Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Associazione Vittime della Caccia

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NASCITA DI I-CARE NETWORK

 

Dal primo gennaio 2016 è operativo in Italia il più importante e multidisciplinare coordinamento di associazioni del volontariato italiano: I-CARE NETWORK.

L’idea di creare un network di associazioni/gruppi nasce dalla necessità di unire forze e professionalità con lo scopo di ottenere risultati a favore e protezione di vittime umane, animali e ambiente, non raggiungibili dalle associazioni quando queste agiscono singolarmente.

Il tratto comune a tutti i progetti/associazioni/gruppi che formano il network è un approccio che metta le necessità delle vittime di abusi, siano esse umane o animali, al di sopra di ogni altro discorso economico e/o politico.

Fanno parte del network associazioni e gruppi che si occupano di problematiche relative agli esseri umani (Associazione Italiana di Supporto Vittimologico, referente italiano del principale network europeo che si occupa di vittime di abusi e reati, AA-Associazione Autismo, Associazione Vittime della Caccia), ai diritti degli animali (Animal Defenders, BolognAnimale, Freccia 45, No Harlan Group, Rifugio Gli Ultimi, Hope Horse, Salviamo gli Orsi della Luna), alla tutela di territorio/fauna/ambiente (CeBioFF), alle nuove economie etiche e antispeciste (Associazione Net, Agripunk, Animal Vibe), alla ricerca scientifica rigorosamente senza uso di animali (Italia Senza Vivisezione, rIcerCARE, TheAlternatives) e altre, dopo rigorosa selezione, sono in procinto di aggiungersi.

Viviamo in un mondo al contrario dove è più conveniente, dal punto di vista economico e legislativo, uccidere, abusare, inquinare. Viviamo in una società dove chi abusa è più tutelato di chi è vittima di abusi ”, dichiara il dr. Massimo Tettamanti, criminologo forense e chimico ambientale, noto in Italia per l’attività e i successi ottenuti contro la sperimentazione animale e uno dei coordinatori di I-CARE NETWORK ,“ Ci siamo finalmente uniti, perché esseri umani, animali non umani e ambiente non possono essere difesi con successo se ciascun gruppo o associazione agisce debole e isolata dagli altri ambiti del volontariato che difendono le vittime, tutte, di questa società del massacro ”.


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AVC SALVA le NUTRIE di VERONA

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POSITIVA SENTENZA del TAR (VENETO) in favore dell'ASS.VITTIME DELLA CACCIA
avverso l'ORDINANZA del SINDACO di VERONA, TOSI, CHE ORDINAVA il MASSACRO DELLE NUTRIE


N. 00270/2016 REG.PROV.COLL.
N. 00104/2016 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto
(Sezione Prima)
ha pronunciato la presente

SENTENZA

ex art. 60 cod. proc. amm.;
sul ricorso numero di registro generale 104 del 2016, proposto da:
Casprini Daniela Presidente di Associazione Vittime della Caccia, rappresentata e difesa dall’avvocato Massimo Rizzato, con domicilio eletto presso la segreteria del T.A.R. Veneto in Venezia, Cannaregio 2277/2278;
contro
Comune di Verona, in persona del Sindaco pro tempore, rappresentato e difeso dagli avvocati Giovanni Michelon, Giovanni Caineri e Fulvia Squadroni, con domicilio eletto presso la segreteria dell’intestato Tribunale ai sensi dell’art. 25, comma 1, del cod. proc. amm.;
nei confronti di

A.T.C. 1, A.T.C. 2;

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia
dell’ordinanza n. 49 emessa dal Comune di Verona il 14 dicembre 2015 ad oggetto l’abbattimento delle nutrie.
Visti il ricorso e i relativi allegati;
Visto l’atto di costituzione in giudizio del Comune di Verona;
Viste le memorie difensive;
Visti tutti gli atti della causa;
Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 febbraio 2016 il dott. Enrico Mattei e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;
Sentite le stesse parti ai sensi dell’art. 60 cod. proc. amm.;

