Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Associazione Vittime della Caccia

Caccia: Sospesa preapertura UMBRIA su ricorso Vittime della caccia

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31.08.2014: AGGIORNAMENTO UMBRIA!

la regione UMBRIA HA TENTATO DI OTTENERE LA REVOCA del DECRETO del TAR che accoglieva la nostra RICHIESTA DI SOSPENSIVA CAUTELARE.

 

Il TAR HA RESPINTO ANCHE QUESTA ISTANZA, confermando le ragioni espresse nel Decreto 106 del 25 agosto 2014.

Il nuovo Decreto del TAR UMBRIA è il REG.PROV.CAU. n.00107/2014 - REG.RIC. n.00562

Questa è la dimostrazione di quanto la Regione abbia a cuore la conservazione di specie selvatiche che risultano minacciate, pur di accontentare gli sparatori.

Ovvero una Regione (Giunta e Consiglio) genuflessa ai cacciatori, una minoranza armata e tracotante a cui interessa solo UCCIDERE. Vergognatevi!

Associazione Vittime della caccia - 31.08.2014

 

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COMUNICATO STAMPA Associazione Vittime della caccia - 27.08.2014

 

Caccia - SOSPESA LA PREAPERTURA IN UMBRIA

Il TAR accoglie in via cautelare il ricorso dell'Associazione Vittime della caccia - AVC

Con decreto cautelare n. 106 del 25 agosto 2014 il tar Umbria ha sospeso la preapertura della caccia alla marzaiola nei giorni 1 e 7 settembre, su ricorso dell'Associazione Vittime della caccia, presentato dall'Avv. Massimo Rizzato di Vicenza.

Venivano infatti riconosciute le seguenti considerazioni:

VIOLAZIONE dell'art. 18 secondo comma L.157/92 e VIOLAZIONE art. 32 L.R. 14\94, ECCESSO DI POTERE PER DIFETTO DI MOTIVAZIONE

Ovvero per il mancato rispetto di quanto prevede la norma citata in relazione alle "situazioni ambientali delle diverse realtà territoriali", ma anche in assenza di un adeguato Piano Faunistico Venatorio.

Nessuna delle due condizioni appare soddisfatta dalla Regione:

- Per la Marzaiola infatti, la cautela dovrebbe essere massima perché la conservazione risulta minacciata, l'Ispra indica che la marzaiola risulta “in declino (spec 3)” e che “un’anticipazione dell’apertura della caccia ai primi di settembre comporterebbe tuttavia il rischio di abbattimento dei soggetti che si sono riprodotti localmente, introducendo un possibile fattore limitante per un fenomeno di colonizzazione naturale che deve invece essere assecondato”.

- La Regione ha adottato il proprio Piano Faunistico Venatorio - a scadenza quinquennale - con delibera del Consiglio Regionale del 21\7\09 e pertanto lo stesso era valido fino alla scorsa stagione venatoria 2013\14.

Troppe le regioni che non aggiornano i propri Piani Faunistico Venatori, emanando comunque ogni sorta di atto e norma tesi a favorire la pressione venatoria sul territorio, senza tenere conto delle mutate condizioni ambientali e faunistiche ma anche urbanistiche e antropiche.

Si ricorda infatti, che i Piani Faunistico venatori rappresentano, in sintesi, la pianificazione di tutto il territorio nazionale a fini di sfruttamento delle risorse faunistiche, operata dalla regione, che individua specifiche zone senza, troppo spesso, che si tenga conto degli insediamenti urbani, cae sparse, sedi stradali ecc, Da tale pianificazione scaturiscono poi atti ed autorizzazioni degli enti locali (province e ATC - ambiti territoriali di caccia) che di fatto autorizzano tipi di caccia incompatibili con la presenza umana e in palese contrasto con quanto previsto dall'art.21, comma 1, lett.a), e) ed f) della legge 157/92 in materia di distanze di sicurezza, sulla base della gittata delle armi impiegate.

Sono decenni infatti che in Italia gli Enti locali legiferano in barba alle leggi di Pubblica sicurezza per favorire una legge speciale - quella sulla caccia - che nel nostro ordinamento ha un rilievo secondario.

