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“Ultimamente, affrontare serenamente il tema legato alla tutela della Natura, sembra essere un’ impresa davvero ardua; si accede ai social con la speranza di estraniarsi da tutte le notizie nefaste inerenti a guerre, femminicidi, e a tutti quei crimini che, purtroppo, sono sempre più presenti nella nostra quotidianità, ci si ritrova, invece, a essere letteralmente bombardati da articoli sul lupo, o meglio, contro il lupo, un continuo martellamento che ha la funzione di una vera e propria coercizione cognitiva.
La mia passione per la fauna selvatica, e la voglia di studiare mi hanno fatto da guida in quei luoghi dove vivono gli animali selvatici che si sono dimostrati elusivi, schivi e totalmente disinteressati alla mia persona, mi è capitato, più e più volte, di vederli scappare via non appena si fossero resi conto della mia presenza; camminate tranquillamente nei boschi, ma prestate attenzione agli esseri umani che sono soliti lasciare montagne di rifiuti, appiccare incendi, e a commettere altri gravissimi reati, nel mentre, se avete la fortuna di incrociare un lupo nel vostro cammino, godetevi quel momento rimanendo a debita distanza, rispettando alcune regole come quella di non dare cibo, non inseguire, non disturbare, non avvicinarsi, e tenere i nostri cani al guinzaglio, per il resto, Viva il lupo! Sempre.
– Daniela Stabile – Attivista/volontaria, appassionata di fauna selvatica, ma prima di tutto un essere umano che rifiuta attacchi alla propria mente, e al lupo.
“Chi ha paura del lupo?”L’immagine demoniaca del lupo, l’animal e che nella cultura occidentale è stato odiato, torturato e perseguitato per secoli con un accanimento che non ha eguali, riemerge con
insistenza nei media che lo descrivono come il predatore feroce e insaziabile che non risparmia l’essere umano. Perché questa irresponsabile campagna di denigrazione basata su disinformazione, chi la fomenta e a chi giova?
La paura è sempre stato il mezzo privilegiato per esercitare il dominio specie sull’infanzia, e dovremmo dire ai bambini anche che gli animali sono oggetti, che esistono solo per la nostra utilità? È tempo di abbandonare l’immaginario del lupo mangiatore di nonne e bambine indifese che debbono essere salvate dall’uomo armato di fucile e raccontare ai bambini altre versioni che allarghino la mente e il cuore, come la fiaba che Lev Tolstoj scrisse nel 1908, Il lupo, in cui il romanziere e autore influente di pedagogia antiautoritaria suggerisce ai bambini di rinunciare all’alimentazione carnea e coltivare un rapporto con la natura improntato alla nonviolenza.
Invece di dare risonanza a infondati allarmismi, di far risuonare l’eterno grido “Al lupo! Al lupo!”, la stampa potrebbe avere un ruolo importante nel contrastare la spirale della violenza in altri mille modi che la sensibilità e l’informazione rigorosa di giornalisti e giornaliste potranno suggerire loro.”
– Bruna Bianchi – Docente di Storia delle donne e Storia del pensiero politico all’Università Ca’ Foscari di Venezia, studiosa del pacifismo, del femminismo e della nonviolenza.
“La paura del selvatico, in questo caso del lupo, non è biologica, ma culturale.Ovvero non appartiene alla nostra storia bio-evolutiva di animali umani, ma da una cultura o scurantista lunga secoli se non millenni, che oggi è il caso di lasciare all’oblio del tempo. Diversamente da quanto narrato infatti, i nostri antenati preistorici non vivevano nella paura, ma nell’animalità, cioè avevano piena conoscenza del mondo naturale. Noi a quel modo di percepire e vivere il mondo dobbiamo, anzi abbiamo l’obbligo etico, di riferirci. In questo senso anche i media possono, devono, fare la loro parte, evitando di seminare terrore antiscientifico. I lupi rappresentano un valore, soprattutto in questi tempi oscuri, un valore per l’ambiente, per la biodiversità, per la società.”
