Mercoledì 17 Marzo 2010 17:16

Fonte: Massimo Soldarini - Resp. LIPU Piemonte - Lombardia

Lambr‐ugie
Cronache del disastro ambientale del Fiume Lambro 10 marzo 2010
Fonte: Massimo Soldarini - Resp. LIPU Piemonte - Lombardia
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Domenica 14 Marzo 2010 00:00
di Giovanni Bauleo
Gentile direttore, le scrivo per manifestare tutto il mio apprezzamento per l'articolo "Ma il Pdl non può essere il partito della caccia". Io sono uno dei moltissimi italiani che non ne possono più del fatto che sia consentito andare in giro per i boschi per 5 mesi l'anno allo scopo di divertirsi a uccidere animali.Ciò è aberrante, inconcepibile e inammissibile nel ventunesimo secolo.Sarebbe ora che i politici inizassero a ascoltare i moltissimi cittadini contrari alla caccia, anziché una piccolissima minoranza che vuole leggi sempre più permissive per poter uccidere sempre più animali. Sono un elettore del centro destra, ma la politica filo venatoria degli ultimi tempi non mi è piaciuta affatto. Mi auguro che in futuro i politici tengano conto del volere degli italiani, e non solo di qualche cacciatore integralista. Mi auguro venga tenuto conto del volere di chi non vuole che i cacciatori entrino nei fondi privati; di chi vuole frequentare pacificamente boschi e campagne, per osservare e ammirare la natura e gli animali, da vero amante della natura.Per quanto riguarda il mondo rurale, esso non è comporto da soli cacciatori. Di esso fanno parte anche coloro i quali non vogliono che i propri fondi vengano invasi da persone armate, quelli che vogliono passeggiare liberamente nei boschi senza rischiare di esse colpiti da una fucilata, quelli che amano la natura VIVA, e non morta. Per quanto riguarda l'ipocrisia e i sofismi, sono totalmente d'accordo con quanto detto nel vostro articolo. I cacciatori ne inventano di cotte e di crude per nascondere la vera natura di quello che fanno e i veri scopi per cui lo fanno. Dicono ogni sorta di bugia e di assurdità: di amare la natura, di essere ambientalisti, tirano ipocritamente in ballo la tradizione, una presunta cultura rurale, o ancora si nascondono dietro la "gestione della fauna". Del resto non è facile, nè bello, ammettere che gli piace uccidere animali. Senz'altro meglio inventare pretesti e giri di parole volti a mistificare la realtà. La vera natura della caccia è questa:un tiro al bersaglio con i corpi degli animali, un macabro gioco che porta morte. Non ci farebbero certo bella figura se dicessero le cose come stanno. Assurdo poi che a che volte siano i cacciatori ad accusare gli anticaccia di ipocrisia per il fatto che-suppongono loro-costoro mangiano carni di animali allevati in allevamenti intensivi e pesci senza curarsi minimamente di quello che hanno subito gli animali. Innanzi tutto mi chiedo con che coraggio possano criticare tale presunto atteggiamento, dato che loro sono i primi che non tengono in nessunissima considerazione la vita e la sofferenza degli animali, tanto che arrivano a ucciderli per passatempo, per divertimento. In secondo luogo, costoro probabilmente ignorano il fatto che una parte degli anticaccia (tra cui il sottoscritto) sono vegetariani o vegani.I noltre, non vi è alcuna incoerenza , nè tantomeno ipocrisia, nell'essere contrarissimi alla caccia e non essere vegetariani, in quanto i cacciatori non uccidono certo per mangiare, bensì perchè a loro piace farlo. Non c'entra nulla la caccia col mangiare animali, e non c'entra nulla l'opposizione alla caccia con l'essere vegetariani. Gli stessi cacciatori spesso dicono di "avere la caccia nel sangue", "nel dna", oppure che "la caccia è la loro passione". E'evidente che il mangiare animali non c'entra niente.Quando i cacciatori rinfacciano agli altri (oltretutto senza sapere se sono o meno vegetariani) di non essere vegetariani, sono loro a essere ipocriti, per due motivi: perchè parlano come se uccidessero animali per mangiarli (mentre è palese che così non è) e perchè loro stessi oltre a mangiare gli animali da loro cacciati mangiamo anche quelli allevati negli allevamenti intensivi. Da vegetariano convinto dico che è assurdo paragonare chi non è vegetariano ai cacciatori e tirare in ballo il vegetarismo quando si parla di caccia. Il fatto che talvolta i cacciatori tirino in ballo gli allevamenti intensivi, i macelli, nonchè l'inquinamento, e via dicendo tutta una serie di mali del mondo, dimostra che non hanno nessunissima argomentazione valida per difendere il loro "sport" violento e crudele. Tirano in ballo qualsiasi problema che vi sia al mondo nel tentativo di distogliere l'attenzione dalla caccia e strumentalizzano ogni imperfezione degli anticaccia per dire "voi non potete essere contro la caccia". Concludo dicendo che io, come il 70% degli italiani, mi auguro che il Pdl faccia il volere della maggioranza, e non di una minoranza che uccide animali per diletto. Mi auguro che il Pdl non sia MAI il "partito della caccia" e non faccia mai gli interessi dei cacciatori. A proposito del referendum, sarebbe proprio ora di abolire la caccia! Cordiali saluti
14 marzo 2010
Fonte: Fare Futuro WebMagazine
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Sabato 13 Marzo 2010 19:48
Altura - Amici della terra - Animalisti italiani - Associazione Vittime della caccia - Enpa
Fare verde – Lac – Lav – Legambiente – LIPU - Memento Naturae – OIPA – UNA - WWF Italia
COMUNICATO STAMPA
FAREFUTURO CONTRO LA LIBERALIZZAZIONE DELL’ATTIVITÀ VENATORIA.
