Lunedì 14 Giugno 2010 04:48
Sabato 12 Giugno 2010
Alezio - Mentre puliva il fucile ha colpito suo figlio, un ragazzo di 13 anni, ferendogli la guancia.
L'arma, con la quale l’uomo aveva molta dimestichezza, veniva utilizzata esclusivamente per andare a caccia . Cosa che avrebbe fatto anche questo pomeriggio, prima di sfiorare la tragedia.
E’ successo tutto nel primo pomeriggio di oggi ad Alezio , in via Roma dove abita con la sua famiglia A.C., 46 anni, rappresentante di commercio.
Si trovava in soggiorno e stava pulendo l'arma da caccia , mentre in quel momento gli stava passando accanto il figlio. Tutto è accaduto nel giro di un istante.
L'arma era caricata con cartucce a pallini , ed una di queste si è conficcata in una guancia del giovane, a poca distanza dall’occhio.
I genitori , terrorizzati, l’hanno immediatamente trasportato presso l'ospedale più vicino, quello di Gallipoli , dove al 13enne è stata fatta una prima medicazione .
In un secondo momento il ragazzo è però stato trasportato presso il “Vito Fazzi” di Lecce, per l’estrazione di ulteriori pallini che gli erano rimasti conficcati nella guancia.
La prognosi è di trenta giorni, ma sarebbe potuta davvero andare peggio. Dell’accaduto sono stati informati gli agenti di polizia del commissariato di Gallipoli, che hanno immediatamente avviato le indagini.
Il fucile di A.C. era legalmente detenuto, così come le altre armi che sono state trovate in casa, e poste sotto sequestro.
L’uomo è stato denunciato con l’accusa di lesioni colpose .
di Luisa Sgarra
Fonte by lecceprima.it
Foto by acocms.it Read 0 Comments... >>
Mercoledì 09 Giugno 2010 05:03

Catania, 09 giugno 2010
Tragedia nel quartiere San Giorgio. Un 38enne stava tentando di smontare il mirino della sua carabina detenuta legalmente quando è accaduto l'incidente. L'uomo è stato arrestato.
CATANIA - Tragico incidente a Catania, dove la notte scorsa una donna è morta nel quartiere San Giorgio, dopo essere stata raggiunta da un colpo di fucile partito accidentalmente dal fucile del marito. La vittima è Angela Viscuso, di 35 anni. Inutile ogni tentativo di soccorso. L'uomo, Giovanni Timoniere, 38 anni, incensurato, e' stato arrestato e rinchiuso nel carcere di Piazza Lanza.
Secondo la ricostruzione dei carabinieri, la tragedia è avvenuta poco dopo le 22.30 di ieri. L'uomo era in casa, assieme alla moglie e al loro figlio di 17 anni. Mentre era nel soggiorno ha preso la carabina, legalmente detenuta, per cercare di smontare il mirino. All'improvviso è partito un colpo che ha centrato Angela Viscuso al volto, uccidendola sul colpo.
Lo sparo ha richiamato l'attenzione del figlio, di familiari e vicini della coppia. La donna è stata condotta in ospedale, ma era già deceduta. Alcuni parenti di Angela Viscuso, per la rabbia, avrebbero tentato di aggredire Giovanni Timoniere, che per proteggersi si è barricato in casa, fino all'arrivo dei carabinieri che lo hanno 'liberato' e condotto in caserma in evidente stato confusionale .
Il figlio della coppia, per la rabbia e il dolore della tragedia, ha colpito con dei pugni alcuni specchi e vetri di casa, ferendosi alle mani ed è stato portato in ospedale per essere medicato. Padre e figlio sono stati sottoposti allo 'stub' che ha accertato che a sparare è stato Giovanni Timoniere. La famiglia non aveva problemi economici. Dalle indagini è emerso un quadro familiare sereno e senza contrasti. La Procura della Repubblica di Catania, sulla base della ricostruzione dei fatti, ha disposto l'arresto di Timoniere per omicidio colposo, sottolineando così l'involontarietà del drammatico gesto compiuto dall'uomo.
