{"id":259,"date":"2019-09-11T17:59:57","date_gmt":"2019-09-11T17:59:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/?p=259"},"modified":"2019-09-16T01:15:39","modified_gmt":"2019-09-16T01:15:39","slug":"autori-disarmanti-penne-felici","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/autori-disarmanti-penne-felici\/","title":{"rendered":"AUTORI DISARMANTI, PENNE FELICI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Raccolta di articoli, testimonianze e appunti meritevoli di essere riletti.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">In continuo aggiornamento<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">-oOo-<\/p>\n<p>14 Settembre 2012<br \/>\n<strong>Michele Scola<\/strong>: &#8220;<strong>Il vero predatore nocivo \u00e8 il cacciatore<\/strong>&#8221; (Resp.Italia Nostra, Grosseto)<\/p>\n<p>Caccia-Grosseto: &#8220;I cacciatori, fra le varie leggende che mettono in circolazione allo scopo di tutelare e di incrementare il loro mortifero \u201csport\u201d, insistono nell\u2019accusare alcune specie animali, come ad esempio le volpi e i rapaci, di essere animali nocivi \u2013 scrive Michele Scola, presidente della sezione di Grosseto di Italia Nostra &#8211; Cos\u00ec nocivi che, per incoraggiare l\u2019uccisione delle povere volpi, hanno deciso di mettere in atto, come abbiamo appreso i giorni scorsi dalla stampa quotidiana, l\u2019espediente di premiare con 15 euro la consegna di ogni coda di volpe uccisa. Un\u2019iniziativa che rivela, pi\u00f9 di tante parole, il barbaro, intollerabile sadismo che anima i cacciatori.<br \/>\nNon gli basta uccidere animali per diletto: vogliono oltraggiarli con atti di spregioanche quando sono morti. Come i pellirosse, che tagliavano lo scalpo ai nemici e lo esibivano come un trofeo. E poi i cacciatori si indignano se qualcuno li definisce \u201ckiller\u201d. Occorre rispondere a un paio di domande. Nei confronti di chi sarebbero nocive le volpi, e per quale ragione? Lo spiega senza mezze parole Paolo Isidori, presidente provinciale di Libera Caccia. \u201cGli Atc (Ambiti Territoriali di Caccia) &#8211; spiega &#8211; con i soldi dei cacciatori, ogni anno lanciano molta selvaggina (fagiani, starne, pernici, lepri), ma il 90% di questa diventa facile preda di poiane, gazze, cornacchie, ma soprattutto volpi. La volpe \u00e8 il predatore per eccellenza, pi\u00f9 mangia e pi\u00f9 si riproduce.\u201d(&#8230;)<br \/>\nDefinire \u201cnocivo\u201d un animale \u00e8 un concetto utilitaristico che risale ai tempi antichi. Ogni specie vivente svolge una propria funzione nell\u2019equilibrio degli ecosistemi.<br \/>\nDi veramente nocivo c\u2019\u00e8 soltanto il peggior predatore della Terra, la scimmia nuda chiamata uomo&#8221; conclude Scola&#8230;. 10.09.2012 &#8211; LEGGI TUTTO ALLA FONTE: <a href=\"http:\/\/www.maremmanews.tv\/it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=22706%3Ascola-qil-vero-predatore-nocivo-e-il-cacciatoreq&amp;catid=38%3Aambiente&amp;Itemid=58\">http:\/\/www.maremmanews.tv\/it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=22706%3Ascola-qil-vero-predatore-nocivo-e-il-cacciatoreq&amp;catid=38%3Aambiente&amp;Itemid=58<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>21 Ottobre 2011<br \/>\n<strong>Bracconieri e cacciatori? Per me non c&#8217;\u00e8 alcuna differenza: sparano solo per il gusto di uccidere<\/strong> &#8211;<\/p>\n<p>di <strong>Oscar Grazioli<\/strong> &#8211; E basta, non se ne pu\u00f2 pi\u00f9 di questi cacciatori travestiti da bracconieri o bracconieri travestiti da cacciatori. S\u00ec, sono assolutamente conscio del fatto che ci sono un certo numero di cacciatori che osservano regole e leggi e una minoranza assoluta che applica delle proprie leggi addirittura molto pi\u00f9 severe di quelle imposte. Ho amici che vanno a caccia e sparano un solo colpo. Se sbagliano, un giro salutare con il cane e si torna a casa ugualmente contenti. Ho amici che non vogliono sapere di lepri e fagiani che sembrano conigli e galline d\u2019allevamento (non sembrano, lo sono) imbambolate dal Valium, ma s\u2019inoltrano nel bosco alla ricerca di una beccaccia dal volo saettante e irregolare, che schizza dal buio di un cespuglio e, quasi sempre, ti lascia con un palmo di naso.<\/p>\n<p>Ho amici che non si metterebbero mai dentro una \u201cbotte\u201d con gli stampi di plastica, o peggio anatre e trampolieri da richiamo, nell\u2019attesa di uccelli che hanno fatto migliaia di chilometri sparandogli a tradimento appena si posano in acque apparentemente tranquille. Sono notoriamente contrario alla caccia, ma c\u2019\u00e8 un tipo di caccia (quella alla migratoria, ai piccoli uccelli, quella dei safari ecc.) che \u00e8 talmente odiosa da farmi invocare ogni giorno un referendum. Quando poi sento che i volontari della Protezione Animali, chiamati dagli studenti dell\u2019istituto alberghiero di Finale Ligure, hanno raccolto una rarissima aquila minore impallinata ad un\u2019ala mi viene una rabbia indicibile a pensare che un cacciatore o un bracconiere l\u2019ha fatto apposta. Come si fa a confondere la sagoma di un\u2019aquila? Aquila che non potr\u00e0 pi\u00f9 volare, esattamente come lo splendido esemplare di astore (un raro falco di bosco) trovato domenica dalla Polizia Provinciale di Macerata, a seguito di una segnalazione di alcuni cittadini. L\u2019uccello, una femmina, era intrappolato in una tagliola posizionata illegalmente dai proprietari all\u2019interno di un centro di riproduzione della selvaggina.<\/p>\n<p>L\u2019animale era intrappolato in una tagliola posizionata illegalmente dai proprietari all\u2019interno del centro di riproduzione della selvaggina. Portato alla clinica dell\u2019Univerist\u00e0 di Matelica, l\u2019unica cosa da fare per i veterinari \u00e8 stata quella di amputare una zampa. La necrosi provocata dalla tagliola non ha lasciato alcuna possibilit\u00e0 d\u2019intervento riparatore. Nell\u2019entroterra maceratese sono pochissime le coppie di astori nidificanti. Ora ce n\u2019\u00e8 una in meno. E che dire delle migliaia di uccelletti trovati nel bresciano e nel bergamasco, di cui quasi ogni settimana i servizi di Striscia ci danno conto? E che volete che succeda a questa gentaglia. Conosco un giovane friulano denunciato pi\u00f9 volte per uccellagione che se ne va tranquillamente a caccia ogni giorno con la sua licenza immacolata. Per me sarebbe ora di dire basta. Sul serio.