Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Associazione Vittime della Caccia

Cs.Soppressione del Corpo Vittime della caccia: Soppessione del Corpo Forestale dello Stato, una scelta irresponsabile

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COMUNICATO STAMPA Associazione Vittime della caccia 28 aprile 2015

Soppressione del Corpo Forestale dello Stato: una scelta irresponsabile!


Per martedì 28 è in calendario in Senato l'esame del DDL 1557 che all'art.7 prevede la soppressione del Corpo Forestale dello Stato: chiara la volontà di questo governo di depotenziare l'azione di difesa dell'ambiente e degli animali.

"Il Corpo Forestale che da anni chiede l'ampliamento dei propri organici rischia, al contrario, di scomparire definitivamente a causa della scelta di questo governo, senza che il Ministro delle Politiche agricole Martina muova un dito" dichiara Daniela Casprini Presidente dell'Associazione Vittime della caccia che aggiunge "Un abbassamento della guardia in tema di azione di vigilanza sul territorio, che pagheranno l'ambiente, la fauna e chi vive in zone di caccia, venendo meno il controllo, la prevenzione e repressione delle illegalità, così frequenti nel nostro paese.

"La latitanza del Ministro da cui dipende il Corpo Forestale dello Stato è sconcertante" conclude Daniela Casprini.

L'Associazione Vittime della Caccia aderisce alla Manifestazione che si terrà martedì 28 aprire davanti al Ministero delle Politiche Agricole, confermando il proprio sostegno alla Campagna #salviamolaforestale
la petizione: https://www.change.org/p/no-alla-soppressione-del-corpo-forestale-dello-stato


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Campagna #salviamolaforestale - PRESIDIO 28 aprile ROMA

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Campagna #salviamolaforestale

Firmate la petizione: https://www.change.org/p/no-alla-soppressione-del-corpo-forestale-dello-stato

PARTECIPA A ROMA martedì 28 aprile ore 9/13

Presidio sotto il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali

per chiedere le dimissioni del Ministro Martina

Martedì 28 aprile, dalle 9:00 alle 13:30, è stato indetto dal sindacato UGL Corpo Forestale dello Stato un presidio sotto il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali per chiedere le dimissioni del Ministro Maurizio Martina.

In tale data è calendarizzato in Senato anche il DDL 1577 che prevede all’art. 7 la soppressione del Corpo Forestale dello Stato. Il Ministro Martina finora non ha mosso un dito a difesa del Corpo alle dipendenze del suo Ministero. Anzi vuole addirittura bloccare l’ultimo bando di concorso per 393 Agenti del Corpo Forestale dello Stato, proponendo, in alternativa, di assorbire 300 unità “anziane” delle polizie provinciali.

La manifestazione può essere l’occasione per dimostrare la contrarietà alle politiche di questo Ministro anche per gli agricoltori, colpiti dall’assurda IMU sui terreni agricoli, nonché per tutte le associazioni ambientaliste, animaliste, antimafia e singoli cittadini allarmati per la scellerata proposta del Governo di sopprimere il Corpo Forestale dello Stato.

Gli attivisti della Campagna #SalviamolaForestale ovviamente saranno presenti e porteranno la voce delle 60000 persone che finora hanno aderito alla petizione.



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Cs. Daini di Ravenna, simbolo della lotta contro la caccia

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Comunicato Stampa CLAMA Ravenna e Associazione Vittime della caccia

13.4.2015

Il vizietto della Provincia e i Daini di Ravenna,

simbolo della lotta contro la caccia di contenimento in tutta Italia

Se non fosse tragica, la notizia della riunione in Provincia avente come tema principale la situazione dei daini della pineta di Classe e riportata dal Resto del Carlino il 9 aprile, avrebbe il tono della farsa.

Si è riunita infatti “la commissione consultiva per la protezione della fauna selvatica e l'esercizio dell'attività venatoria”  che  annovera al suo interno le associazioni venatorie, quelle ambientaliste (?), gli ATC e le organizzazioni agricole : con quanta cura si lucidano le doppiette che "proteggeranno" la fauna selvatica !

Quindi, come sempre,  zero contraddittorio, neanche l'ombra degli animalisti che pure hanno presentato alla provincia un piano di sterilizzazioni ancora in attesa di riscontro e più volte hanno chiesto di essere ricevuti per discutere sulla questione daini.

E di nuovo si parla di “continui incidenti stradali” , si prospetta addirittura l’intervento delle forze dell’ordine a tutela dei cacciatori, si pensa di sparare tutti i giorni dell'anno  e a tutte le ore per eludere il boicottaggio degli animalisti.