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TAR VENETO: Bloccata preapertura TORTORA su ricorso Vittime caccia

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COMUNICATO STAMPA - 30.08.2014 - Associazione Vittime della caccia

Il TAR Veneto accoglie ricorso AVC: Sospesa la preapertura alla tortora

contestato il Piano Faunistico venatorio scaduto

Il Tar del Veneto ha bloccato la caccia alla tortora per i giorni di preapertura (1, 6, 7, 13 e 14) nel mese di settembre, accogliendo i presupposti di illegittimità mossi dall'Associazione Vittime della Caccia grazie all'avvocato Massimo Rizzato di Vicenza, nei confronti della delibera di Giunta della Regione Veneto n.1074.

Con decreto cautelare n.00449/2014 è stata sospesa in parte la delibera 1074 del 24 giugno della Giunta della Regione Veneto, relativamente agli articoli 1 e 9 all.B, per ciò che concerne il periodo e il numero di capi di tortora in preapertura.

Il Tar Veneto ha stabilito nella fattispecie che "la preapertura interviene in corso della seconda proroga del Piano Faunistico Venatorio (PFV) regionale scaduto nel 2012 e che il presupposto parere dell'Ispra è contrario ad un'ampliamento di giornate di caccia (da tre a cinque) e carniere giornaliero (da 5 capi a 10) per la tortora, in considerazione dello stato di conservazione della specie".

Il decreto cautelare 00449/2014 del Tar Veneto ha di fatto impedito l'ennesimo regalo della Regione ai cacciatori veneti.

Ebbene, nonostante il Veneto sia stato investito per tutta l'estate da condizioni di maltempo eccezionali (inondazioni, piogge continue per giorni), con gravi ripercussioni sulla vita di molti animali selvatici, la Regione Veneto ha pensato di puntare alle preaperture per ben cinque giorni, col doppio delle tortore da massacrare rispetto a quanto indicato dall'Ispra!

Non ci sono limiti all'indecenza di quelle regioni così devote agli interessi e alla bramosia delle doppiette: questa volta la Regione Veneto ha evidentemente esagerato e deve ridimensionare le pretese degli sparatori.

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Da Jurka a Daniza: le vittime di Life Ursus

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Da Jurka a Daniza: le vittime di Life Ursus

di Margherita D'Amico - Quanti orsi reintrodotti in Trentino grazie allo scellerato progetto Life Ursus hanno finora aggredito seriamente e gratuitamente l’uomo? Parrebbe nessuno.
Quante persone in Italia, durante le sessanta giornate di pratica venatoria effettiva dell’ultima stagione, 2013-2014, (dati dell’Associazione Vittime della Caccia che ogni anno redige puntuali dossier, ignorati dal Governo, in base agli articoli ricavati da stampa locale), sono state colpite da fucili da caccia? 105, di cui 80 feriti e 25 morti: 11 di questi ultimi erano civili del tutto estranei all’hobby di uccidere.

Allora, se per un graffio inferto secondo un racconto piuttosto contraddittorio, l’orsa Daniza dev’essere catturata e imprigionata, e i suoi cuccioli abbandonati all’abbraccio letale dell’inverno, quali contromisure ci suggerisce la pericolosità di 600mila cacciatori che fra qualche settimana ricominceranno a spargere piombo in ogni angolo verde del nostro Paese?

Quanto ci è toccato ascoltare negli ultimi giorni ha dato ennesima riprova dell’incompetenza di quegli amministratori che (confortati da un parere dell’Ispra) avallano la persecuzione di Daniza e figli ma, al contempo, vogliono garantire la costosa follia di ripopolare il Trentino di plantigradi.

Si dà per oro colato il volubile racconto di un uomo che si sarebbe appostato a spiare una madre (iniziativa tanto stupida quanto rischiosa) e l’indice si punta dunque sull’animale selvatico che si comporta secondo natura, anziché mettere subito in discussione la proterva reimmissione di orsi in un territorio troppo antropizzato e niente affatto disposto ad accoglierli.