<br \/>\nFonte: <a href=\"http:\/\/notizie.tiscali.it\/opinioni\/Grazioli\/2041\/articoli\/Bracconieri-e-cacciatori-Per-me-non-c-alcuna-differenza-sparano-solo-per-il-gusto-di-uccidere.html\">http:\/\/notizie.tiscali.it\/opinioni\/Grazioli\/2041\/articoli\/Bracconieri-e-cacciatori-Per-me-non-c-alcuna-differenza-sparano-solo-per-il-gusto-di-uccidere.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>27 Settembre 2011<\/p>\n<p><strong>LA CACCIA, SE LA CONOSCI NON LA RISPETTI!<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Riccardo IANNICIELLO<\/strong> &#8211; In questo mese, (settembre 2011) su alcuni quotidiani un\u2019intera pagina \u00e8 sistematicamente comprata dalle varie associazioni venatorie presenti in Italia per difendere la caccia. Il testo che vi si legge presenta tali inesattezze, approssimazioni e incongruenze da richiedere urgenti e doverose rettifiche soprattutto perch\u00e9 si fa un uso strumentale di alcuni dati, facendo passare cos\u00ec messaggi scorretti e fuorvianti.<br \/>\nSi legge per esempio: \u201cLa caccia in Italia non costituisce pericolo per l\u2019estinzione di nessuna specie\u201d. Come dire: possiamo ammazzare tranquillamente gli animali selvatici, tanto non c\u2019\u00e8 pericolo che si estinguono. Una filosofia da quattro soldi, tipico di persone abituate a macinare grani grossolani.<br \/>\nLeggiamo ancora: \u201cIn Italia la caccia non \u00e8 consentita nei periodi di riproduzione della specie ed \u00e8 esercitata solo su parte del territorio nazionale\u201d. In realt\u00e0 la caccia in Italia \u00e8 consentita nei periodi (settembre, ottobre, novembre) in cui i piccoli di molte specie dipendono, per vivere ancora dai genitori. Se poi consideriamo la pre-apertura della caccia ai primi di settembre, realt\u00e0 ormai diffusa in molte regioni, capiamo come sia inesatta quella dichiarazione.<br \/>\nTroviamo poi nel documento: \u00abOltre l\u201980% dei cacciatori condanna duramente il bracconaggio e lo ritiene tra i principali fenomeni da combattere\u00bb. La risposta \u00e8 semplice: perch\u00e9 i bracconieri competono con i cacciatori per la mattanza gratuita agli animali selvatici. E\u2019 solo una questione di competizione.<br \/>\nInfine: \u00abI cacciatori prestano migliaia di ore di volontariato per la gestione e il ripristino degli ambienti naturali e per la conservazione della fauna, impegnandosi in attivit\u00e0 di prevenzione di incendi, pulizia boschi e sentieri, difesa e valorizzazione della biodiversit\u00e0\u00bb.<br \/>\nE\u2019 vero, i cacciatori prestano migliaia di ore di lavoro di volontariato per la gestione e il ripristino degli ambienti naturali ma non per la conservazione della fauna e non certo per la difesa e la valorizzazione della biodiversit\u00e0: ammazzando degli animali non per necessit\u00e0 ma per divertimento non si capisce come possano difendere la biodiversit\u00e0. E\u2019 semplicemente una contraddizione in termini.<br \/>\nIo preferirei che le associazioni di cacciatori ammettessero di praticare uno sport cruento, di uccidere altri essere viventi per il gusto di uccidere senza tentare subdole risibili strade per indottrinare la gente facendo passare per ecosostenibile una pratica biocida, profondamente in antitesi con il rispetto della biodiversit\u00e0: ci\u00f2 conferirebbe loro almeno la dignit\u00e0 di essere coerenti con se stessi, di essere uomini.<br \/>\nFonte: <a href=\"http:\/\/www.finanzainchiaro.it\/dblog\/articolo.asp?articolo=11426\">http:\/\/www.finanzainchiaro.it\/dblog\/articolo.asp?articolo=11426<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>20 Settembre 2011<\/p>\n<p><strong>Caccia: una strage senza fine e senza senso<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019esercizio della caccia in Italia \u00e8 la lampante dimostrazione che la democrazia (il governo del popolo) \u00e8, nelle societ\u00e0 capitaliste, solo una vuota parola.<\/p>\n<p>di <strong>Fabio Balocco<\/strong> &#8211; In Italia circa l\u201980% dei cittadini \u00e8 contrario alla caccia. I nostri politici lo sanno benissimo ma non hanno mai fatto nulla, non dico per abolire, ma almeno per restringere di molto i confini dell\u2019attivit\u00e0 venatoria (almeno, ad esempio, vietarla a certe specie, su terreni innevati, alla domenica). Sarebbe questo il governo del popolo? Se io, politico, so che i miei elettori sono contrari alla caccia, perch\u00e9 non faccio nulla per rappresentarli in questo campo? Scusate, domanda del tutto pleonastica, anzi, idiota.<\/p>\n<p>E non solo i politici non fanno nulla, ma quando ci sono stati i due referendum sulla caccia non hanno mosso un dito perch\u00e9 si raggiungesse il quorum, col bel risultato che in Italia esiste ancora una assurda norma del Codice Civile (art. 842) che permette l\u2019accesso ai cacciatori (ma non anche ai pescatori\u2026) ai fondi privati per abbattere la selvaggina (termine che solo ad usarlo mi fa venire i brividi).<\/p>\n<p>Eppure i cacciatori sono una razza in via d\u2019estinzione. Dal 1980 al 2007 essi sono diminuiti del 55,8%, e la loro et\u00e0 media \u00e8 compresa fra i 65 ed i 78 anni. Questo la dice lunga anche sulla loro capacit\u00e0 lobbistica, cui i nostri parlamentari sono cos\u00ec sensibili\u2026<\/p>\n<p>Ma prima dei cacciatori, purtroppo, si estinguer\u00e0 almeno la tipica fauna alpina (coturnice, fagiano di monte, lepre variabile, pernice bianca). Io vado in montagna da pi\u00f9 di trent\u2019anni e in tutte le gite che ho fatto ho visto solo due volte delle pernici bianche. Poi basta. Eppure ogni anno si consente la caccia persino a queste specie in via di palese e drastica diminuzione.<\/p>\n<p>Questo per non parlare dei cosiddetti \u201cripopolamenti\u201d (tipico esempio il cinghiale, ma anche il capriolo) ad opera delle associazioni venatorie, ripopolamenti che alterano ulteriormente gli equilibri di ecosistemi gi\u00e0 in parte compromessi.<\/p>\n<p>Ma poi, santo Dio, consentitemi, a parte ogni discorso politico ed ecologico, dove sta il senso di sparare a un merlo, a un tordo, a un fringuello o a un camoscio? Eppure questa gente si diverte. Questa gente \u00e8 malata\u2026<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/09\/20\/caccia-una-strage-senza-fine-e-senza-senso\/158516\/\">http:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/09\/20\/caccia-una-strage-senza-fine-e-senza-senso\/158516\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>10 Luglio 2011<br \/>\n<strong>Lettera a Luigi Meneghello sulla \u201ccultura\u201d<\/strong>.