Ricordiamo per l’ennesima volta che non è stata esibita evidenza di incidenti stradali, né di danni alle colture; alle continue richieste di accesso agli atti la Provincia risponde picche, o rilascia una sorta di lista della spesa, senza documenti specifici che attestino l’entità di tali presunti innumerevoli incidenti.

Ricordiamo che avendo (finalmente) apposto i cartelli stradali di pericolo attraversamento fauna selvatica, la provincia non è tenuta ad alcun risarcimento per eventuali incidenti. Basta andare a una velocità moderata.

Facciamo presente inoltre che, per avere diritto al rimborso di danni ai terreni agricoli, questi devono essere stati reiterati nel tempo, ed i proprietari dei fondi devono provare di avere messo in atto i mezzi a difesa delle colture che, tra l’altro, vengono  richiesti nello stesso sito della Provincia: recinzioni, dissuasori, fino all'attuazione di coltivazioni alternative per l’alimentazione degli ungulati, in modo da tenerli lontani dalle altre colture.

Ribadiamo infine che la provincia non ha mai messo in atto i metodi di contenimento incruenti previsti per legge prima di poter intervenire con i fucili.

Tutto da ridere poi il resoconto del censimento (fatto come? con quali strumenti ed in base a quali direttive regionali?): la conta dei daini viene affidata a chi, in caso di soprannumero, potrà poi divertirsi ad ammazzarli.  Metodo  veramente equo ed imparziale.

In sole due uscite  ne hanno contati cento, ma i cacciatori,  che sono anche chiaroveggenti, stimano di contarne altri duecento, di cui un centinaio “contati mentre attraversano il canale Pergami”! Chi è stato presente in pineta durante le albe invernali, armato di fischietto contro i fucili dei selecontrollori, potrà giurarvi di averne contati, se fortunato, neppure dieci. I daini poi durante il giorno si rifugiano dentro la pineta, ed è  assolutamente escluso che  neppure uno torni  ad attraversare il canale dopo l’alba.  figuriamoci in branchi di cento !

Quello che ci amareggia è l’atteggiamento sprezzante dell’Ente, che continua a rifiutare qualsiasi proposta che non sia l’uccisione, a non concedere la visione degli atti alle associazioni (come richiesto dalle regole della trasparenza nella pubblica amministrazione), e ad accampare motivazioni senza prove pur di dare soddisfazione ai cacciatori.

Le possiamo solo immaginare, tali riunioni: visi rossi ed agitati, urla che reclamano la loro porzione di sangue.

Invitiamo i cittadini a recarsi, in queste belle giornate, a passeggiare nella zona della pineta di Classe, ad ammirare  quel pezzo di paradiso di piante ed animali, ed immaginarlo devastato dagli spari e dal sangue.

Solo in maggio si deciderà del destino di  questi animali tanto belli e sensibili, introdotti in quell’habitat proprio dall’uomo che ora vuole massacrarli.

I daini della Pineta di Classe sono ormai diventati il simbolo della lotta contro la caccia di selezione in tutta Italia, e noi non intendiamo permettere che tale massacro, contro ogni etica, ogni legge e buon senso, avvenga.

Comunicato stampa del 13.4.2015 CLAMA Ravenna onlus e Associazione Vittime della caccia

-O-

SCRIVI ANCHE TU, AIUTA LA PROTESTA

LA PROVINCIA CONTINUA A PARLARE DI DOPPIETTE PER I DAINI.
RIFIUTIAMOCI DI METTERE PIEDE SULLE SPIAGGE INSANGUINATE!



E' notizia del 9 aprile la riunione tenutasi negli uffici della Provincia di Ravenna per decidere del destino dei daini; dopo che mesi di appostamento all'alba hanno impedito ai cacciatori di ammazzare i 67  daini previsti, ora si continua a parlare di "continui incidenti", senza fornire nessun documento attestante l'entità di tali presunti danni. La  provincia rifiuta di incontrare le associazioni e di concedere l'accesso agli atti richiesto da mesi. Nessun accenno a metodi alternativi come sterilizzazioni e recinzioni
adeguate, ma sempre e solo parola alle doppiette. Se manifestazioni, ricorso al Tar ed al Consiglio di Stato, proposte di piani alternativi, e neppure la figuraccia cosmica dell'Ente davanti alle telecamere delle Jene ha fermato l'intenzione omicida della Provincia di Ravenna, passiamo alla minaccia di boicottare le spiagge ed i luoghi di villeggiatura!

E' il momento giusto, dobbiamo essere in tanti a fare sentire la nostra voce, soprattutto ai giornali. Noi non ci dimenticheremo mai dei daini.

