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Ostruzionismo alla caccia - Carrara insiste

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Il senatore azzurro e la proposta di legge per multare chi disturba i cacciatori

Valerio Carrara del Pdl vuole sanzionare con 1.500 euro chiunque disturbi una doppietta in attività. "La replica delle associazioni: "Intimidazione ai cittadini"

Via libera ai cacciatori e mano pesante a chi vuole mettergli i bastoni tra le ruote. Chi disturberà le doppiette nostrane mentre sparano rischierà una multa di 1.500 euro. L’idea arriva dal senatore del Pdl Valerio Carrara. Idea copiata dalla legislazione francese che prevede il reato di ostruzionismo agli atti di caccia. La proposta di legge lui l’ha già in mente e la presenterà entro fine luglio. “Si tratta di un palese tentativo di intimidazione nei confronti della maggioranza dei cittadini contrari all’attività venatoria”, è la replica dell’Associazione vittime della caccia replica a muso duro.


Carrara, però, non fa un piega e tira dritto. “Sarò il primo firmatario di questa proposta di legge – spiega a ilfattoquotidiano.it – che confido sia controfirmata da numerosi colleghi e dagli alleati della Lega. Sarà uno strumento per capire chi sta veramente dalla parte dei cacciatori”. Carrara non si ferma e rilancia: “L’obiettivo è quello di evitare l’accerchiamento da parte degli ambientalisti durante le battute di caccia che ledono la dignità e i diritti del cittadino-cacciatore”. Tradotto: una singolare parcondicio con le altre attività sportive “perché – prosegue il politico azzurro – le associazioni disturbano e fanno scappare gli animali”.

Il senatore bergamasco non è solo. A suo dire, questa singolare battaglia, trova sostenitori in tutta la Lombardia. La caccia per lui è come una crociata. L’anno scorso aveva presentato un emendamento alla Legge Comunitaria (soppresso dalla commissione Agricoltura della Camera) che permetteva l’allungamento della stagione venatoria tra il primo di settembre e il 31 gennaio.
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CACCIA: ASSOCIAZIONE VITTIME, FOLLE INTRODURRE REATO DI OSTRUZIONISMO

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CACCIA: ASSOCIAZIONE VITTIME, FOLLE INTRODURRE REATO DI OSTRUZIONISMO

(ASCA) - Roma, 28 giu - ''L'annunciata presentazione del DdL da parte del Senatore del PDL Valerio Carrara che istituisce in Italia il reato di ostruzionismo alla caccia, costituisce un palese tentativo di intimidazione, anche se non il primo, nei confronti della maggioranza dei cittadini contrari all'attivita' venatoria, sia per motivi etici che per i danni provocati da questa obsoleta e crudele pratica''. E' quanto denuncia l'Associazione Vittime della Caccia, sottolinenado che ''di fatto si punta a imbavagliare, non solo il legittimo dissenso alla caccia, ma anche la voce di chi vivendo in campagna, e' costretto a difendersi dalla furia impallinatrice dei cacciatori che ad ogni stagione si riversa contro gli animali e le persone''.

''Siamo di fronte ad una forzatura anti democratica e illiberale'', spiega Daniela Casprini presidente dell'Associazione e aggiunge: ''Il Senatore Carrara si ricordi che la sicurezza dei cittadini in rapporto all'esercizio dell'attivita' venatoria e' un diritto primario e non puo' essere in alcun modo compresso!. Contrapporsi alla presenza di gente armata che pensa di vagare impunemente nelle immediate vicinanze di abitazioni o a ridosso di sedi stradali, e' in primo luogo un sacrosanto atto di legittima difesa che nessuna legge puo' imbrigliare''.

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il SAP-Sindacato Autonomo Polizia parla dei dati delle vittime per armi da caccia

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Nel 2009 il portavoce nazionale e responsabile dell'Ufficio Stampa del Sindacato Autonomo Polizia (SAP) Dr. Massimo Montebove, dichiarava  in una intervista concessa all'Associazione:

"Come sindacato di polizia, non siamo pregiudizialmente contro la caccia, ma certamente occorrono modifiche di legge per disincentivare la diffusione delle armi tra i cittadini, non solo quelle da caccia. Oggi, sostanzialmente, tutti possono prendere il porto d'armi, a partire da quello per l'attività venatoria". Ha puntualizzato Montebove, che aggiunge: "Gli esami di idoneità psicofisica lasciano spesso a desiderare e soprattutto non è possibile fare controlli durante il periodo di validità del porto d'armi o per il rinnovo. Non è certo dalle associazioni venatorie che potranno venire soluzioni a questo problema". Alla domanda se pensa che la presenza di armi da caccia in ambito extra venatorio possa incentivare azioni criminose omicide o vessatorie nei confronti degli altri cittadini da parte dei detentori, Montebove risponde: "Certamente sì: serve una stretta!".

Altra dichiarazione sempre relativa ai dati delle vittime per armi da caccia intercettati nel periodo dal 1.09.2008 al 31.01.2009 (quando si prospettava una caccia più libera come proposto dal DDL Orsi):

"Anche il SAP giudica "impressionante" la mattanza denunciata dall’Associazione Vittime della Caccia: con le nuove disposizioni in materia certamente il numero di morti e feriti e l’allarme sociale conseguente cresceranno oltre ogni ragionevole misura... altro che ‘sicurezza’!


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Gentile Presidente Vasai,

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Una misura dannosa e di retroguardia. I soldi che derivano dalla quota di iscrizione agli Ambiti Territoriali di Caccia vengono utilizzati per ripagare i danni all’agricoltura provocati dai cacciatori, ed essendo ormai i cacciatori anziani, si ridurranno molto le entrate per le casse della Provincia, che alla fine dovra’ sottrarre fondi ad altri settori. Per l’esattezza, e stando ai conti resi pubblici, 24.450 euro (sui 978 cacciatori ultra 75enni) che verranno pagati dai non cacciatori e anche da chi e’ contrario alla caccia.

 

Il numero complessivo dei cacciatori in Toscana e’ di circa 110.000 (il 3,5% della popolazione sopra i 18 anni), con una riduzione media dell’1,5-2,5% all’anno e con una tendenza alla crescita dell’eta’ media: attualmente il 70% dei cacciatori ha più di 50 anni e quasi il 20% e’ ultra settantenne. Con una battuta si potrebbe dire… una specie in via di estinzione, che la Provincia con afflato protezionista decide non solo di proteggere e tutelare, ma di incentivare! Il sondaggio Ipsos su ‘Le opinioni degli italiani sulla caccia’ (commissionato da Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia) non lascia spazio a dubbi: il 79% dei cittadini italiani considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile). In Toscana il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente contrario a candidati che proponessero regole a favore della caccia, e 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Anzi, l’89% vuole dai candidati un impegno politico e legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la natura, con un 93% degli elettori Pdl-Lega e 87% Pd-Idv.


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