- Premesso che:
- con atto di ricorso (n.r.g. 104/16) notificato a mezzo posta il 19 gennaio 2016 e depositato il successivo 27 gennaio, la sig.ra Daniela Casprini, in qualità di Presidente dell’Associazione Vittime della Caccia, ente avente come fine statutario la tutela del patrimonio faunistico ambientale, ha adito l’intestato Tribunale per chiedere l’annullamento dell’ordinanza, meglio in epigrafe specificata, con il quale il Comune di Verona ha disposto l’abbattimento delle nutrie stanziate sul proprio territorio, deducendo avverso detto provvedimento la violazione dell’art. 50, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000, nonché eccesso di potere per motivazione contraddittoria, carente e difetto di istruttoria;
Considerato, a tale riguardo, che:
- il provvedimento in contestazione appare carente sotto l’aspetto istruttorio, non essendo stata effettuata alcuna effettiva ponderazione in ordine quantitativo di nutrie che si renda necessario abbattere al fine di realizzare un corretto piano di contenimento del numero di animali di tale specie;
- sotto altro profilo, detto provvedimento appare carente sotto l’aspetto motivazionale, non avendo dato atto di alcun elemento fattuale concreto, al fine di comprovante che la presenza di nutrie nel territorio comunale possa comportare situazioni di potenziale pericolo al traffico veicolare, ovvero per l’incolumità di cose o persone,
- da ultimo, il provvedimento in questione appare adottato in violazione dell’art. 50, comma 5, del d.lgs. n. 267/2000, non risultando comprovata la sopravvenienza di alcuna situazione eccezionale e/o imprevedibile che possa giustificare l’intervento contingente ed urgente del sindaco a tutela della salute pubblica;
- per quanto precede il ricorso va accolto siccome fondato;
- le spese seguono la soccombenza e si liquidano nella misura indicata in dispositivo tenendo conto che parte ricorrente è stata ammessa al beneficio del patrocinio a carico dello Stato con decreto n. 1 del 27 gennaio 2016.
P.Q.M.
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Veneto (Sezione Prima) definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla il provvedimento impugnato.
Condanna il Comune di Verona al pagamento, in favore della parte ricorrente delle spese del giudizio che si liquidano in € 2000,00 (duemila/00) oltre oneri ed accessori come per legge e oltre la regolarizzazione del pagamento del contributo unificato prenotato a debito.
Ordina che la presente sentenza sia eseguita dall’Autorità amministrativa.
Così deciso in Venezia nella camera di consiglio del giorno 24 febbraio 2016 con l’intervento dei magistrati:
Maurizio Nicolosi, Presidente
Alessio Falferi, Primo Referendario
Enrico Mattei, Referendario, Estensore

L'ESTENSORE

IL PRESIDENTE
DEPOSITATA IN SEGRETERIA
Il 11/03/2016

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Cs.AVC- Caccia: alla rossa Toscana non basta il 4° posto

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COMUNICATO STAMPA - Associazione Vittime della caccia - 12.03.2016 - #MACELLOITALIA

Caccia: alla rossa Toscana non basta il 4° posto

Vuole più sangue!

il Consiglio regionale sancisce la caccia tutto l'anno a dispetto dei cittadini e delle leggi nazionali.

Dopo Lombardia, Sicilia e Lazio, la Toscana è al top tra le regioni che ha versato più sangue in questa ultima stagione venatoria, come emerge dai dati del Dossier Vittime della caccia 2015-2016.

La legge obiettivo per il contenimento degli ungulati approvata dal consiglio regionale della Toscana è l'ultimo abbietto affondo operato dalla politica nei confronti dei cittadini, della fauna selvatica e dell'ambiente. La legge Remaschi infatti autorizza la caccia a cinghiali e altri ungulati tutti i giorni, per tre anni,su tutto il territorio regionale e non solo nelle zone già vocate: una licenza di sparare e uccidere che pone interrogativi inquietanti e un senso di riprovazione diffuso.
"Ma la caccia non è una concessione che lo Stato fa ai cacciatori? E la fauna selvatica non è patrimonio indisponibile dello Stato?" dichiara l'Associazione Vittime della caccia che aggiunge "ora è tutto più chiaro: in barba alla maggioranza dei cittadini contrari alla caccia, il nostro paese sta puntando a un prelievo venatorio indiscriminato senza soluzione di continuità, nei fatti a consentire di cacciare ogni giorno dell'anno, proprio grazie all'escamotage della caccia di contenimento"

E' appena uscito il dossier sui morti e feriti per armi da caccia, sull'ennesima mattanza a conclusione dell'ultima stagione venatoria pubblicato dall'Associazione Vittime della caccia: dati che confermano la pericolosità della caccia, il diffuso allarme sociale e la richiesta pressante dei cittadini di tutela di fronte alla protervia delle doppiette e dei politici a queste genuflessi. La gente è esasperata già nei cinque mesi di stagione venatoria, cosa succederà in un anno?!

