Mercoledì 12 Maggio 2010 18:23
Tragedia a Sussisa, minuscola frazione di Sori, sulle alture della riviera genovese. Una lite originata da una denuncia per maltrattamento di animali. Renzo Castagnola aveva 58 anni. Ha chiesto di andare a prendere una penna per firmare il verbale. Invece ha caricato la pistola e ha esploso sei colpi contro Elvio Fichera e Paola Quartini. Nella traettoria anche la moglie dell'omicida-suicida, ferita lievemente
Si chiamava Renzo Castagnola, aveva 58 anni, l'uomo che stamani ha sparato sei colpi contro due guardie zoofile, un uomo ed una donna, e si è poi suicidato a Sussisa, sulla collina di Sori, nella riviera del levante di Genova. Nella sparatoria è rimasta ferita lievemente anche la moglie dell'uomo.
Le guardie provinciali - Elvio Fichera, 72 anni, genovese, iscritto all'associazione Amici Animali Abbandonati di Genova, e Paola Quartini, 55 anni di Camogli, guardia zoofila volontaria iscritta alla Lega Italiana Protezione Uccelli di Genova - si erano presentate presso l'abitazione dell'uomo con un decreto, firmato dal Pubblico Ministero Piercarlo di Gennaro, di sequestro dei suoi nove cani in seguito a segnalazioni di maltrattamenti.
Dopo aver ascoltato la lettura del decreto e delle contestazioni, la lite: "Non è vero che maltratto i cani". Al momento di firmare, l'uomo ha detto "Vado a prendere una penna". E' invece tornato armato e ha iniziato a sparare all'impazzata. La moglie, che si trovava sulla traiettoria è rimasta ferita. Sul luogo erano presenti anche vigili urbani e carabinieri che sono riusciti a mettersi in salvo. Castagnola aveva un porto d'armi per armi da caccia e faceva parte di una squadra per le battute di caccia al cinghiale.
Una strage che sullo sfondo vede due mondi contrapposti, modi diversi di vivere la natura ed il rapporto con gli animali: quello dei cacciatori (che riuniti nella piazza del paesino descrivono Castagnola come "innocuo, buono, sempre pronto ad aiutare gli altri, che non aveva mai dato segni di squilibrio", omicida per "esasperazione") e quello delle associazioni animaliste (che tornano a chiedere test psicologici per chi detiene armi, e dedicano a Quartini e Fichera iniziative e manifestazioni di carattere nazionale).
Proprio sotto la piazzetta centrale della frazioncina di 160 anime, paradiso verde e meta di gite fuoriporta, Castagnola aveva allestito un recinto, nel bosco, per una decina tra beagle, segugi maremmani e spinoni. E' in questo recinto, in uno spazio attiguo a quello del ricovero degli animali, che il cacciatore ha sparato in rapida sequenza, tanto da non consentire neppure una reazione ai due carabinieri e ai due agenti della polizia municipale che accompagnavano Quartino e Fichera nell'esecuzione del sequestro, motivato da scarsa igiene ed un ricovero angusto e non idoneo.
Contro Paola Quartini, guardia ex Enpa ora Lipu, che ormai da tempo perseguiva la sua battaglia per garantire a quei cani un habitat più vivibile, Castagnola ha mirato sparando tre colpi di pistola calibro nove (ad una gamba, al torace e poi ancora al viso), come in una sorta di determinato accanimento. Era lei infatti - raccontano i cacciatori - che nel corso dei mesi aveva condotto vari sopralluoghi raccogliendo materiale che all'omicida erano già valsi una multa.
Un colpo alla testa ha poi ucciso Fichera, dell'associazione amici degli animali abbandonati, già promotore di un'iniziativa a salvaguardia dei cinghiali che popolano le alture di Genova, spesso sconfinando nei giardini e nelle strade cittadine, ed in particolare di Piero, adottato da un gruppo di abitanti del quartiere del Righi e di recente abbattuto in circostanze da chiarire. Tanto che proprio Fichera aveva raccolto 500 euro per ricompensare chiunque fosse stato in grado di dare informazioni su chi avesse ammazzato l'animale.
Fonte : Repubblica Read 0 Comments... >>
Mercoledì 12 Maggio 2010 18:19
GENOVA Duplice omicidio e suicidio sulle alture della riviera nel Golfo Paradiso nel Levante di Genova. Le vittime sono due guardie zoofile e il  titolare di un canile. L’uomo di 65 anni che ha fatto fuoco sulle due guardie zoofile si chiama Renzo Castagnola. Le guardie provinciali - Elvio Fichera e Paola Quartino - si erano presentate presso l’abitazione dell’uomo con un decreto, firmato dal Pubblico Ministero Piercarlo di Gennaro, di sequestro dei suoi cani da caccia in seguito a segnalazioni di maltrattamenti. L’episodio si è verificato poco prima delle 11 in località Sussisa, nel comune di Sori. Dopo aver ascoltato la lettura del decreto e delle contestazioni, al momento di firmare, l’uomo ha detto «Vado a prendere una penna». È invece tornato armato e ha iniziato a sparare all’impazzata. La moglie, che si trovava sulla traiettoria è rimasta ferita. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane, dopo aver espresso il più sentito cordoglio per le vittime della tragedia di Sori «cadute nell’adempimento del dovere», chiede di aprire «una riflessione sulle concessioni del porto d’armi». «Le guardie zoofile svolgono la propria missione tra mille difficoltà - ha dichiarato Laura Rossi Presidente della Lega Nazionale per la Difesa del Cane - ma mai si era giunti ad un tale orrore. La magistratura chiarirà la dinamica dei fatti ma è da tempo che il mondo di chi lucra sugli animali ha sferrato un attacco frontale nei confronti delle associazioni protezionistiche il cui unico scopo è adoperarsi per il rispetto della legge».
