Associazione Vittime della caccia

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AVC-2° LETTERA APERTA AL MINISTRO SALVINI

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Associazione Vittime della caccia - 30.10.2018

2° LETTERA APERTA AL MINISTRO SALVINI

Illustre Ministro dell'Interno,

l'Associazione Vittime della Caccia in data 17 ottobre Le chiedeva tramite Pec un incontro urgente in seguito alla sequenza impressionante di tragedie derivanti dall'esercizio dell'attività venatoria, culminata, allora, con l'uccisione del giovane Nathan in Liguria, colpito e trapassato da una fucilata durante una battuta di caccia al cinghiale.

La conta di morti e feriti per armi da caccia nei primi due mesi di esercizio venatorio sta suscitando la crescente indignazione dell'opinione pubblica: la gente non si sente sicura, chiede di essere tutelata, non si rassegna ai gravi rischi connessi alla caccia, non accetta questa situazione, non l'accetta più!

Eludere la questione sarebbe grave, tanto più che il tema sicurezza è da parte del Dicastero che attualmente occupa una priorità, anzi la "Priorità". Il Decreto Sicurezza dovrebbe contemplare ogni aspetto della vita civile ed attuare norme volte efficacemente ad assicurare anche il quieto vivere della gente comune.

Ci permettiamo di suggerirle alcuni sintetici spunti da recepire, che potrebbero intanto favorire la riduzione dei rischi e conseguenti vittime in ambito venatorio:

- Obbligo di pettorina identificativa per tutti i cacciatori (utile anche contro il bracconaggio);

- Revoca della licenza di caccia e porto d'armi per il mancato rispetto delle distanze di sicurezza (art.21.c.1, legge 157/92) e perseguibilità penale per reati contro la persona;

- Divieto di immissione di selvaggina "pronto caccia" a ridosso delle abitazioni e sedi stradali, e nel rispetto delle aree vietate alla caccia;

- Divieto di condurre i minori di età nell'attività venatoria;

- Divieto di caccia la domenica.

Alla luce delle cronache, non è normale in un... normale Paese che degli innocenti vengano sistematicamente aggrediti, minacciati, feriti ed uccisi, puntualmente ad ogni stagione, per la smania di 500mila persone armate e non sempre serene. La vita e la qualità della vita valgono più degli interessi del sistema caccia.

E' ora di fare qualcosa anche in questo senso, Ministro Salvini.

Se tutto ciò non bastasse ad allertare chi di dovere, sarà utile segnalarLe l'ultimo grave episodio di Osimo accaduto in data 28 ottobre, in cui è stato colpito in pieno collo, testa e spalle un bambino di dieci anni, mentre si trovava col padre e altri adulti in un capanno di caccia, come riferiscono le cronache.

Vorremmo evidenziare la gravità del fatto che sono già due i bambini rimasti vittime di fucilate in nemmeno un mese e mezzo di calendari venatori, e tanti, troppi, giovanissimi feriti e uccisi durante le battute, sia come cacciatori che come ignari presenti.

A tal proposito è utile ricordare che l'attività venatoria rientra tra le attività pericolose (Elenco Attività Pericolose agg.2017, codici: S0040 e S0080) ed esporre i minori a pericoli non necessari è quanto meno discutibile da un punto di vista etico e di responsabilità degli adulti verso i bambini, cui invece va garantita ogni forma di protezione possibile.

L'Associazione vittime della Caccia non può che rinnovarLe la richiesta di un incontro urgente, confidando sul Suo senso di responsabilità e dovere verso tutti quei cittadini, e sono la maggioranza, che si sentono realmete a rischio e minacciati da una caccia sempre più oggettivamente pericolosa.

Distinti saluti - Associazione Vittime della caccia

 

Ps. Il 2° BOLLETTINO DELLA GUERRA (1.09/31.10) aggiornato e corretto è disponibile sul sito www.vittimedellacaccia.org dal 31 ottobre.

 

 

 

 

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