Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Associazione Vittime della Caccia

CS. AVC-Daini di Ravenna: CRESCETE E MOLTIPLICATEVI..."poi ci pensiamo noi".

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COMUNICATO STAMPA del COORDINAMENTO "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe"

Associazione Vittime della caccia, CLAMA, Animal Liberation e Earth


Daini di Ravenna: CRESCETE E MOLTIPLICATEVI..."poi ci pensiamo noi"


La Provincia insiste, vuole il sangue


Daini della Pineta di Classe: prossima la sentenza del Consiglio di Stato. I ricorrenti al TAR e al Consiglio di Stato del Coordinamnto "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe" denunciano un'altra forzatura inaccettabile: la volontà della Provincia di imporre l'uccisione dei Daini nonostante la sospensiva in secondo grado di giudizio, addirittura prevedendo di prorogare il termine degli abbattimenti al 15 marzo ed eludendo persino il rispetto del periodo riproduttivo della specie.

Grave infatti il parere positivo dato dall'Ispra a questa proroga, vergognoso è l'atteggiamento assunto dalla Provincia nei confronti di quanto disposto dal Consiglio di Stato, e nonostante lo svergognamento pubblico del programma televisivo delle Iene.
Evidentemente a niente valgono le proteste dei cittadini, la risonanza mediatica, le aggressioni e le minacce in stile mafioso contro chi protesta e vigila sulla vita dei daini,

La legge gli fa un baffo.

Siamo di fronte alla palese connivenza delle istituzioni con la lobby delle armi e dei cacciatori alla faccia di tutti gli italiani, delle norme vigenti e del dovuto rispetto per la vita di questi animali.

Proprio il prossimo 5 marzo il Consiglio di Stato emetterà la sentenza definitiva circa l'appello al ricorso TAR con cui è stata impugnata la delibera n.252 del 2014 che autorizzava il massacro dei Daini della Pineta di Classe a Ravenna.

Se  l'appello verrà respinto la provincia di Ravenna potrà  portare a termine, allungandolo, il suo piano operativo di strage a dir poco sconcertante, che permetterà l'abbattimento selettivo/di contenimento in aree verdi  pubbliche, nella fattispecie dei Daini della Pineta di Classe, in aperta violazione di diverse norme di legge.

Se invece l'appello avrà successo gli abbattimenti previsti dalla delibera verranno definitivamente bloccati.

Forse. A meno che la Provincia non faccia il solito giochetto dei furbi politicanti per accontentare gli sparatori ad ogni costo, con l'effetto finale di configurare una palese omissione delle proprie competenze e non solo.
Competenze queste, per le quali presidenti, assessori e consiglieri vari vengono mantenuti con lauti stipendi pagati da tutti noi.

Le Associazioni ricorrenti e il Coordinamento (AVC, AL, Earth e Clama), aldilà di quella che potrà essere la sentenza e le successive azioni della provincia di Ravenna, annunciano che continueranno la loro battaglia per chiedere l'applicazione della legge che impone in via prioritaria metodi non cruenti per il contenimento della fauna selvatica a livello nazionale. Metodi obbligatori  che possono essere pianificati e messi concretamente in atto solo se c'è la volontà da parte di chi ha l'obbligo preventivo di applicarli, in accordo con le realtà associative direttamente interessate alla vita di queste creature.

L'Assiciazione Vittime della Caccia ha investito del problema anche il Prefetto, in nome e per conto del Coordinamento "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe", al fine di focalizzare l'intera vicenda, rilevandone tutti gli aspetti di illegittimità in rapporto alle norme vigenti e di pubblica sicurezza. Auspicando nel contempo l'avvio di un tavolo di lavoro mirato all'individuazione di tutte le misure necessarie a contenere il numero dei daini nel luogo dove ora vivono e per fare chiarezza una volta per tutte su una situazione strumentalmente ambigua che di fatto favorisce solo e soltanto chi ha interesse a che gli animali siano sempre in esubero.

Continueremo a contestare a livello nazionale - spiegano le associazioni  -  i piani di contenimento che, a fronte delle decennali immissioni di fauna selvatica da parte di cacciatori, rappresentano la pianificata fase successiva per cogliere i frutti dell'allevamento selvaggio di animali poi da abbattere tramite gli stessi responsabili del danno,  travestiti da salvatori della patria e, assurdo, della sicurezza pubblica!

