Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Associazione Vittime della Caccia

I DATI SINTETICI-AVC@DOSSIER2015/2016

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*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, è di libera fruizione ma implica obbigatoriamente la CITAZIONE DELLA FONTE  stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

 

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 - I DATI

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2015-2016

I DATI SINTETICI SULLE VITTIME

PER ARMI DA CACCIA/CACCIATORI

 

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO PER QUESTA RICERCA: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

SEZIONE ANCORA IN COMPLETAMENTO... - i DATI VITTIME SONO DEFINITIVI -

NE AGGIUNGEREMO ALTRI ESTRATTI DALLE RASSEGNE STAMPA


QUANTE SONO LE VITTIME UMANE IN QUESTI ULTIMI 4 MESI E MEZZO DI STAGIONE VENATORIA - I DATI :

 

DATI TOTALI DEI CASI INTERCETTATI

DI VITTIME PER ARMI DA CACCIA E CACCIATORI

Totale 108 PERSONE, 24 MORTI e 84 FERITI

GENTE COMUNE: tot 31 - 6 MORTI di cui 1 minore e 25 feriti (3 minori feriti)

CACCIATORI: tot 77 - 18 morti e 59 feriti


AMBITO VENATORIO: Totale 87 PERSONE, 18 MORTI e 69 FERITI

GENTE COMUNE: tot 16 - 1 morto minore e 15 feriti (3 minori feriti)

CACCIATORI: tot 71 - 17 morti e 54 feriti

 

AMBITO EXTRAVENATORIO: Totale 21 PERSONE, 6 MORTI e 15 FERITI

GENTE COMUNE: tot 15 - 5 morti e 10 feriti (1 minore morto e 1 ferito)

CACCIATORI: tot 6 - 1 morti e 5 feriti

INDICE DOSSIER AVC 2015-2016

FREQUENZA ACCADIMENTI - DATE E CRONACHE- IMPRESSIONANTE

►VITTIME IN AMBITO VENATORIO - I Dati - Le Cronache

VITTIME IN AMBITO EXTRAVENATORIO - I Dati - Le Cronache

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA - I Dati e le Cronache

ABUSI: FOCUS ETA' RESPONSABILI

► REGIONI / VITTIME AMBITO VENATORIO

DOSSIER@2014-2015>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA

 


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AVC-DOSSIER@2015-2016 -ABUSI FOCUS ETA' RESPONSABILI

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIE DELLLA CACCIA©2015-2016 -FOCUS ETA'

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2015-2016

ABUSI: FOCUS SULL'ETA'

Questa osservazione si propone di individuare le fasce di età maggiormente interessate da comportamenti aggressivi o comunque potenzialmente offensivi per terze persone, da parte di chi esercita la caccia. In questo caso i dati si riferiscono ai fatti accaduti nell'arco di tempo di questa stagione venatoria. E' stato infatti possibile estrapolare questi dati dalle rassegne osservate, laddove era indicata l'età* e la legale detenzione di armi ad uso caccia*.

In Ambito Venatorio, ovvero durante le battute di caccia, laddove vi siano stati morti o ferimenti, compresi i casi di autolesione per incauto maneggio delle armi o altre dinamiche involontarie.

In Ambito Extravenatorio, al di fuori delle battute (in ambito privato) laddove vi siano stati ferimenti o morti. Da notare come questo dato veda soprattutto interessare,tragicamente, chi è estraneo all'attività venatoria e spesso l'offesa è messa in atto volontariamente.

Per Tragedie sfiorate qui si intente la raccolta di dati (che si trova anche nella sezione Storie di Ordinaria Follia) riguardanti tutti quei casi intercettati, con i requisiti utili* alla ricerca, in cui si siano verificate minacce o intimidazioni, abusi e violenza privata, fino ai tentati omicidi andati, fortunatmente, a vuoto. Questa raccolta riguarda sempre azioni commesse volontariamente.

Azioni volontarie: In questi tre contesti, ma non solo laddove era indicata l'età dei responsabili di reati, sono stati estratti 68 casi in cui l'offesa era compiuta volontariamente da chi detiene legalmente un fucile ad uso caccia. E parliamo di situazioni non certo piacevoli per chi si trova a subirle:

"14 settembre, Brindisi: Fucilate in aria per allontanare i ciclisti: il 77enne denucianto e sequestrato il fucile legalmentente detenuto."; "29 settembre, Perugia: Cacciatore intollerante al controllo aggredisce le guardie venatorie e con l'arma le minaccia di morte.", ecc ecc.