Vedi articolo:
http://infonews24.com/it/notizielocali/boicottaggio-turistico-per-la-mattanza-di-daini-confcommercio-provincia-ora-basta/


Scriviamo alle istituzioni e agli enti ed associazioni turistiche ed è  importante, se si scrive un messaggio personalizzato e non si usa il messaggio-tipo, scrivere anche ai giornali.
Gli indirizzi sono tanti, quindi li dividiamo in 2 parti, ma a entrambi i gruppi va mandato lo stesso messaggio.

Istituzioni:

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Enti turistici:

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Enti turistici:

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Mail dei giornali, da usare in caso di messaggio personalizzato:

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Cs.RESPINTO L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI: DAINI DI RAVENNA UCCISI IN NOME DELLE BUROCRAZIA

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COMUNICATO STAMPA

RESPINTO L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI:

CONDANNA CAPITALE PER I DAINI DI RAVENNA

UCCISI IN NOME DELLE BUROCRAZIA


Il Consiglio di Stato riunitosi in Camera di Consiglio il 5 marzo, ha incredibilmente respinto le istanze delle associazioni Vittime della Caccia, Earth ed Animal Liberation, che assieme all’associazione C.LA.M.A. hanno costituito il coordinamento “Viva i daini vivi della pineta di Classe” con l’obbiettivo di fare fronte unico contro la delibera della provincia di Ravenna che disponeva l’abbattimento degli animali.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto il "provvedimento motivato e pienamente sostenuto dagli Enti che hanno concorso all'istruttoria quali l'Ente Parco per il Delta del Po e Ispra" , e che "non risulta dimostrata la applicabilità e la efficacia nella situazione data delle misure alternative proposte che potranno tuttavia utilmente essere prese in considerazione per risolvere i non secondari problemi che l'intervento programmato lascia aperti".

In sostanza, si avvalla ancora il parere di Enti come Ispra, che sostiene sempre e comunque il ricorso alle doppiette invece che i metodi ecologici, e si nega la possibilità di applicare alternative non cruente, rimandate ad un nebuloso futuro, lasciando intendere nel contempo che la carneficina non risolverà i "problemi" attuali.

La deprecabile vicenda ha avuto inizio lo scorso novembre con il provvedimento della Provincia di Ravenna che prevedeva un piano di abbattimento di 67 daini del Parco di Classe sito lungo la statale Adriatica a Sud della città .

Immediate si sono levate le proteste di associazioni, comitati e cittadini indignati

per le evidenti mancanze dell’Ente nell’attuare, come vorrebbe la legge, misure di contenimento non cruente degli animali.

In particolare le associazioni Vittime della Caccia, Earth ed Animal Liberation, sostenute dall’associazione C.LA.M.A. si sono attivate per impugnare l’ordinanza “ammazza daini”.

Si è trattato di un lavoro impegnativo, sia a livello organizzativo che per il rischio economico. In prima istanza il Tar di Bologna ha infatti condannato le associazioni al pagamento di oltre 4.000 Euro rigettandone le richieste.

Questo non ha fermato però il Coordinamento che ha continuato la battaglia legale grazie alle donazioni dei tanti privati, alla tenacia delle associazioni ed all’ottimo operato degli avvocati, che hanno messo la propria professionalità gratuitamente al servizio della causa.

Purtroppo, il Consiglio di Stato, che in prima istanza aveva accolto la richiesta di sospensione delle associazioni, non ha poi ritenuto di accoglierne le ragioni

La sentenza del Consiglio di Stato da così il via libera ad un vero e proprio massacro visto che , prima ancora della Pronuncia, la Provincia aveva disposto una proroga dell’attività di abbattimento degli animali di 15 giorni. Non solo daini condannati a morte senza colpe quindi, ma femmine gravide uccise inutilmente mentre portano in grembo i propri piccoli.

Le Associazioni che costituiscono il Coordinamento erano ben consce del rischio di perdita, ma nonostante questo si è deciso di continuare il percorso legale, perché la questione dei daini è diventata emblematica. In Italia malgrado la legge scritta, si ricorre sempre e solo alle doppiette, senza limiti di spazio e tempo, senza rispetto e senza necessità ;consentendo ai cacciatori di sparare in luoghi frequentati dalle famiglie per le passeggiate domenicali; anche nei periodi di riproduzione .

Quello che avviene in Italia alla fauna selvatica è paragonabile ad una macelleria a cielo aperto; con il nome “Macello Italia” il Coordinamento definisce il progetto con cui intende influire a livello politico e di sensibilizzazione, perché tutto questo abbia fine ed i parchi e pinete tornino ad essere rifugio di animali innocenti e di cittadini pacifici.