LE ASSOCIAZIONI: “DAL WEBMAGAZINE PAROLE DI GRANDE CIVILTÀ”.
SEMPRE PIÙ A RISCHIO L’APPOGGIO PARLAMENTARE
A DOPPIETTA SELVAGGIA”
Roma 11 marzo 2009 – “Si assottiglia l’appoggio parlamentare a doppietta selvaggia e cresce sempre di più l’isolamento politico della lobby venatoria estremista; una minoranza della minoranza che, contro la volontà della stragrande maggioranza degli italiani, vorrebbe sparare indiscriminatamente, concedendo alle regioni di estendere la stagione di caccia, come potrebbe accadere se fosse confermato dalla Camera dei Deputati l’articolo 43 della legge Comunitaria votato dal Senato”. Questo il commento delle associazioni ambientaliste e animaliste all’editoriale “Ma il Pdl non può essere il partito della caccia” di Federico Brusadelli, pubblicato sul sito web della fondazione Fare Futuro.
Brusadelli, citando il sondaggio diffuso alcuni giorni fa dalle associazioni, scrive infatti che “Il Pdl non può certo pensare di dipingersi come il partito dei cacciatori”. “Non sta scritto da nessuna parte, non è nel programma, non è nel Manifesto dei valori – prosegue l’editorialista - ... almeno non facciamo l’errore di ritenerci prigionieri di una piccola, piccolissima minoranza… le ipocrisie e i sofismi non servono… la caccia è uccisione divertita di esseri viventi”.
“Quella espressa da Fare Futuro – dichiarano le associazioni – è una posizione pienamente condivisibile, che ci auguriamo sia fatta propria anche dall’intera maggioranza di governo affinché il Parlamento fermi una volta per tutte ogni tentativo di liberalizzare la caccia”.
“Questo – proseguono le associazioni ambientaliste e animaliste – è quanto chiedono gli italiani che, lo ricordiamo, sono in gran parte contrari alla violenza sugli animali e trasversalmente favorevoli alle riduzione dell’attività venatoria e non alla deregulation, voluta soltanto da una minoranza estremista. Alla classe politica, alle istituzioni nazionali e regionali chiediamo di rispettare tale volontà, chiara e inequivocabile, e di dare finalmente risposte certe agli italiani”.
Gli insulti di un certo mondo venatorio, anche quelli delle ultime ore contro Farefuturo, contro alcuni membri del Governo ed alcuni parlamentari, sono dimostrazione di debolezza, anzi di disperazione e di un anacronistico ed esecrabile modello maschilista.
Ufficio stampa ENPA
Parma, 12 marzo 2010 Read 0 Comments... >>
Martedì 09 Marzo 2010 00:00
Roma, 09 MAR (Velino) - "La cultura rurale va sostenuta in altro modo non certamente modificando la legge 157/92 sulla caccia". E' quanto dichiara l'onorevole Fiorella Ceccacci Rubino, portavoce del gruppo parlamentare Diritti degli Animali Popolo della Liberta', in seguito alla notizia della manifestazione in difesa e promozione della cultura rurale organizzata dalle associazioni venatorie. "Le associazioni venatorie - aggiunge - hanno utilizzato un titolo improprio per la loro manifestazione; uno stratagemma comunicativo volto a camuffare le vere intenzioni: spingere il Governo, sotto campagna elettorale, a prendere posizione affinche' le loro tesi volte a deregolamentare la caccia trovino accoglienza. Ma non sara' cosi' perche' nello stesso Governo e nella sua stessa maggioranza parlamentare sono tanti coloro che si oppongono ad un ampliamento della stagione venatoria e delle specie cacciabili e alla possibilita' che anche i minorenni possano essere autorizzati ad imbracciare un fucile. Sono la prima a battermi per la difesa e la promozione della cultura rurale, sostenendo la vita e le tradizioni rurali, ad esempio con incentivi per quei giovani, e sono sempre di piu', che decidono di intraprendere un'attivita' lavorativa in questo ambito o sostenendo i piccoli produttori con servizi finalizzati alla messa in rete dei loro prodotti"
Come ha spiegato il senatore del Pdl, Franco Orsi, si tratta di "articolare in modo diverso" l'attivita' venatoria. "In Italia abbiamo un calendario politico", quando invece bisognerebbe definirne un altro che "tenga conto delle varie specie". Per questo, ha auspicato Orsi, "spero che il testo della legge Comunitaria, sia confermato alla Camera". Quanto al testo in discussione nell'altro ramo del Parlamento, il ddl Orsi "e' un testo organico di riforma delle legge 157", quella che regola l'attivita' venatoria in Italia.
Si tratta di "un adeguamento organico" di una normativa che, a detta dell'esponente del Pdl, non tiene conto della "mutazione della situazione nel nostro paese: il numero dei cacciatori e' dimezzato, mentre le aree dove la caccia e' preclusa e' aumentato". Si impone, quindi, "un riequilibrio" della fauna italiana, per "consentire all'attivita' venatoria di svolgere il proprio ruolo di regolatrice" naturale. Si tratta di "un disegno organico ed e' per questo che abbiamo ritirato la proposta della licenza di caccia gia' a sedici anni, per evitare che si presti attenzione ad un singolo aspetto"
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