In totale le vittime dei cacciatori durante le battute (AMBITO VENATORIO) sono 90 persone, 18 morti e 72 feriti, di cui 17 i feriti e 1 bambino morto (3 i minori feriti) tra la gente comune; ma i cacciatori non si fermano neppure fuori dalle battute di caccia (AMBITO EXTRAVENATORIO) e sparano... ai vicini, alla moglie, ai passanti... 21 le vittime, 5 i morti e 10 i feriti tra gli estranei alle armi da caccia, di questi, 1 altro bambino morto e 1 ferito.

IN TOTALE SONO BEN 111 LE PERSONE FUCILATE IN 66 GIORNI EFFETTIVI DI CACCIA, 24 i morti e 87 i feriti (33 i non cacciatori: 6 i morti e 27 i feriti, di cui 2 bambini uccisi e 4 feriti!).

Di tutto ciò il Consiglio regionale della Toscana evidentemente se ne infischia, favorendo i cacciatori a scapito della collettività, e limitando le libertà dei cittadini ancora meno sicuri e garantiti di poter fruire liberamente della natura, di passeggiare nei boschi o semplicemente di percorrere una strada di campagna con l'auto per tornare a casa.

La LEGGE REMASCHI lascia di fatto libertà assoluta alle doppiette, su tutto il territorio regionale e per tutto l'anno, con gravi danni all'ecosistema, alla fauna selvatica, eludendo qualsiasi ricorso ai metodi non violenti di contenimento e controllo degli ungulati (previsti dalla 157/92) e basandosi su censimenti a dir poco fantasiosi operati dai cacciatori stessi.
Ignora, la Giunta Toscana, che autorevoli e consolidati pareri scientifici a differenza di quanto perora ambiguamente l'ISPRA, bocciano gli abbattimenti degli ungulati al fine del contenimento di specie, poichè non hanno mai costituito e non possono costituire uno strumento di azione efficace. Perché il problema non sono i cinghiali ma la caccia e i cacciatori, origine di tutto.

E poi diciamola tutta, come la mettiamo con il conflitto d'interesse? Già, perchè è proprio il mondo della caccia ad operare immissioni a fini venatori per legittimarsi poi come solutori del presunto problema, avallati dal mondo politico disposto a qualsiasi scambio pur di mantenere la poltrona e l'esercizio del potere, ma dimenticandosi vergognosamente che sono stati eletti per rappresentare i cittadini e non per fare i propri comodi. E come la mettiamo col fatto che la Regione non ha il potere di legiferare in contrasto con le normative nazionali, quelle sulla caccia, e soprattutto le basilari norme di PUBBLICA SICUREZZA.  Sparatorie in città, come Firenze da un paio di anni concede ai cacciatori di sparare con armi da caccia grossa in mezzo alle vie, alle case, fin dentro i giardini privati! (vedasi articolo AVC: "A Firenze la caccia in braccata si svolge in piena città"). Dove sono finiti i divieti previsti dall'art.21 della legge 157/92? E le distanze di sicurezza da rispettare, soprattutto alla luce di armi con gittate di chilometri? Come pensano di vendere ciò che non gli appartiene perchè di fatto la fauna selvatica è un bene comune?
Gravi, gravissime le decisioni assunte dalla Consiglio Regionale, ancora più gravi saranno le responsabilità nei confronti dei cittadini che chiedono sicurezza: questi sì rossi di rabbia e indignazione!  Più la corda viene tirata, più forte sarà la reazione della gente. Se lo devono aspettare gli amministratori, sono leggi naturali di compensazione alle esagerazioni dello strapotere di pochi.

L'Associazione Vittime della caccia per ogni persona morta o ferita estranea alla caccia riterrà responsabili, anche a livello personale, coloro che hanno votato favorevolmente questa legge assassina e inoltre non mancherà di segnalarli* al Paese,  tramite la propria sezione OPTA (Osservatorio Politico Trasversale Anticaccia).

Perchè. come citava Peter Singer, non si è solo responsabili di ciò che facciamo ma anche di ciò che avremmo potuto evitare. - Associazione Vittime della caccia - 12.03.2016 - #MACELLOITALIA

MEMORANDUM!