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CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

 

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AVC@DOSSIER STAGIONE VENATORIA 2015/2016

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DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2015-2016

 

 

a cura di Daniela Casprini e Maria Cristina Tassi

 

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO PER QUESTA RICERCA: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

Il Dossier raccoglie anche tutti quei casi intercettati da cui rislutano gravi episodi di aggressioni verso terzi, violenza privata, pericolo per la sicurezza altrui, abusi, soprusi e furbate varie, commesse da coloro che hanno esercitato la caccia, in questa stagione venatoria conclusa.

 

INDICE DOSSIER AVC 2015-2016


I DATI SINTETICI-AVC@DOSSIER2015/2016

FREQUENZA ACCADIMENTI - DATE E CRONACHE- IMPRESSIOINANTE

VITTIME IN AMBITO VENATORIO - I Dati - Le Cronache

VITTIME IN AMBITO EXTRAVENATORIO - I Dati - Le Cronache

REGIONI/VITTIME AMBITO VENATORIO

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA - I Dati e le Cronache

ABUSI: FOCUS ETA' RESPONSABILI

► AVC-DOSSIER@2015-2016 - GLI ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

- ANIMALI DOMESTICI / ALLEVAMENTO - Le Tabelle e le Cronache

DOSSIER@2014-2015>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA

Il Dossier è ancora in fase di lavorazione e completamento. Le stesse sezioni già disponibili, saranno completate con altri dati e notizie.

PROSSIMA USCITA:

► AVC-DOSSIER@2015-2016 - MINORI E CACCIA

- AVC-DOSSIER@2015-2016 - ANIMALI NON CACCIABILI VITTIME DELLA CACCIA

- AVC-DOSSIER@2015-2016 - ANIMALI PROTETTI VITTIME DELLA CACCIA

► AVC-DOSSIER@2015-2016 - CRIMINI VENATORI-CONSTATAZIONE ILLECITI

 

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Cs,Vittime caccia-84 persone fucilate-a Veneto e Lombardia la maglia nera

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31.01.2016 - COMUNICATO STAMPA  ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - Avviso: i dati sono provvisori -

fine stagione venatoria 2015/2016:

84 persone fucilate

a Veneto e Lombardia la maglia nera

Dopo la tragedia occorsa ieri 30 gennaio a Bovolenta, in provincia di Padova, dove un ragazzino di 15 anni è stato ucciso dal padre al termine di una battuta di caccia, facendo così salire a 5 il numero di MINORENNI vittime di armi da caccia, siamo ancora una volta a chiedere, alle Autorità preposte, che sia vietata in maniera esplicita la partecipazione di minori all’attività venatoria e all'uso di armi.

Un altro bambino, questo di soli 4 anni, il giorno prima a Carini (PA) è stato ferito in maniera gravissima dal colpo sparato in pieno ventre da un parente ignaro che l'arma fosse carica, in quanto considerata un souvenir appeso al muro... . Tutto questo quando stiamo tirando le righe e concludendo il triste bilancio delle vittime per armi da caccia che anche questa stagione venatoria 2015-2016 non ha certo lesinato:

84 persone fucilate - 17 i morti e 67 i feriti - in totale (dato non definitivo)

ma 1 morto (minore) e 15 feriti (di cui 3 minori)

sono le vittime estranee all'attività venatoria,

però coinvolte loro malgrado durante le battute dei cacciatori (ambito venatorio).

La regione che più lascia i suoi abitanti in balìa dei cacciatori questa volta pare essere il VENETO, con sei vittime tra la gente comune:  cinque feriti, tra cui due bambini e l'ultimo, il 15enne morto in provincia di Padova.

Segue la LOMBARDIA con 4 feriti tra la gente comune, ma 12 vittime in totale.


Seppure il MACELLO ITALIA pare formalmente conclusosi con la chiusura di questa stagione, continuerà sotto le vesti di caccia di contenimento, di selezione, di eradicazione e chissà grazie a quale altra genialata riuscirà ad alimentare il SISTEMA CACCIA.

Questi i "numeri" in nemmeno 5 mesi, dal 2 settembre al 30 gennaio, dati ancora non definitivi e riguardanti solo l'ambito venatorio.

