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Cagnolino di 6 anni ucciso a colpi di fucile nel giardino di casa

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Ferito a Montebelluna con un'arma ad aria compressa. Il proprietario: «Ho sentito un botto e l'ho visto sanguinate»

di Luciano Beltramini (Il Gazzettino.it)

TREVISO (30 giugno) - Sparano con un fucile ad aria compressa ad un cane yorkshire meticcio di 6 anni e lo uccidono. Il deprecabile episodio si è verificato giovedì sera in via Monte Rocca a Montebelluna quando per le strade circolavano ben poche automobili per la disputa delle partite Costa D'Avorio - Corea del Nord e Brasile- Portogallo.

«Ho sentito un botto - spiega Luciano Dello Iacovo il proprietario del meticcio a pelo lungo, e subito dopo è entrato in casa a folle velocità il mio cane Romeo che lasciava dietro sè una scia di sangue. Impaurito ho chiesto aiuto ad un vicino di casa, medico, che è anche mio amico. Lui ha deciso di trasportare la bestiola d’urgenza nel vicino ambulatorio veterinario del dottor Piero Bonsembiante» racconta.


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«Bracconaggio da sempre combattuto»

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«Bracconaggio da sempre combattuto»

29 giugno 2010 GAVORRANO. «Abbiamo votato contro alla mozione contro il bracconaggio esclusivamente per il modo in cui questa è stata formulata, in quanto a nostro avviso trasmette l'idea di un clima di totale anarchia del mondo venatorio del nostro comune».

Questa è la risposta di Francesca Mondei, capogruppo del centrosinistra di Gavorrano, dopo le forti critiche mosse dalla lista di minoranza Una Nuova Storia di Fabrizio Fabiano.  L'opposizione infatti, dopo aver proposto e aversi visto bocciare una mozione contro il bracconaggio, ha attaccato duramente la maggioranza, accusandola di aver mandato un messaggio di tolleranza ai cacciatori di frodo. Ma Mondei risponde che la bocciatura sta tutta nel messaggio politico, dato che secondo il capogruppo le leggi adeguate ci sono, e che questa mozione ben poco poteva influire sulla normativa venatoria in vigore.  «Riteniamo che nel nostro territorio vi sia una vigilanza puntuale e precisa da parte degli organi di sorveglianza, ai quali ci siamo rivolti direttamente per avere notizie in relazione al fenomeno in questione e a cui, oltretutto, non risultano specifici atti di denuncia». Uno degli aspetti maggiormente criticati alla maggioranza da Fabiano e dai suoi consiglieri consiste nella bocciatura della mozione anche nella parte in cui si proponevano tavoli per la formazione etica venatoria.  Sotto questo punto di vista, il capogruppo risponde che: «dall'amministrazione non giunge alcun diniego alla possibilità di istituire tavoli di confronto tra mondo agricolo, venatorio e ambientalista per formare i cittadini al rispetto della natura e delle regole che la tutelano.


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Regione Lazio "eventi culturali": rilasciato l’alto patrocinio per la caccia alla quaglia!

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Quaglia23 giugno 2010 GEAPRESS – Incredibile ma vero. Alla Regione Lazio piacciono le quaglie, tanto da mettersi con esse a gareggiare in pieno periodo di riproduzione della fauna selvatica. Sotto l’avallo morale degli Uffici amministrati dalla Presidente Polverini, infatti, in località Ara Sodana Ripi (FR) si svolgerà nei prossimi giorni una assurda gara alla quaglia!

La Regione Lazio, infatti, ha rilasciato il suo “alto” patrocinio per le passeggiate di cacciatori che se ne andranno in giro per le compagne a stanare le quaglie.

GeaPress ricorda che il mese di giugno è cruciale per la fauna nidificante, figuriamoci lasciare liberi i cacciatori di invadere un ambiente tranquillo che di tutto avrebbe di bisogno eccetto che di gare con le quaglie.

GeaPress rivolge un appello alla Presidente della Regione Lazio Renata Polverini affinché possa evitare per il futuro altre strampalate combinazioni di simboli della Regione e penne di quaglie che loro malgrado verseranno il vitale contributo per un gioco tanto assurdo quanto il surreale benestare morale della Regione Lazio.(GEAPRESS).

Fonte: geapress


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La Cassazione vieta il puntatore laser per caccia- Sent. 28511/2009

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La Cassazione vieta il puntatore laser per caccia- Sent. 28511/2009

Svolgimento del processo

fucile con puntatore laser In data 11/1/2009 militari del C.F.S. di Lecce procedevano al controllo di quattro cacciatori impegnati in attività venatoria in agro di San Pietro in Lama, contrada Macchie.

Uno dei cacciatori, poi identificato nella persona di ***, era in possesso di un fucile dalla "forma inconsueta", sulla cui canna, nella parte finale ed in posizione coassiale con essa, era stato montato un mirino-puntatore laser.

Il congegno risultava apposto un maniera fissa, tanto che per smontarlo era necessario utilizzare appositi attrezzi. Il congegno di mira dell'arma "sembrava" modificato, in quanto era stato artigianalmente montato sulla parte superiore della canna "...un sistema di puntamento tipo tacca di mira-mirino totalmente diverso dai mirini presenti nella totalità dei fucili semiautomatici per uso caccia a canna liscia... ". Ritenendo l'arma così modificata non consentita per l'attività venatoria, in quanto idonea ad aumentarne la potenzialità offensiva, la P.G. procedeva al sequestro di essa, delle cartucce, del puntatore laser e della selvaggina abbattuta dal***.

Il GIP, su tempestiva richiesta del P.M., convalidava il sequestro eseguito in via d'urgenza dalla P.G. e ordinava il sequestro preventivo del solo fucile Franchi matr. Nr. 595369, ravvisando l'astratta configurabilità del reato di cui all'art. 30, co. 1°, lett. h), L. nr. 157/1992 e l'esigenza preventiva di evitare che il proprietario di esso proseguisse nell'attività venatoria.


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Due anni al trullaro che sparava in campagna con arma illegale

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di Piero Argentiero

21 giugno 2010 BRINDISI – Due anni di reclusione, pena sospesa, per avere voluto dare dimostrazione di abilità nel maneggiare il fucile. E’ accaduto al cegliese Franco Filomeno, artigiano trullaro, incensurato. Il collegio, presieduto da Giuseppe Licci, non ha ritenuto potesse essere accettata la buona fede dell’imputato, così come  sostenuto dal difensore Vincenzo Vitale. E gli ha comminato una condanna severa, ben più tosta dei quindici mesi chiesti dal pubblico ministero Raffaele Casto. Franco Filomeno rispondeva di detenzione e porto abusivi di un fucile da caccia e di spari in luogo pubblico. Dipendente di una impresa edile cegliese che ristruttura trulli, mentre lavorava con altri colleghi nelle campagne di Ceglie trovò un fucile da caccia. Un’arma arrugginita che però funzionava.

Da premettere che Franco Filomeno è un appassionato di caccia e possiede tre fucili denunciati ed è titolare di licenza per la caccia. L’avvocato Vitale nell’arringa lo ha ricordato. Sottolineando che non aveva certo necessità di quell’arma arrugginita e di sparare alcuni colpi con il rischio che gli esplodesse in mano.

 


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