<\/p>\n<p>di <strong>Natalino Balasso<\/strong> &#8211; Caro Gigi, lo so che secondo la tua professione di lucido ateismo, ora che sei morto, sei convinto di non esistere pi\u00f9. Io ti voglio scrivere lo stesso, un po\u2019 perch\u00e9 mi rimproveravi di non farlo, un po\u2019 perch\u00e9 c\u2019\u00e8 una cosa che ti devo dire. Tu hai reso noto il tuo paese natale: Malo, grazie al tuo celebre romanzo e a Malo riposi, nel cimitero del paese. E\u2019 giusto quindi che tu sappia che il tuo paese natale non ha pi\u00f9 un assessorato alla cultura. Eppure c\u2019\u00e8 una biblioteca i cui responsabili si danno molto da fare, ci sono le scuole, ci sono gruppi di lettura e di canto. Si organizzano ogni anno interessanti iniziative culturali. Al posto dell\u2019assessorato c\u2019\u00e8 un\u2019istituzione (bisognava pur assicurare un posto all\u2019assessore mancato) con tanto di Consiglio di amministrazione che gestisce un bel po\u2019 di denari e che ha un filo diretto col sindaco il quale tra l\u2019altro si occupa anche dell\u2019identit\u00e0 veneta. Cos\u00ec come l\u2019assessore all\u2019ecologia e all\u2019ambiente si occupa anche della sicurezza.<\/p>\n<p>Ma non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 l\u2019assessorato alla cultura perch\u00e9 vedi, Gigi, qualcuno deve aver preso sul serio quello che diceva quel tizio e cio\u00e8 che con la cultura non si mangia, ora si mangia con l\u2019identit\u00e0 e quando si \u00e8 trattato di scegliere (c\u2019erano troppi assessorati) quale assessorato eliminare, ci si \u00e8 guardati in faccia e ci si \u00e8 detti: chi facciamo fuori? Non certo il settore caccia, visto che i voti dei cacciatori sono importanti e poi, a cosa serve il teatro o il cinema in fondo? A cosa servono i libri? Si mangia col teatro? Con la letteratura? Ci si diverte un po\u2019 e basta. Tu potresti replicarmni con la domanda \u201ca cosa serve la caccia?\u201d. Dovrai ammettere che per lo meno con la caccia si mangia, anche se si mangia cacciagione che diciamocelo pure, \u00e8 anche un po\u2019 rincoglionita, uccelli di allevamento liberati e disorientati.<\/p>\n<p>Io non credo Gigi che questo avvenga perch\u00e9 a Malo c\u2019\u00e8 la Lega.<\/p>\n<p>Anzi, mi stavo proprio chiedendo: e se avessero ragione loro? Diciamoci la verit\u00e0, se quello che fa l\u2019assessorato alla cultura \u00e8 organizzare il concerto dei Pooh o la notte bianca o lo spettacolo dell\u2019ultimo nome di moda televisivo senza nemmeno premurarsi di rientrarci coi soldi, se organizza grazie agli sponsor incontri in cui si parla dei suddetti sponsor, se quello che conta \u00e8 far lavorare qualcuno, con iniziative tipo spendere 70.000 euro per i fuochi d\u2019artificio, se parlo di Zanzotto e mi chiedono in che squadra gioca, se il festival shakespeariano di Verona presenta come spettacolo di punta uno Shakespeare interpretato dai cabarettisti di Zelig, a cosa serve l\u2019assessorato alla cultura? Qualunque Pro Loco pu\u00f2 organizzare robetta del genere. Quando si parla dei tagli alla cultura tutti si premurano di dimostrare che la cultura porta profitto, ma perch\u00e9? Ma chi l\u2019ha detto che tutto deve portare profitto, quando sappiamo che non \u00e8 vero? Perch\u00e9 la missione in Afganistan non porta profitto, il Ponte sullo Stretto non porterebbe profitto, ormai persino l\u2019alta velocit\u00e0 porterebbe ben poco profitto, perch\u00e9 proprio la cultura dovrebbe essere obbligata a portare profitto?<br \/>\nOltretutto, quando penso alla cultura, non so perch\u00e9, mi viene in mente il vecchio loggionista del teatro dell\u2019opera che conosce i libretti a memoria e ha la quinta elementare, il giardiniere che conosce tutte le piante che vede, il meccanico che sa come funziona una macchina, il dilettante che sta coi piedi in laguna una vita e scopre che Venezia \u00e8 stata romana. Quella cultura identificava un paese, non c\u2019era bisogno di assessorati all\u2019identit\u00e0, di camicie verdi, di loghi inventati, di terre da libri fantasy come la Padania. Quella cultura non esiste pi\u00f9. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 la cultura Gigi e ormai, vedi anche tu che gli unici ai quali non riesce di darla a bere sono i morti. Un altro morto, Pier Paolo Pasolini, direbbe alla nazione \u201csprofonda nel tuo bel mare, libera il mondo\u201d. Io mi limiterei a dire che il problema dei fondi alla cultura non si pone, perch\u00e9 siamo gi\u00e0 riusciti da tempo nell\u2019impresa di abolire la cultura.<br \/>\n<a href=\"https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/07\/10\/lettera-a-luigi-meneghello-sulla-cultura\/144435\/\">https:\/\/www.ilfattoquotidiano.it\/2011\/07\/10\/lettera-a-luigi-meneghello-sulla-cultura\/144435\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>04 Novembre 2010<\/p>\n<p><strong>Il cinghiale espiatorio<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Pino Paolillo<\/strong> &#8211; cacciastop &#8211; Sig. Francesco, se per capire qualcosa di caccia bisogna spappolare il cervello o il fegato ad un cinghiale con una fucilata, oppure, dopo averlo ferito facendogli sballottolare la zampa semiamputata dalla palla, finirlo con un coltello piantato nel cuore (nel gergo a lei familiare : \u201caccorare\u201d), allora sono felicissimo di confessare che continuer\u00f2 a non voler capire niente di caccia fino alla fine dei miei giorni.<\/p>\n<p>Lascio ad altri il piacere sadico di portare sul cofano del fuoristrada o a mo\u2019 di paraurti il corpo sanguinante dell\u2019animale come trofeo (mi chiedo solo come finirebbe la leale competizione sportiva senza carabina o cal.12).<br \/>\nSe, viceversa, sulla caccia ci si informa attingendo da fonti non sospette, credo che sulla \u201cquestione cinghiale\u201d il mondo venatorio italiano abbia solo da recitare il mea culpa.<\/p>\n<p>Meno male che c\u2019\u00e8 lei a ricordarci che \u201ci cinghiali in Italia ci sono sempre stati\u201d, anche se poi aggiunge che quando gli stessi sono stati \u201cintrodotti\u201d (e quindi immessi dove non c\u2019erano\u2026), erano tutti d\u2019accordo. Beh, proprio tutti no: vorrei conoscerli questi strani \u201canimalisti\u201d favorevoli ai \u201clanci\u201d di cinghiali per favorire cacciarelle maremmane, salsicce e sagre paesane a base di bistecche del povero selvatico.