Numeri destinati a salire, considerando anche l'AMBITO EXTRAVENATORIO, come nel caso, appunto del piccolo di quattro anni di Carini (PA).,

Il  DOSSIER sarà completo

con i dati definitivi relativi alle vittime umane dal 3 FEBBRAIO sul SITO dell'Associazione Vittime della caccia. Nei giorni immediatamente successivi, saranno pubblicate le altre sezioni, tra cui quella dedicata agli ANIMALI DOMESTICI vittime dei cacciatori.

Associazione Vittime della caccia - comunicato del 31.01.2016

 


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BOLLETTINO DI GUERRA-Stagione venatoria 2015-2016

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STAGIONE VENATORIA 2015-2016

in aggiornamento... DATI PARZIALI

dal 2 settembre/24 gennaio 2016:

16 MORTI E 67 FERITI> DI CUI 15 FERITI NON CACCIATORI (3 MINORI)

PER ARMI DA CACCIA in ambito venatorio


i dati definitivi di quanto raccolto in questi 5 mesi, saranno disponibili da martedì 2 febbraio, all'interno del Dossier AVC 2015-2016.



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Cs. TAR:Al PASSO CISA NON SI CACCIA!- 16.01.2015 Associazione Vittime della caccia

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Comunicato stampa Associazione Vittime  della caccia e LAC Reggio Emilia - 16.01.2016

Al PASSO CISA NON SI CACCIA!

Svelato lo sporco giochetto della Provincia di Reggio Emilia

il TAR legittima le richieste dell'Associazione Vittime della caccia e della LAC - Lega Abolizione Caccia, rappresentate dall'Avv. Massimo Rizzato, e conferma il totale divieto di caccia al passo della Cisa, confutando le boriose argomentazioni della Provincia di Reggio Emilia una volta per tutte.

Sarà bene quindi che gli amministratori comunichino immediatamente lo stop alle doppiette nell'area del Passo Cisa, Villa Minozzo compresa.

Non si caccia punto e basta, lo leggano bene gli amministratori, i dirigenti e tutti coloro che hanno approvato il calendario venatorio reggiano e chi è preposto alla vigilanza. Non si caccia. Eppure hanno fatto di tutto e di più per aprire almeno in parte la caccia in questa zona, evidentemente appetibile per chi non conosce regole.

Il GIOCHETTO: La provincia di Reggio Emilia aveva deliberato, nel calendario venatorio, per il passo Cisa il divieto di caccia solo verso la fauna migratoria e solo nella modalità di appostamento. Così si poteva cacciare la fauna non migratoria e si poteva cacciare in modalità non di appostamento.

La legge nazionale vieta la caccia sui passi dei migratori (e Reggio Emilia fa parte dell'Italia e quindi dovrebbe sottostare alle leggi nazionali). La Provincia di Reggio Emilia ha stilato una tabella indicando i passi in cui c'è divieto assoluto di caccia come previsto dalla norma. Ed ecco che nella sentenza si legge:”Detta tabella indica, numerandoli, n. 13 passi in prossimità dei quali vigerebbe un divieto assoluto di caccia mentre, il passo della Cisa, verrebbe menzionato a parte (ovvero non sarebbe ricompreso nella citata numerazione) poiché assoggettato a “specifiche misure di protezione” indicate nello “Studio di Incidenza (divieto di caccia da appostamento fisso e temporaneo)” poiché la sua area di rispetto di 1000 metri ricadrebbe all’interno del SIC “Val d’Ozola-Monte Cusna”.

Domanda: il fatto che il passo della Cisa è tutelato dall'Unione Europea fa perdere a questa zona lo status di “passo”?!? Cos'è diventato? Pianura? Isola?

La sentenza, a proposito della memoria difensiva della Provincia di Reggio Emilia, prosegue: “Viene, infatti, affermato (punto 3 della memoria del 21 settembre 2015) che il Passo della Cisa è: “ricadente nel territorio del Parco Nazionale ma senz’altro non interessato dalle rotte di migrazione dell’avifauna”. Tuttavia viene, altresì, precisato che le rotte migratorie non risultano “mai formalmente individuate dall’INFS” e che vi sarebbe una “assenza di informazioni circa l’effettiva importanza dei valichi montani del territorio provinciale ai fini delle rotte di migrazione dell’avifauna” (punto 4 della memoria del 21 settembre 2015). Affermazioni, non solo a nostro avviso, contraddittorie.