Una "caccia di selezione" che non conosce ormai limiti di sorta, non dovendo rispettare nè il calendario venatorio, nè le zone normalmente interdette alla caccia cosiddetta "ordinaria" e che costituisce quindi un ulteriore pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico, in quanto autorizzata anche in ambiti fortemente antropizzati, come  parchi pubblici e addirittura in pubbliche vie,  L'esubero come scusa per cacciare ovunque e sempre e che tra l'altro impone la gratuita crudeltà alla coscienza di tutti.

Insieme di aspetti questi che l'Ispra non prende mai in considerazione quando fornisce le sue indicazioni alle province sui tempi, i modi e i luoghi dove cacciare. La sola valutazione etologica e biologica delle specie da abbattere è una visione assolutamente parziale della realtà che non tiene conto della presenza dell'uomo sul territorio, nè delle alternative percorribili come legge comanda.
Per tal motivo il Coordinamento ha chiesto ufficialmente un confronto diretto con il responsabile fauna selvatica dell'Ispra al fine di esortare l'Ente ad una riflessione maggiore sulle sue valutazioni e successive autorizzazioni a procedere a province e regioni.

Va ribadito infatti, e non smetteremo mai di ricordarlo, che i cosiddetti selettori utilizzano armi con gittate che superano qualche chilometro e di cui la legge vieta l'uso  a  meno di 1,5 volte la gittata stessa dell'arma da obiettivi sensibili. Impossibile pertanto che sulla base della sicurezza possano essere autorizzate simili forme di caccia.

Le aree verdi sono dei cittadini pacifici, non di gente armata e violenta che ha inoltre dimostrato di fregarsene delle norme e che, dai fatti accaduti, palesa di non dare garanzia neppure di saldezza psichica nel confronto civile con chi difende la vita, e quindi di non essere portatore dei minimi requisiti per detenere ed usare un'arma da fuoco. Figuriamoci in mezzo alla gente e in luogo pubblico.

Le persone pacifiche non possono essere in balìa di certi individui armati, anche questo Chi di competenza deve farsene carico.

Le Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberation, Clama, Earth del Cordinamenmto Viva i Daini vivi della Pineta di Classe
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Si ringrazia Quanti hanno contribuito e quanti vorranno ancora supportarci in questa battaglia legale e nei progetti futuri annunciati.

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Cs. IL CONSIGLIO DI STATO FERMA LA CACCIA AI DAINI di RAVENNA SU RICORSO AVC -AL -EARTH

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COMUNICATO STAMPA - 10 febbraio 2015 - Associazione Vittime della caccia


IL CONSIGLIO DI STATO FERMA LA CACCIA AI DAINI DELLA PINETA DI CLASSE
SU RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI VITTIME DELLA CACCIA, ANIMAL LIBERATION ED EARTH

Accolta l'istanza cautelare avanzata dalle Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberartion ed Earth,

in difesa dei Daini della Pineta di Classe e dei pacifici cittadini.

Il Consiglio di Stato in data 9 febbraio ha accolto l'istanza di misure cautelari ai sensi degli artt. 62 e 98, comma 1, c.p.a., presentata dagli Avvocati Andrea Rizzato e Francesco Damiani per conto di Associazione Vittime della caccia, Animal Liberation ed Earth, supportate dall'Associazione CLAMA Ravenna onlus del Coordinamento "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"*.

L'appello al Consiglio di Stato si è reso necessario in quanto il Tar di Bologna, sezione 2°, respingeva il ricorso delle stesse (con ordinanza n.5 del 14.01.2015), condannando addirittura a spese astronomiche le Associazioni di volontariato che chiedono soltanto il rispetto e l'applicazione di norme vigenti, da troppo tempo eluse.

Secondo l'impugnata delibera provinciale di Ravenna (n.252/2014), le uccisionidegli ungulati della Pineta avrebbero dovuto concludersi alla fine di febbraio, per poi riprendere in seconda battuta anche durante l'estate, nel caso in cui non fosse raggiunto il numero stabilito di daini uccisi.

Su appello delle Associazioni, in sostanza, il Consiglio di Stato ha legittimato le misure richieste contenute nel ricorso di secondo grado, accogliendole prontamente in via cautelare proprio per evitare un "danno irrimediabile", ovvero l'uccisione dei Daini della Pineta di Classe.

