Associazione Vittime della caccia

organizzazione di volontariato senza fine di lucro ai sensi della Legge 266-91

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Associazione Vittime della Caccia

Cs. Daini di Ravenna, simbolo della lotta contro la caccia

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Comunicato Stampa CLAMA Ravenna e Associazione Vittime della caccia

13.4.2015

Il vizietto della Provincia e i Daini di Ravenna,

simbolo della lotta contro la caccia di contenimento in tutta Italia

Se non fosse tragica, la notizia della riunione in Provincia avente come tema principale la situazione dei daini della pineta di Classe e riportata dal Resto del Carlino il 9 aprile, avrebbe il tono della farsa.

Si è riunita infatti “la commissione consultiva per la protezione della fauna selvatica e l'esercizio dell'attività venatoria”  che  annovera al suo interno le associazioni venatorie, quelle ambientaliste (?), gli ATC e le organizzazioni agricole : con quanta cura si lucidano le doppiette che "proteggeranno" la fauna selvatica !

Quindi, come sempre,  zero contraddittorio, neanche l'ombra degli animalisti che pure hanno presentato alla provincia un piano di sterilizzazioni ancora in attesa di riscontro e più volte hanno chiesto di essere ricevuti per discutere sulla questione daini.

E di nuovo si parla di “continui incidenti stradali” , si prospetta addirittura l’intervento delle forze dell’ordine a tutela dei cacciatori, si pensa di sparare tutti i giorni dell'anno  e a tutte le ore per eludere il boicottaggio degli animalisti.

Ricordiamo per l’ennesima volta che non è stata esibita evidenza di incidenti stradali, né di danni alle colture; alle continue richieste di accesso agli atti la Provincia risponde picche, o rilascia una sorta di lista della spesa, senza documenti specifici che attestino l’entità di tali presunti innumerevoli incidenti.

Ricordiamo che avendo (finalmente) apposto i cartelli stradali di pericolo attraversamento fauna selvatica, la provincia non è tenuta ad alcun risarcimento per eventuali incidenti. Basta andare a una velocità moderata.

Facciamo presente inoltre che, per avere diritto al rimborso di danni ai terreni agricoli, questi devono essere stati reiterati nel tempo, ed i proprietari dei fondi devono provare di avere messo in atto i mezzi a difesa delle colture che, tra l’altro, vengono  richiesti nello stesso sito della Provincia: recinzioni, dissuasori, fino all'attuazione di coltivazioni alternative per l’alimentazione degli ungulati, in modo da tenerli lontani dalle altre colture.

Ribadiamo infine che la provincia non ha mai messo in atto i metodi di contenimento incruenti previsti per legge prima di poter intervenire con i fucili.

Tutto da ridere poi il resoconto del censimento (fatto come? con quali strumenti ed in base a quali direttive regionali?): la conta dei daini viene affidata a chi, in caso di soprannumero, potrà poi divertirsi ad ammazzarli.  Metodo  veramente equo ed imparziale.

In sole due uscite  ne hanno contati cento, ma i cacciatori,  che sono anche chiaroveggenti, stimano di contarne altri duecento, di cui un centinaio “contati mentre attraversano il canale Pergami”! Chi è stato presente in pineta durante le albe invernali, armato di fischietto contro i fucili dei selecontrollori, potrà giurarvi di averne contati, se fortunato, neppure dieci. I daini poi durante il giorno si rifugiano dentro la pineta, ed è  assolutamente escluso che  neppure uno torni  ad attraversare il canale dopo l’alba.  figuriamoci in branchi di cento !

Quello che ci amareggia è l’atteggiamento sprezzante dell’Ente, che continua a rifiutare qualsiasi proposta che non sia l’uccisione, a non concedere la visione degli atti alle associazioni (come richiesto dalle regole della trasparenza nella pubblica amministrazione), e ad accampare motivazioni senza prove pur di dare soddisfazione ai cacciatori.

Le possiamo solo immaginare, tali riunioni: visi rossi ed agitati, urla che reclamano la loro porzione di sangue.

Invitiamo i cittadini a recarsi, in queste belle giornate, a passeggiare nella zona della pineta di Classe, ad ammirare  quel pezzo di paradiso di piante ed animali, ed immaginarlo devastato dagli spari e dal sangue.

Solo in maggio si deciderà del destino di  questi animali tanto belli e sensibili, introdotti in quell’habitat proprio dall’uomo che ora vuole massacrarli.

I daini della Pineta di Classe sono ormai diventati il simbolo della lotta contro la caccia di selezione in tutta Italia, e noi non intendiamo permettere che tale massacro, contro ogni etica, ogni legge e buon senso, avvenga.

