MANIFESTAZIONE CONTRO LA CACCIA-19.09.2026 MILANO

AVC  Comunicato stampa 19.09.2026

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA SULLA RIFORMA DELLA LEGGE 157/92

 

In occasione della manifestazione del 19 settembre 2026 a Milano, AVC dichiara

La proposta di legge 2984 (già ddl 1552 al senato, giugno 2026) è ora assegnata in sede referente alla XIII Commissione Agricoltura della Camera.

È, questa proposta, la quinta modifica della legge quadro nazionale sulla caccia nell’attuale legislatura che introduce ulteriori agevolazioni e liberalizzazioni a favore del mondo venatorio, ovviamente a discapito della protezione della fauna selvatica e della pubblica sicurezza.

Dobbiamo sempre ricordare che la caccia è una concessione non un diritto, che lo Stato rilascia ai cittadini richiedenti, secondo precise regole, parametri e requisiti, e solo per alcune specie di animali e in determinati periodi di tempo, dettati dai calendari venatori.

In pratica, all’origine si affermava che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, infatti la protezione della fauna selvatica era prioritaria e “il prelievo venatorio” un’eccezione.

Da ottobre 2022, con l’insediamento del governo Meloni e nel quadro del patto clientelare/elettorale col mondo venatorio, è iniziato lo scempio di questa legge che rappresentava il risultato di un faticoso compromesso politico che teneva conto dei vari aspetti che questa attività va prepotentemente a toccare.

Le pretese modifiche non sono solo mere introduzioni tecniche ma hanno un carattere culturale preciso finalizzato ad attribuire al cacciatore il ruolo del tutore “della biodiversità e dell’ecosistema”. Niente di più fuorviante e mistificatorio.

L’Organo ufficiale di valutazione faunistico/ambientale quale l’ISPRA (Istituto superiore per la ricerca ambientale) è stato equiparato al Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, formato dalle associazioni di cacciatori maggiormente rappresentative. Alla faccia della democrazia.

Tra le modifiche fattive emergono l’estensione del periodo di caccia, l’aumento delle specie cacciabili, l’ampliamento del territorio destinato alla caccia, la liberalizzazione della caccia con i richiami vivi, l’uso dei visori notturni, la caccia in aree demaniali a scapito delle zone di protezione della fauna selvatica e di chi frequenta aree verdi, le munizioni al piombo, il declassamento del Lupo e altre nefandezze ancora come il divieto di “disturbo all’attività venatoria”.

Ovvero non provatevi a protestare se vi sparano sulle finestre!

Appare oggettivamente controverso e paradossale il fatto che un governo che millanta come prioritaria la sicurezza dei cittadini, consenta poi una caccia sempre più permissiva, libera e nefasta proprio in barba alla tanto decantata garanzia di sicurezza e incolumità pubblica: una caccia di fatto svolta tutto l’anno e anche in aree fino ad oggi precluse, non potrà che delineare un quadro ancor più allarmante, con un ulteriore incremento di morti e feriti umani per armi da caccia e la contestuale recrudescenza di allarme sociale di chi vive in aree rurali.

A tal proposito l’Osservatorio AVC nell’ultima stagione venatoria 2025-2026 ha registrato:

– 46 vittime umane (42 in ambito venatorio, 4 in ambito extravenatorio,

di questi 1 morto e 9 feriti estranei alla caccia!

– Le regioni maggiormente colpite e responsabili di fatti di sangue per l’attività venatoria, sono state Piemonte e Sicilia con 7 casi ognuna, seguono la Toscana con 6 casi e la Sardegna con 5.

– L’età dei responsabili di danni causati a persone umane, abuso di armi, vittime animali domestici e bracconaggio si concentra soprattutto nella fascia 51/60 anni con un picco tra 61/70 anni. Questo dato è confermato anche dalla precedente stagione venatoria.

Un ulteriore preoccupante dato è quello relativo al fatto che morti e feriti per armi da caccia, anche da parte dei media, vengono assimilati e percepiti come “incidenti di caccia”. Manca altresì, ed è gravissimo, un monitoraggio ufficiale/istituzionale su questo inquietante fenomeno. Di fatto, siamo i soli da anni a documentare “le vittime della caccia”, caso per caso.

– Raccogliamo i dati sui danni dell’attività venatoria da 20 anni con la prima stagione venatoria osservata del 2007/2008, fino a questa attuale appena iniziata.

Dal 2007 i morti sono stati 479, minori compresi, i feriti 1357 con un totale di 1836 persone colpite!

Ricordiamo che non parliamo di vittime umane nell’arco dell’anno solare, bensì dei soli 5 mesi di ogni stagione venatoria!

Non abbiamo infatti finora conteggiato e raccolto i numerosi casi fuori dalle stagioni venatorie, ma sulla base delle raccapriccianti proposte in esame, sarebbe opportuno conteggiare anche quanto accade per tutto l’anno.

Ultimo, ma non in ordine di importanza, la lettera di avvertimento della Commissione Europea, un richiamo di fatto all’Italia per il mancato rispetto delle Direttive Comunitarie in materia di Ambiente e Animali, che questo nuovo DDL ha ampiamente palesato e che comporterà sicuramente sanzioni che pagheremo tutti noi e non solo questo governo.

Daniela Casprini, Associazione Vittime della caccia 19.09.2026

www.vittimedellacaccia.org

 

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