco, cacciatore di 14 di anni muore per un colpo accidentale
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato
Un ragazzo di soli 14 anni è morto per un colpo di fucile, vittima di quello che viene descritto come un
incidente di caccia avvenuto nei boschi sopra l’abitato di Olginate, centro della provincia di Lecco. Il
giovane, residente in paese, in base a una prima ricostruzione dell’accaduto avrebbe imbracciato il fucile per
andare nei boschi. Lì sarebbe rimasto vittima di un incidente, forse a causa di una caduta, complice la
nevicata in tutta la zona con rigide temperature che hanno generato una patina di ghiaccio.
A dare l’allarme è stato il ritorno solitario del cane, insolitamente agitato. L’adolescente, cercato prima in
paese e poi nei boschi, è stato trovato esanime da un famigliare che lo ha poi trasportato a valle, fino a una
zona raggiungibile dalle ambulanze. Nonostante i disperati tentativi dei medici, il quattordicenne è morto.
Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica e la causa dell’accaduto.
(19 dicembre 2009)
http://milano.repubblica.it/dettaglio/Un-colpo-accidentaleuccide-baby-cacciatore/1809339
(ANSA) – LECCO, 20 DIC – E’ stato denunciato a piede libero il nonno del ragazzo morto ieri durante una
battuta di caccia nei boschi sulle colline di Lecco.
Il ragazzino,di Olginate (Lecco),aveva imbracciato il fucile calibro 28 di un familiare, rimanendo poi vittima
di una probabile caduta, complice la neve, durante la quale e’ partito il colpo fatale che lo ha centrato al
volto. L’uomo, 80enne, e’ stato denunciato per omessa custodia e possesso illegale di armi.Il ragazzo domani
avrebbe compiuto 15 anni.
--o-O-o--
20.01.2010
Sedicenne gambizzato nel Reggino con fucilata a pallini.
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(ANSA) - BIVONGI (REGGIO CALABRIA), 20 GEN - Un sedicenne, G.G., e' stato gambizzato ieri notte
a Bivongi, nel Reggino, con un colpo di fucile caricato a pallini.Il ragazzo era in compagnia di alcuni amici
quando un uomo col volto coperto da un casco da motociclista giunto a bordo di uno scooter guidato da un
complice gli ha sparato raggiungendolo alla coscia destra. Secondo le prime indagini dei Cc,il gesto non
sarebbe da collegare alla criminalita' organizzata. Si sta indagando nella vita privata del ragazzo.
http://www.giornaledibrescia.it/Ansa/496491.html?idansa=37620
--o-O-o--
09.09.2009
Spoleto - E’ DECEDUTA LA STUDENTE SPOLETINA RIMASTA VITTIMA DI UN COLPO DI
FUCILE. INSPIEGABILI ANCORA LE CAUSE
Non ce l’ha fatta. La 16enne rimasta vittima ieri sera di un colpo partito da un fucile da caccia, è spirata poco
dopo le 9 di questa mattina. La tragica notizia viene confermata in questi minuti dai sanitari del nosocomio di
Foligno dove la ragazzina era stata ricoverata in gravissime condizioni. Al pronto soccorso folignate era
giunta in arresto cardiaco ma i medici erano riusciti a rianimarla. Nella notte la decisione di procedere ad un
delicato intervento chirurgico che, tecnicamente, sembrava fosse riuscito, lasciando così qualche flebile
speranza ai sanitari. Coscienti però che le sue condizioni restavano comunque disperate a causa delle
profonde ferite causate dallo sparo del fucile calibro 12. Inspiegabili al momento la dinamica dello sparo,
sulla quale stanno lavorando i carabinieri della Compagnia di Spoleto, coordinati dal capitano Pasquale
Megna che non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione sulla vicenda. Rimangono quindi aperte tutte le
piste inclusa quella di un incidente. La studentessa, appassionata di sport, ha preso di certo il fucile,
legalmente detenuto dal padre. Come è certo che al momento dello sparo si trovasse da sola in una stanza
dell’abitazione che si trova nel comprensorio spoletino. La fucilata aveva richiamato l'attenzione dei
famigliari che avevano così chiamato l'ambulanza.