Comunicato stampa del 13.4.2015 CLAMA Ravenna onlus e Associazione Vittime della caccia

-O-

SCRIVI ANCHE TU, AIUTA LA PROTESTA

LA PROVINCIA CONTINUA A PARLARE DI DOPPIETTE PER I DAINI.
RIFIUTIAMOCI DI METTERE PIEDE SULLE SPIAGGE INSANGUINATE!



E' notizia del 9 aprile la riunione tenutasi negli uffici della Provincia di Ravenna per decidere del destino dei daini; dopo che mesi di appostamento all'alba hanno impedito ai cacciatori di ammazzare i 67  daini previsti, ora si continua a parlare di "continui incidenti", senza fornire nessun documento attestante l'entità di tali presunti danni. La  provincia rifiuta di incontrare le associazioni e di concedere l'accesso agli atti richiesto da mesi. Nessun accenno a metodi alternativi come sterilizzazioni e recinzioni
adeguate, ma sempre e solo parola alle doppiette. Se manifestazioni, ricorso al Tar ed al Consiglio di Stato, proposte di piani alternativi, e neppure la figuraccia cosmica dell'Ente davanti alle telecamere delle Jene ha fermato l'intenzione omicida della Provincia di Ravenna, passiamo alla minaccia di boicottare le spiagge ed i luoghi di villeggiatura!

E' il momento giusto, dobbiamo essere in tanti a fare sentire la nostra voce, soprattutto ai giornali. Noi non ci dimenticheremo mai dei daini.

Vedi articolo:
http://infonews24.com/it/notizielocali/boicottaggio-turistico-per-la-mattanza-di-daini-confcommercio-provincia-ora-basta/


Scriviamo alle istituzioni e agli enti ed associazioni turistiche ed è  importante, se si scrive un messaggio personalizzato e non si usa il messaggio-tipo, scrivere anche ai giornali.
Gli indirizzi sono tanti, quindi li dividiamo in 2 parti, ma a entrambi i gruppi va mandato lo stesso messaggio.

Istituzioni:

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Enti turistici:

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Enti turistici:

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Cs.RESPINTO L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI: DAINI DI RAVENNA UCCISI IN NOME DELLE BUROCRAZIA

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COMUNICATO STAMPA

RESPINTO L’APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI:

CONDANNA CAPITALE PER I DAINI DI RAVENNA

UCCISI IN NOME DELLE BUROCRAZIA


Il Consiglio di Stato riunitosi in Camera di Consiglio il 5 marzo, ha incredibilmente respinto le istanze delle associazioni Vittime della Caccia, Earth ed Animal Liberation, che assieme all’associazione C.LA.M.A. hanno costituito il coordinamento “Viva i daini vivi della pineta di Classe” con l’obbiettivo di fare fronte unico contro la delibera della provincia di Ravenna che disponeva l’abbattimento degli animali.

Il Consiglio di Stato ha ritenuto il "provvedimento motivato e pienamente sostenuto dagli Enti che hanno concorso all'istruttoria quali l'Ente Parco per il Delta del Po e Ispra" , e che "non risulta dimostrata la applicabilità e la efficacia nella situazione data delle misure alternative proposte che potranno tuttavia utilmente essere prese in considerazione per risolvere i non secondari problemi che l'intervento programmato lascia aperti".

In sostanza, si avvalla ancora il parere di Enti come Ispra, che sostiene sempre e comunque il ricorso alle doppiette invece che i metodi ecologici, e si nega la possibilità di applicare alternative non cruente, rimandate ad un nebuloso futuro, lasciando intendere nel contempo che la carneficina non risolverà i "problemi" attuali.

La deprecabile vicenda ha avuto inizio lo scorso novembre con il provvedimento della Provincia di Ravenna che prevedeva un piano di abbattimento di 67 daini del Parco di Classe sito lungo la statale Adriatica a Sud della città .

Immediate si sono levate le proteste di associazioni, comitati e cittadini indignati

per le evidenti mancanze dell’Ente nell’attuare, come vorrebbe la legge, misure di contenimento non cruente degli animali.

In particolare le associazioni Vittime della Caccia, Earth ed Animal Liberation, sostenute dall’associazione C.LA.M.A. si sono attivate per impugnare l’ordinanza “ammazza daini”.

Si è trattato di un lavoro impegnativo, sia a livello organizzativo che per il rischio economico. In prima istanza il Tar di Bologna ha infatti condannato le associazioni al pagamento di oltre 4.000 Euro rigettandone le richieste.

Questo non ha fermato però il Coordinamento che ha continuato la battaglia legale grazie alle donazioni dei tanti privati, alla tenacia delle associazioni ed all’ottimo operato degli avvocati, che hanno messo la propria professionalità gratuitamente al servizio della causa.