In Camera di Consiglio del prossimo 5 marzo auspichiamo di conoscere anche il pronunciamento di merito, oltre alla decisione circa le spese di condanna a carico delle tre Associazioni animaliste, comminate ingiustmente dal Tar di Bologna, ad avviso di AVC .

Pertanto, esclusa la presenza di cacciatori nell'area della Pineta di Classe, sarà possibile tirare un sospiro di sollievo e tornare a frequentare l'area verde pubblica serenamente. I cittadini possono così riappropriarsi di un bene comune e del diritto di vedere salvaguardati gli animali che vi abitano, di incontrarli pacificmente e di imparare a rispettarli, come buoni custodi, non come oppressori e loro carnefici.

Con la ritrovata quiete vengono così anche meno le problematiche di ordine pubblico, che hanno visto recentemente il verificarsi di gravissimi atti da parte di gente armata contro persone presenti per difendere i Daini, atti inccettabili che devono trovare risposta in altra opportuna sede.

Nell'auspicare a un ripensamento da parte della Giunta della Provincia di Ravenna per un diverso approccio a questo tema, l'Associazione Vittime della caccia è certa di poter contribuire fattivamente assieme al Coordinamento "Viva i daini vivi della Pineta di Classe" di cui fa parte, proposte serie e concrete, aprendo al contempo un necessario dibattito sul tema "contenimento della fauna selvatica" attraverso metodi incruenti.

Associazione Vittime della caccia - www.vittimedellacaccia.org

 

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*ATTENZIONE - C'è un'altra raccolta fondi chiamata "Daini Vivi" e messa in atto da altre persone, a cui appunto hanno dato un nome del tutto simile al nostro, confondendo non pochi donatori in buona fede. Chi vuole concretamente sostenere la battaglia legale e i progetti futuri invii il proprio contributo i riferimenti bancari sopra indicati (Clama)

LEGGI IL DECRETO>>>QUI

 


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DOSSIER 2014/2015 - INTRODUZIONE e INDICE

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AVVISO:

A CAUSA DELLA PERDITA DI ALCUNI DATI - CHE STIAMO RECUPERANDO -  IL COMPLETAMENTO DEL DOSSIER HA SUBITO E SUBIRà UN ULTERIORE RITARDO - CHIEDIAMO SCUSA


*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

 

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©DOSSIER 2014-2015

VITTIME per ARMI da CACCIA

in ambito venatorio ed extravenatorio

INDICE, INTRODUZIONE, PREMESSA

 

► DOSSIER 2014/2015

INDICE DOSSIER 2014-2015

DOSSIER IN LAVORAZIONE>>> ancora non tutte le sezioni sono pronte


► DOSSIER 2014/2015 - VITTIME IN AMBITO VENATORIO ed AMBITO EXTRAVENATORIO: CRONACHE di questa stagione

► DOSSIER 2014/2015 - TABELLE RIASSUNTIVE PROVINCE/REGIONI DATI VITTIME AMBITO VENATORIO

► DOSSIER 2014/2015 - FOCUS ETA' RESPONSABILI INCIDENTI E COMPARAZIONE PRECEDENTI ANNI

► DOSSIER 2014/2015 - MINORI E CACCIA

► DOSSIER 2014/2015 – STORIE DI ORDINARIA FOLLIA

► DOSSIER 2014/2015 - GLI ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI DOMESTICI-ALLEVAMENTO

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI NON CACCIABILI

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI PROTETTI

► DOSSIER 2014/2015 - FREQUENZA ACCADIMENTI

► DOSSIER 2014/2015 - CADENZA INCIDENTI CACCIA NEI MESI

► DOSSIER 2014/2015 - CRIMINI VENATORI-CONSTATAZIONE ILLECITI

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► DOSSIER 2013-2014>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA


COMUNICATO:

Stagione venatoria 2014/2015:  Confermati i dati raccolti da AVC: 88 vittime per armi da caccia dal 1 settembre al 31 gennaio.

Sempre alto il numero di morti e feriti per armi da caccia. Entro il 4 febbraio il Dossier completo sarà dispnibile on line.

L'Associazione Vittime della caccia alla chiusura di questa stagione venatoria pubblica i suoi drammatici e purtroppo sistematici dati, a conferma che l'allarme è sempre stabilmente alto.