La notizia dell'incidente sta facendo il giro della città dove la famiglia è molto conosciuta e stimata. Come lo
era anche la giovanissima per i suoi meriti sportivi e la sua simpatia. Ieri, stando alle testimonianze di alcuni
compagni di scuola, era stata vista a passeggio con un'amica per la Fiera di Loreto. Sorridente come sempre.
Dunque nessun problema, di alcun tipo. Una situazione dunque che sembra avvalorare l'ipotesi che a
stroncare la vita della ragazzina sia stato un tragico incidente. Solo l'autopsia, disposta dall'autorità
giudiziaria, e le indagini dei militari chiariranno realmente le cause del decesso.
http://www.tuttoggi.info/articolo-17496.php
Foligno:MUORE SEDICENNE PER UN COLPO DI FUCILE
La tragedia di Campello sul Clitunno -Cronaca - 09/09/2009 di Pamela Saracini
Un vero e proprio dramma quello che si è consumato questa mattina all’ospedale San Giovanni Battista di
Foligno. Una ragazzina di appena 16 anni, residente a Campello sul Clitunno, è deceduta intorno alle 9 in
seguito ad un colpo di fucile da caccia che gli aveva procurato un arresto cardiaco e profonde ferite al corpo.
La giovanissima si era ricoverata al nosocomio folignate in gravissime condizioni nella tarda serata di ieri,
intorno alle ore 22.
In ospedale era stata immediatamente sottoposta ad un intervento chirurgico urgente ed estremamente
delicato, che, a quanto pare, era perfettamente riuscito.
Ma in seguito, durante la notte, le sue condizioni sono peggiorate. Purtroppo la gravità delle ferite riportate
non ha permesso ai medici di salvarla.
La famiglia della ragazza era molto conosciuta nel piccolo centro di Campello sul Clitunno e la notizia, che
si è rapidamente diffusa tra la popolazione, ha gettato nello scoramento e nel lutto un intero paese.
La ragazza era un'appassionata di tiro a volo e deteneva regolarmente le sue armi, anche se queste erano state
debitamente registrate a nome del padre vista la sua minore età.
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Di questo dramma e della vita di una sedicenne non rimangono che alcune indiscrezioni che raccontano di
come ultimamente la giovane sarebbe caduta in depressione a causa degli esami di riparazione.
Questa circostanza potrebbe far ipotizzare un tragico gesto estremo compiuto dalla stessa ragazza.
http://www.newgol.com/articolo_foligno_2009set09_00008496.html
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23.10.2009
Si uccide a 15 anni con il fucile. Il suo addio: «Mi sento solo»
S. VITO DI LEGUZZANO. La tragedia si è consumata nell'abitazione al rientro dalle lezioni. Indagini dei
carabinieri. Lo studente poco prima in un'e-mail ad un amico aveva comunicato il proprio disagio. Bravo a
scuola, stimato dai genitori. All'origine forse una delusione d'amore
È rientrato a casa da scuola con la morte nel cuore. Con la lucidità della disperazione, ha aperto l'armadio, ha
preso dalla rastrelliera il fucile da caccia del padre, se lo è appoggiato sul petto e ha fatto fuoco. Vani i
soccorsi. Il giovane, 15 anni, è morto praticamente sul colpo.
IN CASA. La tragedia è avvenuta nel primo pomeriggio di ieri a S. Vito di Leguzzano, nell'abitazione della
famiglia del giovane, che sorge lungo una delle vie di accesso al paese. La vittima, che frequentava il primo
anno di un istituto professionale di Schio, era tornata da poco da scuola. Nel momento della disgrazia lo
studente era da solo, e nessuno ha assistito al gesto estremo, sulla cui ricostruzione i carabinieri hanno
purtroppo pochi dubbi. Il fucile, che il padre deteneva regolarmente, è stato trovato a terra, vicino al corpo. Il
botto tremendo ha messo in agitazione i famigliari, che sono accorsi immediatamente: trovando il ragazzo a
terra, nel sangue. Hanno chiesto aiuto al 118, ma all'arrivo dell'ambulanza con il medico non c'era più nulla
da fare. Poco dopo sono giunti anche i carabinieri della compagnia di Schio.