Purtroppo, il Consiglio di Stato, che in prima istanza aveva accolto la richiesta di sospensione delle associazioni, non ha poi ritenuto di accoglierne le ragioni

La sentenza del Consiglio di Stato da così il via libera ad un vero e proprio massacro visto che , prima ancora della Pronuncia, la Provincia aveva disposto una proroga dell’attività di abbattimento degli animali di 15 giorni. Non solo daini condannati a morte senza colpe quindi, ma femmine gravide uccise inutilmente mentre portano in grembo i propri piccoli.

Le Associazioni che costituiscono il Coordinamento erano ben consce del rischio di perdita, ma nonostante questo si è deciso di continuare il percorso legale, perché la questione dei daini è diventata emblematica. In Italia malgrado la legge scritta, si ricorre sempre e solo alle doppiette, senza limiti di spazio e tempo, senza rispetto e senza necessità ;consentendo ai cacciatori di sparare in luoghi frequentati dalle famiglie per le passeggiate domenicali; anche nei periodi di riproduzione .

Quello che avviene in Italia alla fauna selvatica è paragonabile ad una macelleria a cielo aperto; con il nome “Macello Italia” il Coordinamento definisce il progetto con cui intende influire a livello politico e di sensibilizzazione, perché tutto questo abbia fine ed i parchi e pinete tornino ad essere rifugio di animali innocenti e di cittadini pacifici.


Chi desidera può sostenere le azioni legali ed i progetti del Coordinamento "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE" :

inviando il vostro contributo all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,

IMPORTANTE
la CAUSALE deve essere: "Daini della pineta di Classe"

Beneficiario : C.L.A.M.A. Ravenna Onlus
Iban: IT08F0538713108000000008396

..

L’aiuto di tutti è davvero essenziale, visto anche le somme spropositate che le associazioni sono state condannate a pagare. GRAZIE

Le Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberation, Clama, Earth del Cordinamenmto Viva i Daini vivi della Pineta di Classe


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CS. AVC-Daini di Ravenna: CRESCETE E MOLTIPLICATEVI..."poi ci pensiamo noi".

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COMUNICATO STAMPA del COORDINAMENTO "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe"

Associazione Vittime della caccia, CLAMA, Animal Liberation e Earth


Daini di Ravenna: CRESCETE E MOLTIPLICATEVI..."poi ci pensiamo noi"


La Provincia insiste, vuole il sangue


Daini della Pineta di Classe: prossima la sentenza del Consiglio di Stato. I ricorrenti al TAR e al Consiglio di Stato del Coordinamnto "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe" denunciano un'altra forzatura inaccettabile: la volontà della Provincia di imporre l'uccisione dei Daini nonostante la sospensiva in secondo grado di giudizio, addirittura prevedendo di prorogare il termine degli abbattimenti al 15 marzo ed eludendo persino il rispetto del periodo riproduttivo della specie.

Grave infatti il parere positivo dato dall'Ispra a questa proroga, vergognoso è l'atteggiamento assunto dalla Provincia nei confronti di quanto disposto dal Consiglio di Stato, e nonostante lo svergognamento pubblico del programma televisivo delle Iene.
Evidentemente a niente valgono le proteste dei cittadini, la risonanza mediatica, le aggressioni e le minacce in stile mafioso contro chi protesta e vigila sulla vita dei daini,

La legge gli fa un baffo.

Siamo di fronte alla palese connivenza delle istituzioni con la lobby delle armi e dei cacciatori alla faccia di tutti gli italiani, delle norme vigenti e del dovuto rispetto per la vita di questi animali.

Proprio il prossimo 5 marzo il Consiglio di Stato emetterà la sentenza definitiva circa l'appello al ricorso TAR con cui è stata impugnata la delibera n.252 del 2014 che autorizzava il massacro dei Daini della Pineta di Classe a Ravenna.

Se  l'appello verrà respinto la provincia di Ravenna potrà  portare a termine, allungandolo, il suo piano operativo di strage a dir poco sconcertante, che permetterà l'abbattimento selettivo/di contenimento in aree verdi  pubbliche, nella fattispecie dei Daini della Pineta di Classe, in aperta violazione di diverse norme di legge.

Se invece l'appello avrà successo gli abbattimenti previsti dalla delibera verranno definitivamente bloccati.

Forse. A meno che la Provincia non faccia il solito giochetto dei furbi politicanti per accontentare gli sparatori ad ogni costo, con l'effetto finale di configurare una palese omissione delle proprie competenze e non solo.
Competenze queste, per le quali presidenti, assessori e consiglieri vari vengono mantenuti con lauti stipendi pagati da tutti noi.

Le Associazioni ricorrenti e il Coordinamento (AVC, AL, Earth e Clama), aldilà di quella che potrà essere la sentenza e le successive azioni della provincia di Ravenna, annunciano che continueranno la loro battaglia per chiedere l'applicazione della legge che impone in via prioritaria metodi non cruenti per il contenimento della fauna selvatica a livello nazionale. Metodi obbligatori  che possono essere pianificati e messi concretamente in atto solo se c'è la volontà da parte di chi ha l'obbligo preventivo di applicarli, in accordo con le realtà associative direttamente interessate alla vita di queste creature.