Chi desidera può sostenere le azioni legali ed i progetti del Coordinamento "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE" :

inviando il vostro contributo all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,

IMPORTANTE
la CAUSALE deve essere: "Daini della pineta di Classe"

Beneficiario : C.L.A.M.A. Ravenna Onlus
Iban: IT08F0538713108000000008396

..

L’aiuto di tutti è davvero essenziale, visto anche le somme spropositate che le associazioni sono state condannate a pagare. GRAZIE

Le Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberation, Clama, Earth del Cordinamenmto Viva i Daini vivi della Pineta di Classe


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CS. AVC-Daini di Ravenna: CRESCETE E MOLTIPLICATEVI..."poi ci pensiamo noi".

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COMUNICATO STAMPA del COORDINAMENTO "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe"

Associazione Vittime della caccia, CLAMA, Animal Liberation e Earth


Daini di Ravenna: CRESCETE E MOLTIPLICATEVI..."poi ci pensiamo noi"


La Provincia insiste, vuole il sangue


Daini della Pineta di Classe: prossima la sentenza del Consiglio di Stato. I ricorrenti al TAR e al Consiglio di Stato del Coordinamnto "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe" denunciano un'altra forzatura inaccettabile: la volontà della Provincia di imporre l'uccisione dei Daini nonostante la sospensiva in secondo grado di giudizio, addirittura prevedendo di prorogare il termine degli abbattimenti al 15 marzo ed eludendo persino il rispetto del periodo riproduttivo della specie.

Grave infatti il parere positivo dato dall'Ispra a questa proroga, vergognoso è l'atteggiamento assunto dalla Provincia nei confronti di quanto disposto dal Consiglio di Stato, e nonostante lo svergognamento pubblico del programma televisivo delle Iene.
Evidentemente a niente valgono le proteste dei cittadini, la risonanza mediatica, le aggressioni e le minacce in stile mafioso contro chi protesta e vigila sulla vita dei daini,

La legge gli fa un baffo.

Siamo di fronte alla palese connivenza delle istituzioni con la lobby delle armi e dei cacciatori alla faccia di tutti gli italiani, delle norme vigenti e del dovuto rispetto per la vita di questi animali.

Proprio il prossimo 5 marzo il Consiglio di Stato emetterà la sentenza definitiva circa l'appello al ricorso TAR con cui è stata impugnata la delibera n.252 del 2014 che autorizzava il massacro dei Daini della Pineta di Classe a Ravenna.

Se  l'appello verrà respinto la provincia di Ravenna potrà  portare a termine, allungandolo, il suo piano operativo di strage a dir poco sconcertante, che permetterà l'abbattimento selettivo/di contenimento in aree verdi  pubbliche, nella fattispecie dei Daini della Pineta di Classe, in aperta violazione di diverse norme di legge.

Se invece l'appello avrà successo gli abbattimenti previsti dalla delibera verranno definitivamente bloccati.

Forse. A meno che la Provincia non faccia il solito giochetto dei furbi politicanti per accontentare gli sparatori ad ogni costo, con l'effetto finale di configurare una palese omissione delle proprie competenze e non solo.
Competenze queste, per le quali presidenti, assessori e consiglieri vari vengono mantenuti con lauti stipendi pagati da tutti noi.

Le Associazioni ricorrenti e il Coordinamento (AVC, AL, Earth e Clama), aldilà di quella che potrà essere la sentenza e le successive azioni della provincia di Ravenna, annunciano che continueranno la loro battaglia per chiedere l'applicazione della legge che impone in via prioritaria metodi non cruenti per il contenimento della fauna selvatica a livello nazionale. Metodi obbligatori  che possono essere pianificati e messi concretamente in atto solo se c'è la volontà da parte di chi ha l'obbligo preventivo di applicarli, in accordo con le realtà associative direttamente interessate alla vita di queste creature.

L'Assiciazione Vittime della Caccia ha investito del problema anche il Prefetto, in nome e per conto del Coordinamento "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe", al fine di focalizzare l'intera vicenda, rilevandone tutti gli aspetti di illegittimità in rapporto alle norme vigenti e di pubblica sicurezza. Auspicando nel contempo l'avvio di un tavolo di lavoro mirato all'individuazione di tutte le misure necessarie a contenere il numero dei daini nel luogo dove ora vivono e per fare chiarezza una volta per tutte su una situazione strumentalmente ambigua che di fatto favorisce solo e soltanto chi ha interesse a che gli animali siano sempre in esubero.