Fonte: Repubblica Read 2 Comments... >>
Mercoledì 26 Maggio 2010 18:59
Matera, 26 mag. - (Adnkronos) - Un uomo di 40 anni di Potenza e' stato ferito accidentalmente durante una battuta di caccia da un amico di 66 anni ad Oliveto Lucano, in provincia di Matera. I due erano usciti insieme per la caccia al cinghiale e per raccogliere dei funghi in localita' 'Fosso ripiglio', area sottoposta a vincoli regionali ambientali. Il 66enne, sentendo dei rumori fra la vegetazione, ha esploso un colpo con un fucile caricato a pallettoni ed ha colpito l'amico alla gamba destra.
Subito soccorso, il ferito e' stato trasportato presso l'ospedale di Potenza dove e' stata riscontrata una ferita alla tibia e alla coscia destra, con una prognosi di 30 giorni. E' ricoverato in attesa di intervento chirurgico. L'uomo che ha sparato e' stato denunciato dai carabinieri della stazione di Garaguso per esercizio arbitrario della caccia in area protetta. Sequestrato il fucile.
Fonte : Libero News
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Venerdì 14 Maggio 2010 10:08
Mercoledì 12 Maggio 2010 18:28
Tragedia questa mattina intorno alle 11 a Sussisa, sulle alture di Sori. A scatenare la furia omicida del 65enne Renzo Castagnola, la visita alla propria abitazione di due guardie zoofile, Elvio Fichera e Paola Quartini, che, su ordine della magistratura, avrebbero dovuto sequestrare i suoi cani da caccia dopo alcune segnalazioni di maltrattamenti. Alla vista delle guardie, che avrebbero subito esibito il decreto di sequestro, l'uomo ha aperto il fuoco e poi si è tolto la vita rivolgendo l'arma verso di sé. Durante la sparatoria è rimasta ferita anche la moglie 62enne di Castagnola, che avrebbe tentato inutilmente di fermare il marito.
Sul posto sono accorsi carabinieri e sanitari del 118, con un'automedica e tre ambulanze, ma per l'omicida e le vittime non c'era più nulla da fare. La moglie 62enne, ferita alla mano, è stata invece accompagnata all'ospedale San Martino di Genova ma le sue condizioni non desterebbero alcuna preoccupazione. «Era una brava persona, davvero. I suoi cani non li aveva mai maltrattati. Anzi. Con sua moglie Mina non avevano figli e per questo molto del loro tempo lo dedicavano ai loro animali. Lo deve aver fatto perchè era esasperato da questa storia dei cani che ormai andava avanti da tempo e di cui parlava spesso anche con noi»: a parlare è Claudio Olcese, un amico e vicino di casa di Renzo Castagnola, che ha ucciso due guardie zoofile prima di togliersi la vita sparandosi un colpo al cuore. Sia la moglie Mina, originaria di Sussisa, che Renzo Castagnola, originario di Capreno, erano molto conosciuti in questa zona. La loro casa sorge proprio nella piazza principale della località sulle alture del comune di Sori. Erano venuti a vivere qui da alcuni anni fa, dopo la morte della madre di lei. Vicino all'abitazione una trattoria ed una tabaccheria. Proprio davanti alla loro casa il bosco, dove l'omicida aveva eretto un'ampia recinzione con alcune baracche per custodirvi i suoi animali, alcuni cuccioli di maremmano e altre razze. Ed è proprio qui che stamani si è consumata la tragedia. «Renzo aveva recintato una parte del bosco per permettere ai suoi animali di stare bene, di sgambare, anche quando non era periodo di caccia - prosegue Olcese -. La storia dei cani però era già iniziata quando abitavano a Capreno. È davvero una brutta storia. Ancora non ci credo».
Dolore e commozione alla Lipu per la tragedia di Genova. L'associazione ha annunciato che dedicherà a Paola Quartini la prossima assemblea nazionale a Sabaudia. «Dolore e commozione sono i sentimenti della LIPU-BirdLife Italia alla notizia dei tragici fatti di questa mattina accaduti a Susissa, frazione di Sori, riviera genovese di Levante, dove due guardie zoofile, Paola Quartini ed Elvio Fichera, sono state uccise dal titolare di un canile» si legge in una nota. «Dedicheremo a Paola Quartini e al suo lavoro di volontaria alla LIPU - dichiara Giuliano Tallone, Presidente LIPU-BirdLife Italia - la prossima assemblea nazionale in programma sabato e domenica prossimi a Sabaudia. Stiamo acquisendo - conclude - tutti gli elementi utili per capire la dinamica di questo assurdo evento e valutare tutte le azioni che saranno necessarie».
Fonte : Unità Read 0 Comments... >>
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