Il TAR entra poi nello specifico delle norme e alla fine stabilisce che la parte di calendario venatorio in cui si stabiliva il divieto di caccia al passo della Cisa valeva solo per fauna migratoria e per modalità di appostamento è annullato. Il TAR da quindi ragione ad Associazione Vittime della caccia e Lac.

Perchè la Provincia di Reggio Emilia ha deciso di fare questa operazione? Perchè ha fatto tutto questo per permettere di andare lì ad ammazzare animali? A chi ha giovato questa operazione?

Il 16 ottobre 2015 la Provincia di Reggio Emilia aveva emesso un comunicato con questo titolo:”Passo Cisa di nuovo consentita la caccia migratoria” Sottotitolo:”Dopo vent'anni di divieto grazie ad un ricorso di due...associazioni anticaccia”. Il comunicato si chiudeva così: Purtroppo però, il 17 dicembre, per molti uccelli migratori rischia di essere troppo tardi…*”.

Alla luce della sentenza del TAR quest'ultima frase* è una lampante ammissione di colpevolezza, come false e tendenziose sono queste affermazioni che oltre a mistificare la realtà hanno recato un irreparabile danno alla fauna selvatica, e non ultimo nuociuto all'immagine delle Associazioni ricorrenti.

Ora siamo in attesa di un nuovo comunicato stampa della Provincia di Reggio Emilia in cui si scusi con tutta la cittadinanza, in cui ammettano di aver sbagliato. Cosa intendono fare i politici verso coloro che hanno stilato il calendario venatorio ora in parte annullato dal TAR?

Chi sbaglia dovrebbe pagare eppure gli unici che per ora hanno pagato con la vita sono stati innocenti animali.

Associazione Vittime della caccia - 16.01.2016

LA SENTENZA>>>

 


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Cs. AVC - Un altro bambino sacrificato sull'ara della dea della caccia

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Un altro bambino sacrificato sull'ara della dea della caccia

E' il secondo minorenne coinvolto in sparatorie venatorie in questa stagione.

Il 12enne di Sapri (SA) gravemente ferito mentre era a caccia con i familiari, risulta essere in rianimazione con un polmone perforato da un proiettile da cinghiale.

La 15enne in provincia di Treviso invece, alla fine di settembre, in sella alla sua bicicletta veniva investita e ferita da pallini sparati da un fucile da caccia. Il cacciatore responabile si è dileguato.

Quanti sono i bambini vittime della caccia ad ogni stagione venatoria?

Non saranno certo gli uffici stampa delle associazioni venatorie a fornire questi dati. Se ne guardano bene, tanto che alla fine di ogni stagione, obbligati dalla “concorrenza”, snocciolano numeri che mai sinora hanno contemplato le vere vittime della caccia: coloro che non la praticano!

Neppure uno straccio di ipocrita ammissione di dolo. Niente, neppure i numeri.

Allora lo facciamo noi, come sempre e documentando tutto con il consueto Dossier Vittime della caccia che pubblicheremo a fine stagione venatoria (anche se ormai  la caccia non finisce più con la stagione canonica...).

I DATI PARZIALI che risultano da occasionali rassegne stampa sui BAMBINI VITTIME DELLA CACCIA dalla stagione venatoria 2007/2008 fino al 26 dicembre 2015 (ovvero 8 stagioni venatorie e mezzo):

11 BAMBINI morti e 23 i feriti

In merito al tragico episodio di Sapri, sembrerebbe dalle dichiarazioni apparse sulla stampa, che il bambino sarebbe stato colpito perchè avrebbe “abbandonato la propria posizione”. Ovvero da quanto appreso, pare che il ragazzino si sia allontanato improvvisamente dalla postazione affidatagli.

Sulla base di quanto riportato emergerebbe quindi chiaramente un ruolo attivo del bambino all'interno della battuta di caccia al cinghiale, pratica notoriamente pericolosa per chiunque, anche per i più esperti. Come sia possibile che un minore non solo venga condotto durante un'attività con uso di armi da fuoco in ambiente non protetto, ma addirittura che ne prenda parte attiva?

L'attività venatoria è vietata ai minori di età e senza aver conseguito la licenza, questo i genitori  - cacciatori e non - dovrebbero ben saperlo e preoccuparsi della loro tutela, provvedendo a non esporli a pericoli evidenti e comprovati. La caccia anche da un punto di vista pedagogico è devastante per la naturale empatia propria dei bambini verso l'Altro in genere.