Registriamo l'ennesima fucilerìa di fine stagione che fa alzare il livello di indignazione generale ed apprensione nell'opinione pubblica e, per fortuna, comincia ad allarmare anche alcuni prefetti.

Sono in crescita le denunce dei cittadini inermi e le richieste di aiuto che giungono all'Associazione: un SOS reiterato che non può lasciarci indifferenti. L'Associazione Vittime auspica presto di organizzare uno sportello di ascolto, anche legale, proprio per venire incontro ad una sempre più diffusa richiesta di aiuto di chi vive dove si caccia. E oramai si caccia ovunque e praticamente sempre, grazie, si fa per dire, alle cosiddette battute di selecontrollo e contenimento. In barba a norme ben preminenti come la sicurezza pubblica, province e regioni autorizzano allevamenti all'aperto addirittura nei pubblici parchi di animali che, all'occorrenza e quando si sono riprodotti, diventano "nocivi" e quindi da "contenere" a fucilate, per accontentare i finti selecontrollori che si portano a casa... tanti "beni indisponibili dello Stato" sotto forma di carne... Un circolo vizioso in cui il cacciatore è chiamato a risolvere il problema da lui stesso e da anni prodotto.

La caccia in Italia non è più compatibile col vivere civile, sia per la morfologia del territorio in rapporto all'urbanizzazione, sia per una sempre maggiore repulsione della società civile contro questa barbara pratica legalizzata, ma anche perchè la caccia, in ogni sua forma, non dà alcuna efficace risposta, al contrario è fonte di problemi e dolore per tutti.


Gli innumerevoli casi apparsi sulla stampa devono alzare il livello di guardia: a rimanere vittime della caccia, dei cacciatori, delle armi da caccia sono adulti, bambini, animali domestici e non, persino all'interno delle loro case, dei giardini e parchi. Gli animali selvatici inutile contarli, non perchè sono di serie B ma perchè la reale strage avviene lontano dagli occhi della gente comune e non è certo quella segnata sui tesserini venatori che ogni cacciatore deve compilare ogni volta che uccide.


Quest'anno il Dossier Vittime della caccia uscirà in due-tre parti nell'arco di una settimana, per favorire riflessioni ed analisi maggiori sui dati che contiene. Essendo a questo punto l'ottava stagione venatoria che analizziamo il campione che abbiamo a disposizione comincia a dare dei riferimenti importanti su questa realtà, fin troppo volutamente ignorata dalle istituzioni. Noi, non demordiamo e continuiamo a raccogliere fatti e misfatti di chi esercita a vario titolo attività venatoria. Noi raccogliamio, gli altri sparano.

Iniziamo, in questa prima parte, con i dati delle vittime umane:  Numeri, numeri dietro cui ci sono vite spezzate, famiglie rovinate, sofferenze evitabili. Segue la comparazione con gli anni precedenti e la suddivisione analitica per regioni e provincie di morti e feriti umani per armi ad uso caccia. I bambini coinvolti e feriti sono tra i dati contrassegnati dal simbolo §.

Nella seconda parte, seguiranno le cronache dettagliate da cui scaturiscono i dati, aggiornate al 31 gennaio, ultimo giorno canonico di questa stagione, nella speranza che qualche genio in poltrona non voglia allungare questa agonia. Le altre sezioni consentiranno di completare un quadro analitico più dettagliato e completo. Grazie poer l'attenzione e la diffusione.

Associazione Vittime della caccia

 

► DOSSIER 2014/2015

 


a cura di Daniela Casprini

PREMESSA

Premesso che gli articoli riportati sono frutto di ricerche occasionali eseguite sul web e sulla carta stampata e che, conseguentemente, i dati elaborati devono essere considerati una “piccola finestra” che permette una parziale visione di una realtà ben più ampia.

Periodo di osservazione: L'arco della stagione venatoria conclusa (meno di 5 mesi), dal 1 settembre 2014 al 31 gennaio 2015, ovvero circa 66 giorni effettivi disponibili per ogni cacciatore in questa stagione e 110 se consideriamo le altre forme di caccia.