Continueremo a contestare a livello nazionale - spiegano le associazioni  -  i piani di contenimento che, a fronte delle decennali immissioni di fauna selvatica da parte di cacciatori, rappresentano la pianificata fase successiva per cogliere i frutti dell'allevamento selvaggio di animali poi da abbattere tramite gli stessi responsabili del danno,  travestiti da salvatori della patria e, assurdo, della sicurezza pubblica!

Una "caccia di selezione" che non conosce ormai limiti di sorta, non dovendo rispettare nè il calendario venatorio, nè le zone normalmente interdette alla caccia cosiddetta "ordinaria" e che costituisce quindi un ulteriore pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico, in quanto autorizzata anche in ambiti fortemente antropizzati, come  parchi pubblici e addirittura in pubbliche vie,  L'esubero come scusa per cacciare ovunque e sempre e che tra l'altro impone la gratuita crudeltà alla coscienza di tutti.

Insieme di aspetti questi che l'Ispra non prende mai in considerazione quando fornisce le sue indicazioni alle province sui tempi, i modi e i luoghi dove cacciare. La sola valutazione etologica e biologica delle specie da abbattere è una visione assolutamente parziale della realtà che non tiene conto della presenza dell'uomo sul territorio, nè delle alternative percorribili come legge comanda.
Per tal motivo il Coordinamento ha chiesto ufficialmente un confronto diretto con il responsabile fauna selvatica dell'Ispra al fine di esortare l'Ente ad una riflessione maggiore sulle sue valutazioni e successive autorizzazioni a procedere a province e regioni.

Va ribadito infatti, e non smetteremo mai di ricordarlo, che i cosiddetti selettori utilizzano armi con gittate che superano qualche chilometro e di cui la legge vieta l'uso  a  meno di 1,5 volte la gittata stessa dell'arma da obiettivi sensibili. Impossibile pertanto che sulla base della sicurezza possano essere autorizzate simili forme di caccia.

Le aree verdi sono dei cittadini pacifici, non di gente armata e violenta che ha inoltre dimostrato di fregarsene delle norme e che, dai fatti accaduti, palesa di non dare garanzia neppure di saldezza psichica nel confronto civile con chi difende la vita, e quindi di non essere portatore dei minimi requisiti per detenere ed usare un'arma da fuoco. Figuriamoci in mezzo alla gente e in luogo pubblico.

Le persone pacifiche non possono essere in balìa di certi individui armati, anche questo Chi di competenza deve farsene carico.

Le Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberation, Clama, Earth del Cordinamenmto Viva i Daini vivi della Pineta di Classe


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SOSTIENI LE AZIONI LEGALI del COORDINAMENTO "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"  -

Si ringrazia Quanti hanno contribuito e quanti vorranno ancora supportarci in questa battaglia legale e nei progetti futuri annunciati.

PER LA RACCOLTA FONDI a sostegno del COORDINAMENTO "Viva i daini vivi della pineta di Classe"*
potete inviare la vostra offerta all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,

IMPORTANTE
la CAUSALE deve essere: "Daini della pineta di Classe"

Beneficiario : C.L.A.M.A. Ravenna Onlus
Iban: IT08F0538713108000000008396


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Cs. IL CONSIGLIO DI STATO FERMA LA CACCIA AI DAINI di RAVENNA SU RICORSO AVC -AL -EARTH

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COMUNICATO STAMPA - 10 febbraio 2015 - Associazione Vittime della caccia


IL CONSIGLIO DI STATO FERMA LA CACCIA AI DAINI DELLA PINETA DI CLASSE
SU RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI VITTIME DELLA CACCIA, ANIMAL LIBERATION ED EARTH

Accolta l'istanza cautelare avanzata dalle Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberartion ed Earth,

in difesa dei Daini della Pineta di Classe e dei pacifici cittadini.

Il Consiglio di Stato in data 9 febbraio ha accolto l'istanza di misure cautelari ai sensi degli artt. 62 e 98, comma 1, c.p.a., presentata dagli Avvocati Andrea Rizzato e Francesco Damiani per conto di Associazione Vittime della caccia, Animal Liberation ed Earth, supportate dall'Associazione CLAMA Ravenna onlus del Coordinamento "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"*.

L'appello al Consiglio di Stato si è reso necessario in quanto il Tar di Bologna, sezione 2°, respingeva il ricorso delle stesse (con ordinanza n.5 del 14.01.2015), condannando addirittura a spese astronomiche le Associazioni di volontariato che chiedono soltanto il rispetto e l'applicazione di norme vigenti, da troppo tempo eluse.