Sarebbe auspicabile inoltre che le Forze dell'ordine verificassero la regolarità delle autorizzazioni, se presenti, per la battuta al cinghiale in questione, in quanto ogni attività di questo genere deve essere pianificata ed autorizzata dalla Provincia, quindi segnalata adeguatamente, in area preposta indicata dai piani faunistico venatori e nel rispetto delle distanze di sicurezza.

Da sottolineare infatti ancora una volta, che le armi usate nella caccia al cinghiale sono capaci di gittate di chilometri e per le quali la legge sulla caccia prevede il rispetto della distanza pari ad una volta e mezzo la gittata stessa del fucile. Sono questi requisiti minimi previsti dalla legge 157/92 (art.21 comma lett. a), e) ed f) da applicare durante questa pericolosa attività, ma anche e soprattutto nel rispetto delle norme di pubblica sicurezza (sistematicamente disattese).

Quindi basta ipocrisie e termini fuorvianti, quali “tragiche fatalità”, “incidente di caccia”: laddove si pongono tutte le condizioni affinché un "incidente" avvenga...come si può definire tale? Siamo di fronte ad eventi che ogni anno mietono vittime di ogni specie, anche umana, nel totale e assordante silenzio dei media e delle istituzioni, su tutto il territorio nazionale e anche tra gli abitatii e nei giardini privati, nel totale spregio delle leggi e del Dritto sacrosanto al quieto vivere.

Mentre invece cresce in modo esponenziale lo sdegno dell'opinione pubblica e l'allarme di chi è costretto a vivere in prima persona le sparatorie e l'arroganza di individui armati e non certo civili, come dimostrano i troppi fatti di violenza anche ai danni degli animali domestici (il Dossier 2015/2016 sarà completo anche per la raccolta dati sugli Animali Vittime della caccia).

I DATI PARZIALI DELLE VITTIME UMANE dal 2 settembre al 26 dicembre 2015 nel solo ambito venatorio

13 morti e 52 feriti (di cui 13 NON CACCIATORI)

E li chiamano "incidenti"...

 

Comunicato stampa Associazione Vittime della caccia - 29 dicembre 2015

 

 


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CACCIATORI A DISTANZA - COME DIFENDERSI DAI CACCIATORI-Ass.Vittime della caccia-Dossier 2013

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - Copyright © 2013 Dossier Vittime della Caccia

(dal DOSSIER - 2013)

"CACCIATORI A DISTANZA"

COME DIFENDERSI DAI CACCIATORI

La strategia dell'Associazione Vittime della caccia

APPLICARE LE DISTANZE DI SICUREZZA AL TERRITORIO

SULLA BASE DELLE SUE ANALISI,  L'ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA PUBBLICA QUESTA SINTETICA MA EFFICACE STRATEGIA DI DIFESA DALL'ATTIVITA' VENATORIA.

LA STRATEGIA "CACCIATORI A DISTANZA" CHE APPLICHIAMO DA ANNI CON IL SEMPLICE SISTEMA DI CALCOLO SU MAPPA DELLE DISTANZE DETTATE DALLA LEGGE 157/92*, si è rivelata un prezioso ed efficace strumento di difesa e di legittimazione delle richieste dei cittadini ai sindaci, al fine di ottenere il rispetto della sicurezza o un esplicito e pubblico richiamo alle zone interdette alla caccia, anche attraverso l'emanazione di specifica ordinanza sindacale ai sensi del D.lgs.267, 18 agosto 2000, art.54)

Sono infatti gli strumenti che l'Associazione Vittime della caccia usa per difendere i cittadini, quelli relativi alla Legge 157/92 art,21, c.1, lett.a), e), f, g)* che stabilisce i parametri a cui i cacciatori devono attenersi.

E' sorprendente verificare come nella maggior parte del territorio la caccia, praticata nelle varie forme, risulti difficilmente praticabile.

Si tratta quindi di capire cosa sia lecito e cosa invece no, per pretendere poi l'applicazione della legge.

Occorre ripartire infattii da quei pochi strumenti previsti dalle attuali norme in materia di pubblica sicurezza, fugacemente richiamati dalla legge sulla caccia all'art.21*, come parametri minimi previsti, basati sulle gittate delle armi da fuoco, solitamente in uso durante l'attività venatoria.