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Mercoledì 12 Maggio 2010 14:03
A Sussisa, piccolo centro nell’entroterra di Sori, nel levante genovese, il 65enne Renzo Castagnola ha ucciso due guardie Zoofile, ha ferito sua moglie e poi si è tolto la vita.
Secondo una prima ricostruzione, l’uomo, un cacciatore di Capreno, aveva alcuni cani ed era stato accusato più volte di maltrattamenti nei loro confronti, una vicenda di cui in paese si era parlato molto e che aveva portato anche a una denuncia, a quanto sembra, da parte di alcuni vicini.
Questa mattina, le due guardie - Elvio Fichera, presidente dell’associazione Amici degli Animali abbandonati, e la camogliese Paola Quartini - hanno raggiunto l’abitazione dell’uomo per notificargli la denuncia, risalente al 6 di maggio e relativa allo stato di nove cani che Castagnola teneva per conto di alcuni cacciatori di cinghiali.
A quanto pare, l’uomo avrebbe accolto Fichera e la Quartini in casa, facendoli accomodare intorno al tavolo della cucina; poi, con una scusa («vado a prendere una penna», avrebbe detto, dovendo firmare la ricevuta della denuncia), sarebbe salito al piano di sopra per prendere una pistola, che avrebbe usato per uccidere i due. Nella sparatoria, come detto, è rimasta ferita anche la moglie dell’uomo, la 62enne Giacomina Spaggiari, colpita alla testa e a un braccio e ora ricoverata all’ospedale San Martino di Genova, dove è comunque cosciente. Sul luogo erano presenti anche carabinieri e vigili urbani: uno di loro sarebbe rimasto ferito.
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Un cacciatore, Antonino Sanguedolce di 34 anni, è rimasto ferito in un incidente di caccia accaduto in contrada Ponente, a Lampedusa. L’uomo è stato colpito da alcuni pallini sparati da un altro cacciatore, pure lui di Lampedusa, di 26 anni, che è stato già identificato e denunciato dai carabinieri per lesioni. Sanguedolce è stato portato in elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo perchè uno dei pallini lo ha raggiunto all’occhio destro.
Fonte : Agrigento flash Read 0 Comments... >>
I VOLONTARI del servizio di vigilanza di Legambiente Emilia Romagna esprimono la loro solidarietà all’agente della Polizia provinciale di Ravenna rimasto ferito giovedì mentre svolgeva, assieme ad altri colleghi, un servizio di controllo della caccia in un chiaro di campagna nella zona a nord delle saline di Cervia, tra Savio e Lido di Classe. L’uomo è stato ferito da un pallino alla nuca che, fortunatamente, non ha provocato lesioni gravi: dopo la medicazione è stato dimesso dal pronto soccorso. Resta tutta la gravità dell’episodio che per pura casualità non si è trasformato in tragedia: il colpo, per quanto esploso accidentalmente e comunque apparentemente non diretto ai guardacaccia, è giunto all’altezza degli occhi, e solo il fatto che l’agente si trovasse lateralmente rispetto allo sparatore, ha fatto sì che il frammento di piombo si conficcasse nella nuca. Sull’episodio è stata comunque aperta un’inchiesta da parte della magistratura a cui sono stati trasmessi i verbali dell’accaduto. L’INCIDENTE porta però in primo piano le difficoltà e i rischi di chi opera nei controlli in ambito venatorio, soprattutto nei primi giorni della stagione, quando la densità dei cacciatori nelle postazioni è particolarmente elevata. C’è poi quella sottile linea di orario che separa l’attività lecita da quella illecita: secondo il nostro calendario venatorio, la cattura della selvaggina migratoria è consentita fino al tramonto. Un confine a volte labile. Tanto che, secondo il servizio di vigilanza di Legambiente, il ferimento dell’agente della Provinciale sarebbe avvenuto «quasi un’ora dopo» il calar del sole, quindi chi stava cacciando e ha sparato lo ha fatto in aperta violazione delle norme in vigore. «Per inquadrare bene il contesto nel quale il fatto è avvenuto — afferma ancora Legambiente — soprattutto nelle zone umide e negli appostamenti fissi in zona umida vi è una generale violazione degli orari consentiti da parte dei cacciatori». Gli amici del cigno verde si spingono a sostenere che quanto avvenuto giovedì «non è un evento accidentale, ma quello che ragionevolmente ci si poteva attendere da una pratica pericolosa, che avviene in condizioni di scarsissima visibilità». Gli ecologisti a questo punto chiedono alla Provincia che non si riduca la vigilanza per ‘ragioni di sicurezza’, ma si dia un segnale «con vere azioni di contrasto di queste pratiche foriere di incidenti».
Fonte : Il Resto del Carlino Read 0 Comments... >>
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