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 un secolo fa il cinghiale aveva un areale molto pi\u00f9 ristretto rispetto all\u2019attuale, tanto da non essere presente pi\u00f9 a nord della stessa Toscana (cfr. Massei e Toso, 1993, Biologia e gestione del Cinghiale. Doc. Tecnici INFS, oppure AA.VV., 2004 Il manuale del cacciatore di cinghiale, Ediz. Greentime), essendo stato sterminato nei secoli precedenti dalla persecuzione diretta ( o, se preferisce, da una terribile epidemia di rogna, chiss\u00e0!). Poi, a partire dagli anni \u201850, sono cominciate le massicce operazioni di introduzione di cinghiali provenienti dall\u2019estero (Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia) e le immissioni di animali allevati in diverse regioni italiane e questo unicamente per mere finalit\u00e0 di consumismo venatorio; in parole povere, per fare carniere. Ma ancora nel 1987 (Cfr . Perco F., Ungulati. C.Lorenzini Edit.) non era presente su gran parte dell\u2019Emilia Romagna, del Piemonte, della Lombardia, assente totalmente in Puglia, Sicilia, Veneto, Trentino A. Adige , Friuli e Valle d\u2019Aosta.<\/p>\n<p>Quanto al fatto che i cinghiali si sono riprodotti \u201ca dismisura\u201d, come dice lei, \u00e8 proprio quello che i cacciatori vogliono e che hanno favorito in tutti i modi, cos\u00ec da causa del problema, si possono proporre come soluzione del problema stesso. E questo perch\u00e9 se c\u2019\u00e8 una categoria che ha tutto, ma proprio tutto l\u2019interesse a mantenere una massiccia presenza di cinghiali sul territorio, non possono essere che i cacciatori stessi, che quindi fanno ricadere sugli altri (agricoltori) i danni e su di essi i benefici. E\u2019 un po\u2019 come se un gommista se ne andasse in giro a bucare le ruote o un carrozziere a rigare le auto in sosta. Tanto peggio per loro (gli agricoltori), tanto meglio per noi (cacciatori).<\/p>\n<p>Ora, a parte la contraddizione (quando dice che eravamo d\u2019accordo con i ripopolamenti , si presume per fini venatori, non certamente per fare il \u201cboar-watching\u201d) non mi pare che sul Cinghiale ci sia stato questo \u201cpressante protezionismo\u201d, visto e considerato che nei tre mesi di caccia consentiti dalla legge (relatori: presidenti Federcaccia e Arcicaccia di allora), di cinghiali in Italia se ne ammazzano allegramente quasi 100.000 (93.045 nell\u2019annata 1998-1999 secondo la Banca Dati Ungulati dell\u2019INFS), da considerarsi per\u00f2 un dato per difetto, visto che: \u201c in molte aree i dati relativi alle azioni di caccia non vengono raccolti, mentre in altre esiste comunque una discrepanza tra il carniere dichiarato e il numero di cinghiali abbattuti\u201d (AA.VV. Banca dati Ungulati, 2001- Biol. Cons. Fauna 109 . INFS)<\/p>\n<p>Badi bene che queste cose non le scrive un fanatico animalista vegetariano, ma il Direttore dell\u2019ex INFS, cacciatore di cinghiali . Della serie, se lo dice lui\u2026 Per non parlare poi degli abbattimenti illegali come quelli effettuati con i lacci e di notte (ovviamente quando non ci si confonde con un prete che dorme in un sacco a pelo\u2026).<\/p>\n<p>Non so a lei, ma a me la parola \u201ccensimenti\u201d sui Cinghiali mi fa ridere: nessuno, ripeto nessuno, potr\u00e0 mai stabilire quanti cinghiali ci sono in Italia (e censire significa contare); altro discorso sono le stime e le stime \u201corientative e largamente approssimate\u201d fornite dati tecnici (v. banca dati succitata) parlano di un numero che oscilla tra 300.000 e 500.000 (con uno scarto quindi di ben 200.000 !!). E questo per un motivo molto semplice, essendo il Cinghiale l\u2019Ungulato pi\u00f9 difficile da censire, per le abitudini e il tipo di habitat che frequenta.<\/p>\n<p>Per cui alla fine, in rari casi, per ottenere una stima indiretta, si ricorre all\u2019analisi dei carnieri (e quindi una conta dei morti) e, ancora pi\u00f9 raramente, all\u2019esame dei denti o del cristallino del cadavere per stabilire le classi di et\u00e0 (cfr.AA.VV., 2003 -Linee guida per gestione del Cinghiale. Ministero per le politiche Agricole e Forestali- INFS).<\/p>\n<p>Non a caso : \u201cIl quadro relativo alle conoscenze circa le densit\u00e0 e le consistenze delle diverse popolazioni italiane rimane tuttora alquanto carente e poco conosciuto, come conseguenza di una gestione che, a parte qualche eccezione, risulta priva delle indispensabili basi tecnico-scientifiche e di un\u2019adeguata programmazione e coordinamento degli interventi.\u201d E ancora: \u201c nel caso del cinghiale, se si eccettuano rare eccezioni, non esiste un rapporto organico tra consistenza e prelievo e pertanto non vengono effettuati censimenti e neppure vengono calcolati indici relativi d\u2019abbondanza su serie storiche.\u201d (Banca Dati Ungulati, op. cit.)<\/p>\n<p>Capisco che per lei l\u2019unica soluzione, almeno per crearsi l\u2019aureola di salvatore della patria, sarebbe quella della caccia senza limiti e confini, nelle aree protette e magari tutto l\u2019anno, ma sono pi\u00f9 che sicuro ( e stavolta lei non faccia finta di negare) che nel momento in cui, per pura ipotesi, di cinghiali se ne sparassero di meno, sareste i primi a sbraitare per avere nuovi ripopolamenti o a provvedere da soli , perch\u00e9 altrimenti sareste condannati a non andare pi\u00f9 a caccia di cinghiali.<\/p>\n<p>Quindi i primi a godere dei danni agli agricoltori, siete proprio voi, perch\u00e9 allora non vi sembra vero di proporvi come la (falsa) soluzione di un problema che invece volete che resti irrisolvibile.<\/p>\n<p>Del resto la stessa forma di caccia utilizzata , la cosiddetta braccata con i cani da seguito, non fa altro che favorire una strutturazione artificiale delle popolazioni e della loro dinamica, con una prevalenza proprio di quegli individui giovani che sono i maggiori responsabili dei danni alle colture, oltre a rappresentare un grave disturbo per l\u2019insediamento di altri Ungulati (vedi capriolo) e persino per gli altri cacciatori (vedi beccacciai).