A seguito di un presidio che si è svolto stamattina (22 agosto ndr) a Roma davanti al Ministero dell’Ambiente alcuni attivisti sono stati ricevuti da rappresentanti dell’istituzione.
“Abbiamo incontrato, assieme ad altri funzionari, l’avvocato Paolo Grasso, vice-capo di gabinetto del ministro Galletti... ”LEGGI TUTTO ALLA FONTE: Repubblica/ilrichiamo-della-foresta


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Strage di animali selvatici, il PD favorisce i cacciatori e ignora regole UE

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OPTA - Osservatorio Politico Trasversale Anticaccia -  Se li conosci li EVITI: il Partito Democratico

Strage di animali selvatici

il PD favorisce i cacciatori e ignora regole UE

Decreto Competitività il peggior atto sulla fauna degli ultimi vent'anni


di Valeria Cucinieri - Fonte:  italia-24news.it


8 agosto 2014 - “Su animali selvatici e biodiversità il partito democratico è ostaggio di una piccola lobby di cacciatori, che ne rende impossibile la crescita culturale e le aperture”. Come non dare ragione alle parole espresse in un comunicato congiunto (Animalisti Italiani, Enpa, Lac, Lav, Lipu, Oipa, Wwf) diffuso dall’Enpa che denuncia la strage di animali selvatici voluta dal decreto competitività.

Enpa“Con la conversione del decreto-legge 91/2014 viene definitivamente licenziato il peggiore atto degli ultimi vent’anni sulla fauna selvatica: caccia di selezione agli ungulati anche sulla neve, sterminio delle nutrie, caricatori delle carabine semi-automatiche a cinque colpi anziché due in violazione della direttiva Habitat, gran pasticcio normativo sui richiami vivi da utilizzare nelle cacce da appostamento, in violazione della direttiva Uccelli”, in barba alle regole dell’Unione Europea... Fonte: italia-24news.it


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DOSSIER Vittime della caccia 2013/2014 - INDICE e PREMESSA

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*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - Copyright © Associazione Vittime della Caccia


 

DOSSIER VITTIME CACCIA 2013/2014

VITTIME PER ARMI DA CACCIA

- INDICE e PREMESSA -

a cura di Daniela Casprini

con la collaborazione di Maria Cristina Tassi

 

Periodo di osservazione: L'arco della stagione venatoria conclusa (meno di 5 mesi), dal 1 settembre 2013 al 30 gennaio 2014, ovvero 60 giorni effettivi disponibili per ogni cacciatore in questa stagione.

"60 giorni effettivi di caccia" si ricavano considerando che nell'arco temporale dal 1 settembre 2013 al 30 gennaio 2014, ogni cacciatore dispone a scelta di 3 giorni per cacciare su 5 settimanali. Questa stagione ha contato, considerando genericamente anche le preaperture (ma non i tanti stop dei TAR ai vari calendari venatori regionali), di tale monte giornate venatorie effettive, quale parametro temporale per rapportare i dati scaturiti nel solo ambito venatorio, mentre si considera l'arco temporale del calendario venatorio - compresa una approssimazione di giornate di preapertura - in circa 5 mesi l'anno per l'ambito extravenatorio.

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età.

Sia nell’ambito venatorio, sia in quello extravenatorio, le vittime umane, uccise o ferite, conteggiate in quello che appare ogni anno un vero e proprio “bollettino di guerra”, sono esclusivamente coloro che hanno subito lesioni causa detonazioni esplose da armi da caccia.

Per “ambito venatorio” si intende lo spazio in cui si svolgono battute di caccia, pertanto, le vittime conteggiate in tale contesto sono coloro che hanno subito lesioni, determinate da fucilate, durante azioni di caccia.

Per "ambito extravenatorio" s’intende lo spazio al di fuori delle battute di caccia e l'insieme dei tragici eventi derivanti dall'uso di armi da caccia, da parte di chi è legittimato a detenerne ad uso venatorio. Diversi sono i luoghi fisici e le dinamiche all'interno dei quali tali eventi accadono: il cacciatore che pulisce l’arma carica in casa, l'epilogo di violenza domestica, liti familiari o di vicinato, raptus improvvisi, malattie geriatriche e depressioni.