L'Assiciazione Vittime della Caccia ha investito del problema anche il Prefetto, in nome e per conto del Coordinamento "Viva i Daini vivi della Pineta di Classe", al fine di focalizzare l'intera vicenda, rilevandone tutti gli aspetti di illegittimità in rapporto alle norme vigenti e di pubblica sicurezza. Auspicando nel contempo l'avvio di un tavolo di lavoro mirato all'individuazione di tutte le misure necessarie a contenere il numero dei daini nel luogo dove ora vivono e per fare chiarezza una volta per tutte su una situazione strumentalmente ambigua che di fatto favorisce solo e soltanto chi ha interesse a che gli animali siano sempre in esubero.

Continueremo a contestare a livello nazionale - spiegano le associazioni  -  i piani di contenimento che, a fronte delle decennali immissioni di fauna selvatica da parte di cacciatori, rappresentano la pianificata fase successiva per cogliere i frutti dell'allevamento selvaggio di animali poi da abbattere tramite gli stessi responsabili del danno,  travestiti da salvatori della patria e, assurdo, della sicurezza pubblica!

Una "caccia di selezione" che non conosce ormai limiti di sorta, non dovendo rispettare nè il calendario venatorio, nè le zone normalmente interdette alla caccia cosiddetta "ordinaria" e che costituisce quindi un ulteriore pericolo per la sicurezza e l'ordine pubblico, in quanto autorizzata anche in ambiti fortemente antropizzati, come  parchi pubblici e addirittura in pubbliche vie,  L'esubero come scusa per cacciare ovunque e sempre e che tra l'altro impone la gratuita crudeltà alla coscienza di tutti.

Insieme di aspetti questi che l'Ispra non prende mai in considerazione quando fornisce le sue indicazioni alle province sui tempi, i modi e i luoghi dove cacciare. La sola valutazione etologica e biologica delle specie da abbattere è una visione assolutamente parziale della realtà che non tiene conto della presenza dell'uomo sul territorio, nè delle alternative percorribili come legge comanda.
Per tal motivo il Coordinamento ha chiesto ufficialmente un confronto diretto con il responsabile fauna selvatica dell'Ispra al fine di esortare l'Ente ad una riflessione maggiore sulle sue valutazioni e successive autorizzazioni a procedere a province e regioni.

Va ribadito infatti, e non smetteremo mai di ricordarlo, che i cosiddetti selettori utilizzano armi con gittate che superano qualche chilometro e di cui la legge vieta l'uso  a  meno di 1,5 volte la gittata stessa dell'arma da obiettivi sensibili. Impossibile pertanto che sulla base della sicurezza possano essere autorizzate simili forme di caccia.

Le aree verdi sono dei cittadini pacifici, non di gente armata e violenta che ha inoltre dimostrato di fregarsene delle norme e che, dai fatti accaduti, palesa di non dare garanzia neppure di saldezza psichica nel confronto civile con chi difende la vita, e quindi di non essere portatore dei minimi requisiti per detenere ed usare un'arma da fuoco. Figuriamoci in mezzo alla gente e in luogo pubblico.

Le persone pacifiche non possono essere in balìa di certi individui armati, anche questo Chi di competenza deve farsene carico.

Le Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberation, Clama, Earth del Cordinamenmto Viva i Daini vivi della Pineta di Classe


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Cs. IL CONSIGLIO DI STATO FERMA LA CACCIA AI DAINI di RAVENNA SU RICORSO AVC -AL -EARTH

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COMUNICATO STAMPA - 10 febbraio 2015 - Associazione Vittime della caccia


IL CONSIGLIO DI STATO FERMA LA CACCIA AI DAINI DELLA PINETA DI CLASSE
SU RICORSO DELLE ASSOCIAZIONI VITTIME DELLA CACCIA, ANIMAL LIBERATION ED EARTH

Accolta l'istanza cautelare avanzata dalle Associazioni Vittime della caccia, Animal Liberartion ed Earth,

in difesa dei Daini della Pineta di Classe e dei pacifici cittadini.

Il Consiglio di Stato in data 9 febbraio ha accolto l'istanza di misure cautelari ai sensi degli artt. 62 e 98, comma 1, c.p.a., presentata dagli Avvocati Andrea Rizzato e Francesco Damiani per conto di Associazione Vittime della caccia, Animal Liberation ed Earth, supportate dall'Associazione CLAMA Ravenna onlus del Coordinamento "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"*.

L'appello al Consiglio di Stato si è reso necessario in quanto il Tar di Bologna, sezione 2°, respingeva il ricorso delle stesse (con ordinanza n.5 del 14.01.2015), condannando addirittura a spese astronomiche le Associazioni di volontariato che chiedono soltanto il rispetto e l'applicazione di norme vigenti, da troppo tempo eluse.