<\/p>\n<p>E allora, visto che il cinghiale si caccia, eccome e visto che \u00e8 impensabile pensare di eradicarlo dal territorio italiano (ma i primi a non volerlo, come abbiamo visto, sarebbero i cacciatori), bisogna , come dicono i tecnici, trovare un punto di equilibrio tra le varie esigenze e a questo punto, fatti salvi i diritti dei contadini di difendere i loro raccolti con metodi incruenti, mi riesce davvero difficile capire perch\u00e9 mai quel punto di equilibrio debba concretizzarsi nella morte di un animale da un lato e il divertimento di un uomo dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Continuo a pensare che si tratti di esigenze inconciliabili. Pino Paolillo<\/p>\n<p>P.S. come vede ho seguito il suo consiglio e ho cercato di informarmi meglio, ma comunque, se dovesse restare insoddisfatto e per toglierle ogni dubbio, parafrasando il vecchio Socrate, continuer\u00f2 a fare finta di sapere.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/cacciastop.org\/2010\/11\/04\/il-cinghiale-espiatorio\/\">http:\/\/cacciastop.org\/2010\/11\/04\/il-cinghiale-espiatorio\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>12 Settembre 2010<\/p>\n<p><strong>Il mondo dei cacciatori. La testimonianza di un \u201cpentito\u201d<\/strong><br \/>\nCredo che non ci sia niente di male a rinnegare una scelta di vita consolidata e seguita alla lettera per anni.<br \/>\nParlo di rinunciare ad essere cacciatore ed appendere i fucili al chiodo.<\/p>\n<p>Penso che sia davvero una mossa coraggiosa riuscire a ribaltare qualcosa del comportamento che in momenti particolari della propria esistenza abbia condizionato il nostro percorso esistenziale. Gli amici, i parenti, i familiari, l\u2019ambiente sociale in cui siamo inseriti esercitano delle pressioni fortissime che quasi ci obbligano ad atteggiarci in certa maniera anzich\u00e9 in un\u2019altra. Il condizionamento rappresenta il confine fra l\u2019essere escluso ed il partecipare: la frontiera fra il condividere e la solitudine.<\/p>\n<p>Spesso certe scelte sono quindi obbligatorie, particolarmente in quelle piccole realt\u00e0 sociali dove sei esposto al giudizio di tutti e dove il comportamento deviante salta all\u2019occhio troppo evidente ed offende il patrimonio culturale di tutti.<\/p>\n<p>Essere cacciatori in certi luoghi d\u2019Italia dove la tradizione venatoria si perde nella notte dei tempi (provate a pensare alla provincia di Brescia dove risiedono i principali produttori di armi) rappresenta condicio sine qua non per ottenere il giusto credito sociale, stima, rispetto, cerchia di amicizie, inserimento nel mondo del lavoro. Ecco perch\u00e9 sar\u00e0 estremamente difficile sradicare certe consuetudini consolidate perch\u00e9 far marcia indietro o rifiutare in partenza una tradizione, rappresenterebbe un comportamento deviante e quindi riprovevole. Circa venticinque anni fa, dopo altrettanto tempo vissuto fra fucili, cani, cartucce, polveri da sparo, bilancine di precisione, richiami vivi in gabbietta ho deciso di appendere i miei sei fucili al chiodo. I tempi erano cambiati: l\u2019ambiente si degradava di giorno in giorno. Gli spazi si riducevano. Gli animali di passo calavano di anno in anno. E anch\u2019io maturavo una nuova coscienza che mi impediva di portare ancora in casa i miei carnieri di fronte alle mie piccole bimbe sbigottite e nauseate.<\/p>\n<p>Da anni le mie escursioni in natura sono motivate dal desiderio di catturare solo immagini con le mie reflex. E\u2019 un passo che si pu\u00f2 fare. Ci vuole grande coraggio a chiudere con la caccia perch\u00e9 eserciti una forte violenza su te stesso e sugli amici. Ma poi con gli anni tutto appare cos\u00ec distante ed assolutamente estraneo alla tua persona. E\u2019 questa \u00e8 la miglior ricompensa che ti ripaga di tutte le vergogne che hai commesso..<\/p>\n<p>Parola di <strong>Beppe<\/strong> -12 settembre 2010<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/photo.php?pid=1119208&amp;fbid=1482045702782&amp;op=1&amp;o=global&amp;view=global&amp;subj=293563852218&amp;id=1583034503\">http:\/\/www.facebook.com\/photo.php?pid=1119208&amp;fbid=1482045702782&amp;op=1&amp;o=global&amp;view=global&amp;subj=293563852218&amp;id=1583034503<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Aprile 2010<\/p>\n<p><strong>Caccia: le armi in famiglia &#8211;<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Margherita D&#8217;Amico <\/strong>&#8211; Oggi e domani a Roma, in Piazza Montecitorio, le principali associazioni ambientaliste e animaliste manifesteranno davanti alla Camera dei Deputati chiedendo di non approvare l&#8217;assurdo articolo 43 della legge Comunitaria, che consentirebbe alle regioni di modificare i termini massimi della stagione di caccia.<br \/>\nPoich\u00e9 \u00e8 la terza volta, in un anno o poco pi\u00f9, che si persegue a forza l&#8217;obiettivo di deregolamentare e incoraggiare irrazionalmente l&#8217;attivit\u00e0 venatoria, diletto di una minoranza di settecentomila individui, dimezzati rispetto al milione e mezzo degli anni Novanta, sgraditi alla maggioranza dei cittadini (perlopi\u00f9 abolizionisti) come i sondaggi testimoniano, diviene urgente non solo domandarcene la ragione, ma anche formulare una risposta.<br \/>\nBench\u00e9 \u00e8 fuori discussione che chiunque abbia coscienza evoluta sul rispetto della vita, la conservazione della natura, la salvaguardia della bellezza, della sensibilit\u00e0 e dell&#8217;intelligenza, consideri oggi la caccia in Occidente un&#8217;occupazione da primitivi, al riguardo la collettivit\u00e0 opera una rimozione relegandola in uno spazio &#8211; i boschi e le campagne &#8211; che non \u00e8 pi\u00f9 lontano. Divorato anch&#8217;esso da alcune logiche, quelle dell&#8217;industria, che ne vorrebbero insieme l&#8217;esistenza e il consumo.<br \/>\nNel caso della caccia, esiste una particolare produzione che costituisce il cuore della vicenda. Quegli utensili dotati dell&#8217;esclusiva funzione di uccidere, chiamati armi.<\/p>\n<p>Nella legalit\u00e0, le armi si usano in guerra, nella sicurezza pubblica, per la difesa personale e per la caccia.<br \/>\nNei primi due casi, le armi sono appannaggio di militari e polizia. Nel terzo caso, nel nostro Paese, per fortuna non sono ostentate, n\u00e9 concesse con grandissima facilit\u00e0.<br \/>\nLa caccia, in ultima analisi, rimane dunque il ponte fra le armi (di cui l&#8217;Italia \u00e8 ricco produttore e esportatore) e il comune cittadino.