I dati qui raccolti ed elaboratii costituiscono una PANORAMICA PARZIALE sul fenomeno vittime per armi da caccia, in quanto scaturiscono da rassegne stampa intercettate occasionalmente.

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INDICE

DOSSIER AVC 2013-2014 - VITTIME IN AMBITO VENATORIO ed AMBITO EXTRAVENATORIO: i DATI di questa stagione

->>> VAI AI GRAFICI E TABELLE - Vittime Ambiti Venatorio ed Extravenatorio

- pag.1 - INCIDENZA NEI MESI DEI CASI CON VITTIME PER ARMI DA CACCIA (Morti/FeritiI-Civili/Cacciatori)

- I MESI A PIU' ALTO RISCHIO

- I MESI A PIU' ALTO RISCHIO IN AMBITO VENATORIO

- I MESI A PIU' ALTO RISCHIO IN AMBITO EXTRAVENATORIO

- pag.2 -  COMPARAZIONE ANNI PRECEDENTI - VITTIME PER ARMI DA CACCIA (civili e cacciatori in entrambi ambiti)

- pag. 3 - LE VITTIME CIVILI - GRAFICI E TABELLE

- COMPARAZIONE ANNI PRECEDENTI - CIVILI VITTIME PER ARMI DA CACCIA NEL SOLO AMBITO VENATORIO

I MINORI VITTIME DELLE ARMI DA CACCIA


DOSSIER AVC 2013-2014 - PROVINCE/REGIONI: I DATI delle VITTIME in AMBITO VENATORIO ED EXTRAVENATORIO

- I GRAFICI E LE TABELLE>>> pag. 2 - VITTIME IN AMBITO VENATORIO NELLE REGIONI E NELLE PROVINCE

pag.3 - VITTIME IN AMBITO VENATORIO ed EXTRAVENATORIO NELLE REGIONI E NELLE PROVINCE

 

DOSSIER AVC 2013-2014 - FOCUS: ETA' dei RESPONSABILI di INCIDENTI e COMPARAZIONI PRECEDENTI ANNI

- OSSERVATORIO SULL'ETA' DEI CACCIATORI RESPONSABILI CASI CON VITTIME PER ARMI DA CACCIA
- DATI SULL'ETA' DALLA SEZIONE "STORIE DI ORDINARIA FOLLIA"
- DATI UNITI SU FASCE D'ETA' MAGGIORMENTE SOGGETTE AZIONI OFFENSIVE CON ARMI DA CACCIA
- FASCE D'ETA' MAGGIORMENTE SOGGETTE ALL'INCAUTO MANEGGIO DELLE ARMI
- COMPARAZIONE SULL'ETA' RESPONSABILI INCIDENTI COI DATI PRECEDENTI STAGIONI

 

DOSSIER AVC 2013-2014 STORIE DI ORDINARIA FOLLIA E VIOLENZA - Tragedie sfiorate

- RASSEGNE STAMPA


DOSSIER AVC 2013-2014 FREQUENZA degli ACCADIMENTI: CRONOLOGIA IMPRESSIONANTE dei misfatti con armi da caccia e cacciatori

 

DOSSIER AVC 2013-2014 I BAMBINI e la CACCIA, cronache per riflettere

- MINORI VITTIME DI ARMI DA CACCIA: COMPARAZIONE CON LE PRECEDENTI STAGIONI VENATORIE

- RASSEGNE STAMPA

 

DOSSIER AVC 2013-2014 - ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA da inserire non è pronto...

da inserire - ANIMALI DOMESTICI/ALLEVAMENTO

da inserire - ANIMALI NON CACCIABILI VITTIME

da inserire - ANIMALI PROTETTI VITTIME

 



da inserire DOSSIER AVC 2013-2014 - CRIMINI VENATORI - CONSTATAZIONE ILLECITI, raccolta

da inserire DOSSIER AVC 2013-2014 - DENUNCE-INCRIMINAZIONI-SENTENZE

da inserire DOSSIER AVC 2013-2014 - TESTIMONIANZE, raccolta

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DOSSIER AVC 2012-2013 PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA

 

DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA - STAG. 2013-2014 –INDICE E PREMESSA

*la pubblicazione dei testi, dei dati raccolti ed elaborati dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie


Copyright©2014 Associazione Vittime della Caccia


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CACCIATORI A DISTANZA - COME DIFENDERSI DAI CACCIATORI-Ass.Vittime della caccia-Dossier 2013

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ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - Copyright © 2013 Dossier Vittime della Caccia

DOSSIER - 2013

"CACCIATORI A DISTANZA"

COME DIFENDERSI DAI CACCIATORI

La strategia dell'Associazione Vittime della caccia

APPLICARE LE DISTANZE DI SICUREZZA AL TERRITORIO

SULLA BASE DELLE SUE ANALISI,  L'ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA PUBBLICA QUESTA SINTETICA MA EFFICACE STRATEGIA DI DIFESA DALL'ATTIVITA' VENATORIA.

LA STRATEGIA "CACCIATORI A DISTANZA" CHE APPLICHIAMO DA ANNI CON IL SEMPLICE SISTEMA DI CALCOLO SU MAPPA DELLE DISTANZE DETTATE DALLA LEGGE 157/92*, si è rivelata un prezioso ed efficace strumento di difesa e di legittimazione delle richieste dei cittadini ai sindaci, al fine di ottenere il rispetto della sicurezza o un esplicito e pubblico richiamo alle zone interdette alla caccia, anche attraverso l'emanazione di specifica ordinanza sindacale ai sensi del D.lgs.267, 18 agosto 2000, art.54)

Sono infatti gli strumenti che l'Associazione Vittime della caccia usa per difendere i cittadini, quelli relativi alla Legge 157/92 art,21, c.1, lett.a), e), f, g)* che stabilisce i parametri a cui i cacciatori devono attenersi.

E' sorprendente verificare come nella maggior parte del territorio la caccia, praticata nelle varie forme, risulti difficilmente praticabile.

Si tratta quindi di capire cosa sia lecito e cosa invece no, per pretendere poi l'applicazione della legge.

Occorre ripartire infattii da quei pochi strumenti previsti dalle attuali norme in materia di pubblica sicurezza, fugacemente richiamati dalla legge sulla caccia all'art.21*, come parametri minimi previsti, basati sulle gittate delle armi da fuoco, solitamente in uso durante l'attività venatoria.

E bene far notare che per attività venatoria non s'intente necessariamente solo il cacciare e sparare, ma anche l'atteggiamento di caccia (art.12), quindi anche il cacciatore che si aggira col fucile in mano o in spalla che non sia scarico e in custodia (art.21, c.1, lett.g)

QUINDI CHI ESERCITA ATTIVITA' VENATORIA, SPARA E/O SI AGGIRA ALLA RICERCA DEGLI ANIMALI A CUIO SPARARE


SEMBRA SCONTATO MA è NECESSARIO CAPIRE LA DIFFERENZA tra LE DEFINIZIONI IN QUESTIONE : ESERCIZIO VENATORIO (lett.e) E SPARO (lettera f - art.21, comma 1, legge 157/92)

DUNQUE ad esempio usiamo una mappa a caso, grazie a Google map, disponibile sul web.

<1-map Prendiamo la mappa che ci interessa, aumentiamo o diminuiamo la scala (notare il parametrino in fondo a sinistra) in base all'esigenza di una panoramica opportuna per la misurazione delle distanze.

 

 

1.1-map>

>Per iniziare a fare una valutazione delle distanze entro cui non è possibile esercitare l'attività venatoria, impostiamo il parametrino in fondo a sinistra a 100 metri e individuiamo l'edificio da tutelare. Facciamo partire un raggio corrispondente a 100 metri dai lati esterni dei muri dell'edificio o dalle immediate pertinenze, fino a creare un cerchio rosso intorno. Come si può vedere dal retro della casa sono appunto 100 metri, quindi entro quel raggio, ovvero tra una casa e l'altra, nessun cacciatore può esercitare l'attività venatoria.