Secondo l'impugnata delibera provinciale di Ravenna (n.252/2014), le uccisionidegli ungulati della Pineta avrebbero dovuto concludersi alla fine di febbraio, per poi riprendere in seconda battuta anche durante l'estate, nel caso in cui non fosse raggiunto il numero stabilito di daini uccisi.

Su appello delle Associazioni, in sostanza, il Consiglio di Stato ha legittimato le misure richieste contenute nel ricorso di secondo grado, accogliendole prontamente in via cautelare proprio per evitare un "danno irrimediabile", ovvero l'uccisione dei Daini della Pineta di Classe.

In Camera di Consiglio del prossimo 5 marzo auspichiamo di conoscere anche il pronunciamento di merito, oltre alla decisione circa le spese di condanna a carico delle tre Associazioni animaliste, comminate ingiustmente dal Tar di Bologna, ad avviso di AVC .

Pertanto, esclusa la presenza di cacciatori nell'area della Pineta di Classe, sarà possibile tirare un sospiro di sollievo e tornare a frequentare l'area verde pubblica serenamente. I cittadini possono così riappropriarsi di un bene comune e del diritto di vedere salvaguardati gli animali che vi abitano, di incontrarli pacificmente e di imparare a rispettarli, come buoni custodi, non come oppressori e loro carnefici.

Con la ritrovata quiete vengono così anche meno le problematiche di ordine pubblico, che hanno visto recentemente il verificarsi di gravissimi atti da parte di gente armata contro persone presenti per difendere i Daini, atti inccettabili che devono trovare risposta in altra opportuna sede.

Nell'auspicare a un ripensamento da parte della Giunta della Provincia di Ravenna per un diverso approccio a questo tema, l'Associazione Vittime della caccia è certa di poter contribuire fattivamente assieme al Coordinamento "Viva i daini vivi della Pineta di Classe" di cui fa parte, proposte serie e concrete, aprendo al contempo un necessario dibattito sul tema "contenimento della fauna selvatica" attraverso metodi incruenti.

Associazione Vittime della caccia - www.vittimedellacaccia.org

 

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*ATTENZIONE - C'è un'altra raccolta fondi chiamata "Daini Vivi" e messa in atto da altre persone, a cui appunto hanno dato un nome del tutto simile al nostro, confondendo non pochi donatori in buona fede. Chi vuole concretamente sostenere la battaglia legale e i progetti futuri invii il proprio contributo i riferimenti bancari sopra indicati (Clama)

LEGGI IL DECRETO>>>QUI

 


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DOSSIER 2014/2015 - INTRODUZIONE e INDICE

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AVVISO:

A CAUSA DELLA PERDITA DI ALCUNI DATI - CHE STIAMO RECUPERANDO -  IL COMPLETAMENTO DEL DOSSIER HA SUBITO E SUBIRà UN ULTERIORE RITARDO - CHIEDIAMO SCUSA


*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

 

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©DOSSIER 2014-2015

VITTIME per ARMI da CACCIA

in ambito venatorio ed extravenatorio

INDICE, INTRODUZIONE, PREMESSA

 

► DOSSIER 2014/2015

INDICE DOSSIER 2014-2015

DOSSIER IN LAVORAZIONE>>> ancora non tutte le sezioni sono pronte


► DOSSIER 2014/2015 - VITTIME IN AMBITO VENATORIO ed AMBITO EXTRAVENATORIO: CRONACHE di questa stagione

► DOSSIER 2014/2015 - TABELLE RIASSUNTIVE PROVINCE/REGIONI DATI VITTIME AMBITO VENATORIO

► DOSSIER 2014/2015 - FOCUS ETA' RESPONSABILI INCIDENTI E COMPARAZIONE PRECEDENTI ANNI

► DOSSIER 2014/2015 - MINORI E CACCIA

► DOSSIER 2014/2015 – STORIE DI ORDINARIA FOLLIA

► DOSSIER 2014/2015 - GLI ANIMALI VITTIME DELLA CACCIA

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI DOMESTICI-ALLEVAMENTO

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI NON CACCIABILI

- DOSSIER 2014/2015 - VITTIME DELLA CACCIA - ANIMALI PROTETTI

► DOSSIER 2014/2015 - FREQUENZA ACCADIMENTI

► DOSSIER 2014/2015 - CADENZA INCIDENTI CACCIA NEI MESI

► DOSSIER 2014/2015 - CRIMINI VENATORI-CONSTATAZIONE ILLECITI

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► DOSSIER 2013-2014>> PRECEDENTE STAGIONE VENATORIA


COMUNICATO:

Stagione venatoria 2014/2015:  Confermati i dati raccolti da AVC: 88 vittime per armi da caccia dal 1 settembre al 31 gennaio.