<br \/>\nLa caccia e i cacciatori costituiscono l&#8217;unica legittimazione possibile dell&#8217;immagine delle armi in mezzo alla gente. Consentono la diffusione di materiale &#8211; riviste, dvd &#8211; e l&#8217;organizzazione di eventi &#8211; fiere, raduni &#8211; che ne promuovono pi\u00f9 o meno direttamente la vendita.<br \/>\nLe armi da caccia fanno parte della categoria delle armi leggere, che include anche mitragliette, bombe a mano e altre amenit\u00e0, con cui si combatte circa il novanta per cento delle guerriglie che insanguinano il pianeta. Questa fascia giuridica gode di enormi facilitazioni nella circolazione internazionale, a differenza delle armi pesanti, non solo per un fatto di dimensioni, ma in virt\u00f9 della scusa che i cacciatori abbiano il diritto di viaggiare per andare a sparare a leoni, elefanti, giraffe, orsi, a proprio piacimento.<\/p>\n<p>Ma rimaniamo in casa. Grazie all&#8217;articolo 842 del Codice Civile, i cacciatori possono entrare nelle propriet\u00e0 altrui, a meno che non siano costosamente recintate, e sparare fino a 150 metri dalle abitazioni. Anche con carabine che raggiungono gittate di 3.500 metri, pari ad armi belliche<\/p>\n<p>I requisiti minimi imposti dal Ministero della Salute per concedere licenze venatorie sono incredibili: se per la difesa personale bisogna perlomeno contare su vista binoculare, per la caccia si pu\u00f2 essere monocoli, e portare gli occhiali. Inoltre, gli arti superiori possono essere sostituiti da protesi, &#8220;purch\u00e9 buone&#8221;. (http:\/\/gazzette.comune.jesi.an.it\/143\/8.htm)<\/p>\n<p>Un cacciatore, volendo, pu\u00f2 possedere un vero e proprio arsenale. Sono armi presenti in una dimensione domestica, nelle famiglie, in un momento storico in cui ci si trova a contrastare con estrema difficolt\u00e0 criminalit\u00e0 comune, bullismo, sopraffazione e violenza nei giovani e negli adulti.<\/p>\n<p>Personalmente, sto lavorando da un anno alla realizzazione di un documentario che, pur senza trascurare gli animali (noi contribuenti, tra l&#8217;altro, ci prepariamo a pagare all&#8217;Unione Europea ingenti multe a causa dello sterminio di milioni di esemplari protetti, per le compiacenti deroghe venatorie concesse da 13 delle nostre regioni) analizza la caccia anche e soprattutto dal punto di vista dell&#8217;impatto sull&#8217;uomo.<br \/>\nE&#8217; un lavoro che richiede ancora qualche tempo per giungere al suo completamento. Sia perch\u00e9 non \u00e8 semplice trovare finanziamenti davvero autonomi su un simile tema.<br \/>\nSia perch\u00e9 mi piacerebbe tirare le somme ascoltando ogni parte in causa, e nessun rappresentante delle istituzioni coinvolte ha finora accettato di lasciarsi intervistare sull&#8217;argomento, che include anche di rispondere a proposito della lista annua dei morti per incidenti venatori.<br \/>\nSia, infine, per la difficolt\u00e0 incontrata nel reperire alcuni dati che ritengo fondamentali per la mia inchiesta. A pi\u00f9 riprese infatti mi sono rivolta alla Polizia di Stato, domandando se fosse possibile sapere quanti delitti, fra omicidi e ferimenti, siano stati commessi in Italia negli ultimi dieci anni con armi da caccia, data la loro enorme diffusione nelle abitazioni civili. E anche quanti autori di delitti fossero, incidentalmente, titolari di patentino venatorio.<br \/>\nHo naturalmente incontrato grandissima cortesia, ma pur insistendo non ho ottenuto alcuna risposta. Sembra che questi dati non esistano. Talvolta, mi \u00e8 stato spiegato, simili richieste costituiscono buone occasioni per elaborarli. Torner\u00f2 a disturbare. di Margherita D&#8217;Amico<\/p>\n<p>Fonte : <a href=\"http:\/\/www.ilrespiro.eu\/\">http:\/\/www.ilrespiro.eu\/<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>30 Maggio 2010<\/p>\n<p><strong>Caccia sostenibile? <\/strong><\/p>\n<p><strong>di Pino Paolillo &#8211; <\/strong>&#8220;E allora, volete un accordo invece delle polemiche?<br \/>\nEcco le condizioni, ideologia a parte: basare la caccia sulla effettiva e accertata capacit\u00e0 faunistica dell\u2019ambiente, il che vuol dire pensare alla caccia partendo dagli animali e non dal numero dei cacciatori, delle tessere, dei fucili e delle cartucce da vendere. E quindi caccia solo su specie stanziali , in comprensori di caccia limitati, sulla base di piani di abbattimento sottoposti a severi controlli e rigidamente programmati sui risultati dei censimenti annuali effettuati. Il che vuol dire cacciatore legato al territorio e fine del nomadismo venatorio. Non lo dico io, lo dicono tutti gli esperti.<\/p>\n<p>E invece sento ancora parlare di caccia alle allodole e ai migratori in genere, del mese in pi\u00f9 di caccia, di depenalizzazione dei reati venatori, cos\u00ec come si faceva trenta o quarant\u2019anni fa.<\/p>\n<p>E al diavolo i censimenti, le regole, il legame con il territorio: caccia libera senza tante storie, perch\u00e9 in quel paese sparano fino a maggio, in Marocco fanno (facciamo) le stragi di quaglie, in Albania ammazzi trenta beccacce in una giornata , in Ungheria le oche e cos\u00ec via.<br \/>\nE allora siamo noi che chiediamo un salto culturale, una mentalit\u00e0 nuova, un maggiore senso di responsabilit\u00e0, elementi che, nel mondo venatorio italiano, nella sua generalit\u00e0, sono ancora concetti astratti&#8221;.di Pino Paolillo<\/p>\n<p>Fonte : Blog WWF<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>13 Maggio 2010<\/p>\n<p><strong>Non e&#8217; una &#8220;tragedia della follia&#8221; &#8211;<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Valter Fiore<\/strong> &#8211; E&#8217; piuttosto follia lasciare in mano armi a persone violente, e i cacciatori lo sono sempre, per definizione.<\/p>\n<p>La morte delle due guardie zoofile di Genova ammazzate da un cacciatore quando sono andate a notificargli un verbale di sequestro per maltrattamento dei cani non e&#8217; una &#8220;tragedia della follia&#8221;, o perlomeno non e&#8217; solo questo.<\/p>\n<p>Come ha dichiarato il Sottosegretario Martini &#8220;Questo gravissimo episodio ci fa comprendere come quella della difesa degli animali sembri avere i profili di una vera e propria battaglia di civilt\u00e0 con le sue vittime&#8221;. E&#8217; vero. Le seppur minime leggi a protezione degli animali, il faticoso processo del farle rispettare, la crescente sensibilita&#8217; dell&#8217;opinione pubblica su questi temi vengono vissute come un affronto da molti di quelli che dello sfruttamento e dell&#8217;uccisione degli animali hanno fatto la ragione della loro vita.