 

 

<1.2-map Sulla base del parametro in fondo a sinistra di google map, che abbiamo impostato su 100 metri (appunto è la distanza minima prevista entro cui è vietata l'attività venatoria), facciamo dei cerchi intorno agli altri edifici, corrispondenti a 100 metri e copriamo tutta la zona; Come è possibile vedere non rimane alcun margine per esercitare l'attività venatoria intorno a questo abitato!

 

 

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A questo punto facciamo anche i cerchi arancioni dei 150 metri, entro i quali non è possibile sparare in direzione di case, strade, recinzioni con animali, macchine agricole in funzione ecc. E' indubbio che la zona sia off-limits!

 

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Togliamoci lo sfizio di valutare anche le distanze minime dei 50 metri entro i quali il cacciatore non può esercitare l'attività venatoria (vagare ecc). Ricordiamo anche che lo sparo è vietato in direzione delle strade carreggiabili a meno di 150 metri (fucile ad anima liscia, mentre per quello ad anima rigata la distanza di rispetto è 1,5 volte la gittata stessa dell'arma.....!)

 

>2-map> Ecco che l'area è completamente coperta dal divieto, sia per i 100 che i 150 metri!

 

 

Dovendo invece applicare le distanze per le armi ad anima rigata, pensiamo che invece del 70/80% di territorio italiano pianificato come venabile.... ne rimmarrebbe davvero molto molto poco!



NON CI RIMANE CHE PRETENDERE L'APPLICAZIONE DELLE NORME VIGENTI

FATTI AIUTARE DA NOI, SE SEI DETERMINATA/O, QUANDO AVRAI VALUTATO SE VI SIANO LE CONDIZIONI, SIAMO DISPONIBILI AD INTERAGIRE CON I COMPETENTI ENTI LOCALI.  ATTENZIONE: Non è facile ottenere dei provvedimenti se non si è creata l'istruttoria necessaria a motivare lo stato di urgenza, pertanto si sconsiglia di intraprendere con superficialità la fase di richiesta e quindi di rivolgervi a noi per aiuti, consigli ed eventualmente per tenere i rapporti con gli Enti locali. Questo anche per non vanificare gli sforzi finora fatti. Grazie


Documento presentato in occasione del Convegno di Ecosofia 2013 ad Osimo il 27 settembre 2013.

Copyright © 2013 Dossier Vittime della Caccia

*L'uso e la pubblicazione dei presenti contenuti, implicano obbligatoriamente la citazione della fonte: Associazione Vittime della caccia. Grazie

 

SE HAI LETTO FINO A QUI, SICURAMENTE TI INTERESSA UN DIVIETO DI CACCIA MOLTO ESPLICITO...

(CLICCA SUL CARTELLO e al tempo stesso sostienici :)

 

 

VAI ANCHE AI RIFERIMENTI NORMATIVI>>>Legge 157/92, ART. 21 e ART.12 + art.842 del codice civile integrale>>


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Cs.Caccia: 105 tra morti e feriti per armi da caccia e cacciatori. 82 fucilati durante le battute

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COMUNICATO STAMPA ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA - 1 febbraio 2014

FINE DELLA STAGIONE VENATORIA - il DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA 2013-2014

Caccia: Ancora un bilancio rosso sangue

105 tra morti e feriti per armi da caccia e cacciatori nell'arco di nemmeno cinque mesi, 11 morti e 28 i feriti tra i civili.

82 fucilati durante le battute, ovvero in ambito venatorio, nei "soli" 60 giorni effettivi di caccia di questo calendario venatorio,

con 1 morto e 19 feriti tra i civili.

23 persone vittime dei cacciatori e delle loro armi anche al di fuori delle battute (ambito extravenatorio), tra questi... 10 i morti e 9 i feriti tra la gente comune.