*CHI HA VOTATO A FAVORE*: Anselmi Gianni PD - Baccelli Stefano PD - Baldi Massimo PD - Bambagioni Paolo PD - Bezzini Simone PD - Bugetti Ilaria PD - Bugliani Giacomo PD - Capirossi Fiammetta PD - Ciolini Nicola PD - De Robertis Lucia PD - Gazzetti Francesca PD - Giani Eugenio PD - Giovanelli Ilaria PD - Marras Leonardo PD - Mazzeo Antonio PD - Vadi Valentina PD - Rossi Enrico PD - Pieroni Andrea PD - Nicolai Marco PD - Nardina Alessandra PD - Meucci Elisabetta PD - Monni Monia PD - Scaramelli Stefano PD - Sostegni Enrico PD - Spinelli Serena PD - Donzelli Giovanni Fratelli d'Italia ( lista civica per Giorgia Meloni ) - Mugnai Stefano Forza Italia - Stella Marco Forza Italia.

ASTENUTI (ma solo perchè la legge era troppo "blanda"): Vescovi Manuel Lega - Salvini Roberto Lega - Alberti Jacopo Lega - Borghi Claudio Lega - Casucci Marco Lega - Montagnani Elisa Lega

CONTRARI - TUTTI i Consiglieri M5S e Toscana Si


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AVC-DOSSIER@2015-2016 - ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

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*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, è di libera fruizione ma implica obbigatoriamente la CITAZIONE DELLA FONTE stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 -ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

stagione venatoria 2015-2016


ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

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ANIMALI DOMESTICI-ALLEVAMENTO VITTIME DELLA CACCIA

ANIMALI NON CACCIABILI VITTIME DELLA CACCIA

ANIMALI PROTETTI VITTIME DELLA CACCIA

CRIMINI VENATORI-CONSTATAZIONE ILLECITI

 

Legenda:

Ambito “venatorio” – uccisi o feriti, causa detonazioni di armi da caccia o sbranati dai cani, al seguito di cacciatori; cani da caccia uccisi, feriti, maltrattati durante azioni di caccia.

Ambito “extra-venatorio” – uccisi o feriti, causa detonazioni armi da caccia, non riconducibili ad azioni dirette di caccia

“Crimini venatori” – uccisi o feriti, causa detonazioni armi da caccia, o intrappolati in contesti riferibili ad azioni di bracconaggio.

-O-

DATI ESTRAPOLATI DALLE CRONACHE RACCOLTE IN CRIMINI VENATORI

La colonna “bracconaggio identificati” riporta le percentuali sul numero totale di identificati: appare evidente che chi esercita attività riferibili al bracconaggio (caccia in aree vietate, abbattimento di specie protette), ha licenza di caccia.

-O-

DATI ESTRAPOLATI DALLE CRONACHE RACCOLTE NEI DIVERSI AMBITI

 

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 -ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

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I DATI SINTETICI-AVC@DOSSIER2015/2016

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 - I DATI

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2015-2016

I DATI SINTETICI SULLE VITTIME

PER ARMI DA CACCIA/CACCIATORI

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO PER QUESTA RICERCA: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

QUANTE SONO LE VITTIME UMANE IN QUESTI ULTIMI 5 MESI DI STAGIONE VENATORIA

- I DATI :

TOTALI DEI CASI INTERCETTATI

con VITTIME per ARMI da CACCIA e CACCIATORI

Totale 111 PERSONE, 24 MORTI e 87 FERITI

*GENTE COMUNE: tot 33 - 6 MORTI e 27 feriti (di cui 2 MINORI MORTI e 4 FERITI)*

CACCIATORI: tot 78 - 18 morti e 60 feriti

ovvero

in AMBITO VENATORIO: Totale 90 PERSONE, 18 MORTI e 72 FERITI

*GENTE COMUNE: tot 18 - 1 MORTO MINORE e 17 feriti (3 MINORI FERITI)*

CACCIATORI: tot 72 - 17 morti e 55 feriti

 

in AMBITO EXTRAVENATORIO: Totale 21 PERSONE, 6 MORTI e 15 FERITI

*GENTE COMUNE: tot 15 - 5 morti e 10 feriti (1 minore morto e 1 ferito)*

CACCIATORI: tot 6 - 1 morti e 5 feriti

INDICE DOSSIER AVC 2015-2016

FREQUENZA ACCADIMENTI - DATE E CRONACHE- IMPRESSIONANTE

►VITTIME IN AMBITO VENATORIO - I Dati - Le Cronache

VITTIME IN AMBITO EXTRAVENATORIO - I Dati - Le Cronache

MINORI E CACCIA

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA - I Dati e le Cronache

ABUSI: FOCUS ETA' RESPONSABILI

► REGIONI / VITTIME AMBITO VENATORIO

DOSSIER@2014-2015>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 - I DATI

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AVC@DOSSIER STAGIONE VENATORIA 2015/2016

