GLI ALTRI ASPETTI DELLA CACCIA*

 

PIOMBO PER TUTTI

così in cielo come in terra (e nelle falde acquifere).

DOSSIER PIOMBO E CACCIA

Gli effetti del piombo in natura: RELAZIONE IMPATTO AMBIENTALE PIOMBO del dott.Massimo Tettamanti (I-Care Network)> Scarica il  PDF RelazioneImpattoAmbientalePiombo

 

 

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IL DANNO AL TURISMO

Faresti le tue vacanze in mezzo alle fucilate? Le zone frequentate dai cacciatori sono sgradite ai turisti che spesso le disertano. Diversi i casi di fughe in massa di turisti provocate dai cacciatori. Gli agriturismo e gli operatori del settore ricevono un reale danno economico da chi spara! A meno che… non siano aziende turistico venatorie, create con i fondi sottratti ai privati grazie alla pianificazione venatoria regionale…

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“ANIMALI NOCIVI”: L’IMBROGLIO AGLI AGRICOLTORI

Caccia e agricoltura sono due realtà contrapposte. Eppure, i cacciatori sono riusciti a guadagnarsi le simpatie di una parte degli agricoltori col pretesto dei danni da parte degli animali selvatici, cinghiali sopratutto. In realtà, il cinghiale non è autoctono in tutte le regioni d’Italia in origine era circoscritto soltanto in alcune zone del centro Italia e al confine con la Francia.

Nessun cacciatore è credibile come alleato dell’agricoltore.

Sono 60 anni che i cinghiali vengono allevati (anche ibridandoli con il maiale) e per una ragione o un’altra rilasciati nel territorio: più danni causano, più giustificano le mattanze cosiddette “controllo venatorio selettivo”. Il numero ottimale di animali è selezionato naturalmente, grazie alla ‘capacità portante’, ovvero la relazione tra la quantità di cibo e lo spazio disponibili.

Inoltre, non risultano di fatto applicati né sperimentati i metodi incruenti di controllo demografico per gli animali considerati nocivi, come la stessa 157/92 prevede e seppure sia possibile contenere l’invasività di certe specie. Basterebbe avere la volontà di pianificare e attuare metodi alternativi ai massacri, andare contro la logica perversa del “risolvere un problema” incaricando chi lo ha provocato e comunque ha interesse che il problema non si risolva…

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I COSTI SOCIALI DELLA CACCIA

Interventi dell’elisoccorso 118 superflui. A Belluno si pagano 500 euro
La proposta di Belluno di introdurre un ticket da 500 euro da far pagare a chi – senza una plausibile giustificazione – richiede l’intervento dell’elicottero in quota. Non stiamo certo parlando degli escursionisti che si fanno male in montagna, dei cercatori di funghi che finiscono nei dirupi e spesso rischiano la vita per andare a caccia di porcini, né ci riferiamo a quanti si perdono nei boschi, complice magari la nebbia o il maltempo…

vedi le tariffe regionali:

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  • Il conto 2018 dell’elisoccorso: 164 mila euro per salvare persone illese – LEGGI L’ARTICOLO

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BUSINESS CACCIA

Alcuni addetti all’eradicazione evitano di abbattere fattrici e cuccioli per garantirsi futuri introiti. ARCUGNANO. Un’invasione di cinghiali sui Colli Berici. Per colpa, anche, di certi cacciatori che lucrano sugli abbattimenti. La pesante denuncia è di Gino Bedin, vicesindaco di Arcugnano che, in una lettera indirizzata all’Ambito territoriale di Caccia Vicenza sud, esprime tutto il suo disappunto per la gestione che i cacciatori stanno imbastendo in merito al contenimento ed  eradicazione del cinghiale sui Colli Berici.. «I cinghiali – dichiara Bedin – stanno devastando i Colli Berici: non si può più coltivare nulla e quello che coltivi te lo distruggono… LEGGI TUTTO: www.ilgiornaledivicenza.it

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DANNI DA FAUNA SELVATICA: CHI NE RISPONDE?