E bene far notare che per attività venatoria non s'intente necessariamente solo il cacciare e sparare, ma anche l'atteggiamento di caccia (art.12), quindi anche il cacciatore che si aggira col fucile in mano o in spalla che non sia scarico e in custodia (art.21, c.1, lett.g)

QUINDI CHI ESERCITA ATTIVITA' VENATORIA, SPARA E/O SI AGGIRA ALLA RICERCA DEGLI ANIMALI A CUIO SPARARE


SEMBRA SCONTATO MA è NECESSARIO CAPIRE LA DIFFERENZA tra LE DEFINIZIONI IN QUESTIONE : ESERCIZIO VENATORIO (lett.e) E SPARO (lettera f - art.21, comma 1, legge 157/92)

DUNQUE ad esempio usiamo una mappa a caso, grazie a Google map, disponibile sul web.

<1-map Prendiamo la mappa che ci interessa, aumentiamo o diminuiamo la scala (notare il parametrino in fondo a sinistra) in base all'esigenza di una panoramica opportuna per la misurazione delle distanze.

 

 

1.1-map>

>Per iniziare a fare una valutazione delle distanze entro cui non è possibile esercitare l'attività venatoria, impostiamo il parametrino in fondo a sinistra a 100 metri e individuiamo l'edificio da tutelare. Facciamo partire un raggio corrispondente a 100 metri dai lati esterni dei muri dell'edificio o dalle immediate pertinenze, fino a creare un cerchio rosso intorno. Come si può vedere dal retro della casa sono appunto 100 metri, quindi entro quel raggio, ovvero tra una casa e l'altra, nessun cacciatore può esercitare l'attività venatoria.

 

 

<1.2-map Sulla base del parametro in fondo a sinistra di google map, che abbiamo impostato su 100 metri (appunto è la distanza minima prevista entro cui è vietata l'attività venatoria), facciamo dei cerchi intorno agli altri edifici, corrispondenti a 100 metri e copriamo tutta la zona; Come è possibile vedere non rimane alcun margine per esercitare l'attività venatoria intorno a questo abitato!

 

 

1.3-map>

A questo punto facciamo anche i cerchi arancioni dei 150 metri, entro i quali non è possibile sparare in direzione di case, strade, recinzioni con animali, macchine agricole in funzione ecc. E' indubbio che la zona sia off-limits!

 

<1.4-map

Togliamoci lo sfizio di valutare anche le distanze minime dei 50 metri entro i quali il cacciatore non può esercitare l'attività venatoria (vagare ecc). Ricordiamo anche che lo sparo è vietato in direzione delle strade carreggiabili a meno di 150 metri (fucile ad anima liscia, mentre per quello ad anima rigata la distanza di rispetto è 1,5 volte la gittata stessa dell'arma.....!)

 

>2-map> Ecco che l'area è completamente coperta dal divieto, sia per i 100 che i 150 metri!

 

 

Dovendo invece applicare le distanze per le armi ad anima rigata, pensiamo che invece del 70/80% di territorio italiano pianificato come venabile.... ne rimmarrebbe davvero molto molto poco!



NON CI RIMANE CHE PRETENDERE L'APPLICAZIONE DELLE NORME VIGENTI

FATTI AIUTARE DA NOI, SE SEI DETERMINATA/O, QUANDO AVRAI VALUTATO SE VI SIANO LE CONDIZIONI, SIAMO DISPONIBILI AD INTERAGIRE CON I COMPETENTI ENTI LOCALI.  ATTENZIONE: Non è facile ottenere dei provvedimenti se non si è creata l'istruttoria necessaria a motivare lo stato di urgenza, pertanto si sconsiglia di intraprendere con superficialità la fase di richiesta e quindi di rivolgervi a noi per aiuti, consigli ed eventualmente per tenere i rapporti con gli Enti locali. Questo anche per non vanificare gli sforzi finora fatti. Grazie


Documento presentato in occasione del Convegno di Ecosofia 2013 ad Osimo il 27 settembre 2013.

Copyright © 2013 Dossier Vittime della Caccia

*L'uso e la pubblicazione dei presenti contenuti, implicano obbligatoriamente la citazione della fonte: Associazione Vittime della caccia. Grazie

 

SE HAI LETTO FINO A QUI, SICURAMENTE TI INTERESSA UN DIVIETO DI CACCIA MOLTO ESPLICITO...

(CLICCA SUL CARTELLO e al tempo stesso sostienici :)

 

 

VAI ANCHE AI RIFERIMENTI NORMATIVI>>>Legge 157/92, ART. 21 e ART.12 + art.842 del codice civile integrale>>


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