L'E-MAIL. In base a quanto è stato ricostruito, il giovane poco prima di togliersi la vita aveva scritto un'email
ad un amico. «Mi sento tanto solo», gli avrebbe confidato. Una circostanza, per chi lo conosce,
singolare, poiché il ragazzo aveva parecchi amici, che frequentava con assiduità. Evidentemente la sua era
una sensazione interiore, la vicinanza fisica non era sufficiente. I militari hanno raccolto anche la
testimonianza dell'amico, acquisendo il testo di quella breve missiva.
LA FAMIGLIA. I genitori e il fratello maggiore dello studente, che si sono trasferiti a S. Vito da qualche
anno, dopo aver risieduto in un altro Comune della zona, sono conosciuti e stimati in paese come una
famiglia laboriosa. Mamma e papà lavorano come operai. Sgomenti, e increduli ai carabinieri hanno spiegato
di non aver mai immaginato che il figlio quindicenne stesse vivendo un periodo tanto buio. Il ragazzo, reduce
da un insuccesso scolastico, viene descritto come un giovane davvero in gamba: simpatico, allegro, amante
dello sport.
Il sindaco Antonio Dalle Rive, che si è detto «molto vicino alla famiglia in un momento di sofferenza e
dolore che nessun genitore vorrebbe mai vivere», lo descrive - anch'egli incredulo - come un quindicenne
sorridente. Cosa gli è successo ieri pomeriggio? Quale il motivo scatenante di un gesto così terribile?
LE IPOTESI. Al vaglio dei carabinieri del capitano Ferrari, che hanno subito informato la procura, ci sono
varie ipotesi per cercare di spiegare la tragedia, anche se nessuno potrà mai sapere cosa è accaduto allo
studente. Fra le tante, si fa largo la possibilità che il ragazzo abbia avuto una delusione d'amore, che sia stato
respinto. Una circostanza che lo avrebbe spinto sul baratro.
(hanno collaborato Paolo Terragin e Bruno Cogo)
Diego Neri
http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Provincia/97701__si_uccide_a_15_anni_con_il_fucile_il_suo_addi
o_mi_sento_solo/
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10.09.2009
Muore bambino colpito da un fulmine durante una battuta di caccia nel Nisseno
Dodicenne investito da una saetta nelle campagne tra Caltanissetta e Riesi
CALTANISSETTA - Un bambino di 12 anni è morto dopo essere stato colpito da un fulmine nelle
campagne tra Caltanissetta e Riesi. Il ragazzino, Giuseppe Vitale, aveva accompagnato due adulti in una
battuta di caccia in contrada Besaro nei pressi della strada statale 626, al chilometro 17, quando è stato
investito dalla saetta, durante un improvviso temporale. Sul posto si è intervenuto un mezzo dell'elisoccorso
per trasportare Giuseppe all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta, ma per lui i medici non hanno potuto fare
nulla: il potentissimo choc elettrico lo ha stroncato. Giuseppe Vitale era andato a caccia insieme ad uno zio e
ad un'altra persona. Il padre, Paolo Vitale, ha un negozio di biciclette in via Vassalli a Caltanissetta.
http://www.informazione.it/z/1E748711-E426-451F-B6C4-A746A6D6628B/Muore-bambino-colpito-da-unfulmine-
Durante-una-battuta-di-caccia-nel-Nisseno
11.09.2009
Restituito ai familiari il corpo del bimbo ucciso da un fulmine
11 settembre 2009
E' stato restituito questa mattina ai familiari il corpo di Giuseppe Vitale, il dodicenne di Caltanissetta ucciso
ieri pomeriggio da un fulmine mentre era a caccia con un amico. E' stata eseguita l'ispezione cadaverica, su
disposizione della procura di Enna, competente per territorio, perché la tragedia è avvenuta vicino
Pietraperzia. L'unica lesione sul corpo di Giuseppe Vitale è al piede sinistro da dove, si ipotizza, è entrata la
scarica del fulmine pari a circa 20 mila volts. Tale potenza ha provocato l'arresto cardiaco immediato dovuto
alla folgorazione. Sulla vicenda, comunque, è stata aperta un'inchiesta anche se essendo chiare le cause della
morte la procura di Enna non ha disposto l'autopsia disponendo la restituzione ai familiari della salma.