  • 07.03.2018 – Danni da fauna selvatica: responsabilità di Regione Puglia e rappresentanti delle organizzazioni agricole negli ATC

I cacciatori non sono la soluzione ma la causa perché, grazie anche a ripopolamenti a tappeto hanno alterato gli equilibri specie/territorio.

E’ grazie ai ripopolamenti con cinghiali, fatti tra la fine del secolo scorso e i primi anni duemila, che sono stati introdotti cinghiali provenienti dall’est Europa sfruttando un articolo della legge nazionale che permette l’introduzione di animali dall’estero con fini di miglioramento della specie. E’ così che il cinghiale “maremmano” (Sus scrofa majori) presente sul nostro territorio, peso compreso tra i 40 Kg per le femmine e i 60 Kg per i maschi che si riproduce due volte l’anno con cucciolate di 2/4 piccoli, si sono aggiunti cinghiali provenienti dall’est Europa (Sus scrofa scrofa) con caratteristiche “più importanti” come un peso che può superare i 150 Kg. e cucciolate che arrivano a 12/14 cuccioli. Un altro motivo di alterazione della specie è la possibilità di ibridazione con il maiale grazie a pratiche di allevamento allo stato brado come avviene sul Gargano. E’ così che una specie selvatica, e ambita preda per i cacciatori, da una quasi estinzione sul territorio è diventata un problema per l’agricoltura e, molto più raramente per fortuna, per la circolazione stradale….” LEGGI TUTTO: Giorgio Cislaghi, Componente comitato di gestione ATC Foggia

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LA PESTE SUINA

 Dopo aver fatto strage di maiali in Asia, la malattia virale si sta diffondendo rapidamente, anche in Europa. L’epidemia di peste suina africana (Psa) che ha colpito recentemente parte dell’Asia ha provocato la morte di milioni di maiali ed è stata definita “la più grande epidemia di malattie animali che abbiamo mai avuto sul pianeta” da Dirk Pfeiffer, epidemiologo veterinario della City university di Hong Kong. La Psa è una malattia virale che colpisce maiali e cinghiali selvatici, è solitamente letale ed estremamente contagiosa e, attualmente, non esistono vaccini né cure. Non è fortunatamente trasmissibile agli esseri umani, anche se, avvertono gli scienziati, considerate le similitudini genetiche tra suini e umani, le future mutazioni del virus potrebbero diventare pericolose….LEGGI TUTTO: www.lifegate.it

I dati forniti oggi a Villa Devoto a Cagliari, a illustrare il report, il governatore Francesco Pigliaru e i vertici dell’Unità di Progetto (UdP) per l’eradicazione della malattia: “La Psa – hanno detto – è attualmente riscontrata, pressoché esclusivamente in alcune aree della Sardegna centrale, prevalentemente nei maiali bradi ancora presenti e in minor misura in alcune popolazioni di cinghiali. Molto probabilmente, il virus non è in grado di persistere nei soli cinghiali, in cui appare in via di graduale auto-estinzione. Le azioni di depopolamento dei maiali bradi ancora presenti continueranno quindi nelle prossime settimane e mesi, mentre la definitiva eradicazione è prevista nel 2019/2020… LEGGI TUTTO: www.unionesarda.it

  • 2013 –Pattada, nuovo caso di peste suina: divieto di caccia al cinghiale 

La ASL di Sassari ha diffuso una nota relativa ad un nuovo caso di peste suina nel territorio di Pattada: imposta l’estensione del divieto di caccia al cinghiale nelle zone di vincolo.
A seguito di un nuovo focolaio di peste suina riscontrato in un allevamento di suini in agro di Pattada dove sono morti tutti e cinque i capi presenti, l’Assessorato Regionale alla Sanità in data odierna ha istituito le zone di vincolo sanitario di 3 km per la Zona di protezione che interessa 28 allevamenti suini e la Zona di Sorveglianza di 10 km che interessa altri 199 allevamenti nei comuni di Pattada, Nughedu ,Ozieri, Budduso e Oschiri. La Regione ha decretato, inoltre, il divieto di caccia al cinghiale in tali zone, salvo deroghe che dovranno essere concesse dal Servizio Veterinario della Asl di Sassari sentito il corpo forestale. fonte: www.algheroeco.com