<\/p>\n<p>Chi considera gli animali come &#8220;cose proprie&#8221; non puo&#8217; tollerare che qualcuno venga a sindacare sul come questi animali vengono trattati: sono &#8220;roba&#8221; sua e ne fa quello che vuole. In nome della &#8220;selezione della razza&#8221; come faceva l&#8217;allevatore di cani Guberti, per puro sadismo come tanti episodi di cronaca (finalmente) raccontano, per insofferenza a una qualunque, minima regolamentazione.<\/p>\n<p>Non si tratta solo di risentimenti o di personalita&#8217; deviate; non si possono passare sotto silenzio le continue provocazioni contro le associazioni protezioniste accusate di &#8220;lucrare&#8221; con gli animali, i &#8220;sondaggi&#8221; per la reintroduzione della soppressione nei canili, le continue polemiche contro la &#8220;repressione&#8221; per i casi di maltrattamenti. Sono associazioni e gruppi di pressione che fanno capo ad ambienti venatori, a settori dell&#8217;allevamento e a circensi che non accettano qualsiasi minima idea di protezione, meno che mai di diritti, degli animali.<\/p>\n<p>Bisogna interrogarsi sull&#8217;assurdita&#8217; di concedere centinaia di migliaia di permessi di porto d&#8217;armi, per la caccia, o per la difesa personale con controlli palesemente inadeguati. Non dimentichiamo che la caccia, oltre ai milioni di animali ammazzati e&#8217; anche causa, ogni anno, di innumerevoli incidenti con decine di morti e centinaia di feriti.<\/p>\n<p>Bisogna valorizzare e facilitare il lavoro delle guardie zoofile e venatorie invece di intralciarlo con sempre piu&#8217; astrusi vincoli burocratici.<\/p>\n<p>Sopratutto non bisogna arrendersi &#8211; mai &#8211; all&#8217;ignoranza, alla malvagita&#8217;, alla miseria di tutti coloro che non sanno guardare negli occhi un animale.<\/p>\n<p>Piangiamo ogni giorno milioni di vittime non umane, oggi dobbiamo piangere Elvio e Paola, vittime umane della stessa violenza.<\/p>\n<p>di Valter Fiore, 12 maggio 2010<\/p>\n<p>Fonte : <a href=\"http:\/\/www.agireora.org\/info\/news_dett.php?id=956\">http:\/\/www.agireora.org\/info\/news_dett.php?id=956<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>16 Aprile 2010<\/p>\n<p><strong>UNA PRATICA ANACRONISTICA E ANTIEDUCATIVA-<\/strong><\/p>\n<p>di <strong>Roberto Marchesini<\/strong> &#8211; Il rapporto tra l\u2019uomo e le altre specie \u00e8 sempre stato evidentemente problematico per una serie di ragioni, non ultimo il desiderio della nostra specie di avere l\u2019esclusiva sulla gestione del territorio e di sottomettere gli altri esseri viventi alla propria potest\u00e0.<br \/>\nQuesta tendenza, che non ammette convivenza e pari dignit\u00e0 alle altre specie, era gi\u00e0 presente nel Paleolitico, se \u00e8 vero che proprio all\u2019uomo si deve la distruzione della megafauna del Pleistocene. E non si tratta solo della pratica venatoria a scopo alimentare, ci\u00f2 che usualmente vediamo descritto come il glorioso cammino dell\u2019uomo, ma di una pi\u00f9 profonda volont\u00e0 di annientare le altre specie: togliere loro l\u2019ambiente di vita, allontanarle o ucciderle a titolo gratuito.<br \/>\nAncora oggi, che praticamente abbiamo portato a estinzione met\u00e0 delle specie presenti sul pianeta e che ne abbiamo desertificato la presenza nelle campagne, nei boschi, nei fiumi e nelle citt\u00e0, non si \u00e8 placata questa fame di distruzione, alimentata e giustificata in mille modi differenti. Solo pochi mesi fa camminavo in una campagna desolata infestata non da ratti o da cavallette, ma da torme di cacciatori ottusi pronti a sparare alla pi\u00f9 pallida traccia di movimento e pensavo alla violenza che deve subire quotidianamente chiunque abbia a cuore la presenza degli animali.<br \/>\nVivere in campagna significa stare all\u2019inferno, subire ogni sorta di angheria da parte dei cacciatori. Ho insegnato ai miei figli a rispettare gli altri animali e tuttavia non ho potuto impedire che un cacciatore sparasse a una lepre presso il mio cancello di casa, davanti al mio bambino di cinque anni che piangeva disperatamente.<\/p>\n<p>Per pi\u00f9 di un mese mio figlio ha fatto fatica ad addormentarsi, o si svegliava in preda a incubi.<br \/>\nIn dieci anni ho subito una lunga sequela di abusi: mi hanno avvelenato il cane, distrutto la recinzione di casa, fatto piovere i loro pallini dentro casa, svegliato regolarmente il sabato e la domenica in un clima di guerra; sono stato persino aggredito dentro il mio giardino da un loro cane, una volta che avevo dimenticato il cancello aperto. Tra parentesi, in quest\u2019ultimo caso il cacciatore ha detto che la colpa non era sua, bens\u00ec mia che non avevo provveduto a barricarmi in casa.<br \/>\nSiamo al paradosso, ma naturalmente tutto rigorosamente a termini di legge&#8230; o quasi. Ma nessuno controlla, e poi come sarebbe possibile?<br \/>\nUccidere per divertirsi, provarsi nella performativit\u00e0 sportiva di colpire un fagiano d\u2019allevamento, pretendere che l\u2019ambiente sia a propria totale disposizione, turbare la quiete pubblica e mettere a repentaglio l\u2019incolumit\u00e0 altrui, girovagare sotto le abitazioni delle persone con un fucile carico, spargere esche avvelenate: questa \u00e8 la caccia, nient\u2019altro.<br \/>\nUna pratica anacronistica e priva di significato, sostenuta per gli interessi di uno sparuto numero di persone ai danni dell\u2019intera comunit\u00e0.<br \/>\nLa caccia non pu\u00f2 essere regolamentata ma solamente vietata.<br \/>\nDietro alla caccia non c\u2019\u00e8 solo l\u2019istante dell\u2019uccisione, ma si nasconde un modo perverso di gestire il territorio e di distruggere l\u2019ambiente naturale.<br \/>\nIn altre parole, prima creano i danni poi si propongono come i terapeuti, con gli organi mediali e i latifondisti agrari che troppo spesso danno loro man forte.<br \/>\nPenso all\u2019allarmismo infondato sulle torme di caprioli, cinghiali, volpi, nutrie che in questi anni dovrebbero scorazzare per boschi e campagne seminando panico e distruzione. Chi li ha visti?