Sempre alto il numero di morti e feriti per armi da caccia. Entro il 4 febbraio il Dossier completo sarà dispnibile on line.

L'Associazione Vittime della caccia alla chiusura di questa stagione venatoria pubblica i suoi drammatici e purtroppo sistematici dati, a conferma che l'allarme è sempre stabilmente alto.


Registriamo l'ennesima fucilerìa di fine stagione che fa alzare il livello di indignazione generale ed apprensione nell'opinione pubblica e, per fortuna, comincia ad allarmare anche alcuni prefetti.

Sono in crescita le denunce dei cittadini inermi e le richieste di aiuto che giungono all'Associazione: un SOS reiterato che non può lasciarci indifferenti. L'Associazione Vittime auspica presto di organizzare uno sportello di ascolto, anche legale, proprio per venire incontro ad una sempre più diffusa richiesta di aiuto di chi vive dove si caccia. E oramai si caccia ovunque e praticamente sempre, grazie, si fa per dire, alle cosiddette battute di selecontrollo e contenimento. In barba a norme ben preminenti come la sicurezza pubblica, province e regioni autorizzano allevamenti all'aperto addirittura nei pubblici parchi di animali che, all'occorrenza e quando si sono riprodotti, diventano "nocivi" e quindi da "contenere" a fucilate, per accontentare i finti selecontrollori che si portano a casa... tanti "beni indisponibili dello Stato" sotto forma di carne... Un circolo vizioso in cui il cacciatore è chiamato a risolvere il problema da lui stesso e da anni prodotto.

La caccia in Italia non è più compatibile col vivere civile, sia per la morfologia del territorio in rapporto all'urbanizzazione, sia per una sempre maggiore repulsione della società civile contro questa barbara pratica legalizzata, ma anche perchè la caccia, in ogni sua forma, non dà alcuna efficace risposta, al contrario è fonte di problemi e dolore per tutti.


Gli innumerevoli casi apparsi sulla stampa devono alzare il livello di guardia: a rimanere vittime della caccia, dei cacciatori, delle armi da caccia sono adulti, bambini, animali domestici e non, persino all'interno delle loro case, dei giardini e parchi. Gli animali selvatici inutile contarli, non perchè sono di serie B ma perchè la reale strage avviene lontano dagli occhi della gente comune e non è certo quella segnata sui tesserini venatori che ogni cacciatore deve compilare ogni volta che uccide.


Quest'anno il Dossier Vittime della caccia uscirà in due-tre parti nell'arco di una settimana, per favorire riflessioni ed analisi maggiori sui dati che contiene. Essendo a questo punto l'ottava stagione venatoria che analizziamo il campione che abbiamo a disposizione comincia a dare dei riferimenti importanti su questa realtà, fin troppo volutamente ignorata dalle istituzioni. Noi, non demordiamo e continuiamo a raccogliere fatti e misfatti di chi esercita a vario titolo attività venatoria. Noi raccogliamio, gli altri sparano.

Iniziamo, in questa prima parte, con i dati delle vittime umane:  Numeri, numeri dietro cui ci sono vite spezzate, famiglie rovinate, sofferenze evitabili. Segue la comparazione con gli anni precedenti e la suddivisione analitica per regioni e provincie di morti e feriti umani per armi ad uso caccia. I bambini coinvolti e feriti sono tra i dati contrassegnati dal simbolo §.

Nella seconda parte, seguiranno le cronache dettagliate da cui scaturiscono i dati, aggiornate al 31 gennaio, ultimo giorno canonico di questa stagione, nella speranza che qualche genio in poltrona non voglia allungare questa agonia. Le altre sezioni consentiranno di completare un quadro analitico più dettagliato e completo. Grazie poer l'attenzione e la diffusione.

Associazione Vittime della caccia

 

► DOSSIER 2014/2015

 


a cura di Daniela Casprini

PREMESSA

Premesso che gli articoli riportati sono frutto di ricerche occasionali eseguite sul web e sulla carta stampata e che, conseguentemente, i dati elaborati devono essere considerati una “piccola finestra” che permette una parziale visione di una realtà ben più ampia.

Periodo di osservazione: L'arco della stagione venatoria conclusa (meno di 5 mesi), dal 1 settembre 2014 al 31 gennaio 2015, ovvero circa 66 giorni effettivi disponibili per ogni cacciatore in questa stagione e 110 se consideriamo le altre forme di caccia.

"66 giorni effettivi di caccia" si ricavano considerando che nell'arco temporale dal 1 settembre 2014 al 30 gennaio 2015, ogni cacciatore dispone a scelta di 3 giorni per cacciare su 5 settimanali. Questa stagione ha contato 66 giorni, considerando genericamente anche 5 giorni di preaperture (fino al 21 settembre, inizio stagione venatoria canonica) di tale monte giornate venatorie effettive, quale parametro temporale per rapportare i dati scaturiti nel solo ambito venatorio. Si considera invece l'arco temporale del calendario venatorio e le giornate di preapertura - in 110 giorni, ovvero 5 mesi l'anno per l'ambito extravenatorio e le altre forme di caccia (di selezione ecc).