"66 giorni effettivi di caccia" si ricavano considerando che nell'arco temporale dal 1 settembre 2014 al 30 gennaio 2015, ogni cacciatore dispone a scelta di 3 giorni per cacciare su 5 settimanali. Questa stagione ha contato 66 giorni, considerando genericamente anche 5 giorni di preaperture (fino al 21 settembre, inizio stagione venatoria canonica) di tale monte giornate venatorie effettive, quale parametro temporale per rapportare i dati scaturiti nel solo ambito venatorio. Si considera invece l'arco temporale del calendario venatorio e le giornate di preapertura - in 110 giorni, ovvero 5 mesi l'anno per l'ambito extravenatorio e le altre forme di caccia (di selezione ecc).

 

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età o se l'atto ha costituito danno per terzi

Sia nell’ambito venatorio, sia in quello extravenatorio, le vittime umane, uccise o ferite, conteggiate in quello che appare ogni anno un vero e proprio “bollettino di guerra”, sono esclusivamente coloro che hanno subito lesioni causa detonazioni esplose da armi da caccia.

Per “ambito venatorio” si intende lo spazio in cui si svolgono battute di caccia, pertanto, le vittime conteggiate in tale contesto sono coloro che hanno subito lesioni, determinate da fucilate, durante azioni di caccia.

Per "ambito extravenatorio" s’intende lo spazio al di fuori delle battute di caccia e l'insieme dei tragici eventi derivanti dall'uso di armi da caccia, da parte di chi è legittimato a detenerne ad uso venatorio. Diversi sono i luoghi fisici e le dinamiche all'interno dei quali tali eventi accadono: il cacciatore che pulisce l’arma carica in casa, l'epilogo di violenza domestica, liti familiari o di vicinato, raptus improvvisi, patologie geriatriche e depressioni.

I dati qui raccolti ed elaboratii costituiscono una PANORAMICA PARZIALE sul fenomeno vittime per armi da caccia, in quanto scaturiscono da rassegne stampa intercettate occasionalmente.

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DATI VITTIME PER ARMI USO CACCIA AGGIORNATI AL 31 GENNAIO 2015 (dal 1 settembre 2014)


In sintesi, abbiamo raccolto in totale 88 casi di vittime per armi da caccia in circa 66 giorni effettivi di caccia e 110 circa a disposizione dell'attività venatoria, tra morti e feriti.

22 risultano i morti per armi ad uso caccia - 66 i feriti

di cui 4 morti tra la gente comune e 21 feriti.

i cacciatori, 18 morti e 45 feriti in entrambi gli ambiti

Nel solo Ambito extravenatorio, 1 morto tra la gente comune e 5 i feriti, mentre tra i cacciatori, 1 morto e 2 feriti.

 

 

*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

 


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Daini di Ravenna: la battaglia continua

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Daini della Pineta di Classe (RA): La battaglia continua

si punta al ricorso al Consiglio di Stato

 

Le Associazioni ricorrenti valutano il ricorso al Consiglio di Stato avverso l’ordinanza del T.A.R Emilia Romagna, che non ha sospeso il piano di abbattimento dei daini predisposto dalla Provincia di Ravenna, condannando le medesime alle spese del giudizio cautelare.

Ad avviso dell’ Associazione Vittime delle Caccia, di Animal Liberation ed Earth la delibera della Giunta Provinciale che abilità i sele-controllori dell’Ambito Territoriale Caccia, soggetti non contemplati dall’art. 19 della legge statale n. 157/92 all’abbattimento, presenta aspetti di illegittimità.

Infatti, oltre a carenze istruttorie e motivazionali in ordine in particolare all’effettivo numero di daini presenti in pineta e alla mancata applicazione dei metodi ecologici incruenti, a nostro parere la delibera contrasta con una specifica procedura regolamentare dei piani di prelievo venatori.

In questo contesto le Associazioni ricorrenti ritengono pertanto che l’appello al Consiglio di Stato, oltre ad ogni iniziativa di sensibilizzazione al cospetto dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, risponda all’esigenza primaria e in questo caso prevalente di tutela della fauna e della sicurezza dei fruitori del Parco e delle aree contigue.