– Francesco De Giorgio – Etologo antispecista. Presidente di Sparta Riserva dell’ Animalità
“Una doverosa osservazione sul ruolo ecologico del lupo, spesso rimosso dal dibattito pubblico: il lupo è un predatore apicale la cui presenza contribuisce a ristabilire processi naturali alterati dalle nostre attività, intervenendo non solo sulle popolazioni di ungulati ma anche su specie sinantrope legate agli ambienti antropizzati, come ad esempio la nutria. Pur non essendo dimostrati gli assunti necessari per definirla “invasiva” secondo la normativa europea, è stata comunque inclusa nelle liste IAS: ciò non cambia il fatto che un predatore funzionale come il lupo rappresenti un fattore naturale di regolazione, riducendo la necessità di interventi artificiali che spesso risultano costosi, inefficaci e dannosi per gli ecosistemi ripariali. Tutelare il lupo significa tutelare la resilienza dei territori che abitiamo e riportare equilibrio e biodiversità.”
-Maurizio Donadon – Geologo (ripristino idrogeologico e recupero ambientale) Collaboratore
nel CRAS di Trieste, Antispecista da sempre impegnato con gli animali in difficoltà
“Il lupo è pericoloso per l’uomo? Punti di vista o qualità dell’informazione? Un recente studio sulle cause di morte in 212 lupi [https://doi.org/10.1016/j.gecco.2021.e01892], riferisce che l’azione antropica incide per l’84,4% dei casi esaminati. Il 49% dei decessi riconosce un trauma stradale come causa sottostante, mentre il 35% dei soggetti è stato vittima di azioni illegali rappresentate dall’avvelenamento primario o secondario, dall’aggressione con arma da fuoco o con oggetti contundenti e, in due casi, è stata riconosciuta l’uccisione per soffocamento. Appare, quindi, evidente come la martellante disinformazione sul lupo, e sugli animali selvatici in generale, potrebbe rivestire un ruolo decisivo sulla pericolosità delle azioni umane, colpose o dolse che siano. Quindi, è forse ora di inquadrare scientificamente e responsabilmente il nostro concetto di “pericolo”.”
-Cristina Marchetti – Patologa forense veterinaria.
“Negli ultimi tempi assistiamo a una crescente diffusione di notizie allarmistiche sui lupi, titoli sensazionalistici e immagini di lupi avvistati vicino ai centri abitati generano paure infondate tra i cittadini, contribuendo a una percezione distorta della realtà.I lupi, come confermato da studi scientifici e dagli enti di tutela della fauna, non rappresentano un pericolo per l’uomo.
Sono animali schivi, il cui ritorno nei nostri territori è segno di un ecosistema più sano. Come ricercatore e fotografo naturalista da oltre 40 anni, posso affermare con certezza: i lupi non sono un pericolo per noi umani. il mio unico timore deriva da alcuni animali umani, in particolare coloro che svolgono l’attività venatoria (legale e illegale).
Rispettare l’articolo 9 della Costituzione italiana, che sancisce la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, non è solo un dovere professionale, ma un atto di responsabilità verso le future generazioni.
– Antonio Iannibelli – Fotografo naturalista, guardia ecologica volontaria, studioso di lupi.
“Il Lupo (Canis lupus) è tutelato ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 12 della Direttiva n. 92/43/CEE sulla salvaguardia degli habitat naturali e seminaturali, la fauna e la flora, rientrando negli allegati II e IV, lettera a) ed è specie particolarmente protetta ai sensi dell’art. 2 della legge n. 157/1992 e s.m.i.
E’, inoltre, tutelato in quanto presente nell’Allegato II della Convenzione internazionale relativa alla conservazione della vita selvatica e dell’ambiente naturale in Europa (Berna, 19 settembre 1979), esecutiva in Italia con la legge n. 503/1981.
L’uccisione di un esemplare di Lupo è sanzionata penalmente dall’art. 30 della legge n. 157/1992 e s.m.i., in caso di uccisione da parte di soggetto privo di autorizzazione alla caccia può integrare anche il reato di cui all’art. 625 cod. pen. (furto aggravato ai danni dello Stato). La diffusione di notizie false o tendenziose riguardo il Lupo può integrare gli estremi dell’art. 656 cod. pen., mentre il procurato allarme può integrare gli estremi previsti nell’art. 658 cod. pen.”
– Gruppo d’Intervento Giuridico Onlus – Associazione ambientalista
Firmatari:
Daniela Stabile
Bruna Bianchi
Francesco De Giorgio
Maurizio Donadon
Cristina Marchetti
Antonio Iannibelli
Stefano Deliperi