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  • 21.11.2019 – Peste suina africana: Face denuncia due nuovi focolai in Europa
    Rintracciati casi di peste suina africana nella Polonia occidentale e nella Bulgaria meridionale…LEGGI L’ARTICOLO…

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22.11.2019 – Atina, Frosinone – Cingiale positivo alla Trichinella

La trichinosi è una malattia parassitaria caratterizzata dalla presenza di larve infettanti nei muscoli degli animali. La trasmissione all’uomo avviene esclusivamente per via alimentare, attraverso il consumo di carne contenente le larve del parassita.

SAGRE DEL CINGHIALE E ASPETTI LEGALI

Sedici mezzene di cinghiale sono risultate sprovviste di documentazione riguardo a tracciabilità e conservazione, per un totale di oltre 250 chilogrammi, pronte per essere somministrate nell’ambito della Sagra del Cacciatore nel comune savonese di Urbe sono risultate sprovviste di qualsiasi documentazione che ne attestasse origine e modalità di conservazione. Questo il risultato del controllo congiunto da parte del Corpo forestale dello Stato, Carabinieri ed Ufficio Veterinario dell’ASL 2 nel Savonese presso la “Sagra del Cacciatore”, organizzata lo scorso sabato 22 agosto in località San Pietro del comune di Urbe.
Scopo dell’intervento era di accertare la provenienza della selvaggina somministrata nel corso della manifestazione gastronomica, ed appurare quindi il rispetto della normativa in materia di igiene e sanità degli alimenti. Secondo gli organizzatori si sarebbe trattato di animali catturati dalla locale squadra di caccia durante la passata stagione venatoria, in seguito macellati e congelati dai cacciatori stessi.
Tale condotta, oltre a configurare violazione alla normativa sanitaria, integra il reato previsto dalla legge nazionale sulla caccia, che vieta espressamente di destinare a sagre o manifestazioni di carattere gastronomico la selvaggina abbattuta. I funzionari intervenuti hanno quindi sottoposto a sequestro tutta la carne di cinghiale, che è stata successivamente distrutta e smaltita da una ditta specializzata. Anche questo è probabilmente un risvolto legato all’abnorme proliferazione dei cinghiali, argomento molto dibattuto ed attuale, che arreca problemi nelle campagne e talvolta anche in città. Mentre un tempo il cinghiale era una preda piuttosto rara, oggi, a fronte delle sempre più copiose catture sortite dai cacciatori, ci si trova a dover utilizzare carni in quantità di gran lunga eccedenti il consumo familiare.… LEGGI TUTTO: www.corpoforestale.it

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CINGHIALI RADIOATTIVI

«Valori sotto le soglie di rischio per chi mangia quella carne»

TRIESTE. Due campioni di cinghiali “radioattivi” sono stati riscontrati dall’Arpa Fvg nel corso del 2013, dopo i casi della Val Sesia. Ad annunciarlo è il ministero della Salute, nella risposta all’interrogazione posta a maggio dal deputato del Movimento 5 Stella, Aris Prodani. Proprio in seguito ai casi emersi in Piemonte, e legati alla contaminazione da cesio 137 dovute all’incidente di Chernobyl del 1986, e a situazioni analoghe verificatesi in Austria e in Baviera, Prodani ha chiesto al Ministero di essere messo a conoscenza di eventuali «animali selvatici contaminati da radiazioni nucleari», chiedendo inoltre al Governo se intendesse «avviare, di concerto con le Regioni, tutti gli accertamenti del caso per comprendere l’estensione e l’origine di detta contaminazione, a tutela della salute dei cittadini»… LEGGI TUTTO: ilpiccolo.gelocal.it

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