Secondo l'impugnata delibera provinciale di Ravenna (n.252/2014), le uccisionidegli ungulati della Pineta avrebbero dovuto concludersi alla fine di febbraio, per poi riprendere in seconda battuta anche durante l'estate, nel caso in cui non fosse raggiunto il numero stabilito di daini uccisi.

Su appello delle Associazioni, in sostanza, il Consiglio di Stato ha legittimato le misure richieste contenute nel ricorso di secondo grado, accogliendole prontamente in via cautelare proprio per evitare un "danno irrimediabile", ovvero l'uccisione dei Daini della Pineta di Classe.

In Camera di Consiglio del prossimo 5 marzo auspichiamo di conoscere anche il pronunciamento di merito, oltre alla decisione circa le spese di condanna a carico delle tre Associazioni animaliste, comminate ingiustmente dal Tar di Bologna, ad avviso di AVC .

Pertanto, esclusa la presenza di cacciatori nell'area della Pineta di Classe, sarà possibile tirare un sospiro di sollievo e tornare a frequentare l'area verde pubblica serenamente. I cittadini possono così riappropriarsi di un bene comune e del diritto di vedere salvaguardati gli animali che vi abitano, di incontrarli pacificmente e di imparare a rispettarli, come buoni custodi, non come oppressori e loro carnefici.

Con la ritrovata quiete vengono così anche meno le problematiche di ordine pubblico, che hanno visto recentemente il verificarsi di gravissimi atti da parte di gente armata contro persone presenti per difendere i Daini, atti inccettabili che devono trovare risposta in altra opportuna sede.

Nell'auspicare a un ripensamento da parte della Giunta della Provincia di Ravenna per un diverso approccio a questo tema, l'Associazione Vittime della caccia è certa di poter contribuire fattivamente assieme al Coordinamento "Viva i daini vivi della Pineta di Classe" di cui fa parte, proposte serie e concrete, aprendo al contempo un necessario dibattito sul tema "contenimento della fauna selvatica" attraverso metodi incruenti.

Associazione Vittime della caccia - www.vittimedellacaccia.org

 

SOSTIENI IL PROGETTO del COORDINAMENTO "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"  -  Si ringrazia Quanti hanno contribuito e Quanti vorranno ancora supportarci in questa battaglia legale e nei progetti futuri annunciati.

PER LA RACCOLTA FONDI a sostegno del COORDINAMENTO "Viva i daini vivi della pineta di Classe"*
potete inviare la vostra offerta all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,

IMPORTANTE
la CAUSALE deve essere: "Daini della pineta di Classe"

Beneficiario : C.L.A.M.A. Ravenna Onlus
Iban: IT08F0538713108000000008396

*ATTENZIONE - C'è un'altra raccolta fondi chiamata "Daini Vivi" e messa in atto da altre persone, a cui appunto hanno dato un nome del tutto simile al nostro, confondendo non pochi donatori in buona fede. Chi vuole concretamente sostenere la battaglia legale e i progetti futuri invii il proprio contributo i riferimenti bancari sopra indicati (Clama)

LEGGI IL DECRETO>>>QUI

 


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DOSSIER 2014/2015 - INTRODUZIONE e INDICE

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AVVISO:

A CAUSA DELLA PERDITA DI ALCUNI DATI - CHE STIAMO RECUPERANDO -  IL COMPLETAMENTO DEL DOSSIER HA SUBITO E SUBIRà UN ULTERIORE RITARDO - CHIEDIAMO SCUSA


*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

 

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©DOSSIER 2014-2015

VITTIME per ARMI da CACCIA

in ambito venatorio ed extravenatorio

INDICE, INTRODUZIONE, PREMESSA

 

► DOSSIER 2014/2015

INDICE DOSSIER 2014-2015

DOSSIER IN LAVORAZIONE>>> ancora non tutte le sezioni sono pronte


► DOSSIER 2014/2015 - VITTIME IN AMBITO VENATORIO ed AMBITO EXTRAVENATORIO: CRONACHE di questa stagione

► DOSSIER 2014/2015 - TABELLE RIASSUNTIVE PROVINCE/REGIONI DATI VITTIME AMBITO VENATORIO

► DOSSIER 2014/2015 - FOCUS ETA' RESPONSABILI INCIDENTI E COMPARAZIONE PRECEDENTI ANNI

► DOSSIER 2014/2015 - MINORI E CACCIA

► DOSSIER 2014/2015 – STORIE DI ORDINARIA FOLLIA

► DOSSIER 2014/2015 - GLI ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI DOMESTICI-ALLEVAMENTO

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI NON CACCIABILI

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI PROTETTI

► DOSSIER 2014/2015 - FREQUENZA ACCADIMENTI

► DOSSIER 2014/2015 - CADENZA INCIDENTI CACCIA NEI MESI

► DOSSIER 2014/2015 - CRIMINI VENATORI-CONSTATAZIONE ILLECITI

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► DOSSIER 2013-2014>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA


COMUNICATO:

Stagione venatoria 2014/2015:  Confermati i dati raccolti da AVC: 88 vittime per armi da caccia dal 1 settembre al 31 gennaio.

