PRECISAZIONE E CHIARIMENTO
L’Associazione Vittime della caccia oggi è un’organizzazione di volontariato ai sensi della legge 266 del 1991, prima riconosciuta presso il Ministero dell’Ambiente con D.M. 0000025 del 16.01.2014, e revocata il 19 gennaio 2023 dal cosiddetto “Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste” del governo Meloni, in seguito ad alcuni pretesti e VISTE LE NOSTRE COPIOSE ATTIVITA’ NEI TRIBUNALI regionali e in Consiglio di Stato. Vedasi la pagina “Attività”
Le SCUSE PRETESTUOSE e gli impossibili nuovi requisiti richiesti sono stati lo strumento per tentare di oscurarci.
Lottare con gli avvocati per essere riconosciuti da tale governo, significava per AVC LEGITTIMARNE LA SUA ISTITUZIONE. Non legittimiamo o compiaciamo in nessun modo questo governo per quanto sta compiendo in materia di caccia. Non ci riconosciamo in tale Ministero. CONTINUEREMO COMUNQUE A DENUNCIARE LA CARNEFICINA DELLA CACCIA
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C.s. ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA – 01.02.2023
AVC RINUNCIA AL RICONOSCIMENTO PRESSO IL MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA SICUREZZA ENERGETICA
L’Associazione Vittime della Caccia in data 19/01/2023 ha formalizzato la rinuncia al suo riconoscimento presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, riconoscimento in vigore dal 2014 da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
I nomi hanno la loro importanza.
Con l’ultima legge di bilancio 2023 il governo Meloni ha di fatto dato il via a un preoccupante disegno di smantellamento dell’attuale legge quadro 157/92.
Prendendo a pretesto il sovrappopolamento degli ungulati, in primis i cinghiali, si consente la caccia a tutta la fauna selvatica nelle aree protette e nei centri urbani, creando peraltro le condizioni per la filiera di carni di selvatico e tutto l’indotto che questo meccanismo può alimentare.
Ma la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato? O è un business?
Al Senato è stato approvato il passaggio contenuto nel decreto legge 173/22 recante disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni dei Ministeri. La materia caccia e fauna selvatica passerà sotto il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste*.
Della “sovranità alimentare”!
Le parole hanno la loro importanza.
Si è deciso di accogliere le richieste del mondo venatorio e di Coldiretti eludendo il fatto che gli abbattimenti di questi anni non solo non hanno inciso sul loro obiettivo, ma al contrario hanno visto crescere il numero dei cinghiali e non solo.
Al mondo ambientalista e animalista si impedisce di aprire un confronto serio e costruttivo con le istituzioni al fine di concertare soluzioni e strategie (previste dalla legge 157/92) non cruente in relazione alla gestione e al contenimento di specie selvatiche. Si accontentano invece i cacciatori, ovvero coloro che da anni alterano gli equilibri tra prede e predatori naturali.
Da sempre il territorio è stato gestito nell’interesse del mondo venatorio, anche in barba alla sicurezza dei cittadini e alla qualità della vita di chi abita laddove si caccia.
Infatti, anche questa ultima stagione venatoria (canonica) ha evidenziato ben 79 persone vittime di armi da caccia e dei cacciatori, come riportato nell’ultimo DOSSIER VITTIME DELLA CACCIA 2022-2023 a questo link> https://www.vittimedellacaccia.org/avc-dossier-2022-2023-cronologia
Pertanto l’Associazione Vittime della caccia di fronte a questa scellerata deriva non vuole essere più riconosciuta da un ministero estraneo ai propri fini (quello dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) che in materia di tutela dell’ambiente e della fauna selvatica è totalmente assente e orientato a perseguire altre finalità.
La decisione irrevocabile è un atto di protesta che auspichiamo possa indurre a una riflessione critica anche altre Sigle associative che non trovano più un riscontro identitario con le politiche di questo governo e del Ministero dal quale siamo onorati di fuoriuscire.
Daniela Casprini, presidente Associazione Vittime della caccia – Roma, 01.02.2023