Il Coordinamento "Viva i daini vivi della Pineta di Classe", 19 gennaio 2015

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PER LA RACCOLTA FONDI a sostegno del COORDINAMENTO "Viva i daini vivi della pineta di Classe"

potete inviare la vostra offerta all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,
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RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI RICORRENTI DEL COORDINAMENTO "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"

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RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI RICORRENTI

DEL COORDINAMENTO "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"

CONTRO LA DELIBERA n.252/2014 DELLA PROVINCIA DI RAVENNA


Come comunicato ai vari organi di stampa, le Associazioni Earth, Vittime della Caccia e Animal Liberation hanno impugnato la delibera della Provincia di Ravenna nr 252/2014 che decreta lo sterminio dei daini della pineta di Classe.

Le Associazioni ricorrenti e sostenitrici, nonché privati cittadini si sono già auto-tassati per raccogliere un minimo di fondi da utilizzare per le spese vive del ricorso e per affrontare le eventuali spese di condanna in caso di rigetto dell'istanza di sospensiva o comunque in caso di esito negativo al Tar.

In tale eventualità le Associazioni non riuscirebbero con i propri mezzi a fare fronte a tutti gli obblighi di legge, ed è per aiutarle ad integrare le somme necessarie che il coordinamento ha deciso di organizzare una raccolta fondi urgente.

E' fondamentale informare che il coordinamento "Viva i daini vivi della pineta di Classe", animato da spirito antispecista, si è costituito al fine di impugnare la delibera provinciale di Ravenna n.252/2014 al Tar dell'Emilia Romagna e conseguentemente per fermare l'uccisione dei daini oltreché, eventualmente, di aprire un dibattito sulla caccia di selezione ed i metodi incruenti di contenimento delle specie considerate strumentalmente nocive da chi ha interesse venatorio.

Il Coordinamento "Viva i daini vivi della pineta di Classe" è l'unico autorizzato a raccogliere fondi a tale scopo.

Le somme raccolte sul conto dell'Associazione che si è resa disponibile ad eseguire il lavoro di rendicontazione saranno impiegate dalle associazioni ricorrenti nei tempi e nei modi necessari per far fronte ad ogni urgenza per l'assolvimento degli obblighi di legge ed ogni eventuale necessità connessa.

Nel caso in cui, al termine di tutto l'iter strategico previsto, quanto raccolto nel fondo risultasse in eccedenza, questo verrà utilizzato per favorire un dibattito sulla caccia di selezione in Italia e sui metodi di contenimento incruenti, attraverso una serie di iniziative volte ad informare e sollecitare una seria riflessione su una caccia travestita da selecontrollo che in Italia oramai non conosce più paletti temporali e luoghi di divieto, alimentando e favorendo solo sé stessa, in quanto autoproclamatasi quale soluzione del "problema" da essa stessa causato, impedendo l'applicazione dei metodi incruenti e delle norme vigenti anche in materia di sicurezza pubblica.

 

Per sostenere il COORDINAMENTO "Viva i daini vivi della pineta di Classe" potete inviare la vostra offerta all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,

IMPORTANTE

la CAUSALE deve essere: "Daini della pineta di Classe",


Beneficiario : C.L.A.M.A. Ravenna Onlus

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Da sapere: in caso di eccedenza delle somme raccolte, chi ha versato oltre 100 Euro e non desiderasse che vengano utilizzati per la campagna informativa, potrà richiederne la restituzione (al netto delle spese di trasferimento) contattando la volontaria incaricata.

Per informazioni di carattere amministrativo e sulle modalità della raccolta potete scrivere a Mirella: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


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20.01- STOP CACCIA A TORDO B.,CESENA E BECCACCIA

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BLOCCO ALLA CACCIA DI ALCUNE SPECIE DI UCCELLI SELVATICI

Dal 20 gennaio non sarà più possibile cacciare il tordo bottaccio, la cesena e la beccaccia in tutto il territorio nazionale.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’esercizio del potere sostitutivo previsto dall’articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, nei confronti delle regioni Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche su proposta del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, disponendo la modifica dei calendari venatori e quindi la chiusura della caccia per le suddette specie.

Il Ministero dell’ambiente ha già da tempo sollecitato le regioni ad adeguarsi ai tempi richiesti dall’Unione europea ma non tutte le regioni hanno dato seguito al sollecito.

La Commissione europea ha infatti contestato la violazione della direttiva 2009/147/CE in materia di conservazione degli uccelli selvatici, che vieta la caccia nei periodi di nidificazione e riproduzione.

