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il SAP-Sindacato Autonomo Polizia parla dei dati delle vittime per armi da caccia

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Nel 2009 il portavoce nazionale e responsabile dell'Ufficio Stampa del Sindacato Autonomo Polizia (SAP) Dr. Massimo Montebove, dichiarava  in una intervista concessa all'Associazione:

"Come sindacato di polizia, non siamo pregiudizialmente contro la caccia, ma certamente occorrono modifiche di legge per disincentivare la diffusione delle armi tra i cittadini, non solo quelle da caccia. Oggi, sostanzialmente, tutti possono prendere il porto d'armi, a partire da quello per l'attività venatoria". Ha puntualizzato Montebove, che aggiunge: "Gli esami di idoneità psicofisica lasciano spesso a desiderare e soprattutto non è possibile fare controlli durante il periodo di validità del porto d'armi o per il rinnovo. Non è certo dalle associazioni venatorie che potranno venire soluzioni a questo problema". Alla domanda se pensa che la presenza di armi da caccia in ambito extra venatorio possa incentivare azioni criminose omicide o vessatorie nei confronti degli altri cittadini da parte dei detentori, Montebove risponde: "Certamente sì: serve una stretta!".

Altra dichiarazione sempre relativa ai dati delle vittime per armi da caccia intercettati nel periodo dal 1.09.2008 al 31.01.2009 (quando si prospettava una caccia più libera come proposto dal DDL Orsi):

"Anche il SAP giudica "impressionante" la mattanza denunciata dall’Associazione Vittime della Caccia: con le nuove disposizioni in materia certamente il numero di morti e feriti e l’allarme sociale conseguente cresceranno oltre ogni ragionevole misura... altro che ‘sicurezza’!


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Gentile Presidente Vasai,

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Una misura dannosa e di retroguardia. I soldi che derivano dalla quota di iscrizione agli Ambiti Territoriali di Caccia vengono utilizzati per ripagare i danni all’agricoltura provocati dai cacciatori, ed essendo ormai i cacciatori anziani, si ridurranno molto le entrate per le casse della Provincia, che alla fine dovra’ sottrarre fondi ad altri settori. Per l’esattezza, e stando ai conti resi pubblici, 24.450 euro (sui 978 cacciatori ultra 75enni) che verranno pagati dai non cacciatori e anche da chi e’ contrario alla caccia.

 

Il numero complessivo dei cacciatori in Toscana e’ di circa 110.000 (il 3,5% della popolazione sopra i 18 anni), con una riduzione media dell’1,5-2,5% all’anno e con una tendenza alla crescita dell’eta’ media: attualmente il 70% dei cacciatori ha più di 50 anni e quasi il 20% e’ ultra settantenne. Con una battuta si potrebbe dire… una specie in via di estinzione, che la Provincia con afflato protezionista decide non solo di proteggere e tutelare, ma di incentivare! Il sondaggio Ipsos su ‘Le opinioni degli italiani sulla caccia’ (commissionato da Enpa, Lav, Legambiente, Lipu e Wwf Italia) non lascia spazio a dubbi: il 79% dei cittadini italiani considera la caccia una crudeltà da vietare o da regolare più rigidamente, mentre l’80% la vorrebbe vietare nei terreni privati senza l’autorizzazione del proprietario (il noto articolo 842 del Codice Civile). In Toscana il 69% degli elettori si dichiara contrario o totalmente contrario a candidati che proponessero regole a favore della caccia, e 4 elettori su 10 cambierebbero di conseguenza il loro voto. Anzi, l’89% vuole dai candidati un impegno politico e legislativo per aumentare le tutele per gli animali e la natura, con un 93% degli elettori Pdl-Lega e 87% Pd-Idv.


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Caccia, via libera all'emendamento che allunga la stagione venatoria

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La Commissione Agricoltura della Camera ha dato il via libera all'emendamento all'articolo 43 della legge comunitaria, che consente alle Regioni di posticipare i termini del calendario venatorio dietro preventivo parere di validazione dell'Ispra (Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale). La commissione ha approvato il provvedimento con 21 voti a favore e 17 contrari.

"Quanto è passato alla Commissione Agricoltura della Camera costituisce una tra le pagine più desolanti in materia di caccia - ha dichiarato l'Associazione Vittime della Caccia - la maggioranza ha voluto e ottenuto l'approvazione dell'emendamento venendo meno all'impegno per una mediazione con il mondo ambientalista".

In effetti, dopo la mobilitazione delle associazioni proprio i parlamentari sono stati invitati a "non cedere agli slogan ambientalisti" perché il provvedimento - definito dal suo promotore parlamentare Paolo Russo "un intelligente federalismo venatorio" - si sarebbe tradotto in "9 giornate di caccia in più all'anno", come dichiarato dal Comitato Nazionale Caccia e Natura.


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CACCIA: AMBIENTALISTI, ORA PDL E LEGA HANNO GETTATO LA MASCHERA

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ROMA - ''Con gli emendamenti presentati alla Camera dei Deputati da alcuni deputati di Lega e Pdl e' finalmente esplicito quello che abbiamo denunciato da tempo: dietro ai reiterati tentativi di modificare la legge 157/92, attraverso la legge Comunitaria 2009, non c'e' alcuna intenzione di rispondere alle procedure di infrazione europee ma solo il tentativo di allungare la stagione di caccia, lanciando messaggi strumentali utili alla campagna elettorale tra i cacciatori''. Lo affermano le associazioni Amici della Terra, Animalisti italiani, Associazione Vittime della caccia, Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu, No alla caccia, Vas, Wwf Italia a proposito di due emendamenti, primi firmatari Pini (Lega) e Biava e Rossi (Pdl) che prevedono l'estensione della stagione di caccia ai mesi di agosto e febbraio. ''Cade definitivamente la maschera che nascondeva il vero motivo dei reiterati blitz di cui e' stata oggetto in questi mesi la legge Comunitaria 2009 e che, per fortuna, sono stati finora respinti dal voto bipartisan della Camera dei Deputati. Nessun sincero proposito di rispondere alle procedure di infrazione, che chiedono la riduzione della caccia sotto il profilo delle deroghe e dei periodi di riproduzione e migrazione degli uccelli selvatici, ma solo il gioco scorretto di chi, non riuscendo a cambiare la legge nazionale dalla ''porta'' del testo Orsi, ci prova dalla 'finestra' della legge Comunitaria. ''E' allora opportuno ricordare - sottolineano gli ambientalisti - che per il regolamento della legge Comunitaria alla Camera dei Deputati, come rimarcato dal Presidente della Commissione Agricoltura Paolo Russo, 'sono inammissibili gli emendamenti e gli articoli aggiuntivi recanti modifiche di discipline vigenti per le quali non si presentino profili di incompatibilita' con la normativa comunitaria'. E' esattamente il caso degli emendamenti che propongono l'allungamento della stagione venatoria ed e' il caso dell'articolo 43, approvato al Senato, che ha cancellato i limiti massimi 1 settembre - 31 gennaio per la stagione venatoria.

Fonte : ANSA


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