Domenica 25 Luglio 2010 21:40
Il colpo partito mentre posavano i parenti con dei fucili in mano
Cameraman ucciso. Si indaga per omicidio colposo
25.07.2010 Altofonte - Per la morte del cameraman, ucciso ieri da un colpo di fucile sparato accidentalmente mentre girava un filmino di nozze ad Altofonte, nel palermitano, sono stati indagati per omicidio colposo i genitori dello sposo.
La vittima, Calogero Scimeca, coniugato con figli, 45enne di Ciminna, non doveva trovarsi lì: le riprese le avrebbe dovute effettuare un collega che, avendo a causa di un incidente, gli aveva chiesto la cortesia di sostituirlo. Per tutto il pomeriggio, sino alla tarda serata di ieri, i carabinieri della compagnia di Monreale hanno interrogato tutti i componenti della famiglia per ricostruire la dinamica della tragedia. Prima di andare in chiesa, alle 14.30 circa, si stavano effettuando le riprese presso la casa dello sposo.
Tra le varie pose, si è scelta quella più pericolosa: imbracciare i fucili, armi regolarmente denunciati dal padre dello sposo. Secondo i carabinieri, i parenti hanno così preso alcuni fucili, tra cui una carabina calibro 22 da cui è partito il colpo fatale che ha centrato l'operatore alla testa.
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Venerdì 23 Luglio 2010 22:53
GEAPRESS – Per capire chi politicamente appoggia i cacciatori basta guardare chi siede al Governo delle Regioni. Se in Toscana la caccia in deroga e gli impianti di cattura sono rossi come la caccia anticipata in Umbria, in Veneto i provvedimenti filo caccia sono verde lega e azzurro PdL, mentre in Lombardia azzurri e verde lega rimangono per ora apparentemente divisi. La versione speculare della dislocazione dei colori si ottiene se si va a guardare alla opportunistiche opposizioni.
Tutte le Regioni prevedono nomadismo venatorio, ossia la possibilità di sparare in più Ambiti Territoriali di Caccia con casi ancora più accentuati come per la caccia al cinghiale in Toscana. Tutte le regioni che hanno forme di caccia tradizionali hanno la caccia in deroga vietata dalla Unione Europea perchè non sono le tradizioni i motivi scientifici imposti per attuare qualche deroga. Tutte le regioni sugli impianti di cattura, se ne infischiano dei potenziali pericoli per le specie tra cui l’incremento del fenomeno di bracconaggio (vedi articolo GeaPress). Se poi si scende più nei particolari si scopre che i Consiglieri più filocaccia sono della maggioranza e delle provincie “sensibili”, come il caso dei bresciani. In Lombardia, dove per quest’anno si sono già rinnovati, oltre al nomadismo venatorio, anche i permessi di catturare decine di migliaia di uccelli da richiamo per gli appostamenti dei cacciatori, la Lega ha abbandonato i lavori per le cosiddette cacce in deroga. Alla vigilia della Sentenza della Corte di Giustizia Europea (vedi articolo GeaPress) che farà pagare ai cittadini tutti i favoritismi venatori di una politica dei bassi profili, la Lega ha infatti abbandonato i lavori della Commissione Agricoltura del Consiglio regionale lombardo, sostenendo che mancherebbe il parere dell’Ispra, l’organo tecnico previsto dalla Legge sulla caccia. In Veneto però non solo gli Assessori della Lega rilasciano autorizzazioni agli impianti di cattura senza il parere dell’Ispra (vedi articolo GeaPress) ma stanno per portare a compimento, assieme alla maggioranza di governo regionale, il nuovo testo di legge che prevede le vecchie sempre confermate cacce in deroga, ossia ad uccelli protetti dalla Comunità Europea che ha appena multato tutti i cittadini italiani. In Veneto, inoltre, vorrebbero una sorta di Ispra locale.