 

CRITERIO DI RICERCA ADOTTATO: L'Associazione Vittime della caccia nel conteggio esclude da sempre casi di vittime per cadute, infarti o incidenti di altra natura che non siano le armi da caccia, o vittime in altri contesti. Sono esclusi dalla raccolta dati anche i casi di suicidio con armi da caccia, salvo se trattasi di minori di età o se l'atto ha costituito danno per terzi

Sia nell’ambito venatorio, sia in quello extravenatorio, le vittime umane, uccise o ferite, conteggiate in quello che appare ogni anno un vero e proprio “bollettino di guerra”, sono esclusivamente coloro che hanno subito lesioni causa detonazioni esplose da armi da caccia.

Per “ambito venatorio” si intende lo spazio in cui si svolgono battute di caccia, pertanto, le vittime conteggiate in tale contesto sono coloro che hanno subito lesioni, determinate da fucilate, durante azioni di caccia.

Per "ambito extravenatorio" s’intende lo spazio al di fuori delle battute di caccia e l'insieme dei tragici eventi derivanti dall'uso di armi da caccia, da parte di chi è legittimato a detenerne ad uso venatorio. Diversi sono i luoghi fisici e le dinamiche all'interno dei quali tali eventi accadono: il cacciatore che pulisce l’arma carica in casa, l'epilogo di violenza domestica, liti familiari o di vicinato, raptus improvvisi, patologie geriatriche e depressioni.

I dati qui raccolti ed elaboratii costituiscono una PANORAMICA PARZIALE sul fenomeno vittime per armi da caccia, in quanto scaturiscono da rassegne stampa intercettate occasionalmente.

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DATI VITTIME PER ARMI USO CACCIA AGGIORNATI AL 31 GENNAIO 2015 (dal 1 settembre 2014)


In sintesi, abbiamo raccolto in totale 88 casi di vittime per armi da caccia in circa 66 giorni effettivi di caccia e 110 circa a disposizione dell'attività venatoria, tra morti e feriti.

22 risultano i morti per armi ad uso caccia - 66 i feriti

di cui 4 morti tra la gente comune e 21 feriti.

i cacciatori, 18 morti e 45 feriti in entrambi gli ambiti

Nel solo Ambito extravenatorio, 1 morto tra la gente comune e 5 i feriti, mentre tra i cacciatori, 1 morto e 2 feriti.

 

 

*la pubblicazione dei testi e dei dati raccolti dall'Associazione Vittime della caccia, implica obbigatoriamente la citazione della fonte stessa. Grazie - ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA©Copyright

 


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Daini di Ravenna: la battaglia continua

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Daini della Pineta di Classe (RA): La battaglia continua

si punta al ricorso al Consiglio di Stato

 

Le Associazioni ricorrenti valutano il ricorso al Consiglio di Stato avverso l’ordinanza del T.A.R Emilia Romagna, che non ha sospeso il piano di abbattimento dei daini predisposto dalla Provincia di Ravenna, condannando le medesime alle spese del giudizio cautelare.

Ad avviso dell’ Associazione Vittime delle Caccia, di Animal Liberation ed Earth la delibera della Giunta Provinciale che abilità i sele-controllori dell’Ambito Territoriale Caccia, soggetti non contemplati dall’art. 19 della legge statale n. 157/92 all’abbattimento, presenta aspetti di illegittimità.

Infatti, oltre a carenze istruttorie e motivazionali in ordine in particolare all’effettivo numero di daini presenti in pineta e alla mancata applicazione dei metodi ecologici incruenti, a nostro parere la delibera contrasta con una specifica procedura regolamentare dei piani di prelievo venatori.

In questo contesto le Associazioni ricorrenti ritengono pertanto che l’appello al Consiglio di Stato, oltre ad ogni iniziativa di sensibilizzazione al cospetto dell’opinione pubblica e delle Istituzioni, risponda all’esigenza primaria e in questo caso prevalente di tutela della fauna e della sicurezza dei fruitori del Parco e delle aree contigue.