Giuseppe Vitale, 12 anni, figlio di un commerciante di biciclette - il nonno aveva una storica officina di
riparazione di biciclette nel centro della città - ieri poco dopo le 14 era uscito assieme alla zio e un amico di
quest'ultimo per una battuta di caccia in contrada Besaro, tra Caltanissetta e Riesi. Il gruppo era in aperta
campagna quando è stato sorpreso da un violento temporale. Il dodicenne ha cercato riparo vicino ad alcuni
massi ma il rifugio gli è stato fatale in quanto ha attirato il fulmine. La zona impervia ha poi reso difficoltosi
i soccorsi al punto che l'elicottero del "118" ha dovuto volteggiare per alcune decine di minuti prima di
atterrare. Il ragazzino però era già morto e il suo corpo non aveva ustioni.
http://www.siciliainformazioni.com/giornale/cronacaregionale/63876/restituito-familiari-corpo-bimboucciso-
fulmine.htm
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BAMBINI USATI COME CANI DA CACCIATORI ITALIANI IN ALBANIA
Quasi non ci volevo credere.
Quando Aurel mi ha segnalato questo reportage di poche ore fa di Top Channel, una delle più importanti
televisioni albanesi, mi sono detto che suvvia, non era possibile. D'altronde quella lingua non la comprendo
affatto, magari chissà.
Ma è bastato qualche riscontro in più, qualche veloce ricerca, per capire ciò che sta accadendo in Albania. La
stagione della Caccia è al suo apice, il parco della Divjaka richiama cacciatori da tutto il Paese, ma non solo.
Arrivano anche dall'Italia. Il volo per l'Albania è alla portata di tutti, veloce e conveniente. La mancanza di
leggi e controlli, mixata alla ricchezza della fauna ["Caccia in Albania" - "Italcaccia"], si trasforma in
qualcosa di particolarmente invitante per il patito della Doppietta. Ci sono persino società Italo-Albanesi che
forniscono tutto il necessario, armi, albergo, trasporto e dritte sui luoghi più "caldi". Ed è qui che sgorga a
fatica una storia di miseria e soprusi, che va immediatamente raccontata.
I cacciatori italiani che arrivano fin laggiù, alcuni almeno, utilizzano i bambini del posto come "Cani da
caccia". Per terra un incredibile numero di Volatili. E a raccoglierli, come si vede dal video, dei bambini.
Caccia e sfruttamento di lavoro minorile, una sorta di "Picco Negativo", come si racconta nel servizio. I
bambini "strisciano per terra", riordinano diligentemente le prede, dovrebbero "essere a scuola o a divertirsi",
ma riescono ad eludere il controllo dei genitori.
E non è finita qui. La paga, in rarissimi casi, arriva ad 1 o 2 euro a battuta. Spesso basta una mela, un panino,
ma questo solo per i più fortunati. Oppure, dopo una giornata di lavoro, un paio di Proiettili, così, per
giocarci sù. Alcuni bambini, e qui il respiro s'interrompe, raccontano di avere subito anche delle molestie: i
cacciatori per evitare di pagarli ed infastiditi dalle loro successive proteste, si sarebbero persino "Calati le
Mutande", altri avrebbero invece preferito la via del bastone.
La giornalista si rivolge ad uno degli uccellatori. "Ma lo sa che tutto questo è proibito?". "Ah, non sapevo",
la risposta seccata del Cacciatore Italiano.
In fin dei conti il nostro è il Paese che ha proposto in Parlamento di non negare a nessuno il diritto di tenere
in mano un bel Fucile, nemmeno ai 16enni. E non solo: caccia tutto l'anno, abolizione delle specie protette,
ricorso ai richiami vivi, possibilità di sparare un po' ovunque, insomma, la tipica avversione alle regole che
caratterizza questo altissimo presente socio-politico. Fetida deregulation, ma ci si dovrà pur divertire, dirà
qualcuno. Altrochè lotta al bracconaggio o tutela dell'ambiente, come lamentano quei bacchettoni della Lipu.
Ecco, se la Vergogna non ci blocca in casa nostra, ci conosciamo, figuriamoci altrove.
Solo per correttezza d'informazione , NESSUN QUOTIDIANO ITALIANO HA RIPORTATO LA
NOTIZIA , a parte "Repubblica" ( "Quei bambini usati come cani", il titolo dato dal giornale ).. ma
casualmente è sparito, almeno online, anche quello ..
http://nonleggerlo.blogspot.com/2009/12/scandalo-in-albania-italiani-utilizzano.html