Tenuto conto che già nella seconda decade di gennaio è in corso la cosiddetta “migrazione pre-nuziale” che precede la nidificazione e considerato che in numerose regioni italiane risulta a tutt’oggi possibile cacciare queste specie migratrici fino al 31 gennaio.

 


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DAINI DI RAVENNA - DEPOSITATO RICORSO AL TAR

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COMUNICATO VITTIME DELLA CACCIA

DAINI DI RAVENNA - DEPOSITATO RICORSO AL TAR



Impugnata al TAR dell'Emilia Romagna la delibera della Provincia di Ravenna n.252/2014, definita "Ammazza daini" dai ricorrenti Associazione Vittime della caccia, Earth, Animal Liberation e sostenuta da Clama, alcuni Consiglieri del Movimento 5 Stelle e alcuni privati cittadini.

Si resta in attesa della auspicata sospensiva cautelare, come richiesto dagli Avvocati Massimo Rizzato e Francesco Damiani.

Un dono di Natale a queste creature condannate a morte anche se innocenti ed ignare degli interessi dei "macellatori".


Associazione Vittime della caccia - 24.12.2014


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Daini della Pineta di Classe: L'Associazione Vittime della caccia diffida la Provincia di Ravenna, il sindaco e il responsabile ATC.

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Comunicato stampa Associazione Vittime della cacia - 29.11.2014

Daini della Pineta di Classe:

L'Associazione Vittime della caccia diffida la Provincia di Ravenna, il sindaco e il responsabile ATC.

La fauna selvatica è un bene indisponibile dello Stato che non può andare nell'interesse di pochi che li vogliono morti e arrosto!

Se sarà necessario, impugneremo anche al TAR la Delibera della Provincia di Ravenna n.252 del 12 novembre 2014, valida fino a febbraio 2015, resa immediatamente eseguibile da chi autorizza e pianifica una strage di animali, la provincia di Ravenna. Il sindaco tace, l'ATC esegue.

L'Associazione Vittime della caccia ha deciso di diffidare chi autorizza e permette l'abbattimento di oltre 60 Daini della Pineta di Classe ed è pronta a sporgere formale denuncia contro i responsabili.
Pur avendo previsto anni prima il naturale incremento demografico di questi splendidi animali introdotti dall'uomo, niente è stato fatto, nessun metodo incruento applicato seppur sia obbligatorio per legge, come dispone l'art.19bis comma 2 della 157/92. Tra l'altro l’uccisione massiva dei capi non accompagnata da altri interventi preventivi, quindi disgregando i gruppi esistenti, solleciterà nuove nascite, vale a dire il ripresentarsi del sovra popolamento in tempi rapidi.
Non appare infondato sostenere che si tratta di un’azione finalizzata a riproporre in un prossimo futuro nuove occasioni di divertimento per i cacciatori camuffati da “selezionatori", dichiara Daniela Casprini, presidente dell'Associazione Vittime della caccia.
Nella Delibera della Provincia si palesano incongruenze, mancanza di trasparenza e violazioni delle norme non solo sulla caccia. Inevitabile anche l'inibizione della fruibilità delle aree verdi pubbliche per riservarle in via esclusiva a privati cacciatori travestiti da selecontrollori.

Ci appare quindi una vera e propria sottrazione di un bene dello Stato e di tutti noi che invece li vogliamo vivi, manovra volta a favorire l'interesse e la "pancia" di privati armati.
Attrazione turistica prima, carne da macello poi. Questa manovra è emersa palese dal fatto che, pur avendo ricevuto la generosa offerta di una signora disposta a farsi carico degli animali, avendone i requisiti e coprendo tutte le spese, la Provincia continua il suo diniego adducendo l'impossibilità di cedere i daini a privati, ma permettendo ad altri privati di ammazzarli!
Beni pubblici messi a disposizione di pochi: creature senzienti da macellare a cielo aperto e aree verdi sottratte alla pubblica fruibilità, elusione di leggi dello Stato. No, non ci siamo proprio.

L'uso di armi a lunga gittata in luoghi fortemente antropizzati, tra l'altro, mette in serio e reale rischio anche l'incolumità pubblica senza per altro esserci alcuna necessità logistica e fregandosene delle diffuse sensibiltà di chi da tempo chiede la salvezza di questi animali e che si è reso disponibile ad una soluzione fattiva e concreta. Ora basta!
Associazione Vittime della caccia - 29.11.2014


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