<br \/>\nCari cittadini, andate in campagna e troverete solo lunghe distese di terra arida sull\u2019orlo della desertificazione e qualche fagiano confuso che sembra chiedersi come mai sia finito l\u00ec. dr.Roberto Marchesini<\/p>\n<p>Fonte : <a href=\"http:\/\/www.ilrespiro.eu\/articolo.asp?id=103\">http:\/\/www.ilrespiro.eu\/articolo.asp?id=103<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>15.12.2009<\/p>\n<p><strong>N\u00e9 di destra n\u00e9 di sinistra. La caccia \u00e8 solo in declino<\/strong> &#8211;<\/p>\n<p>di <strong>Oscar Grazioli<\/strong> &#8211; Mentre leggevo le interessanti considerazioni di Valerio Carrara e Livio Caputo sull&#8217;intrigante domanda posta dal Giornale, ovvero se la caccia fosse di destra o di sinistra, chiss\u00e0 perch\u00e9, mi fischiavano le orecchie. Per interrompere il fastidioso acufene ho messo mano alla penna. Dunque, il tutto nasce da un&#8217;intervista al ministro Michela Brambilla che, sul Giornale ha affermato: \u00abIl Pdl non \u00e8 pi\u00f9 il partito delle doppiette\u00bb. Avesse detto a Floris che aveva in animo di sostituire l&#8217;inno di Mameli con Bella Ciao si sarebbe attirata meno antipatie e meno contumelie dal mondo dei seguaci di Diana del Pdl.<\/p>\n<p>Premetto di essere eticamente contrario alla caccia, perch\u00e9 il fucile (oltre a cani, richiami, appostamenti fissi e mobili ecc.), \u00abgioca\u00bb contro chi ha solo un&#8217;arma a sua difesa: darsela a zampe o ad ali. Insomma, scappare.<\/p>\n<p>Dice bene Carrara quando chiarisce che la caccia non \u00e8 uno sport. Se lo sport infatti si basa su analoghe possibilit\u00e0 di vincere per i contendenti, allora la caccia ne \u00e8 la negazione.<br \/>\nPoi, anche all&#8217;interno dell&#8217;attivit\u00e0 venatoria esistono diverse varianti, alcune pi\u00f9 odiose e vili di altre, a mio parere. Mettersi dentro una \u00abbotte\u00bb (dotata di frigobar e stufa) con i richiami vivi che invitano i fratelli in volo a posarsi nell&#8217;acqua e sparare, mimetizzati da frasche, a uccelli che hanno percorso migliaia di chilometri per svernare \u00e8 un delitto, cos\u00ec come usare le allodole chiuse in gabbia o le civette sul palo, per richiamare a tiro uccelletti che pesano meno della rosa di pallini, \u00e8 un&#8217;infamia. E sfido chiunque al sostegno ragionato e ragionevole della caccia agli uccelli migratori, gi\u00e0 decimati da intemperie, cambiamenti climatici e inquinamento ambientale. Tutt&#8217;altra storia per chi se ne va solitario con il cane e il fucile, magari a un colpo solo in (ricordate De Niro e il cervo 131 ne Il Cacciatore?), alla cerca della beccaccia, il re del sottobosco, il cui volo, sinuoso e improvviso, \u00e8 un vero ci- mento per il miglior tiratore. Leggete Silvio Span\u00f2, a riguardo, maestro di caccia che contrasto ma ammiro.<\/p>\n<p>La caccia \u00e8 dei contadini e dei \u00abcompagni\u00bb dell&#8217;Emilia e della Toscana, scrive Caputo. Ma quando mai? Visto che vivo in una citt\u00e0 dell&#8217;Emilia, nella cui provincia esiste un comune (Cavriago) dove i cittadini si tengono cara l&#8217;unica statua pubblica di Lenin al mondo, posso garantire che, fuori da questo folclore, i giovani emiliani amano pi\u00f9 l&#8217;happy hour e il letto (soli o ben accompagnati) che l&#8217;alba, i rovi e il fucile. Quanto agli anziani, erano \u00abcompagni\u00bb un tempo, quando facevano gli operai in fonderia e gi\u00e0 allora, mostravano maggiore inclinazione per il divano che per la levataccia dopo una notte di smanie passata a sognare lepri e fagiani. Ora poi, proprietari della fabbrichetta con dieci dipendenti, girano in Bmw, e passano pi\u00f9 tempo a bestemmiare contro i sindacati che a lucidare il fucile col grasso.<\/p>\n<p>L&#8217;attivit\u00e0 venatoria, a parte quella di chi aveva fame, storicamente appartiene pi\u00f9 alle classi agiate, nobili o borghesi. Da Boccaccio a Dumas, da Federico di Svevia a Carlo d&#8217;Inghilterra, da Puccini a Rigonfi Stern, da Coppi a Baggio, da Hemingv a Montanelli, la caccia \u00e8 sempre stata pi\u00f9 roba da \u00absiuri\u00bb che da minatori. Quanto ha detto il ministro dunque ha un fondo di verit\u00e0, ma l&#8217;importante \u00e8 che la caccia sia in declino di qui o di l\u00e0. E adesso sparate. lo sto gi\u00e0 scappando.<\/p>\n<p>Oscar Grazioli<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.anmvioggi.it\/10559\/15-12-09\/n%C3%A9-di-destra-n%C3%A9-di-sinistra-la-caccia-%C3%A8-solo-declino\">http:\/\/www.anmvioggi.it\/10559\/15-12-09\/n%C3%A9-di-destra-n%C3%A9-di-sinistra-la-caccia-%C3%A8-solo-declino<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Raccolta di articoli, testimonianze e appunti meritevoli di essere riletti. In continuo aggiornamento -oOo- 14 Settembre 2012 Michele Scola: &#8220;Il vero predatore nocivo \u00e8 il cacciatore&#8221; (Resp.Italia Nostra, Grosseto) Caccia-Grosseto: &#8220;I cacciatori, fra le varie leggende che mettono in circolazione allo scopo di tutelare e di incrementare il loro mortifero \u201csport\u201d, insistono nell\u2019accusare alcune specie [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":97,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[228,217,224,4],"tags":[332,336,195,6,193,63,125,5,327,75,334,330,335,325,331,328,333,326,329,338,194,337],"class_list":["post-259","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-generale","category-archivio-stampa","category-autori-disarmanti-penne-felici","category-news","tag-antonio-mazzeo","tag-armi-in-famiglia","tag-articolo","tag-associazione-vittime-della-caccia","tag-autor","tag-autori-disarmanti","tag-autori-disarmanti-penne-felici","tag-avc","tag-bracconieri","tag-cacciatore","tag-cinghiale-espiatorio","tag-fabio-balocco","tag-margherita-damico","tag-michele-scola","tag-natalino-balasso","tag-oscar-grazioli","tag-pino-paolillo","tag-predatore-nocivo","tag-riccardo-ianniciello","tag-roberto-marchesini","tag-scrittor","tag-valter-fiore"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=259"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":522,"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/259\/revisions\/522"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/media\/97"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=259"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=259"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vittimedellacaccia.org\/2020\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=259"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}