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Venerdì 23 Luglio 2010 22:15
BELLUNO (23 luglio) - Via libera alla caccia dei Bambi bellunesi. Con l'approvazione del calendario venatorio per la stagione di caccia 2011, per la prima volta in provincia di Belluno potranno essere abbattuti anche i cuccioli di cervo. Dal prossimo 17 aprile fino al 29 maggio, infatti, nel mirino dei cacciatori bellunesi potrebbero entrare anche i cerbiatti protagonisti de "Il Cucciolo" e immortalati da Walt Disney nel celebre "Bambi". All'elenco dei cervidi cacciabili sono stati aggiunti, inoltre, anche «esemplari giovani e femmine», scatenando un nutrito coro di no all'abbattimento di quelle che, fino a poche ore prima, erano sempre state considerate categorie protette. «Un'assurdità che non ha nulla a che fare con la selezione, da indirizzare, invece, verso animali vecchi o malati» attacca Luca Funes, presidente dell'associazione "Amici della Natura", denunciando l'assenza di giustificazioni all'estensione della caccia a femmine e cuccioli. La popolazione di cervidi bellunese avrebbe già subito una decimazione «naturale» nell'inverno 2008, quando le abbondanti nevicate fecero morire di fame e freddo centinaia di capi, mentre l'epidemia di rabbia che da quasi un anno imperversa nella zona continuerebbe a minacciare più di un animale. Il provvedimento deliberato dal consiglio provinciale di Belluno rimane incomprensibile anche per Kelly Callegher della Lav, che chiede alle autorità competenti: «Com'è possibile riaprire la caccia ad animali che già lottano per sopravvivere al contagio di un virus mortale?».
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Mercoledì 14 Luglio 2010 16:24
Intervengono i Forestali della Sardegna - Intervista di GeaPress
14 luglio 2010 GEAPRESS – Li hanno scovati di notte, pronti ad appostarsi per uccidere la fauna selvatica a nord del Sulcis, in Sardegna. I Forestali del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Cagliari e della Stazione Forestale CFVA di Villacidro (VS) sono intervenuti in località Gutturu Forru nel complesso forestale di Monti Mannu. I bracconieri stavano piazzando i famigerati cappi in filo metallico con il quale rimangono imprigionati i cinghiali e, più a sud, il rarissimo cervo sardo. Il fucile aveva finanche la matricola abrasa. Durante le perquisizioni domiciliari trovati i mezzi di cattura illegale, munizioni e le esche per attrarre gli animali selvatici.
La Forestale ha così informato il PM dott. Emanuele Secchi il quale ha disposto la conduzione in carcere di R.G., 42 anni di Desulo e residente a Villacidro e P.S. di 57 anni della stessa Villacidro (nelle foto del Corpo Forestale della Regione Sardegna).
Il Dirigente del Servizio di Cagliari Dr. Giuseppe Delogu ha sottolineato “l’elevata attenzione del personale del Corpo, anche durante la campagna antincendi, a tutte le attività dannose all’ambiente, come lo smaltimento illecito di rifiuti e, come in questo caso, la caccia di frodo”.
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Lunedì 12 Luglio 2010 18:46
150 animali lasciati a decomporsi in casa: scoperto il giardino degli orrori dal Corpo Forestale di Brescia.
L' intervista di GeaPress e le foto del blitz.
12 luglio 2010 GEAPRESS – Il Nucleo investigativo del Comando Provinciale di Brescia del Corpo Forestale è intervenuto nel fine settimana ai danni di una struttura abusiva finalizzata alla cattura di uccellini selvatici nel Comune di Camignione di Passinaro (BS). La scena che i Forestali si sono trovati innanzi era raccapricciante. Decine e decine di merli, tordi, pettirossi, finanche una civetta, lasciati a decomporre nelle gabbiette. Eppure la struttura non era in abbandono, anzi si ipotizza una vera e propria centrale operativa finalizzata allo smistamento di uccellini per il mercato della ristorazione e dell’uccellagione.
Nel bresciano per 45-50 euro viene servito lo spiedo di 4-5 uccellini con contorno di polenta. L’uccellagione coinvolge parecchie persone e purtroppo le disposizioni di legge assecondano queste tradizioni rendendo legali gli impianti di cattura, come nel caso dei roccoli. Trattandosi, in questo caso, di attività illegale il proprietario dell’impianto è stato deferito all’Autorità Giudiziaria per maltrattamento ed uccisione di animali ex art 544 ter della legge 289/04 sul maltrattamento. Allo stesso è stato poi contestato il reato di cui all’art. 727 del Codice Penale sulle inidonee condizioni di detenzione (sono infatti stati rinvenuti 45 uccellini vivi) e varie sanzioni relative al mancato rispetto della legge che regolamenta l’attività venatoria. Gli animali superstiti sono stati consegnati al Centro Recupero Animali Selvatici Valpredina del WWF.
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