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 - INDICE

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA

STAGIONE VENATORIA 2015-2016

a cura di Daniela Casprini e Maria Cristina Tassi

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

Il Dossier raccoglie anche tutti quei casi intercettati da cui rislutano gravi episodi di aggressioni verso terzi, violenza privata, pericolo per la sicurezza altrui, abusi, soprusi e furbate varie, commesse da coloro che hanno esercitato la caccia, in questa stagione venatoria conclusa.

 

INDICE DOSSIER AVC 2015-2016

I DATI SINTETICI-AVC-DOSSIER 2015-2016

VITTIME UMANE IN AMBITO VENATORIO - I Dati - Le Cronache

VITTIME UMANE IN AMBITO EXTRAVENATORIO- I Dati - Le Cronache

MINORI E CACCIA

REGIONI-VITTIME IN AMBITO VENATORIO

FREQUENZA ACCADIMENTI - CRONOLOGIA IMPRESSIONANTE

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA - I Dati e le Cronache

ABUSI: FOCUS ETA' RESPONSABILI

GLI ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

- ANIMALI DOMESTICI/ALLEVAMENTO- Le Tabelle e le Cronache

- ANIMALI NON CACCIABILI

- ANIMALI PROTETTI

CRIMINI VENATORI- CONSTATAZIONE ILLECITI

GALLERIA FOTOGRAFICA di Lorenzo Corradini

DOSSIER@2014-2015>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA

 

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - DOSSIER VITTIME DELLLA CACCIA©2015-2016 - INDICE

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Cs.AVC-Pericolo caccia: Ultime vittime innocenti di una stagione senza fine

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COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - 14 febbraio 2016

Pericolo caccia: Ultime vittime innocenti di una stagione senza fine

Genazzano, Roma - Altre due vittime tra i non cacciatori, fuori stagione e l'ultimo giorno di caccia della deroga al calendario venatorio del Lazio!
Questa volta proprio a Genazzano, nel Comune che per primo ha ribadito il divieto di caccia in area urbanizzata con ordinanza contingibile urgente, applicando direttamente al territorio quanto previsto dal 1992 con la legge 157 in materia di distanze di sicurezza su istruttoria dell'Associazione Vittime della caccia. L'allora sindaco, infatti, recepì la gravità delle richieste dei cittadini ed emanò l'ordinanza in virtù dei poteri conferitigli dal Decreto Legislativo n.267/2000 art.54, essendo prioritaria l'incolumità pubblica rispetto alla "concessione" di caccia ed essendo la zona già interdetta secondo quanto prevede la legge 157.

A fronte delle numerose segnalazioni, anche in altre aree del Comune da parte degli abitanti, l'Associazione Vittime della caccia ha da tempo informato il Sindaco e chiesto l'adozione di provvedimenti estensivi anche nelle zone segnalate.

"il Sindaco Fabio Ascenzi questa volta non potrà ulteriormente dilazionare l'accoglimento delle richieste avanzate da tempo dall'Associazione Vittime della caccia in nome e per conto dei cittadini della zona, tristemente interessata dall'ultimo tragico avvenimento, contro, tra l'altro, persone estranee alla caccia" dichiara Maurizio Giulianelli, "sarà bene intervenire immediatanente a tutti i livelli (tabellazione, controlli sul territorio, tempestività d'intervento quando i cittadini, allarmati, segnalano la presenza di cacciatori) perchè un'altra stagione venatoria non venga fatta passare invano e nel costante pericolo".

"Il grave fatto accaduto il 10 febbraio e che ha visto due persone in auto colpite al volto da una fucilata ravvicinata, in Località Colle del Fattore, ribadisce l'assoluta necessità di estendere anche a quell'area (Roanico, Colle del Fattore, Ara dell'Olivo) il divieto di caccia, ovvero in aree urbanizzate da agglomerati, strade e case sparse.  Parliamo ovviamente di aree dove già vige il divieto di sparo per la mancanza di distanze utili, come è facilmente rilevabile dalle mappe google, ma non per i cacciatori", conclude il Responsabile dell'Associazione.

COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA
14 febbraio 2016

 


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