"E' sempre più allarme a differenza dei toni fintamente ottimistici sbandierati dal mondo venatorio per un presunto calo del 40% degli incidenti gravi (non si sa su quali basi visto che non viene mai documentato niente). La gente comune, le persone disarmate, ovvero coloro che si ritrovano lungo il tiro incrociato delle doppiette  - nonostante spesso siano a casa propria o in un luogo pubblico - stanno alzando la testa ogni anno di più e vogliono garanzia di sicurezza e la fine della barbarie", dichiara Maurizio Giulianelli, portavoce dell'Associazione Vittime della caccia, e aggiunge: "invece i dati monitorati dalla nostra associazione sulla base delle osservazioni sistematiche e rigorose confermano l'alto prezzo di vite umane che la caccia ha fatto pagare ancora in questa stagione 2013-2014, anche a coloro che a questo gioco al massacro non vogliono partecipare.

Anche la stagione conclusa non ha risparmiato proprio nessuno: oltre ai milioni di animali selvatici massacrati, i tanti tantissimi animali d'affezione impallinati nei propri giardini, un numero impressionante di vittime umane... morti e feriti che evidentemente per i cacciatori non devono fare notizia. Infatti non li contano proprio... Questo lo spregio per la vita altrui dimostrato dai cacciatori verso le altre persone, sia durante le battute di caccia sul territorio, che nella comunicazione mediatica. I dati da noi raccolti - come sempre - confutano invece le pseudo-analisi farlocche- mai documentate ma sempre urlate - di CNCN e Face Italia che senza pudore negano pubblicamente l'evidenza ma soprattutto senza produrre la loro verità, neppure per un onesto riscontro incrociato di dati."  aggiunge Maurizio Giulianelli.

Ma anticipiamo alcuni dati emersi da questa stagione venatoria, cercando di riportare l'attenzione soprattutto sulle vittime della caccia civili:

SETTEMBRE il mese a più alto rischio per la gente comune (dicembre per i cacciatori) in ambito venatorio, mentre in ambito extravenatorio (al di fuori delle battute) ottobre e dicembre i mesi con più vittime civili.  In allarmante aumento  il numero di vittime civili di questa e della scorsa stagione venatoria, rispetto alle precedenti, confermato anche dalle sempre crescenti richieste di aiuto alla nostra Associazione e dalle denunce mediatiche sempre più numerose.

I DATI: Vittime per armi da caccia e cacciatori stagione venatoria 2013-2014 (1 settembre/30 gennaio):

 

AMBITO VENATORIO (vittime nelle battute di caccia)

CIVILI: 19 Feriti + 1 Morti - CACCIATORI: 50 Feriti + 12 Morti

tot 69 Feriti + 13 Morti = 82 Vittime


AMBITO EXTRAVENATORIO (vittime per armi da caccia-cacciatori in ambiente domestico, sociale, collettivo, familiare, ecc)

CIVILI: 9 Feriti + 10 Morti - CACCIATORI: 2 Feriti + 2 Morti

tot 11 Feriti + 12 Morti = 23 Vittime

 

MORTI E FERITI PER ARMI DA CACCIA E CACCIATORI nei DUE AMBITI

CIVILI: 28 Feriti + 11 Morti - CACCIATORI: 52 Feriti + 14 Morti

80 Feriti + 25 Morti = 105 Vittime Totali


Chi provoca incidenti di caccia? Dalla stag ven 2010-2011 a questa appena conclusa, abbiamo raccolto i dati sull'età dei cacciatori responsabili di incidenti o di atti di violenza con le armi da caccia. Con la somma di questi dati corrispondenti a quattro stagioni venatorie, emerge che le fasce di età più tendenti a provocare danni a persone partono da quelle intermedie, 51 anni in poi, con un picco massimo nella decade 61/70 anni. Analizzando invece anno per anno, nella precedente stagione venatoria (2012-2013) è emerso un insolito picco di incidenti o atti di violenza con armi per mano di giovani neopatentati appartenenti alla fascia dei 18-30 anni. Fenomeno questo che in questa stagione appena conclusa, risulta rientrato, spostando appunto, i casi critici analizzati dalla media età in poi, con un picco fino ai 70 anni, e un discreto numero di casi anche nelle più venerande età a conferma dello stesso dato precedente. Questo è quanto risulta analizzando "solo" i casi con vittime per armi da caccia, morti e feriti.