Sempre alto il numero di morti e feriti per armi da caccia. Entro il 4 febbraio il Dossier completo sarà dispnibile on line.

L'Associazione Vittime della caccia alla chiusura di questa stagione venatoria pubblica i suoi drammatici e purtroppo sistematici dati, a conferma che l'allarme è sempre stabilmente alto.


Registriamo l'ennesima fucilerìa di fine stagione che fa alzare il livello di indignazione generale ed apprensione nell'opinione pubblica e, per fortuna, comincia ad allarmare anche alcuni prefetti.

Sono in crescita le denunce dei cittadini inermi e le richieste di aiuto che giungono all'Associazione: un SOS reiterato che non può lasciarci indifferenti. L'Associazione Vittime auspica presto di organizzare uno sportello di ascolto, anche legale, proprio per venire incontro ad una sempre più diffusa richiesta di aiuto di chi vive dove si caccia. E oramai si caccia ovunque e praticamente sempre, grazie, si fa per dire, alle cosiddette battute di selecontrollo e contenimento. In barba a norme ben preminenti come la sicurezza pubblica, province e regioni autorizzano allevamenti all'aperto addirittura nei pubblici parchi di animali che, all'occorrenza e quando si sono riprodotti, diventano "nocivi" e quindi da "contenere" a fucilate, per accontentare i finti selecontrollori che si portano a casa... tanti "beni indisponibili dello Stato" sotto forma di carne... Un circolo vizioso in cui il cacciatore è chiamato a risolvere il problema da lui stesso e da anni prodotto.

La caccia in Italia non è più compatibile col vivere civile, sia per la morfologia del territorio in rapporto all'urbanizzazione, sia per una sempre maggiore repulsione della società civile contro questa barbara pratica legalizzata, ma anche perchè la caccia, in ogni sua forma, non dà alcuna efficace risposta, al contrario è fonte di problemi e dolore per tutti.


Gli innumerevoli casi apparsi sulla stampa devono alzare il livello di guardia: a rimanere vittime della caccia, dei cacciatori, delle armi da caccia sono adulti, bambini, animali domestici e non, persino all'interno delle loro case, dei giardini e parchi. Gli animali selvatici inutile contarli, non perchè sono di serie B ma perchè la reale strage avviene lontano dagli occhi della gente comune e non è certo quella segnata sui tesserini venatori che ogni cacciatore deve compilare ogni volta che uccide.


Quest'anno il Dossier Vittime della caccia uscirà in due-tre parti nell'arco di una settimana, per favorire riflessioni ed analisi maggiori sui dati che contiene. Essendo a questo punto l'ottava stagione venatoria che analizziamo il campione che abbiamo a disposizione comincia a dare dei riferimenti importanti su questa realtà, fin troppo volutamente ignorata dalle istituzioni. Noi, non demordiamo e continuiamo a raccogliere fatti e misfatti di chi esercita a vario titolo attività venatoria. Noi raccogliamio, gli altri sparano.

Iniziamo, in questa prima parte, con i dati delle vittime umane:  Numeri, numeri dietro cui ci sono vite spezzate, famiglie rovinate, sofferenze evitabili. Segue la comparazione con gli anni precedenti e la suddivisione analitica per regioni e provincie di morti e feriti umani per armi ad uso caccia. I bambini coinvolti e feriti sono tra i dati contrassegnati dal simbolo §.

Nella seconda parte, seguiranno le cronache dettagliate da cui scaturiscono i dati, aggiornate al 31 gennaio, ultimo giorno canonico di questa stagione, nella speranza che qualche genio in poltrona non voglia allungare questa agonia. Le altre sezioni consentiranno di completare un quadro analitico più dettagliato e completo. Grazie poer l'attenzione e la diffusione.

Associazione Vittime della caccia

 

► DOSSIER 2014/2015

 


a cura di Daniela Casprini

PREMESSA

Premesso che gli articoli riportati sono frutto di ricerche occasionali eseguite sul web e sulla carta stampata e che, conseguentemente, i dati elaborati devono essere considerati una “piccola finestra” che permette una parziale visione di una realtà ben più ampia.

