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Di Marco (Fidc Umbria): portare la caccia nelle scuole

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19 maggio 2010 - Franco Di Marco FidcContinua il filo diretto sulla caccia del quotidiano La Nazione, che oggi pubblica un confronto con gli utenti del proprio sito,  il Presidente di Federcaccia Umbria Franco Di Marco e il vice presidente della sezione perugina Luciano Calabresi.

Il dibattito ha toccato vari punti. A partire dalle esternazioni del Ministro Brambilla, che, specifica Di Marco, rappresenta “solo l'ultimo, in ordine di tempo, di una serie di attacchi che sta subendo il mondo venatorio”. Una moda secondo il Presidente “nonchè uno strumento lanciato dall’ex ministro Pecoraro Scanio per nascondere il fallimento delle politiche ambientali".

Duro anche il giudizio sulla Comunitaria “abbiamo perso la possibilità anticipare l’apertura ad agosto, i dieci giorni in più che ci sono stati concessi a febbraio in realtà sono sei, considerando che il martedì e il venerdì vige il silenzio venatorio” dichiara Di Marco.

“Dobbiamo essere più presenti all’interno delle scuole per parlare di caccia e far capire agli studenti che la nostra passione non significa solo uccidere gli animali", così il presidente risponde alla a Lorenzo da Perugia che ha chiesto lumi sul ricambio generazionale nelle file venatorie. Problema su cui in Umbria ci si difende bene. "Non tutti gli anni sono uguali — specifica Calabresi —. Ad esempio, il 2010 nel territorio ternano ha fatto segnare interessanti indici di crescita".

A Mario da Spoleto, che chiede se gli Atc si siano rivelati un fallimento risponde perentorio il Presidente. “Non lo sono assulutamente” – ha detto. “Come Federcaccia, abbiamo fortemente voluto gli Atc, che rappresentano l’unico metodo di gestire direttamente i territori di caccia coinvolgendo tutti i vari attori interessati: agricoltori e ambientalisti, oltre alla componente venatoria. Si può sempre migliorare, questo sì. L’importante è che gli Atc non diventino centri di potere". "Gli Atc sono un gruppo di lavoro — aggiunge Calabresi — in cui ognuna delle tre componenti può offrire il suo contributo. In particolare riguardo alla selvaggina stanziale gli Atc possono rivestire un ruolo di primo piano".

Il presidente di Fidc Umbria, interrogato sulla possibilità di incrementare il turismo venatorio, risponde:  "In Italia paghiamo cara la differenza normativa rispetto ad altri paesi, dove alla caccia vengono messi molti meno paletti. All’estero sono permesse delle vere e proprie ‘mattanze’ di animali, un fatto che purtroppo ha un certo potere attrattivo. Non vogliamo arrivare a questo eccessivo imbarbarimento, servirebbe però una più spiccata uniformità in materia venatoria, quantomeno all’interno dei confini dell’Unione Europea".

Fonte : La Nazione


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Commissario stato per Regione Sicilia impugna tassa fondi chiusi !!

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Il Commissario di Stato (che svolge funzioni di rappresentante del Governo) ha impugnato alla Corte Costituzionale la recente tassa sui fondi chiusi all'attività venatoria (10 euro per ettaro) istituita con la recente legge finanziaria della Regione Sicilia.

http://www.comstasicilia.it/impugnative/impugnativa%20ddl471.htm


LAC Ufficio Stampa


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Brambilla: "Abolire la caccia"

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"Si deve abolire la caccia". Lo ha ribadito il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, presentando il manifesto 'La coscienza degli animali'. "Io non credo - ha spiegato Brambilla - che una minoranza di 750 mila cacciatori, così censita dall'Istat possa pretendere con arroganza la libertà di uccidere animali indifesi". L'uscita del ministro arriva pochi giorni dopo l'accordo in Parlamento sui singoli calendari venatori per le Regioni.

"Credo sia possibile e necessario - ha aggiunto Brambilla - arrivare all'abolizione della caccia anche perché sono certa che esistono modi di divertirsi ben diversi senza uccidere esseri viventi".

Il manifesto contro la caccia
Abolizione della caccia, no alla vivisezione, fine della detenzione "inumana" nelle gabbie degli zoo e nei circhi: questi sono alcuni dei punti del manifesto 'La coscienza degli animali' presentato a Milano da nove personalità della politica, della cultura e della scienza per tutelare gli animali.