Il Coordinamento "Viva i daini vivi della Pineta di Classe", 19 gennaio 2015

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PER LA RACCOLTA FONDI a sostegno del COORDINAMENTO "Viva i daini vivi della pineta di Classe"

potete inviare la vostra offerta all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,
IMPORTANTE
la CAUSALE deve essere: "Daini della pineta di Classe"
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RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI RICORRENTI DEL COORDINAMENTO "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"

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RACCOLTA FONDI A SOSTEGNO DELLE ASSOCIAZIONI RICORRENTI

DEL COORDINAMENTO "VIVA I DAINI VIVI DELLA PINETA DI CLASSE"

CONTRO LA DELIBERA n.252/2014 DELLA PROVINCIA DI RAVENNA


Come comunicato ai vari organi di stampa, le Associazioni Earth, Vittime della Caccia e Animal Liberation hanno impugnato la delibera della Provincia di Ravenna nr 252/2014 che decreta lo sterminio dei daini della pineta di Classe.

Le Associazioni ricorrenti e sostenitrici, nonché privati cittadini si sono già auto-tassati per raccogliere un minimo di fondi da utilizzare per le spese vive del ricorso e per affrontare le eventuali spese di condanna in caso di rigetto dell'istanza di sospensiva o comunque in caso di esito negativo al Tar.

In tale eventualità le Associazioni non riuscirebbero con i propri mezzi a fare fronte a tutti gli obblighi di legge, ed è per aiutarle ad integrare le somme necessarie che il coordinamento ha deciso di organizzare una raccolta fondi urgente.

E' fondamentale informare che il coordinamento "Viva i daini vivi della pineta di Classe", animato da spirito antispecista, si è costituito al fine di impugnare la delibera provinciale di Ravenna n.252/2014 al Tar dell'Emilia Romagna e conseguentemente per fermare l'uccisione dei daini oltreché, eventualmente, di aprire un dibattito sulla caccia di selezione ed i metodi incruenti di contenimento delle specie considerate strumentalmente nocive da chi ha interesse venatorio.

Il Coordinamento "Viva i daini vivi della pineta di Classe" è l'unico autorizzato a raccogliere fondi a tale scopo.

Le somme raccolte sul conto dell'Associazione che si è resa disponibile ad eseguire il lavoro di rendicontazione saranno impiegate dalle associazioni ricorrenti nei tempi e nei modi necessari per far fronte ad ogni urgenza per l'assolvimento degli obblighi di legge ed ogni eventuale necessità connessa.

Nel caso in cui, al termine di tutto l'iter strategico previsto, quanto raccolto nel fondo risultasse in eccedenza, questo verrà utilizzato per favorire un dibattito sulla caccia di selezione in Italia e sui metodi di contenimento incruenti, attraverso una serie di iniziative volte ad informare e sollecitare una seria riflessione su una caccia travestita da selecontrollo che in Italia oramai non conosce più paletti temporali e luoghi di divieto, alimentando e favorendo solo sé stessa, in quanto autoproclamatasi quale soluzione del "problema" da essa stessa causato, impedendo l'applicazione dei metodi incruenti e delle norme vigenti anche in materia di sicurezza pubblica.

 

Per sostenere il COORDINAMENTO "Viva i daini vivi della pineta di Classe" potete inviare la vostra offerta all'Associazione C.L.A.M.A. Ravenna Onlus,

IMPORTANTE

la CAUSALE deve essere: "Daini della pineta di Classe",


Beneficiario : C.L.A.M.A. Ravenna Onlus

Iban: IT08F0538713108000000008396


Da sapere: in caso di eccedenza delle somme raccolte, chi ha versato oltre 100 Euro e non desiderasse che vengano utilizzati per la campagna informativa, potrà richiederne la restituzione (al netto delle spese di trasferimento) contattando la volontaria incaricata.

Per informazioni di carattere amministrativo e sulle modalità della raccolta potete scrivere a Mirella: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


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20.01- STOP CACCIA A TORDO B.,CESENA E BECCACCIA

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BLOCCO ALLA CACCIA DI ALCUNE SPECIE DI UCCELLI SELVATICI

Dal 20 gennaio non sarà più possibile cacciare il tordo bottaccio, la cesena e la beccaccia in tutto il territorio nazionale.

Il Consiglio dei Ministri ha deliberato l’esercizio del potere sostitutivo previsto dall’articolo 8, comma 4, della legge 5 giugno 2003, n. 131, nei confronti delle regioni Liguria, Toscana, Umbria, Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Marche su proposta del Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, disponendo la modifica dei calendari venatori e quindi la chiusura della caccia per le suddette specie.

Il Ministero dell’ambiente ha già da tempo sollecitato le regioni ad adeguarsi ai tempi richiesti dall’Unione europea ma non tutte le regioni hanno dato seguito al sollecito.

La Commissione europea ha infatti contestato la violazione della direttiva 2009/147/CE in materia di conservazione degli uccelli selvatici, che vieta la caccia nei periodi di nidificazione e riproduzione.

Tenuto conto che già nella seconda decade di gennaio è in corso la cosiddetta “migrazione pre-nuziale” che precede la nidificazione e considerato che in numerose regioni italiane risulta a tutt’oggi possibile cacciare queste specie migratrici fino al 31 gennaio.

 


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