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Crudeltà vile e gratuita contro gli animali, cinque cuccioli avvelenati con la loro mamma

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Meno di tre mesi fa, le drammatiche immagini di un barboncino di pochi mesi trucidato a pallettoni nella periferia di Corato.

«Ma la vera bestia è chi ha sparato», avevamo titolato.

Forse, però, avremmo dovuto essere più lungimiranti ed utilizzare già il plurale. Perchè le bestie in città - non quelle che si aggirano affamate lungo vie e viali, ma quelle pronte a tutto pur di farne "piazza pulita" - sono più d'una.

Solo pochi giorni fa, infatti, un viale di campagna - viale Vado via Ruvo, a pochi metri dalla frequentata via San Magno - è stato teatro di una piccola strage che ha mescolato a dosi massicce crudeltà ed ignoranza.

Ad essere sterminata, una sparuta colonia di cinque cuccioli e la loro mamma (nella foto in alto quando erano ancora vivi). Utilizzando il classico copione dei vigliacchi, sono stati attirati con il cibo ed avvelenati. Fiduciosi. Inermi. Indifesi.

I cuccioli erano nati proprio lì, al riparo di un trullo, da pochi mesi. Erano accuditi da gente di passaggio e da qualcuno che, con maggiore regolarità, lasciava loro acqua e cibo.

Erano randagi, ma non avrebbero finito i loro giorni sulla strada. Per tutti, infatti, era già partita la trafila per l'adozione: erano già stati sverminati, trattati con l'antipluci, stavano per essere vaccinati ed erano pronti per essere affidati ai nuovi padroni.

Purtroppo, però, solo uno di loro ha fatto in tempo ad essere prelevato da due delle ragazze che si stavano prendendo cura di loro e che hanno fatto la macabra scoperta dell'avvelenamento.

Tutti gli altri, invece, hanno fatto la tremenda fine che vi abbiamo descritto. A chi potessero nuocere cinque bestiole, alte al massimo 40 centimentri, è ancora tutto da capire.

E se, come diceva Gandhi, "la civiltà di un popolo si vede da come tratta i suoi animali", l'autore di questo gesto può essere quantomeno catalogato fra gli incivili, fermandoci alla definizione più gentile possibile.

L'episodio, annoverabile a pieno titolo nella sezione della cronaca nera - così come i tanti altri che si saranno verificati senza ottenere prime pagine sui giornali - sottolinea quindi, ancora una volta, l'urgenza di un problema come il randagismo, reso ancor più grave dalla stagione estiva ormai dietro l'angolo.

Il fenomeno genera certamente tanti e differenti sentimenti ed è necessario garantire sicurezza per i cittadini, unito ad un adeguato trattamento per gli animali. La soluzione, che passa in primis dai nostri amministratori locali e dalle Asl, è certamente in una seria politica che preveda censimento e sterilizzazione dei cani, oltre a condizioni dignitose all'interno dei canili.

Ma mai, in nessun caso, la risposta può essere un avvelenamento, un'uccisione, un maltrattamento, un abbandono.

Anche perchè, qualcuno forse lo dimentica, l'uccisione, il maltrattamento e l'abbandono di un animale costituiscono un reato penale.

«Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi», recita l'articolo 544bis del Codice Penale.

«Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi La pena è aumentata della metà se dai fatti cui al primo comma deriva la morte dell'animale», aggiunge l'articolo 544ter dello stesso Codice.

Di tutto questo, si parlerà anche a Polis, la trasmissione in onda lunedì prossimo alle ore 21 su Video Italia Puglia. Tra gli ospiti, il dr. Aniello Coppola, dirigente del settore veterinario della ASL Bari.

Intanto, una piccola buona notizia: il cucciolo investito la scorsa settimana che cercava asilo sulle nostre pagine, ha finalmente trovato casa.

Magari, se possibile, ripartiamo di qui.

Fonte : Corato Live

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