Periodo di osservazione: L'arco della stagione venatoria conclusa (meno di 5 mesi), dal 1 settembre 2014 al 31 gennaio 2015, ovvero circa 66 giorni effettivi disponibili per ogni cacciatore in questa stagione e 110 se consideriamo le altre forme di caccia.

"66 giorni effettivi di caccia" si ricavano considerando che nell'arco temporale dal 1 settembre 2014 al 30 gennaio 2015, ogni cacciatore dispone a scelta di 3 giorni per cacciare su 5 settimanali. Questa stagione ha contato 66 giorni, considerando genericamente anche 5 giorni di preaperture (fino al 21 settembre, inizio stagione venatoria canonica) di tale monte giornate venatorie effettive, quale parametro temporale per rapportare i dati scaturiti nel solo ambito venatorio. Si considera invece l'arco temporale del calendario venatorio e le giornate di preapertura - in 110 giorni, ovvero 5 mesi l'anno per l'ambito extravenatorio e le altre forme di caccia (di selezione ecc).

 

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età o se l'atto ha costituito danno per terzi

Sia nell’ambito venatorio, sia in quello extravenatorio, le vittime umane, uccise o ferite, conteggiate in quello che appare ogni anno un vero e proprio “bollettino di guerra”, sono esclusivamente coloro che hanno subito lesioni causa detonazioni esplose da armi da caccia.

Per “ambito venatorio” si intende lo spazio in cui si svolgono battute di caccia, pertanto, le vittime conteggiate in tale contesto sono coloro che hanno subito lesioni, determinate da fucilate, durante azioni di caccia.

Per "ambito extravenatorio" s’intende lo spazio al di fuori delle battute di caccia e l'insieme dei tragici eventi derivanti dall'uso di armi da caccia, da parte di chi è legittimato a detenerne ad uso venatorio. Diversi sono i luoghi fisici e le dinamiche all'interno dei quali tali eventi accadono: il cacciatore che pulisce l’arma carica in casa, l'epilogo di violenza domestica, liti familiari o di vicinato, raptus improvvisi, patologie geriatriche e depressioni.

I dati qui raccolti ed elaboratii costituiscono una PANORAMICA PARZIALE sul fenomeno vittime per armi da caccia, in quanto scaturiscono da rassegne stampa intercettate occasionalmente.

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DATI VITTIME PER ARMI USO CACCIA AGGIORNATI AL 31 GENNAIO 2015 (dal 1 settembre 2014)


In sintesi, abbiamo raccolto in totale 88 casi di vittime per armi da caccia in circa 66 giorni effettivi di caccia e 110 circa a disposizione dell'attività venatoria, tra morti e feriti.

22 risultano i morti per armi ad uso caccia - 66 i feriti

di cui 4 morti tra la gente comune e 21 feriti.

i cacciatori, 18 morti e 45 feriti in entrambi gli ambiti

Nel solo Ambito extravenatorio, 1 morto tra la gente comune e 5 i feriti, mentre tra i cacciatori, 1 morto e 2 feriti.

 

 

*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

 


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Daini di Ravenna: la battaglia continua

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Daini della Pineta di Classe (RA): La battaglia continua

si punta al ricorso al Consiglio di Stato

 

Le Associazioni ricorrenti valutano il ricorso al Consiglio di Stato avverso l’ordinanza del T.A.R Emilia Romagna, che non ha sospeso il piano di abbattimento dei daini predisposto dalla Provincia di Ravenna, condannando le medesime alle spese del giudizio cautelare.

Ad avviso dell’ Associazione Vittime delle Caccia, di Animal Liberation ed Earth la delibera della Giunta Provinciale che abilità i sele-controllori dell’Ambito Territoriale Caccia, soggetti non contemplati dall’art. 19 della legge statale n. 157/92 all’abbattimento, presenta aspetti di illegittimità.

Infatti, oltre a carenze istruttorie e motivazionali in ordine in particolare all’effettivo numero di daini presenti in pineta e alla mancata applicazione dei metodi ecologici incruenti, a nostro parere la delibera contrasta con una specifica procedura regolamentare dei piani di prelievo venatori.

In questo contesto le Associazioni ricorrenti ritengono pertanto che l’appello al Consiglio di Stato, oltre ad ogni iniziativa di sensibilizzazione al cospetto dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, risponda all’esigenza primaria e in questo caso prevalente di tutela della fauna e della sicurezza dei fruitori del Parco e delle aree contigue.

Il Coordinamento "Viva i daini vivi della Pineta di Classe", 19 gennaio 2015

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