Non solo morti e feriti: Notevole balzo in avanti, invece, l'età di coloro che, essendo ancora legittimati dalla legge a detenere ed usare fucili ad uso caccia ne abusavano e si rendevano responsabili di minacce e violenze di vario tipo nei contesti quotidiani, quali dinamiche con familiari, mogli, ex, figli, vicini, confinanti, passanti. Questa raccolta di rassegne stampa è titolata Storie di Ordinaria Follia e ricorda come irrisolto il problema dei troppi ultrasettantenni che legittimamente detengono ancora armi ma presentano evidenti disagi psichici.

La preoccupante fotografia DEI DANNI PRODOTTI DALLA CACCIA IN ITALIA che è apparsa con la chiusura di questa stagione venatoria e la definitva raccolta dei dati è sinteticamente riassunta nel  documento Frequenza degli accadimenti intercettati, significativa somma cronologica dei misfatti ad opera di cacciatori, ma che esclude tutti i casi di abusi, illeciti e crimini ambientali e faunistici che sono trattati in sezioni apposite molto dettagliate.

Dunque, dal 3 febbraio, il DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA 2013-2014 verrà pubblicato completo sul sito dell'Associazione Vittime della caccia con tutti i dati analitici e sintetici, le rassegne stampa da cui scaturiscono, grafici e tabelle per fotografare realisticamente il fenomeno caccia in Italia e il disagio sociale che ne consegue, stridente denuncia in un Paese che si definisce civile.

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Adnkronos - Caccia: rapporto Avc, nel 2013 circa 100 vittime

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AGGIORNAMENTO: CON RIFERIMENTO ALLE ERRATE NOTIZIE DI CUI ALL'ARTICOLO " Caccia: nel 2013, quasi cento morti tra i cacciatori", PER IL QUALE AVC HA PUBBLICATO

"PRECISAZIONE NECESSARIA A SEGUITO DELL'INTERVISTA telefonica..."

ADNKRONOS HA PRECISATO LA PROPRIA ESTRANEITA' AL CONTENUTO DELLO STESSO, ATTRIBUENDOLO AD ALTRI GIORNALISTI/TESTATE POCO PRECISI.

SI PUBBLICA PERTANTO L'ARTICOLO DI ADNKRONOS CONFORME A QUANTO DICHIARATO NELL'INTERVISTA CON LA PRESIDENTE DI AVC il 27 gennaio scorso .

 

Adnkronos - Caccia: rapporto Avc, nel 2013 circa 100 vittime

Roma, 27 gen. (Adnkronos) - Resta alto, anche quest'anno, il numero delle vittime dell'attività venatoria. Lo conferma l'Associazione Vittime della Caccia, che a breve pubblicherà sul sito www.vittimedellacaccia.org l'annuale rapporto sugli incidenti legati a questa pratica. All'AdnKronos l'Associazione anticipa che sono circa 100 le vittime della caccia nel 2013. "E' un numero comprensivo sia dei casi di ferimento che di quelli mortali, e rappresenta un dato purtroppo sottostimato - spiega Daniela Casprini, presidente dell'associazione - visto che risulta dall'incrocio dei dati delle associazioni impegnate in questo campo".

"Interessante - avverte Casprini - è il dato relativo all'età dei cacciatori che si rendono protagonisti di incidenti gravi. Se negli anni precedenti erano state i giovani responsabili del maggior numero di ferimenti o uccisioni legate all'attività venatoria, il dossier di quest'anno fa emergere un livellamento dei casi, che si distribuiscono quasi equamente tra giovani cacciatori e cacciatori di mezza età". Frequenti si confermano gli episodi di ferimenti o uccisioni di ambito extra-venatorio. "Tipico è il caso di cacciatori che sparano al compagno di caccia o alla moglie mentre puliscono l'arma, in casa o all'aperto, o ancora quello del più anziano, che improvvisamente impugna il fucile e colpisce chi gli è vicino".

"Numerosissimi sono poi i casi di tragedie sfiorate a causa di armi da caccia" informa ancora la presidente di Associazione vittime della caccia, che riferisce come il primato per gli incidenti spetti ancora alle regioni del centro Italia, "dove le lobby venatorie sono più forti e le leggi più permissive".

 


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