L'idea è stata del ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla e del professor Umberto Veronesi e ha ottenuto l'adesione del direttore del Giornale Vittorio Feltri, del teologo don Luigi Lorenzetti, di Franco Bergamaschi (dell'Erbolario), dell'avvocato svizzero Antoine Goestchel e della scrittrice Susanna Tamaro, tutti presenti al Palazzo Reale di Milano, mentre il regista Franco Zeffirelli non ha potuto partecipare e Dacia Maraini ha inviato un messaggio.
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Brambilla: aboliamola. Assessore del Veneto attacca: si dimetta, rispettare le tradizioni

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Il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, dice che bisogna abolire la caccia perché uccidere per sport "non è degno di un Paese civile". E l' assessore veneto alla Famiglia, Elena Donazzan, del Pdl, le chiede senza mezzi termini di dimettersi mentre un'altra donna del Popolo della libertà, la parlamentare Viviana Beccalossi, bolla la proposta anticaccia come "irreale". Sulla questione interviene anche il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, che fa sapere di essere favorevole a una caccia "responsabile e sostenibile".

Sul fronte associazioni, il presidente di Arcicaccia, Osvaldo Veneziano, chiama a raccolta il partito delle doppiette perché "sfiduci il ministro Brambilla in Aula", mentre per il condirettore del Wwf Italia, Gaetano Benedetto, il ministro al Turismo ha dato "una risposta politica" che privilegia "la tutela degli animali".

E dall'opposizione Marco Ciarafoni, responsabile fauna e biodiversità del Pd, ci tiene a cogliere "la contraddizione che si è creata all'interno del governo" che per la protezione ambientale "ha fatto disastri uno dietro all'altro, facendo tutto e il contrario di tutto". E così continua una polemica fra cacciatori e il ministro Brambilla, che, per la verità, una reazione a base di "comunicati e insulti" se l'aspettava perché, ha spiegato, "chi non rispetta gli animali non rispetta gli esseri umani". Oggi la sua giornata è stata dedicata proprio agli animali. A Milano ha presentato 'La coscienza degli animali' il manifesto che ha ideato con il fondatore dell'Istituto europeo di Oncologia Umberto Veronesi a cui hanno già aderito personaggi importanti come Franco Zeffirelli, Susanna Tamaro, Dacia Maraini e Vittorio Feltri. "Presentiamo il manifesto perché sia sottoscritto da chi come noi pensa che gli animali abbiano diritto alla vita - ha sottolineato Brambilla - noi saremo la coscienza degli animali e la nostra voce sarà forte e chiara".
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Non e' una "tragedia della follia"

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E' piuttosto follia lasciare in mano armi a persone violente, e i cacciatori lo sono sempre, per definizione.

La morte delle due guardie zoofile di Genova ammazzate da un cacciatore quando sono andate a notificargli un verbale di sequestro per maltrattamento dei cani non e' una "tragedia della follia", o perlomeno non e' solo questo.

Come ha dichiarato il Sottosegretario Martini "Questo gravissimo episodio ci fa comprendere come quella della difesa degli animali sembri avere i profili di una vera e propria battaglia di civiltà con le sue vittime". E' vero. Le seppur minime leggi a protezione degli animali, il faticoso processo del farle rispettare, la crescente sensibilita' dell'opinione pubblica su questi temi vengono vissute come un affronto da molti di quelli che dello sfruttamento e dell'uccisione degli animali hanno fatto la ragione della loro vita.

Chi considera gli animali come "cose proprie" non puo' tollerare che qualcuno venga a sindacare sul come questi animali vengono trattati: sono "roba" sua e ne fa quello che vuole. In nome della "selezione della razza" come faceva l'allevatore di cani Guberti, per puro sadismo come tanti episodi di cronaca (finalmente) raccontano, per insofferenza a una qualunque, minima regolamentazione.

Non si tratta solo di risentimenti o di personalita' deviate; non si possono passare sotto silenzio le continue provocazioni contro le associazioni protezioniste accusate di "lucrare" con gli animali, i "sondaggi" per la reintroduzione della soppressione nei canili, le continue polemiche contro la "repressione" per i casi di maltrattamenti. Sono associazioni e gruppi di pressione che fanno capo ad ambienti venatori, a settori dell'allevamento e a circensi che non accettano qualsiasi minima idea di protezione, meno che mai di diritti, degli animali.

Bisogna interrogarsi sull'assurdita' di concedere centinaia di migliaia di permessi di porto d'armi, per la caccia, o per la difesa personale con controlli palesemente inadeguati. Non dimentichiamo che la caccia, oltre ai milioni di animali ammazzati e' anche causa, ogni anno, di innumerevoli incidenti con decine di morti e centinaia di feriti.

Bisogna valorizzare e facilitare il lavoro delle guardie zoofile e venatorie invece di intralciarlo con sempre piu' astrusi vincoli burocratici.

Sopratutto non bisogna arrendersi - mai - all'ignoranza, alla malvagita', alla miseria di tutti coloro che non sanno guardare negli occhi un animale.

Piangiamo ogni giorno milioni di vittime non umane, oggi dobbiamo piangere Elvio e Paola, vittime umane della stessa violenza.

di Valter Fiore, 12 maggio 2010

Fonte : Agire Ora


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