Associazione Vittime della caccia

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Pericolo per un proiettile di caccia, un cittadino racconta l'accaduto

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Testimonianza del 10.11.2010 tratta dal sito www.maremmanews.tv

Grosseto: Di seguito riportiamo la lettera arrivata in redazione da un cittadino che si è trovato a dover affrontare un'incresciosa situazione nel comune di Manciano, in data 6 novembre.
"Sono un imprenditore viterbese che nella giornata di sabato mattina, nel corso di
sopralluoghi su terreni agricoli in località Manciano è stato vittima di un fatto molto grave che cercherò di descrivere brevemente e che certamente potrà aiutare a riflettere seriamente sui rischi della caccia.

In pratica attorno alle 11:00 della mattinata di sabato mi trovavo a passare in località "i due casali" (fronte alla cava posta sotto Manciano).Parcheggiata l'auto accanto ad una seconda auto  ho percorso assieme ad un referente locale circa 800 m lungo un campo agricolo, attraversando una piccola area boscata. All'improvviso abbiamo udito due forti spari provenire proprio dalla zona boscata adiacente e subito dopo due caprioli scappare rapidamente nella nostra direzione. Compreso il rischio di trovarsi per caso nel raggio di azione di un probabile bracconiere ci siamo velocemente recati verso l'auto. giunti alla macchina abbiamo potuto appurare come la stessa presentava due fori di proiettile, frutto di un probabile rimbalzo di un proiettile da arma pesante. La traiettoria indicava senza alcun dubbio che nel caso della presenza di un passeggero sull'auto, lo stesso sarebbe certamente stato colpito alla testa. Contattato il comando dei carabinieri, gli stessi sono accorsi sul posto per effettuare la verifica dell'accaduto, osservando come si sia sfiorata una tragedia. Peraltro essendo il proiettile frutto di un probabile rimbalzo, lo stesso non ha avuto la forza di trapassare completamente l'auto, conficcandosi sulla mascherina laterale del posto guida, dopo aver rotto il finestrino laterale ed in parte il parabrezza anteriore dell'auto. Parte del proiettile è stato successivamente ritrovato nel corso di una verifica successiva condotta nel comando dei carabinieri di Viterbo. Personalmente ritengo che fatti di una tale gravità dovrebbero far riflettere sull'utilizzo di armi pesanti in aree non controllate e non segnalate, anche perché in alcuni casi le traiettorie di proiettili come quello in questione possono percorrere centinaia di m prima di terminare la propria corsa.

Mi auguro che sulla base delle indicazioni fornite ai carabinieri, che peraltro stanno effettuando gli accertamenti del caso e di cui non posso parlare per ora, si possa trovare il responsabile di un simile fatto, anche perché non so se sia consentito nella vostra Regione la caccia al capriolo, ne tantomeno l'utilizzo di armi pesanti in assenza di apposite battute e/o di adeguate segnaletiche."
Cordialmente
Dott. Gionfrida

Fonte: www.maremmanews.tv

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